19 giugno 2009

L'inutile referendum

Siamo arrivati al dunque: cosa votare al referendum?
Un bel problema: che andiamo a votare, oppure al mare, che prendiamo solo la terza scheda per votare sì (contro le candidature multiple) e le altre le rifiutiamo, oppure che più civilmente usiamo propriamente gli strumenti di questa strapazzata democrazia dicendo sì, oppure no , comunque siamo fregati.
Del resto i motivi del sì possono essere diversi e persino opposti.

Secondo me per quanto riguarda i prime due quesiti - se cioè assegnare alla lista (e non più alla coalizione) il premio di maggioranza (secondo il principio: chi più ha più avrà) - la questione è se la legge "porcata" ce la teniamo (No), oppure se la vogliamo anche peggiorare con le modifiche referendarie (Si).

Hai voglia caro Segni di dire che con il Sì "la Llegge elettorale divventterrebbe una bbomba nel Parlammento (o nel Governo?) e la Lllega il giorno dopo la ccambierrebbe"!!!
Magari fosse vero. Ci illudiamo come al solito vero? Perchè mai dovremmo tutti confidare sulla Lega??? E da quando, caro Segni, la Lega sarebbe diventata il baluardo della democrazia?
Esiste forse un qualcosa di così peggiore, che riguardi tutti, che ultimamente ci faccia collettivamente avere un sussulto improvviso di dignità ???
Mi pare di no.

13 giugno 2009

Spiegatemi

Chiedo se qualcuno mi può spiegare perchè il Rettore della Sapienza ha invitato il Colonnello Gheddafi a darci una "Lectio magistralis" sulla democrazia.
Proprio sulla democrazia? Sì.
Si vede che a Roma ci si ispira a Gheddafi per studiare le riforme. Dev'essere da lì che nascono certe proposte .... di aumentare i poteri del premier, di far votare in parlamento solo i capigruppo ... di mettere gli sbarramenti in parlamento ...
Mi sono letta qualcosa per capire ... per fortuna tutti protestano ...
Gian Antonio Stella senza troppi sforzi ci rappresenta un quadro esilarante (assolutamente da leggere, qui solo un accenno)
«La democrazia è una parola araba che è stata letta in latino ».
Ma come, non viene dal greco demos (popolo) e kratos (potere) come studiamo da secoli?
No: «Demos in arabo vuol dire popolo e crazi vuol dire sedia. Cioè il popolo si vuole sedere sulle sedie».

Per fortuna ci pensa Fini che per il ritardo del colonnello dopo un'ora e mezza chiude le porta della Camera: per rispetto delle Istituzioni.
Invece Berlusconi fa finta di niente e va a trovare l'amico Muhammar nella sua tenda ...
E così si ricomincia daccapo ...

11 giugno 2009

L'esercito dei telecomandati


Finalmente ho due minuti per scrivere nel mio blog, dopo le europee e prima dei ballottaggi per le amministrative.

Alle europee sapete tutti come è andata: vincono le destre e i verdi (fuori dall'Italia, perchè in Italia nessuno dei Verdi candidati in Sinistra e Libertà ha potuto essere confermato o eletto, visto che non si è raggiunta la soglia -qui un commento a caldo di Grazia Francescato portavoce dei Verdi sui risultati elettorali)

Alle amministrative vince quasi sempre la destra oppure si va per un soffio al ballottaggio.
Osservando le liste e i candidati locali, il voto sembra dato con il telecomando. Avviene che partiti inesistenti sul territorio crescano a dismisura, da una elezione all'altra anche dove sono del tutto assenti, salvo nei manifesti di propaganda. Merito di Bossi e di Maroni che con la predica del "cattivismo" inondano di orgoglio nordico ormai l'Italia intera.
Mentre altri partiti o movimenti, qualcuno che tenta di farsi conoscere anche con il serio e duro lavoro di presidio sul territorio, stentano a sopravvivere.

Colpa della TV: esisti solo se sei lì.

Il problema sembra grave: chi fermerà l'esercito dei "telecomandati"?

05 giugno 2009

Forza Nichi

Siamo giunti alla vigilia del voto. Il simbolo di Sinistra e Libertà qui a fianco è ancora poco conosciuto, perciò non mi illudo. Per qualcuno il quorum (o cuorum, che c'entra con cuore) non è lontano: anche un solo voto in più è importante.

Per la generosità con cui si sta spendendo Vendola faccio anch'io la mia piccola parte, e vi prego di fare altrettanto voi anche via mail, perchè si possa grazie anche a noi blogger e web-attivisti, colmare quel vuoto tra noi e la grande comunicazione di massa, che fa la differenza.

Io non sono in grado di fare grandi discorsi, meglio di me possono fare le testimonianze di Moni Ovadia, di Gianni Mattioli, di Dario Vergassola ... di Rita Levi Montalcini e perfino dei Subsonica ...

Sinistra e Libertà per un mondo libero e solidale, il contrario del mondo di plastica di Silvio Berlusconi.

Una testimonianza che mi piace molto:
Moni Ovadia (attore teatrale, scrittore, cantante e musicista) vota Sinistra e Libertà perché il Paese ha bisogno si una Sinistra autentica e coraggiosa che sappia contribuire alla sconfitta sociale e culturale di un centrodestra impresentabile, che lacera il paese e lo intossica con la volgarità,la protervia e il culto dell’impunità dei privilegiati.

Qui le schede dei candidati

Intervista a Nichi Vendola dal CorriereTV

01 giugno 2009

Perchè l'Europa cresca, politicamente parlando

Il voto alle europee è ormai prossimo e, senza alcuna presunzione, vorrei dirvi come la penso perchè:

1. molti sono presi dai problemi familiari e non hanno ancora avuto il tempo di riflettere sulle liste e sui candidati
2. alcune liste sono oscurate dai media per problemi vari, non ultimo il controllo dei mezzi di informazione
3. siamo tutti immersi e sommersi dal Gossip Nazionale sulle vicende di Berlusconi, Noemi, villa Certosa, Topolanek. Tanto distratti che le elezioni sembrano ancora lontane ...
E invece sono ormai alle porte!

Orbene, io penso che sia meglio andare a votare, nonostante le difficoltà, cercando le informazioni da soli soprattutto su internet: ce n'è a bizzeffe su chi ha lavorato sodo nel quinquennio precedente.

Io nel mio piccolo, e la anima verde ambientalista e la mia storia le potete cercare su questo mio blog, credo che sia buono e giusto riconfermare i Verdi uscenti, che hanno certamente fatto il loro dovere a Bruxelles nel gruppo dei Verdi europei, come la giovane Monica Frassoni (nord ovest) e Joseff Kusstatstcher (nord est, qui a fianco) che si candidano nelle liste di Sinistra e Libertà.
Per eleggere questi candidati o altri della lista - se l'anima ambientalista si espande li troverà tutti peraltro meritevoli, dalla nota pacifista Lisa Clark (in alto, nella foto) al giovane governatore della Puglia Nichi Vendola, che in campo ambientale sta rendendo la Puglia un esempio per il resto d'Italia - bisogna superare lo sbarramento del 4%. Altrimenti nessuno sarà eletto. Come già accaduto per il Parlamento italiano alle scorse politiche: niente più Verdi in Parlamento -ricordo ancora le molte lacrime di coccodrillo (frutto di cattivi consigli!!!)

Vi chiedo quindi di lasciar correre le sirene dei grandi partiti (ed i consigli "double face")
Dedicate un po' del vostro tempo alle elezioni ormai prossime. Ricordando che si tratta di elezioni europee. Perchè l'Europa nel mondo cresca sempre più, politicamente parlando.


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26 maggio 2009

Inaugurata la mostra fotografica "Villadose: una storia lungo l'Adigetto. Raccontata da Giocondo Penolazzi

E' stata inaugurata domenica scorsa la mostra fotografica "Villadose, una storia lungo l'Adigetto", dedicata all'autore Giocondo Penolazzi, che da più di cinquant'anni immortala il paese, nato e cresciuto lungo l'Adigetto, nei suoi angoli, persone, cose e tradizioni.
In questo senso Giocondo Penolazzi, che ha sempre partecipato attivamente alla vita del paese, per il lavoro svolto e per la sua attività nello scautismo locale, rapprensenta ormai la memoria storica di Villadose.
Molti scatti dimenticati erano rimasti da sviluppare nei rullini "perchè a quei tempi non sempre c'era la possibilità di farlo". Grazie all'impegno di Gabriella Destro e di Carla Cecchetto è stato possibile acquisire queste fotografie e digitalizzarle, per costruire quello che ormai tutti chiamano l'Archivio Penolazzi che diventerà perciò un patrimonio della comunità villadosana.

Le foto ci mostrano i luoghi più noti della nostra vita quotidiana e vengono messe a confronto con gli stessi luoghi di trenta, quaranta cinquant'anni fa.
L'aspetto del paese è molto cambiato, come del resto è cambiata la nostra vita.I rapidi cambiamenti hanno talvolta stravolto la fisionomia delle nostre strade; in certi casi opere preziose sono andate perdute.

Purtroppo anche ai nostri giorni sono in corso lavori che faranno cambiare usi e costumi dei luoghi: un esempio per tutti sono le storiche scuole elementari che saranno presto abbattute per fare posto a nuovi edifici. Forse semplici abitazioni.
Quel che rimane della nostra piccola storia andrebbe salvato. Non so se amministratori illuminati saranno in grado di farlo.
In attesa che ciò possa accadere rimangono comunque le fotografie di Giocondo.
Almeno per sapere quel che abbiamo perduto.

"Una fotografia raramente stimola il nostro pensiero per quel passato che a volte essa propone come opportunità della conoscenza. In questi rari casi la fotografia diventa uno stimolo di confronto tra allora ed ora [... ]
Poche volte però suscita in noi il senso di appartenenza a quel passato: a quelle rive di un fiume, come quelle che vediamo rappresentate, con le case che sorgono lungo le strade che lo fiancheggiano. La campagna si stende giù dalle strade tutta intorno.
Il fiume e la campagna diventano così i due elementi da cui la gente trae il proprio sostentamento che media dalla natura attraverso l'acqua e la terra con la fatica che nel suono delle campane trova la propria elevazione. [...]

Il confronto pertanto non deve indurci ad un rimpianto del passato o ad una esaltazione del presente, ma piuttosto ad una riflessione sulla storia degli ultimi anni di questo paese e sull'importanza del recupero, per quanto ancora possibile, di un passato troppo spesso dimenticato e che è anche parte di noi".

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23 maggio 2009

Meno poteri al Premier

In questi giorni il vostro Presidente del Consiglio si è dato da fare come al solito per fare lo spiritoso, davanti alla platea di Confindustria, dove probabilmente ha trovato anime gemelle che comprendono il suo sense of humor e lo applaudono.
Berlusconi ha tirato fuori capponi e tacchini, mentre parlava dei parlamentari, o dei tempi del Parlamento ... Insomma se voleva citare una frase famosa non gli dev'essere uscita bene, perchè qualcuno -più di qualcuno- ha pensato che i tacchini e i capponi fossero per lui i parlamentari.
Del resto se si riferiva ai suoi, abbiamo presente quant'è la sua considerazione! Ormai ci è nota la cura con cui seleziona la classe dirigente da mandare in Parlamento, tra avvocati e le veline. E poi - ricordate?- è sempre lui che ha detto che basterebbe il solo voto del capogruppo, che anche qui, par di capire, sarebbe il solo ad avere coscienza di quello che sta facendo: gli altri pigiano i tasti a comando.
Secondo Berlusconi il "Premier" non ha abbastanza poteri, gliene servono di più, e per riformare la Costituzione, se si passa per il Parlamento come è previsto, bisognerebbe attendere "il Natale", quando cioè il cappone è pronto per fare il brodo.

Ecco dopo queste battute io direi, se si può, di togliere più che altro dei poteri al Premier.

Da Ansa.it Berlusconi: Parlamento pletorico e' inutile, piu' potere al premier
PIU' POTERI AL PREMIER, PARLAMENTO PLETORICO INUTILE
"Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza. Dobbiamo però fare i conti con una legislazione da ammodernare perché il premier non ha praticamente nessun potere e dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ribadisce, davanti alla platea di Confindustria, la necessità di rafforzare i poteri del presidente del Consiglio. "Il presidente del Consiglio - aggiunge Berlusconi - non ha nessun potere perché la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier".
"Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducente". E' un passaggio dell'intervento del premier Silvio Berlusconi all'assemblea di Confindustria nel quale il presidente del Consiglio ha sottolineato come le modalità di voto spingano i molti parlamentare are a seguire le indicazioni di voto dei capigruppo.

"I giovani che abbiamo mandato nel Parlamento italiano sono in testa nelle presenze del voto", ha detto Berlusconi. "Ci sono alcuni parlamentari che non si vedono mai, perché sono imprenditori, perché sono professionisti, e che hanno cose più importanti da fare che stare li per un giorno con le mani dentro la scatoletta del voto e votare cose che nessuno può sapere cosa sono perché quando ci sono 400 emendamenti... Come si vota? Immagino lo sappiate - ha aggiunto il premier - si guarda il capo gruppo che fa un gesto e dice come si deve votare"


Leggi anche: Democrazia a rischio. Subito riunione delle opposizioni

19 maggio 2009

Contaminazione possibile

La battaglia sulla sicurezza portata con forza dalla Lega al governo del nostro Paese, con i respingimenti indiscriminati dei barconi dei migranti verso la Libia, senza cioè verificare se a bordo vi siano persone che abbiano diritto ad una qualche forma di protezione, sta incontrando in questi giorni delle difficoltà a livello internazionale, nei rapporti con l'UNHCR (l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).
E' in corso una polemica con il ministro della difesa La Russa, che fra l'altro sembra aver preso un grosso granchio, nei confronti della rappresentante in Italia dell'UNHCR Laura Boldrini.
Di questi tempi penso che sui migranti sia urgente ascoltare la voce di chi ogni giorno vive a contatto con la realtà drammatica di chi cerca di farsi un futuro in terra straniera.
Vi propongo l'intervista realizzata nell'ambito del programma Radio3 Scienza domenica scorsa ad Aldo Morrone, presente alla Fiera del libro di Torino con il suo "Lampedusa, porta d'Europa".
Morrone è un medico che lavora a Lampedusa, soccorrendo ogni giorno le persone che arrivano con i barconi: "Non c'è tempo, ci parliamo guardandoci negli occhi. Solo alla sera troviamo il tempo di parlarci per fare il punto su quello che è successo ... Queste persone le accarezziamo. Abbiamo deciso di toglierci i guanti quando le tocchiamo, per non dare l'impressione di non volerci contaminare..."

Leggi l'appello "Esiste una sola razza quella umana"

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17 maggio 2009

Cattura della CO2: lunga sperimentazione e possibilmente a spese nostre

Mentre si cerca di capire qual'è il grado di impegno richiesto dalla Commissione VIA nazionale ad Enel con le sue ben 42 prescrizioni, troviamo tra le stesse la prescrizione n. 21 in cui si parla dell'inserimento della centrale di Porto Tolle nella sperimentazione già in atto di cattura e stoccaggio a Brindisi ed inoltre della realizzazione di una struttura di ricerca finalizzata allo sviluppo di tecnologie mirate al settore energetico, con particolare riferimento all'abbattimento delle emissioni inquinanti e alla CO2.
Alessandro Zan, candidato padovano alle elezioni europee per Sinistra e Libertà, a proposito dell'inserimento di Porto Tolle tra i siti CCS (cattura e stoccaggio CO2) finanziabili a livello europeo, si era detto preoccupato nei giorni scorsi del fatto che non comparisse nei piani di sviluppo dell'impianto di Porto Tolle una programmazione rispetto alla dismissione dello stesso.
Ma il comitato dei lavoratori di Enel, di questo non sembra preoccuparsi e protesta oggi sui giornali contro Alessandro Zan, che sembrerebbe mettere in dubbio la credibilità dei progetti Enel. Che pretesa!!!
Io invece più che altro mi preoccupo a questo punto dei nostri soldi, detti altrimenti finanziamenti europei: perchè dare dei soldi a chi fa i profitti con i combustibili a più basso costo, incrementando oltremisura le emissioni di gas serra e costringendo la collettività, cioè noi, a risolvere il problema??? Della serie, come al solito: oltre il danno anche la beffa?!!

E intanto SolarExpo fa il pieno di visitatori in soli tre giorni ...

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15 maggio 2009

Due parole con Francesco Tedesco di Greenpeace


nella foto a fianco Francesco Tedesco
le foto riportate sotto sono soggette al copyright Greenpeace/ Dean Sewell


Oggi alla mostra fotografica alla Gran Guardia abbiamo incontrato Francesco Tedesco, responsabile campagne Energia e clima di Greenpeace in Italia.

La mostra inaugurata oggi è in realtà un lungo viaggio intorno al mondo che ci parla del cambiamento climatico in atto e delle sue conseguenze. Le tappe sono molte: dalle zone artiche dove è visibile lo scioglimento dei ghiacci polari, alle aree del mondo dove lo sfruttamento delle risorse avviene contemporaneamente a quello della gente, che consuma la sua vita in miniera ad estrarre carbone, per guadagnarsi un pezzo di pane.
Ci mostra la terra che, per il modificato regime delle piogge, si è trasformata in un deserto, incapace di produrre alimento.

Il viaggio di Greenpeace fa tappa finale necessariamente alla centrale Enel di Porto Tolle, dove è prevista la conversione al carbone cosiddetto "pulito". Carbone la cui combustione produce forti emissioni di CO2 che alterano il clima. E da qui ricomincia il viaggio.

Francesco Tedesco, parlando del fatto che molti lavoratori difendono la conversione a carbone, ci dice che si comprendono le ragioni della difesa del posto di lavoro, che del resto potrebbe essere difeso con altre soluzioni: continuare bruciando olio combustibile STZ; trasformare a gas; chiudere uno dei gruppi. "Il carbone è la scelta a più alto costo ambientale, globale e locale. Infatti il vero motivo dell'uso del carbone sono i profitti dell'azienda.
Ambiente e lavoro non sono in contrasto; come negli altri Paesi europei con obiettivi 20:20:20, la vera risposta per coniugare sviluppo e occupazione sono le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica.
Diversi studi nazionali hanno portato i seguenti dati sull'occupazione che deriverebbe da questo settore: 60mila nuovi occupati per il settore dell'efficienza energetica (studi del Politecnico Milano); 87mila nuovi occupati nel settore del fotovoltaico (Ises Italia); 66mila nuovi occupati nell'eolico ( Anev); e ben 400mila per il solare termodinamico (Assolterm). Per un totale di mezzo milione di nuovi occupati al 2020. Enel dice che si darà lavoro a 3mila operai per 5 anni, con la costruzione della centrale a carbone. Se dividiamo (anche grossolanamente) il mezzo milione di nuovi posti di lavoro per le 20 regioni dell'Italia, arriviamo a considerare una cifra pari a 25mila per ciascuna regione. Se la Regione Veneto vuole puntare sull'occupazione per uscire dalla crisi, deve puntare sulle energie rinnovabili."

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13 maggio 2009

Carbone Pulito? Una Sporca Bugia

Carbone pulito? Una sporca bugia.
Questo è il titolo ed il messaggio chiaro che Greenpeace lancia al Polesine e al mondo, nella mostra fotografica che si svolgerà presso la Sala della Gran Guardia a Rovigo dal 15 al 17 maggio.


Dal sito di Greenpeace leggi anche "Lo sporco del carbone viene a galla"

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09 maggio 2009

Nuovo Ufficio Collocamento

Le vicende private del nostro Premier stanno spopolando su tutti i media: un vero best seller. Qualcuno si commuove e fa male, visto che lui per primo ha fatto marketing politico tramite le foto dei suoi figli, della bella seconda moglie e in generale della sua vita privata.
Ricordiamo certamente tutti la rivista di propaganda "Una storia italiana", seguita da "La vera storia italiana" arrivate in ogni famiglia.
Probabilmente vedremo fra poco il seguito in "Fine di una storia, inizio di un'altra". Lascio a voi immaginare la trama.

Mentre spero fortemente che mai più un giornalista come Sandro Ruotolo ad Annozero faccia l'interrogatorio al consigliere regionale campano sul perchè il "papi" presidente del Consiglio abbia rapporti con il signor Letizia padre di Noemi, nella stessa trasmissione arriva dalla giornalista Palombelli una rivelazione: mettersi in mutande su facebook a quindici anni è normale, fa parte della modernità. Sfruttare la propria avvenenza fisica e intrattenere rapporti con uomini della politica potenti, allo scopo di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo, è normale: una via quasi obbligata. Si tratterebbe di una specie di Ufficio collocamento: di cosa stupirsi?

Ma non finisce qui. Perchè in ogni caso, una volta intrapresa la via dello "spettacolo", il nuovo tipo di Ufficio Collocamento consente di proseguire la carriera con una candidatura in politica, dove assicurare un servizio assolutamente fedele.
Questa, carina, è la società moderna. Non fare la snob, mettiti in mutande in posa provocante pure tu, così fan tutte. Hai già quindici anni: cosa aspetti ancora?

Nella foto una mutanda di protesta.

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03 maggio 2009

Braveheart

Da qualche tempo medito sulla rivolta delle donne afghane di questi ultimi mesi, da cui sono stata molto colpita. Sono scese in piazza per manifestare il diritto ad essere rispettate nei loro diritti, come quello di una pari dignità rispetto all'uomo, rischiando di essere prese a sassate, o sfregiate con l'acido.
Sembra un'altra era, un altro mondo, ma non è da molto che nel nostro occidente, grazie alle prime eroine, le suffragette inglesi e americane, e poi al movimento femminista, le donne hanno acquisito prima il diritto di voto, e poi diritti di pari opportunità e di una maggiore libertà anche sessuale.
Chissà cosa direbbero le suffragette del metodo di selezione e arruolamento delle donne nelle fila dei parlamentari dei nostri politici al governo!
Da poco è stata approvata dal Parlamento afghano una legge che permette lo stupro in ambito domestico. La legge è molto criticata dalle organizzazioni internazionali per la palese violazione dei diritti umani. Le critiche e le pressioni internazionali potrebbero far rivedere la legge dal presidente afghano Karzai.
Intanto due settimane fa Sitara Achackzai è stata uccisa dai talebani perchè difendeva le donne afghane. Altre donne sono state uccise dai talebani, come la ballerina Shabana, uccisa perchè le sue danze e l'esibizione del suo corpo offendevano l'islam.
Altre donne coraggiose sono sotto minaccia di morte, per aver denunciato il legame del fondamentalismo ancora al potere con la guerra e il narcotraffico. Le stesse sostengono le associazioni per i diritti delle donne, come la deputata espulsa dal parlamento afghano Malalai Joya (nella foto in alto), che per le sue denunce è costretta a spostarsi ogni giorno da un posto ad un'altro per non essere uccisa. (qui il blog italiano dedicato alla attivista)
Se le uccisioni e le minacce arrivano anche dalla popolazione fondamentalista verso le donne che chiedono rispetto e libertà, certamente c'è chi detiene il potere ed è sempre in grado di strumentalizzare anche il fondamentalismo pur di conservarlo nelle sue mani.
Io non posso fare altro che ammirare e pregare per queste donne coraggiose. E nel mio piccolo, dove i diritti delle donne e le pari opportunità sono riconosciuti, dove posso, fare il possibile perchè non si tratti unicamente di un rispetto formale.

30 aprile 2009

Per il Delta una giornata nera, come il carbone

Qui a fianco Greenpeace in azione per scongiurare la possibilità di un perere positivo al carbone nel Delta.

Ho letto l'amara notizia che la commissione nazionale VIA, da mesi sotto "leggera" pressione di politici vari, ma soprattutto politici di Governo, di sindacati, di Enel e di Confindustria, ha dato il parere favorevole, con prescrizioni, per la conversione a carbone "pulito" della centrale Enel nel Delta del Po.


Ben 41 sarebbero le prescrizioni: sembra un segnale di disagio; forse alla commissione veniva "ingossa", come sarebbe venuta alla sottoscritta.
A meno che il progetto non peggiori con le prescrizioni, come accadde con la commissione VIA regionale!
Al peggio non c'è mai fine ...

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26 aprile 2009

Festa della Liberazione a Villadose


Le celebrazioni per il 25 aprile riempiono le prime pagine dei giornali di oggi.
Difficile da spiegare, ma sembra che il centro-destra al governo guidato in questi anni da S. Berlusconi, abbia fino ad oggi avuto qualche problema nel riconoscere apertamente il ruolo fondamentale della Resistenza e dei partigiani per la liberazione dall'occupazione nazista.
Per noi che per età siamo individualmente senza un passato da nascondere o da rivendicare, cresciuti in altri tempi ed educati da chi conservava vivo il ricordo doloroso degli anni bui della guerra e del fascismo, è sempre stata una festa di tutti. Nessuno escluso.

A Villadose il 25 aprile del 1945 ci fu un eccidio di 20 persone da parte dei tedeschi in fuga e dei fascisti. Perciò le celebrazioni hanno visto la partecipazione dei più alti livelli delle istituzioni locali, dal Presidente della Provincia al Prefetto.
Il tutto allietato da canti partigiani eseguiti dai ragazzi delle scuole elementari e medie e dalla banda villadosana.

Nel suo discorso tutto incentrato sui valori della democrazia e della libertà, frutto della resistenza partigiana, "valori da continuare a difendere con la viva partecipazione alle istituzioni", F. Saccardin, che da dieci anni è alla guida della Provincia e che non potrà ricandidarsi alle ormai imminenti elezioni, ha colto l'occasione per ringraziare e fare il suo saluto di addio ai comuni del Polesine.

15 aprile 2009

Nuova perizia Procura Rovigo contesta il progetto "carbone" per la centrale Enel

PORTO TOLLE: LA PROCURA MOSTRA TUTTE LE FALLE DELLA CONVERSIONE A CARBONE
ROVIGO, 15 aprile 2009 – Una nuova perizia della Procura della Repubblica di Rovigo consegnata recentemente al Ministero dell’Ambiente mostra che le rassicurazioni di Enel sulla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle sono del tutto inconsistenti, che esistono gravi lacune sulla stima delle emissioni in atmosfera e gli impatti per l’ambiente, e che il carbone rimane la scelta più onerosa per il delicato equilibrio del Parco Naturale del Delta del Po.
Alla luce di questi nuovi elementi, le associazioni firmatarie (1) ribadiscono che la scelta di Enel è unicamente mirata a massimizzare il proprio profitto utilizzando il combustibile più economico e più “sporco” oggi esistente sul mercato, in deroga alle leggi esistenti per la tutela dell’ambiente. Enel continua inoltre ad ignorare valide alternative per una conversione più pulita dell’impianto.
Recentemente il Procuratore Generale di Rovigo, Dario Curtarello, e il Pubblico Ministero, Manuela Fasolato, hanno conferito incarico ad alcuni periti di valutare le risposte di Enel ai punti deboli del progetto già segnalati dai consulenti in una precedente relazione tecnica.
Il nuovo documento conferma che rispetto a tutti i parametri ambientali considerati - l’emissione di inquinanti in atmosfera, l’impatto della logistica e la produzione di rifiuti - la soluzione a carbone è inequivocabilmente peggiorativa. Inoltre nella relazione tecnica dei consulenti si ribadisce che Enel non dà garanzie in ordine al rispetto di emissioni di polveri nei fumi corrispondenti a quanto prescritto dai documenti europei sulle MTD-migliori tecnologie disponibili. Enel omette inoltre di quantificare i carichi degli inquinanti in acqua e non prevede alcun dispositivo aggiuntivo per la rimozione dalle emissioni in atmosfera del mercurio e di altri metalli altamente nocivi.
I periti della Procura evidenziano infine che la stessa scelta di utilizzare l’olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo, risulterebbe una scelta più razionale in quanto implicherebbe minori spese per l’adeguamento dell’impianto ed eviterebbe il transito delle oltre 3000 chiatte, riducendo le emissioni di sostanze inquinanti nelle lagune prospicienti il sito, dove è fortemente sviluppata l’attività della pesca.
Anche il vicino terminal gasiero di Porto Levante potrebbe rifornire la centrale di Porto Tolle a metano. In questo modo il maggior prezzo del combustibile sarebbe tuttavia a carico di Enel, ed è invece più conveniente scaricare sulla comunità polesana tutti gli impatti ambientali della conversione a carbone.
Nell’osservazione più grave la Procura contesta ad Enel di non voler fornire, come richiesto dal procedimento in corso, un quadro credibile tra le diverse alternative, a cui la centrale esistente può prestarsi; i confronti sono infatti effettuati in modo non omogeneo, viziando palesemente la stima degli impatti provocati.
Le carenze del progetto e dello studio di impatto ambientale del progetto di riconversione della centrale a carbone preoccupano particolarmente in quanto, come concludono i consulenti tecnici della Procura, “non si può trascurare il problema dell’ulteriore addizione di emissioni ad un bacino caratterizzato da elevata capacità di intrappolamento come quello padano, che costituisce notoriamente una delle aree geografiche a maggior impatto dell’intero pianeta”.
Questo scenario, tutt’altro che rassicurante, fu peraltro indicato come argomento da approfondire dalla stessa Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente la quale pertanto non può oggi omettere di tenerne conto, anche se una recente disposizione di legge, inopinatamente inserita in un provvedimento urgente riguardante tutt’altri argomenti (gli incentivi alla rottamazione delle auto e delle lavatrici), sembri agevolare l’espressione di un parere positivo alla trasformazione dell’impianto di Porto Tolle a carbone, in espressa deroga delle leggi nazionali e regionali: vera e propria legge “ad centralem”.

Comitato Cittadini Liberi di Porto Tolle, Coordinamento Comitati provincia di Rovigo, di
Cavarzere e Cona, Operatori Turistici di Rosolina Mare e Albarella, Greenpeace Italia,
ItaliaNostra, WWF Italia – sezione di Rovigo.

06 aprile 2009

Emergency: a Rovigo una splendida mostra fotografica

SUDAN- DIRITTO AL CUORE
Sudan. La estrema povertà e le guerre. Il contrasto tra la realtà e il mondo del lusso, anche lì propagandato, in mezzo alle macerie.
Medici coraggiosi che senza nulla in cambio spendono la loro vita per salvare le vite dei dimenticati della terra, immortalati qui per sempre nelle vivide fotografie.
Non ci sono parole da aggiungere, ma solo occhi per guardare.
Attraverso gli occhi dell'autore Marcello Bonfanti. Rovigo Pescheria nuova, fino al 9 aprile.
leggi anche questa notizia

Il parere dell'esperto sulla proposta di legge antiambientalista

Cari lettori i vostri commenti e le vostre domande sul mio precedente post, in cui si parla della proposta di modificare l'attuale art. 18, comma 5 della legge n. 349 dell'86 , hanno sollevato dubbi e perplessità in me stessa inducendomi a chiedere aiuto ad un esperto, che gentilmente mi ha risposto in modo chiaro e preciso. Spero che questo possa servire anche a tutti voi.

"Cara Lavocetta il problema è il seguente. Tutti quelli che propongono un'azione in giudizio davanti al Giudice civile amministrativo, oppure resistono ad un'azione, ivi comprese le associazioni di protezione ambientale, se perdono, possono essere condannati alle spese del giudizio, anche se il giudice può decidere "per giusti motivi" di compensare le spese parzialmente o per l'intero (cioè ognuno si paga il suo avvocato). Inoltre tutti, comprese le associazioni di protezione ambientale, possono essere condannati a risarcire i danni derivanti dalla cosiddetta "lite temeraria" per aver agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave, cioè sapendo di avere "torto marcio" ovvero per non aver usato un minimo di diligenza al riguardo: si tratta ovviamente di casi particolari e rari (art. 96 del codice di procedura civile). Così è ad oggi ed è sempre stato. La proposta di legge in esame prevede due cose. Con una prima norma si richiama l'applicazione del citato art. 96 del c.p.c., ma solo per i ricorsi delle associazioni di protezione ambientale: ora qui i casi sono due: la previsione dunque non aggiunge nulla all'ordinamento, ma serve a "richiamare" il Giudice a dare un'applicazione più stringente di questa disposizione ai ricorsi delle associazioni, allo scopo evidente di scoraggiarli. Preciso che una disposizione identica è già stata approvata con il cd. "decreto anticrisi" (citato infatti nella relazione alla proposta di legge) con riferimento ai ricorsi delle associazioni contro le nuove grandi opere decise dal Governo nell'ambito del "quadro strategico nazionale" anticrisi. La seconda norma proposta è più grave in quanto prevede che le associazioni, nel caso in cui il loro ricorso sia respinto perché dichiarato "manifestamente infondato", siano condannate, oltre che alle spese del giudizio, al risarcimento dei danni. Questa è una previsione che varrebbe solo ed esclusivamente per le associazioni di protezione ambientale le quali dunque verrebbero punite per il loro attivismo. E' chiaro che così facendo mai e poi mai un'associazione si arrischierebbe di proporre un ricorso contro non dico una "grade opera", ma neppure una strada di paese, in quanto c'è il rischio di condanna al risarcimento di danni milionari e dunque di "fallimento" dell'associazione. Il tutto risulta ancora più grave se si considera che in molti casi soltanto le associazioni ambientali vengono considerate legittimate a proporre un ricorso in materia ambientale (in quanto la legittimazione dei comitati locali è dubbia e i singoli cittadini debbono dimostrare di avere un concreto interesse che può essere pregiudicato dall'intervento). così facendo dunque si azzerano gran parte delle azioni davanti al Giudice amministrativo in materia ambientale. E' chiaro che una previsione di questo tipo costituirebbe una grave violazione del principio costituzionale della tutela giurisdizionale degli interessi, oltre che di quello dell'eguaglianza delle parti in giudizio: ma perché non si prevede anche la condanna delle imprese che perdono il ricorso in materia di appalti? ovvio che no: si bloccherebbe una legittima esigenza di tutela giurisdizionale degli interessi economici. Ma perché allora non debbono essere considerati altrettanto legittimi gli interessi alla tutela ambientale? Spero di aver chiarito l'abnormità di una tale proposta per la stessa democrazia del nostro Paese."
(lettera firmata)

04 aprile 2009

Una proposta di legge antiambientalista del tutto in malafede

Poichè è opinione diffusa che in Italia le grandi opere non si realizzino per colpa degli ambientalisti che rallentano lo sviluppo del Paese, le menti moderatamente rivoluzionarie degli uomini del Governo hanno pensato che per scoraggiarli, non basti far altro che fargli pagare le spese derivanti da possibili ricorsi persi.
Le associazioni dei cittadini che protestano e riescono anche a fare un ricorso contro mostri ambientali, normalmente si autofinanziano, dividono le spese e spesso ci rimettano di tasca propria. Gli argomenti di protesta sono tali da riuscire a dare del filo da torcere ad aziende potentissime.
Nonostante questo accade spesso che i ricorsi delle associazioni ai tribunali amministrativi siano persi.
C'è una recente proposta di modifica dell'art. 18, comma 5 della legge n. 349 dell'86 che istituisce il Ministero dell'Ambiente, che vorrebbe scoraggiare i ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei comitati, facendo loro pagare le spese dei ricorsi persi.
La sindrome Nimby ,a cui fa riferimento la proposta di legge, vorrebbe giustificare la pesantezza della proposta, che di fatto renderebbe inutile ogni tentativo di opporsi ad opere invasive e distruttive del territorio. Nel nostro caso pensiamo ad esempio al rigassificatore di Porto Levante portato ormai su un palmo di mano da tutti, con rare e nobili eccezioni. E potrebbe riguardare anche la promessa centrale a carbone di Enel a Porto Tolle.

La proposta di legge è fatta a mio parere un po' in malafede in quanto dà per scontato che le associazioni e i comitati non siano in grado di ragionare su di una visione di ampio respiro e di collettività oltre il proprio "giardino".
Si potrebbe invece dimostrare l'esatto contrario, cioè che è proprio la mancanza di una pianificazione ampia, regionale e nazionale, di una visione di insieme anche delle caratteristiche territoriali, che permette ad aziende multinazionali di sfruttare la debolezza politica ed economica di un territorio per aprirsi la strada e costruirsi le sue infrastrutture.
Mi chiedo a questo punto come potranno i cittadini difendersi, se chi fa le leggi le fa in malafede nei loro confronti...
Si vede che si tratta di cittadini diversi: ci sono quelli in Parlamento che sono di una specie superiore, altamente selezionata (nei modi che ormai conosciamo tutti), e quelli normali che ogni tanto si permettono di protestare senza averne il diritto, perchè di specie inferiore.

L'articolo di modifica è qui sotto riportato ( ed è visibile direttamente qui )
Modifica all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale (primo firmatario M. Scandroglio del PdL)
Presentata il 10 marzo 2009


Onorevoli Colleghi! - Se, da un lato, la spinta ambientalista ha determinato un continuo sviluppo della normativa di settore che regola gran parte delle attività che determinano un qualche tipo di impatto ambientale sul territorio nazionale, dall'altro lato, le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al «territorio di riferimento» che, all'interno della società civile, ha originato con sempre maggior frequenza comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati.Tali proteste, conosciute con l'acronimo «Nimby» («Not in my back yard»), determinano un ritardo costante del «cantiere Italia». I dati del progetto «Nimby Forum», gestito dall'Agenzia di ricerche in formazione e società (ARIS), indicano che il 2007 ha registrato una situazione cronica di stallo nella costruzione di grandi opere, con 193 infrastrutture oggetto di protesta. Rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori: qualunque fosse il progetto, il fermo alla sua realizzazione è stato disposto sempre per le stesse ragioni. Un ricorso al giudice amministrativo è sufficiente a impedire o a ritardare la realizzazione di opere pubbliche, senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica. Il dilagare di questo fenomeno ritarda (e spesso paralizza) la realizzazione di gran parte degli interventi pubblici in programma nei settori dell'energia, dei trasporti, dello smaltimento rifiuti, della depurazione e della stessa edilizia residenziale e terziaria. Il problema di fondo sembra consistere nel fatto che tali opere infrastrutturali, progettate per generare nel tempo benefìci e vantaggi per un'utenza vasta (spesso per l'intera collettività nazionale), determinano disagi concentrati sulle comunità situate nelle più immediate vicinanze della stessa opera.
Questa originale forma di «egoismo territoriale» mantiene solo parzialmente l'originale matrice ambientalista: la sua esplicitazione in comportamenti di aperto conflitto finisce, infatti, per penalizzare la stessa realizzazione degli interventi inseriti nei programmi di politica ambientale.
Pertanto, sembra doveroso un intervento legislativo volto a responsabilizzare l'attività delle associazioni di protezione ambientale, al fine di evitare che ricorsi amministrativi, manifestamente infondati, siano presentati al solo fine di ritardare la realizzazione di opere pubbliche. Per fare ciò si prevedono la responsabilità delle stesse associazioni per lite temeraria e il conseguente risarcimento del danno a vantaggio della pubblica amministrazione.
La legge 8 luglio 1986, n. 349, recante le norme in materia di danno ambientale:

1) all'articolo 13 individua le associazioni di protezione ambientale legittimate ad agire in giudizio avverso qualsiasi provvedimento che leda in modo diretto e immediato l'interesse ambientale; esse sono, pertanto, legittimate a impugnare anche atti a contenuto urbanistico purché idonei a pregiudicare il bene dell'ambiente, anche se lo specifico bene non sia sottoposto ad alcun vincolo (paesistico, archeologico, idrogeologico eccetera);

2) all'articolo 18 attribuisce alle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 il potere di intervento e la potestà di impugnare gli atti illegittimi lesivi del «bene-ambiente».

Tuttavia, la modifica di tale legge non può non tenere conto dell'orientamento del legislatore nel cosiddetto «decreto anti-crisi», decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n. 2: l'articolo 20 di tale decreto prevede, infatti, un iter accelerato per le opere pubbliche ritenute prioritarie «per lo sviluppo economico del territorio», la nomina di commissari straordinari delegati che dovranno vigilare su tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e che, quindi, seguiranno ogni progetto con poteri sostitutivi delle amministrazioni interessate, ma, soprattutto, l'abolizione della facoltà sospensiva del tribunale amministrativo regionale (TAR). Lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il TAR a decidere se un'opera si debba fare o meno: con le nuove norme vengono accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario straordinario delegato. Il cantiere, pertanto proseguirà nei suoi lavori e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione otterrà un indennizzo.

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. Dopo il comma 5 dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, sono aggiunti i seguenti:

«5-bis. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni, individuate ai sensi dell'articolo 13 della presente legge, sia respinto, alle associazioni soccombenti che hanno agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave si applicano le disposizioni dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
5-ter. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13, sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio».