05 giugno 2009

Forza Nichi

Siamo giunti alla vigilia del voto. Il simbolo di Sinistra e Libertà qui a fianco è ancora poco conosciuto, perciò non mi illudo. Per qualcuno il quorum (o cuorum, che c'entra con cuore) non è lontano: anche un solo voto in più è importante.

Per la generosità con cui si sta spendendo Vendola faccio anch'io la mia piccola parte, e vi prego di fare altrettanto voi anche via mail, perchè si possa grazie anche a noi blogger e web-attivisti, colmare quel vuoto tra noi e la grande comunicazione di massa, che fa la differenza.

Io non sono in grado di fare grandi discorsi, meglio di me possono fare le testimonianze di Moni Ovadia, di Gianni Mattioli, di Dario Vergassola ... di Rita Levi Montalcini e perfino dei Subsonica ...

Sinistra e Libertà per un mondo libero e solidale, il contrario del mondo di plastica di Silvio Berlusconi.

Una testimonianza che mi piace molto:
Moni Ovadia (attore teatrale, scrittore, cantante e musicista) vota Sinistra e Libertà perché il Paese ha bisogno si una Sinistra autentica e coraggiosa che sappia contribuire alla sconfitta sociale e culturale di un centrodestra impresentabile, che lacera il paese e lo intossica con la volgarità,la protervia e il culto dell’impunità dei privilegiati.

Qui le schede dei candidati

Intervista a Nichi Vendola dal CorriereTV

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma che differenza c'è tra la lista sinistra e libertà e quella di rifondazione comunista? In senso programmatico, non di beghe personali tra leader.

Lavocetta ha detto...

caro anonimo io ho letto il programma di Sinistra e Libertà (http://www.sinistraeliberta.it/il-programma/) e ne condivido lo spirito.
Però ti confesso di non conoscere ancora quello di rifondazione e dei comunisti.
Non penso che si tratti solo di beghe fra leader, ma di progetti diversi ... Quello di Ferrero e Diliberto sono innegabilmente rivolti al passato. Più coraggioso quello di Vendola (e gli altri), per la ricostruzione di una sinistra giovane e aperta, disponibile al dialogo con il centro sinistra.
Chi potrà battere questa pseudo-cultura della velina o del tronista, della delazione del disperato, della scuola-azienda, della sanità privata che cresce mentre quella pubblica diventa sempre più impraticabile? Degli inceneritori e del nucleare-carbone? Dell'aumento del precariato senza alcuna protezione sociale? (leggi la proposta di Kusstastcher "Un reddito per tutti" http://www.kusstatscher.info/?p=1373
I vecchi simboli sono importantissimi per tutti, ognuno ha il suo. Ma penso che potrebbero essere messi anche da parte per un progetto più grande e inclusivo e che renda possibile una alternativa a questa politica "di plastica".
Penso che se non si ricomincia a parlarsi fra tutti noi che siamo l'opposizione forse sarà meglio cominciare a preparare i bagagli per emigrare in un paese più civile.

Lavocetta ha detto...

... Volevo segnalare anche l'articolo di Adriano Sofri dall'Unità di Oggi (http://www.unita.it/news/speciale_europee/85394/europee_puntiamo_lultima_monetina)

Anonimo ha detto...

si bè capisco, ma secondo mè non ci si può dividere per differenze così piccole, non è forse meglio fare un artito con qualche libertà di pensiero interna, invece che dividersi ad ogni idea diversa? come mai la sinistra, specie quella estrema è specialista in questo? Così non si andrà mai a governare, penso che un partito prima o poi punti anche a governare qualcosina e non a stare sempre sotto la soglia

Lavocetta ha detto...

veramente quando si provò (l'anno scorso) a fare la sinistra arcobaleno (tutti insieme) fu un vero disastro elettorale: si arrivò complessivamente al 3% ... e non fu eletto neanche un parlamentare ...

Lavocetta ha detto...

... ma il peggio venne dopo. Infatti prima delle elezioni i sondaggi davano la coalizione al 8-10% ed erano tutti felici e contenti, facendo a gara nella ricerca dell'unità e della pluralità.
Dopo i risultati bisognava trovare un capro espiatorio e tutti, tornati a fare i conti a casa loro, maledissero nei vari congressi coloro che avevano voluto condurli in una impresa simile. Ovviamente con il senno di poi.
In certi casi si osservarono repentine inversioni di tendenza e gli stessi promotori della coalizione furono i maggiori affossatori ...
La sconfitta è sempre degli altri.