04 maggio 2007

Verdi: Un Patto per il clima

Segui la diretta della Conferenza nazionale a Genova
Qui Programma dei lavori

IMPORTANTE: si possono ascoltare tutti gli interventi del 4 maggio da Radio Radicale e del 5 maggio da Radio Radicale

Costituente ecologista.

Pecoraro: no a opportunismo e ideologismo

I Verdi lanciano l'Assemblea costituente ambientalista, che verra' presentata oggi a Genova, in una conferenza in cui verra' proposto 'un patto per il clima' propedeutico alla formazione di un nuovo 'soggetto verde -ha spiegato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'appuntamento di oggi. L'Assemblea costituente ambientalista, che sara' formata per un 50 per cento da esponenti dei Verdi e per l'altro 50 per cento da esponenti della societa' civile, dovrebbe prendere corpo entro il 2008. Quanto al nuovo soggetto politico che dovrebbe guidare 'la svolta ecologica' e che imporra' anche una riflessione sulle nuove modalita' organizzative dei Verdi, sara' aperto a 'quanti sceglieranno di essere attenti ai temi ambientali, con il motto 'fare bene' - ha sottolineato Pecoraro Scanio - dicendo no all'opportunismo ma anche all'ideologismo. Siamo attenti anche - ha aggiunto - sull'area laica e progressista che nel Paese c'e' e non si puo' ridurre all'operazione del Partito democratico, che proprio sui temi dell'ambiente e dei diritti ha delle difficolta'. Il Pd - ha spiegato Pecoraro - purtroppo ha fatto altre scelte finora, come nel caso del nucleare e del carbone'. E infatti a Genova oggi e' previsto l'intervento del ministro dell'Universita' e leader della ex Sinistra Ds Fabio Mussi, che pero' e' avvertito: 'Per noi e' importante - ha precisato il leader del Sole che ride - l'interlocuzione con la sinistra, con il popolo progressista ma che non sia ancorato ad un laburismo un po' antico' e che invece sappia cogliere la svolta ecologica come opportunita', 'per affrontare temi come il matrimonio tra lavoro e ambiente da cui potrebbe nascere la soluzione di problemi come quello della sicurezza sul posto del lavoro'. Per il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, si sta mettendo in cantiere un 'grande e ambizioso progetto politico. (Adnkronos)
4 maggio 2007

metto sotto il testo dell'Appello che anch'io condivido e a cui do anche la mia personale adesione.
UN PATTO PER IL CLIMA
3 Maggio 2007

"APPELLO

Per la riconversione ecologica dell’economia e della societa’ Siamo donne e uomini, cittadini di questo Pianeta, consapevoli che la lotta ai cambiamenti climatici deve rappresentare una priorità nell’azione politica di ogni governo e che si impongono cambiamenti negli stili di vita e politiche coraggiose se si vuole assicurare un futuro alle generazioni presenti e a quelle che verranno. Vogliamo impegnarci per innovare e dare più forza ad un progetto ecologista in Italia e ad una cultura di governo del cambiamento. Negli ultimi 20 anni i Verdi e il movimento ambientalista sono stati punto di riferimento importante delle battaglie in difesa dell’ambiente. Ora dobbiamo unire sempre più energie nel mondo dell’associazionismo, tra le personalità politiche più impegnate sul fronte ambientale, i movimenti per la pace, i molti gruppi o comitati che formano un prezioso tessuto di partecipazione civica, le imprese, i sindacati, le professioni e le forze più dinamiche della società civile. La responsabilità verso il nostro Pianeta e quindi anche verso il nostro Paese, è la base del nostro impegno. La società fa affidamento sulle risorse ecologiche, sulla salute e sulla capacità di recupero della Terra; su di noi ricade l’obbligo nei confronti delle generazioni future di proteggere questa eredità. Sosteniamo con forza la necessità di modificare l’attuale modello di sviluppo economico e produttivo, responsabile dei cambiamenti climatici in atto, basato sull’uso del petrolio e più in generale delle fonti fossili, su un consumo senza limit­i delle risorse naturali che hanno generato nel pianeta povertà, squilibri ,precarietà del lavoro, conflitti sociali e guerre. Il futuro energetico del mondo non può essere l’attuale nucleare con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza e nemmeno il carbone con il suo forte impatto ambientale e sanitario provocato dalle emissioni di Co2 e delle polveri sottili. Una nuova politica energetica deve basarsi sulle energie rinnovabili, a partire dal sole, sul risparmio e l’efficienza energetica, su una rete energetica intelligente per ridurre al minimo gli sprechi, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica che consenta tra l’altro di utilizzare l’idrogeno e le bionergie prodotte su filiera corta. Tutto ciò è indispensabile per costruire una società giusta, sostenibile e senza guerre. Una tale sfida comporta anche il superamento del vecchio modo di misurare il Pil con indicatori che valutino lo sviluppo in termini di sostenibilità sociale e ambientale. La nuova politica economica dovrà perciò puntare alla qualità più che alla quantità, consumando meno e meglio e tutelando sempre di più i diritti dei cittadini .Principio fondante del nostro patto è il rifiuto della brevettabilità del vivente che significa mercificazione delle risorse biotiche del Pianeta e quindi della vita. La centralità della questione ecologica in Italia significa anche realizzare una nuova politica per fermare il consumo del territorio, per affrontare il problema smog trasformatosi in emergenza sanitaria, investire prioritariamente sul trasporto pubblico su ferro, rendere più rigorosa la tutela del paesaggio del nostro Paese violentato e offeso dagli abusi ma anche dalle cementificazioni legalizzate,valorizzare la bioedilizia, investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico, realizzare sistemi di gestione dei rifiuti imperniati sulla riduzione, il recupero la raccolta differenziata e il riciclaggio. Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel superamento della vivisezione. Il nostro impegno per l’acqua come bene comune è elemento strategico nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti. Dobbiamo tutelare la biodiversità e tutti gli esseri viventi, favorendo un’agricoltura biologica e di qualità libera da Ogm che garantisca le tradizioni tipiche e quelle enogastronomiche, il nostro patrimonio storico-archeologico-artistico, la nostra cultura e i beni immateriali che potranno essere sempre di più una grande opportunità di futuro sostenibile e di nuova occupazione. Il diritto all’ambiente e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve prevedere sanzioni adeguate contro ecomafiosi ed ecocriminali. La democrazia va difesa da chi la vuole piegare ai propri interessi particolari, trascurando quelli generali del Paese e del Pianeta. Vogliamo che i processi politici e decisionali siano inclusivi e partecipati, trasparenti e pienamente accessibili alla comunità. Strategico in questo senso è la condivisione dei saperi, l’utilizzo delle tecnologie informatiche e di comunicazione web, promuovendo software aperti e condivisi , sottraendo questi strumenti al monopolio di pochi. Ma crediamo anche che non c’è Democrazia senza Giustizia. Le politiche ecologiste si basano sul principio di giustizia che richiede una distribuzione equa dei beni sociali che, a sua volta, esige una grande attenzione ai più deboli. Giustizia ambientale e sociale, giustizia tra i generi e giustizia globale sono tutte legate tra loro. Le povertà sociali e l’ equità sono strettamente connesse alla diseguale distribuzione delle risorse e agli effetti dei mutamenti climatici. I poveri e i paesi meno sviluppati subiscono prima di tutti ed in modo crescente le conseguenze dei mutamenti climatici, causati da una crescita iniqua e insostenibile. I costi economici e sociali del Global Warming sono ormai elevatissimi anche nel nostro Paese. E’ quindi necessaria una riforma degli organismi sovranazionali per realizzare una governance del pianeta che gararantisca il diritto alla vita, sradichi la povertà , tuteli i beni comuni e contrasti i cambiamenti climatici. L’Europa che con forza e chiarezza ha affermato che la tutela ambientale e sociale deve essere parte integrante di ogni azione politica ed amministrativa, deve essere il nostro punto di riferimento certo. La diversità è una ricchezza su cui sono cresciute civiltà, società e culture. La diversità costituisce una salvaguardia contro l’intolleranza, l’estremismo, il totalitarismo e i proibizionismi. La diversità umana ha molte dimensioni: di genere, sociale, culturale, spirituale, religiosa, linguistica, di orientamento sessuale, economica, etnica e regionale… La tutela della diversità richiede quindi un riconoscimento ed ecco perché riteniamo fondante nel nostro patto di azione l’impegno sui diritti civili. Ci sentiamo profondamente impegnati a far rispettare nel mondo i diritti umani, a sostenere l’abolizione della pena di morte e a riconoscere il diritto alla tutela dell’ambiente tra i diritti fondamentali dell’individuo. Ci impegniamo inoltre ad aprire una nuova prospettiva ad un sistema di welfare etico, di civiltà e locale che coniughi ben-essere, legalità e giustizia, ribadisca l’effettivo esercizio del diritto alla qualità della vita delle persone ed assicuri il patto di civiltà costituzionale per il “pieno sviluppo della persona umana”. La nonviolenza è nel nostro modo di essere e costituisce una parte fondamentale dell’azione ecologista sin dalla nascita del movimento ambientalista e dei Verdi. Nessuna soluzione a un conflitto tra individui, gruppi sociali o stati può essere imposta con la violenza. La violenza – di cui la guerra è l’espressione massima - va condannata e contrastata in tutte le sue forme ed è antitetica alla rivoluzione ecologica indispensabile per salvare il nostro Pianeta. La cooperazione tra i popoli va incentivata per estendere la rete di una vera solidarietà ma anche per contrastare il cambiamento climatico con efficaci politiche ambientali.

I profughi ambientali saranno una delle prime conseguenze drammatiche dei cambiamenti climatici. Milioni di persone fuggiranno da aree desertificate, alla ricerca di acqua e cibo. Le prime aree ad essere colpite saranno quelle del “Sud del mondo”. Ma la Cooperazione tra Nord e Sud non può prescindere dal riconoscimento del debito ecologico, ovvero la responsabilità che i paesi industrializzati hanno avuto nel saccheggio delle risorse naturali e culturali del “ Mondo “ . Diamo un futuro ai giovani e costruiamo nuove opportunità di occupazione in una riconversione ecologica dell’economia e un mondo del lavoro e dell’impresa che investa nelle nuove tecnologie, nei saperi,nella ricerca e nelle professioni che potranno aiutarci a salvare il mondo. Dobbiamo restituire ai giovani la capacità di progettare e costruire il proprio futuro. Proponiamo un patto per il clima rivolto a singoli cittadini, associazioni ambientaliste e animaliste, alle personalità più impegnate nel superamento dell’attuale modello di sviluppo, associazioni per la difesa dei diritti civili e umani, ai consumatori, alle realtà civiche, mondo del volontariato e cooperazione sociale, mondo agricolo, commercio equo e solidale, comitati di cittadini, sindacati, mondo della ricerca e della scienza, dell’impresa, delle professioni e della cultura. Lavoriamo per ampliare sempre di più il consenso a queste proposte perché in Italia c’è bisogno di una vasta, ricca, influente area politica ecologista, pacifista, nonviolenta, autonoma e innovatrice, che porti nel 2008 ad un grande appuntamento per costruire un’ Alleanza in grado di affrontare la grande sfida posta a tutta l’umanità e all’intero pianeta dal cambiamento climatico in corso, una sfida di fronte alla quale siamo tutti chiamati a dare il meglio di noi."

per aderire all'appello vai su Patto per il clima




03 maggio 2007

Amici a quattro zampe


Non so se la vedete tutti come me, però oggi io mi sento più felice perchè da quello che leggo sul gazzettino, grazie alla Lega del cane e alle istituzioni sul territorio (comune Rovigo e ULSS) è stato aperto un canile a Fenil Del Turco, a quanto pare adatto a curare e ospitare i cani e i gatti randagi del nostro territorio polesano. Sembra un grande risultato, anche se sono serviti più di dieci anni per realizzare un luogo confortevole anche per questi animali.
Anche se un cane ce l'ho già (in pratica un topone!), farò presto anch'io una visita ai piccoli- grandi ospiti.

Guarda gli spot

E infine visita il blog della LAV di Rovigo

28 aprile 2007

Approvato dal Governo il Disegno di legge sui reati ambientali


Lo sforzo in prima linea di attribuire il giusto peso e significato ai danni perpetrati nei confronti dell'ambiente in cui viviamo, necessario per la vita non solo nostra ma di tutti gli esseri viventi "coinquilini", è dimostrato con la recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un nuovo disegno di legge su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio, e del Ministro della giustizia, Clemente Mastella:

" un disegno di legge che inserisce nel codice penale una serie di delitti dolosi (solo in taluni casi previsti in forma colposa) al fine di un più incisivo contrasto degli attentati al bene ambientale inteso nell’accezione più ampia; tra tali delitti si menzionano il traffico illecito di rifiuti e il disastro ambientale; nella consapevolezza che l’ecosistema necessiti della tutela quanto più forte possibile, il Governo fornisce una risposta a indirizzi in tal senso espressi in sede comunitaria (proposta della Commissione Europea sulla protezione dell’ambiente attraverso la legge penale) e anticipa l’attuazione di norme europee in materia".

Per chi volesse approfondire su greenreport "Santoloci: il Ddl sugli ecoreati è una svolta"



26 aprile 2007

Anche i medici No coke conoscono il loro mestiere

Finalmente i medici dei comitati No coke trovano ascolto nei livelli più alti delle Istituzioni. Temevo che essere medico dei comitati No coke potesse togliere qualcosa a questa nobile professione, visto che costoro da anni, con dati alla mano, continuano a ripetere che bruciare il carbone fa male alla salute, senza essere presi nella dovuta considerazione.

Ma è di oggi il comunicato (qui sotto) in cui sembra che il Ministro Turco (nella foto) in persona abbia raccolto i dati forniti dai medici NoCoke.

E io mi domando: Se si dimostra che il carbone farà troppo male nel Lazio, potrà mai far bene a Porto Tolle?

"26 aprile 2006
LA SALUTE DEL TERRITORIO NELLE MANI DEL MINISTRO LIVIA TURCO.

Il tavolo tecnico recepisce tutti i documenti prodotti dai medici dei comitati.

Pienamente acquisiti i dati forniti dai medici dei comitati no coke al tavolo tenutosi questa mattina al Ministero della Salute. Ora la Ministro Turco dovrà esprimere in tempi brevi un documento di richiesta al Ministero per lo Sviluppo Economico per rivedere la Valutazione d’Impatto Ambientale e per riaprire la conferenza dei servizi.

I medici dei comitati hanno sottoposto ai rappresentanti del Ministro e ai tecnici del Ministero nuovi dati, oltre a quelli già in loro possesso, sui danni prodotti dalla combustione del carbone. Molta importanza è stata data al tema della radioattività, mai affrontato sino ad ora nelle valutazioni precedenti, e alla conseguente necessità di un’ulteriore verifica sul territorio. Viene così alla ribalta un tema del tutto nuovo, quello della radioattività prodotta da una centrale a carbone, superiore persino a quella che produrrebbe una centrale nucleare. L’impatto radioattivo, se la centrale venisse realizzata, si andrebbe ad aggiungere alle emissioni nocive derivanti dalla combustione del carbone e alle conseguenti ricadute sul territorio di sostanze inquinanti.

Dall’incontro è emersa anche la necessità, non più rinviabile, di procedere ad un monitoraggio accurato sia sui lavoratori che sulla popolazione, per verificare l’arsenicosi cronica ed iniziare a rispettare così le leggi vigenti sul controllo dei livelli di arsenico.

Ma c’è di più: gli esponenti ministeriali hanno confermato l’impegno della Turco per realizzare una valutazione preventiva del danno, calcolata in rapporto alla quantità di emissioni inquinanti presenti nella Via, tenuto conto anche del fatto che il territorio vanta purtroppo un alto tasso di morti per tumore.

Ora la palla passa al Ministro; tutta la documentazione prodotta confluirà all’attenzione della Turco, che dovrà valutare sul da farsi. Certo, la mole di dati e i risultati sono rilevanti e difficilmente potranno essere ignorati. Ora il Movimento No Coke si aspetta che il Ministro per la Salute faccia lo stesso passo compiuto qualche giorno fa dal Ministro Pecoraro Scanio, che martedì scorso aveva richiesto a Bersani la riapertura della Via e della conferenza dei servizi.

Finalmente le analisi e le ricerche del comitato dei medici sono state recepite con attenzione dalle istituzioni.

Il movimento no coke apprendendo dal comunicato ufficiale del Ministero della salute che insieme ai dati emersi al tavolo di oggi verranno valutati anche i dati forniti da ENEl.

Rimaniamo in attesa di conoscerne i contenuti qualora non fossero quelli ufficiali riportati nella VIA.

Il territorio ha pagato già il 30% in più di mortalità per tumori rispetto la media regionale,il miglioramento dello stato di salute di cui parla Enel si potrà avere riducendo il numero degli impianti responsabili di ricadute negative sul territorio e comunque non utilizzando combustibili fossili obsoleti come il carbone.

L’unica energia pulita che potrebbe migliorare le condizioni sanitarie del nostro territorio è solo l’enrgia prodotta dal sole.

Nel frattempo la protesta continua e non si fermerà per questi risultati comunque parziali; continuano le occupazioni di molti consigli comunali del comprensorio e sono in preparazione nuove manifestazioni per rilanciare una nuova fase di lotta. Tutto questo mentre a Tarquinia ancora un gruppo di persone continua nello sciopero della fame ad oltranza, dopo che ieri i medici avevano fermato due scioperanti che avevano iniziato il digiuno il 29 marzo scorso. A Cerveteri poi, proprio questa mattina, il consigliere Alessio Pascucci , in sciopero da undici giorni, ha accusato un malore ed è stato soccorso e trasportato in ospedale.

Movimento no coke Alto Lazio-Comitato dei medici contro il carbone"


25 aprile 2007

Tarquinia: prima vittoria nonviolenta

Ultimo comunicato dei No-Coke Alto Lazio:

TARQUINIA 25 aprile 2006: GRAVI DUE DEGLI SCIOPERANTI

G.L. ed P.G., accogliendo l’appello e gli impegni del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio e gli intenti del Ministro della Sanità Turco, hanno sospeso il digiuno per le critiche condizioni di salute.
Mentre a Tarquinia continua lo sciopero delle fame contro il carbone, due degli scioperanti, G. L. e P.G., a seguito delle precarie condizioni di salute, hanno sospeso lo sciopero della fame che avevano iniziato 28 giorni fa. Tale decisione è scaturita in seguito ad una serie di controlli effettuati dall’equipe medica che segue i cittadini digiunanti. I medici, dopo gli accertamenti, hanno valutato l’ impossibilità, per i due tarquiniesi, di poter proseguire il digiuno per evitare l’insorgenza di eventuali complicazioni irreversibili. Tale decisione coincide con l’appello e l’impegno del Ministro dell’Ambiente alla convocazione di una conferenza di servizi “per rivedere le decisioni a suo tempo assunte” e “verificare la sussistenza dei presupposti per una nuova consultazione delle popolazioni interessate”. Lo stesso Ministro nella giornata di oggi ha telefonato ai due scioperanti invitandoli a considerare il grave rischio per la loro salute. Pari interesse ha mostrato, alcuni giorni fa, il Ministro Turco che si è impegnato ad una valutazione preventiva del danno alle popolazioni in termini economici e di salute.

Comitato dei Medici per La Salute e l’Ambiente Movimento No-Coke Alto Lazio

20 aprile 2007

Da Porto Tolle a Roma: diario di una giornata NoCoke

Siamo partiti che era ancora notte con il bus. Viaggio lungo (e un po' troppo lento).
Arrivati a Roma siamo stati ricompensati della brutta nottata "lustrandoci gli occhi" lungo i bei viali alberati, tra ville, quartieri di lusso, piazze e fontane.
Arrivo in tempo per l'appuntamento della delegazione dal Ministro Pecoraro Scanio (foto del Ministro di G. Crepaldi), mentre la maggior parte di noi rimane a manifestare davanti a Montecitorio, sotto un sole che non sembra d'aprile, tra bandiere striscioni volantini (e panini).

Ad un certo punto appare l'on. Pannella. Subito lo circondiamo per sentire cosa dice del carbone. Alla fine ci dice: "Dato che venite dal Delta del Po, salutatemi quelli di Civitavecchia".
Almeno questo... Se non è sensibile lui a certe cose...
Nel frattempo arriva un altro gruppo di "protestanti" con l'insegna della Madonna. In realtà sono cattolici un po' fondamentalisti che recitano il rosario contro i DICO, l'aborto e tutto il malcostume di questa società allo sfascio. Ci sorbiamo tutta la predica, sentendoci sempre più peccatori scostumati sull'orlo dell'abisso...

Puntatina con gelato alla piazza del Pantheon.
Torniamo al presidio e chi arriva? Il nostro parlamentare polesano Giuseppe Fini, offeso di trovarci là senza essere stato avvisato. Anche lui dice di essere contrario al carbone. Colpa nostra, ci dispiace; se avessimo pensato che ci avrebbe aiutato... Ma non è mai troppo tardi.
I delegati tornano dall'incontro con il ministro: li assediamo per sentire cosa si sono detti. Sembra bene, ci sono speranze. (qui articolo Gazzettino)

Ritorno per noi del pullmino via Tarquinia, a trovare i nostri "fratelli gemelli" NoCoke che sono al 21° giorno di sciopero della fame per questa lotta contro il carbone che dura da molti anni.
Le vie del centro non sono affollate, c'è calma (un po' troppa). Saliamo nella sala consiliare, occupata dagli scioperanti, tra striscioni e interviste, dove ci accoglie il comitato. Subito ci chiedono conto dell'incontro con il ministro, loro sono reduci dall'incontro con i ministri della salute e dell'ambiente dei giorni precedenti. Uno degli scioperanti resiste dall'inizio dello sciopero. Già 5 persone sono finite all'ospedale. Una battaglia per la difesa della salute che servirà a costruire un futuro migliore per chi verrà e che porterà frutto a tutti noi. Grazie per il vostro coraggio. Saremmo disposti a fare altrettanto?
Si riparte verso casa. La strada del ritorno è sempre troppo lunga. Arriviamo che è notte fonda, quasi alla stessa ora e sullo stesso posto da cui siamo partiti. Finalmente vado a dormire e ho la sensazione di essermi appena alzata: siamo davvero sicuri che sia trascorso questo giorno?

immagini di G. Penolazzi, se non diversamente indicato

15 aprile 2007

Greenpeace: Energy Revolution

Posto qui i suggestivi filmati dell'impresa di Greenpeace a Porto Tolle del dicembre scorso.

GreenPeace continua la battaglia per una vera rivoluzione energetica, senza dimenticare Porto Tolle e il Delta del Po.

10 aprile 2007

No al carbone: a Tarquinia ora anche le mamme in sciopero della fame


Posto l'ultimo Comunicato stampa del movimento No Coke Alto Lazio e del coordinamento dei medici per la salute e l’ambiente:
forza dott. Ghirga!!!

LE MAMME IN SCIOPERO DELLA FAME
DILAGA LA PROTESTA CONTRO LA RICONVERSIONE A CARBONE PER TORRE VALDALIGA NORD
Un gruppo di donne di Tarquinia da stamani ha iniziato lo sciopero della fame, per unirsi alla protesta che dal 29 marzo è in corso presso la Sala Consiliare del Comune. Sono insegnanti e impiegate, oltre che madri di famiglia, che nei loro luoghi di lavoro intendono sensibilizzare la collettività sulla necessità di opporsi alla scelta del carbone nella centrale di Civitavecchia, e in tutte le altre centrali italiane; per questo continueranno a recarsi al lavoro almeno finché le condizioni fisiche lo permetteranno. Come madri e come educatrici le donne in sciopero sentono il dovere di fare il possibile per tutelare la salute dei giovani, trasmettendo un invito alla collettività a testimoniare in forme civili e non violente la ferma volontà di opporsi ad una scelta che peggiorerà notevolmente la salute dei cittadini e le condizioni dell’ambiente. “Abbiamo ritenuto necessario unirci a chi da tredici giorni sta digiunando, perché ad oggi i risultati concretamente ottenuti sono scarsi. Non possiamo demandare ad altri la nostra salute e quella dei nostri figli e non possiamo precludere loro un futuro lavorativo, a causa di una colonizzazione energetica che, iniziata nel 1950, sembra non aver mai fine.

Come suggerisce Luca dei No Coke di Tarquinia nel suo commento, da YouTube qui il video del Dott. Stefano Montanari sull'inquinamento provocato dalla combustione del carbone e in generale dalle nanopolveri

08 aprile 2007

Tarquinia: undicesimo giorno di sciopero della fame


Undicesimo giorno dall'inizio dello sciopero della fame a Tarquinia contro la conversione a carbone della centrale.


Se qualcuno al Governo ha preso poco seriamente la questione ora sarà costretto a tornare sui suoi passi, visto che molta gente sta mettendo a rischio la propria vita per difendere il territorio.


Se n'è parlato poche sere fa nella trasmissione di Santoro Anno Zero.
Anche Beppe Grillo è intervenuto (qui il video) presso gli scioperanti che si sono insediati al Comune di Tarquinia.

Questo è l'ultimo comunicato appena giuntomi da Tarquinia:

"COMUNICATO STAMPA NO COKE ALTO LAZIO E COORDINAMENTO DEI MEDICI PER LA SALUTE E PER IL TERRITORIO
8 APRILE 2007 ALTRO RICOVERO PER I NO COKE Nuovo intervento del 118: ricoverato in ospedale un altro esponente del movimento no coke giunto all’11 ° giorno di sciopero della fame. Le sue condizioni, già preoccupanti ieri sera, si sono aggravate verso le 12 alle 13.15 si è reso necessario l’ intervento del 118 che ha provveduto ad applicare una fleboclisi salina . ricoverato quindi al pronto soccorso per tachicardia parossistica con senso di svenimento, i dottori hanno anche rilevato un’accentutata disidratazione CI V UOLE IL SACRIFICIO DELLA GENTE è QUESTO CHE SERVE? E’ QUESTO CHE VUOLE il governo!! (....qui continua)"

Il Ministro dell'Ambiente intanto ha scritto una lettera ai ministri Turco, Bersani e Mussi (rispettivamente salute, sviluppo economico, università e ricerca) per chiedere l'istituzione di una Commissione che cerchi di fare luce sugli effetti delle nanopolveri, emesse in gran parte dalla combustione nelle centrali, inceneritori, sistema trasporti, ecc.

04 aprile 2007

Una Scomoda Verità per tutti. Anche per l'Enel

immagine dal film di Al Gore "An Inconvenient Truth" (Una scomoda verità)

Stasera unica proiezione alle 21 al cinema Odeon di Rovigo di "Una Scomoda Verità", il film documentario vincitore dell'Oscar sui cambiamenti climatici in corso (e in corsa).

Riporto di seguito - condividendone ogni riga - il comunicato dei Verdi polesani, che legano la questione globale dell'innalzamento delle temperature alle nostre questioni locali, la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle.

"Mercoledì sera al cinema Odeon ci sarà finalmente anche a Rovigo la proiezione dell'atteso film-documentario “Una scomoda verità” di Al Gore.
L'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America fa una analisi dettagliata di come il clima sta cambiando in seguito all'effetto serra, con l'enorme incremento della produzione di anidride carbonica nell'ultimo secolo e anche degli ultimi decenni, nonostante il Protocollo di Kyoto (di cui l'America non è ancora firmataria).
Un film da vedere e che si dovrebbe proiettare nelle scuole di ogni ordine e grado. In vista del progetto di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, a cui ribadiamo la nostra contrarietà, invitiamo alla proiezione le istituzioni del territorio, dalla Provincia ai Comuni all'Ente Parco.Bruciare carbone, anche “pulito”, non significa ridurre le emissioni di anidride carbonica. Anzi il carbone tra tutti i combustibili è al secondo posto, inferiore solo all'incenerimento dei rifiuti urbani come CDR, previsti anch'essi nel progetto. Non ci risulta che tutti siano d'accordo nel convertire a carbone questa centrale, come Enel, secondo il suo costume, vorrebbe far credere, ammettendo candidamente inoltre che la scelta del carbone deriva come prevedibile unicamente dal suo profitto nel bilancio: questione di costi.Riprendiamo poi il Presidente Saccardin, non ricordando mai che abbia invitato i cittadini e i comitati a dire la loro nel palazzo della Provincia, mentre per l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti si stendono tappeti rossi nei palazzi istituzionali.
Se le istituzioni volessero ascoltare la voce anche dei loro cittadini non avrebbero che da favorire un libero confronto, anziché camuffarlo con iniziative riservate alle sole associazioni di categoria o negarlo a più riprese bocciando e boicottando la richiesta di referendum dei comitati.Per noi è una scelta molto miope una conversione a carbone di Porto Tolle: possibile che siano tanto trascurabili gli argomenti portati più volte sui pericoli per la salute dall'uso del carbone, per l'agricoltura (da convertire ad agricoltura no food), la pesca (inquinamento da metalli pesanti), la popolazione in particolare per i bambini? Recentemente alla conferenza mondiale sui cambiamenti climatici dovuti all'effetto serra ha fatto scalpore il rapporto intergovernativo sull'innalzamento della temperatura del pianeta, si parla di 5-6 gradi entro 100 anni: quisquilie?
L'emergenza clima sta diventando sempre più una priorità per tutti i governi e temiamo che li precederà come al solito. E questo avrà effetti catastrofici non solo sulle coste, ma lo sta già avendo su alcune specie di animali polari che annegano per il distacco dei ghiacci. Anche queste quisquilie?
Se vogliamo mantenere una certa credibilità politica presso cittadini liberi e non asserviti da logiche clientelari, evitiamo di dimostrare ancora una volta che la politica non è una cosa seria e che si preoccupa di più dei bilanci di Enel che dei suoi cittadini.Il clima sta cambiando ed è una scomoda verità per tutti. Per tutti: anche per l' Enel."

Qui notizie e per aderire all'appello di Parigi


01 aprile 2007

Dedicato ad Enel e ai fans del carbone: quanta CO2?

fonte: Greenpeace.

E adesso che lo sappiamo tutti, cerchiamo davvero di ridurre le emissioni di anidride carbonica.
Anche voi dell'Enel, d'accordo signor amministratore delegato Conti?

Mercoledì 4 aprile, intanto, tutti a vedere alle ore 21 (cinema Odeon Rovigo) il film documentario premio Oscar "Una scomoda verità", con l'ex vicepresidente USA Al Gore.
Il film affronta il tema del riscaldamento globale cioè mondiale, delle sue cause (prima fra tutte l'aumento dell'anidride carbonica!!!) e dei rimedi (primo fra tutti: ridurla).

visita il sito di Al Gore (in inglese)

31 marzo 2007

A Tarquinia sciopero della fame collettivo

A Tarquinia dopo un’assemblea durante la quale sono stati presentati gli ultimi dati sulla diffusione delle patologie tumorali nel comprensorio di Civitavecchia ( dell'Agenzia per la sanità pubblica del Lazio) alcuni cittadini hanno iniziato uno sciopero della fame allo scopo di denunciare l’attanagliante silenzio in cui è stato sigillato un intero territorio.
"... lo sciopero ha come obiettivo quello di denunciare la disinformazione che si fa sulla vicenda di Civitavecchia e di tutto l’alto Lazio; gli scioperanti e quanti li stanno sostenendo anche solo simbolicamente chiedono che siano resi trasparenti i dati sulla diffusione delle patologie cancerogene del comprensorio; gli scioperanti e quanti li sostengono sono consapevoli che la loro lotta è diretta unicamente ad impedire un nuovo aggravamento della salute e dell’ambiente del comprensorio e a scongiurare il pericolo che l’agricoltura della zona debba essere riconvertita a coltivazioni non alimentari, come è già successo per la valle del Sacco."
Il Coordinamento dei Comitati polesani invia un messaggio di solidarietà:
Agli Amici di Civitavecchia e Tarquinia,
il Coordinamento dei comitati della prov. di Rovigo, esprime gratitudine e solidarietà per l'iniziativa intrapresa, con l'augurio che si arrivi presto alla definizione di un piano energetico nazionale che tenga conto in primo luogo dei problemi che il carbone reca alla salute.
Grazie per tutto quello che state facendo, ci uniamo con il cuore.......... tenete duro, noi faremo altrettanto.
Giorgio Crepaldi

30 marzo 2007

Sentenza Enel: primo anniversario


Sembra ieri, ma è già trascorso un anno dalla sentenza con cui il tribunale di Adria ha condannato l'Enel per inquinamento ambientale.
Una sentenza (qui le motivazioni) non definitiva ma importante nell'attribuire chiare responsabilitài ai dirigenti che negli anni si sono succeduti.
Ma le parole espresse del giudice Miazzi la sera del 31 marzo dello scorso anno hanno reso evidente anche gravi carenze nelle politiche dell'esercizio della tutela dell'ambiente e dei cittadini da parte delle pubbliche istituzioni.
Da allora sarà cambiato qualcosa?
E soprattutto chi di dovere eserciterà i controlli su chi ogni giorno scarica in aria, nell'acqua e nel suolo sostanze inquinanti che, le une accanto alle altre, moltiplicano il rischio di vivere in un ambiente insalubre per noi abitanti di questa pianura dove l'aria ristagna?
Perchè ci sarà pure chi si crede così potente da essere sopra alle leggi, ma è evidente che riuscirà a fare "le sue cose" solo se chi deve controllare non esercita il suo dovere.

Quello che lascia di stucco però è che dopo la sentenza si attenderebbe per lo meno un po' di diffidenza verso l'Enel e la sua politica che, ad esser buoni, potrebbe definirsi tutta incentrata dalle nostre parti nell'ottenere il massimo profitto con il minimo sforzo (e senza farsi troppi scrupoli).
Questa la logica della proposta di conversione a carbone della centrale di Polesine Camerini (Porto Tolle) dove esiste un Parco naturale: i dirigenti dell'Enel sulla stampa hanno detto che il carbone costa poco. Questa è l'unica vera ragione del carbone. E chiunque voglia diffondere il verbo del carbone pulito lo fa perchè ha interesse a farlo.
Diffidare della propaganda e smascherarla è l'unica cosa seria da fare.
E come dice Al Gore nel suo mitico documentario Una scomoda verità (parafrasando): "difficile far capire una verità a una persona se il suo stipendio dipende proprio dal fatto di non capirla".

Oggi c'è stato un incontro (qui l'articolo che lo preannuncia dal Gazzettino) di propaganda in grande stile. Si è speso nientepopodimeno che il doppio Presidente della Provincia Saccardin (anche Presidente del Parco naturale regionale del Delta del Po veneto, chissà nella sua doppia veste quale posizione avrà preso, sarà stato almeno un po' indeciso?), usando il Palazzo istituzionale per permettere a Enel di raccontare la sua storiella dello sviluppo con il carbone davanti ai sindaci del Delta. Vietato l'ingresso ai "minori" comuni cittadini dei comitati, del resto mai invitati (ma ancora una volta presenti): meglio non far sapere cosa bolle in pentola? Si è cambiato idea anche sul carbone e si darà ragione al signor Trambaiolli, vero profeta della politica polesana?

Il Coordinamento dei comitati intanto celebra l'anniversario della sentenza Enel e rinfresca la memoria dei polesani con il volantino in immagine su questo post ed il comunicato qui sotto riportato.
"Il futuro del Polesine è minacciato da un numero impressionante di progetti che mirano a fare del nostro territorio il più grande polo energetico nazionale.
Lo sviluppo che chiediamo non ha niente a che vedere con carbone, turbogas o inceneritori ma passa attraverso il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, promuovendo il Parco del Delta del Po e le attività tipiche della zona.
Riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle
Inceneritore di rifiuti annesso alla nuova centrale a carbone
Rigassificatore off-shore al largo di Porto Levante
Centrali a turbogas a Loreo e Cona (Ve)
Centrali a biomasse a Borsea, Bagnolo di Po, Calto e Villanova del Ghebbo
Ultimamente sono state proposte 4 nuove centrali nell’area industriale attrezzata (A.I.A.) di Adria e Loreo, di cui 3 a Biomasse più un termovalorizzatore (inceneritore) annesso alla cartiera di Loreo.
Da anni è già attiva la centrale Edison di Porto Viro (140 MW a gas)
Com’è possibile che in una sola provincia si concentrino così tanti impianti
energetici?
Non è un controsenso che proprio all’interno del Parco del Delta del Po si debba
subire un carico inquinante così elevato?
Il Polesine ha già pagato un prezzo altissimo nei quasi 30 anni di attività della centrale di Porto Tolle, nel Delta del Po si respira l’aria peggiore del continente europeo e vi è già un’incidenza di tumori e malattie dell’apparato respiratorio superiore al dato medio nazionale.
Perché dobbiamo permettere all’Enel di riconvertire la centrale a carbone e continuare ad intossicarci come niente fosse per altri 30 anni?
Solo un grande movimento popolare può fermare quello che invece di un intelligente
sviluppo sarà una vera e propria impostura!"
Qui un interessante commento giuridico sulla sentenza Enel di V. Vattani sulla rivista online Diritto all'ambiente.
Qui il bell'articolo di F. Pavan del Gazzettino del 31 marzo che riporta l'incontro della Provincia con l'A.D. dell'Enel Fulvio Conti.
Invece un articolo scritto secondo un'ottica tutta industriale compare sulla prima pagina del Gazzettino del Nordest dal titolo "Porto Tolle? manca solo il sì del Ministro" di M. Crema, in cui sembra che tutto sia pronto ai blocchi di partenza, in attesa dello sparo.
L'articolo nel fondo della stessa pagina dal titolo L'impianto che "salvò" il Delta illustra di nuovo una storia tutta di parte sulla centrale in cui (lapsus?) non si nomina il processo e la sentenza del 31 marzo dello scorso anno che condannò Enel.

22 marzo 2007

Quiz del giorno e fauna locale

Caro lettore amico, come saprai il mio paese (Villadose) è noto per ospitare le discariche della provincia di Rovigo da trent'anni. Abbiamo tentato in questi decenni di smettere, ma complice l'invidia atavica per i padovani e i loro bei colli, ci siamo ormai assuefatti alle nostre collinette al confine nord del comune. Ci danno una certa soddisfazione, crescendo in altezza ogni giorno di più e prevedendo altri futuri innalzamenti.
Ci chiedevamo in questi giorni quale altezza abbia mai raggiunto la Taglietto zero. Se i pali che circondano la discarica sono alti 3.0-3.2 metri, a che altezza siamo arrivati?
Questa è la foto.

Più sotto la foto di un piccolo abitante locale, da cui l'appellativo poco lusinghiero nel gergo indigeno: Te sì un "fasàn".

20 marzo 2007

Zanellato vuole ambientalizzare (?) la centrale

Ieri mi sono imbattuta nell'articolo che riportava la elezione a segretario provinciale della margherita di Angelo Zanellato noto ai più per essere stato Consigliere regionale della margherita nella precedente legislatura. Tutti uniti in un unico candidato.
Tra i progetti che Zanellato vuol portare avanti c'è anche quello che lui definisce "ambientalizzazione" della centrale Enel di Polesine Camerini.
Ambientalizzazione ... era da un po' che non se ne sentiva parlare. E' una di quelle parole messe dappertutto, che dicono tutto e niente, sono parole buone: metti dentro la parola "ambiente" e fai felici tutti. Sono parole estremamente adattabili alle circostanze ... fatte apposta per non prendere impegni.
Forse Zanellato non trovava le parole "conversione a carbone" della centrale di Polesine Camerini, che con l'ambiente ha ben poco a che fare.
Eh sì! Se dipendesse da me proporrei la rieducazione linguistica di certi politicanti... Anche se so già che sarebbe un lavoro lungo ed estremamente faticoso ...per non parlare dei risultati ottenibili ...

19 marzo 2007

Parco veneto Delta del Po: piccolo e a macchia di leopardo


Aggiornamento gennaio 2009: apparentemente il link alla mappa sul sito regionale parchiveneto.it sotto citato non è più funzionante.
Grazie a Andrea per la segnalazione e per il recupero della mappa, ora visibile qui.


Nell'immaginario collettivo il Parco del Delta del Po è esteso più o meno quanto il Delta del fiume Po. Niente di più falso e fuorviante: il Parco si estende principalmente lungo i rami principali, nel senso stretto del termine, comprendendo cioè il fiume e gli argini, parte delle valli e della zona lagunare, gli scanni (ad esempio proprio dove ora stanno lavorando per il Terminal di Porto Levante!)
Direttamente dal sito della Regione la cartografia, dove l'area protetta è rappresentata dal tratteggio verde, meglio visibile ingrandendo l'immagine.
E' un Parco a macchia di leopardo. La conseguenza è che ad esempio basta un abile avvocato per consentire al comune di Porto Viro di poter costruire un'area industriale di 370 ettari a Ca' Cappello, che è "fuori" dai confini del Parco.
Sarei felice di sbagliarmi, ma ho cercato in lungo e in largo: nel sito del Parco veneto non esiste una sola mappa del parco. E invece è utile a tutti conoscere quanto sono striminziti i confini della nostra piccola area protetta (120 kmq su un'area complessiva di 786 kmq, di cui 160 sono valli e lagune). Che ne dite di chiedere, proporre, votare un allargamento dei confini?

18 marzo 2007

Parco veneto Delta del Po: scambio epistolare fra Galan e Saccardin


Scambio epistolare sui quotidiani tra il governatore Giancarlo Galan e il Presidente del Parco veneto del Delta del Po (e della Provincia di Rovigo) Federico Saccardin. Il tema è il Parco regionale del Delta del Po, sempre fermo in pista, mai pronto a decollare, nonostante la fine del commissariamento. Galan sembra preoccupato per le sorti del Parco (qui la prima parte e qui la seconda parte della lettera) e pubblicamente scrive: "Con la nomina del presidente dell'Ente Parco e del comitato esecutivo, avvenuta lo scorso novembre, pensavo che la procedura per l'adozione del Piano del Parco sarebbe stata accelerata, con convocazione della Comunità del Parco e passaggio alla fase finale e invece da allora... silenzio assoluto. Nessuna convocazione di Comunità del Parco, nessun esame in sede istituzionale della bozza di Piano del Parco e così nel Documento strategico regionale-Politica di coesione 2007-2013 abbiamo dovuto, purtroppo, scrivere che "ad oggi tutti i Parchi del Veneto risultano dotati del Piano Ambientale, con l'unica eccezione del Parco Regionale del Delta del Po".
Alla tirata d'orecchi segue l'avvertimento: "Ulteriori ritardi non possono essere compresi né accettati, a meno che non si voglia costringere il sottoscritto a intervenire con i poteri di controllo che la legge impone."
Ennesimo commissariamento?
La risposta (la seconda parte segue qui) del doppio Presidente Saccardin non si fa attendere, e cerca di sviare sulle responsabilità: manca il Direttore, il personale è insufficiente, avevamo da approvare il bilancio, si tratta solo di un quadrimestre, mancava la cartografia...
Il Piano del Parco? Faremo. La comunità del Parco? Faremo. Faremo tutto prima dell'estate e in pochi mesi quello che altri non hanno fatto in anni e anni.
E così l'abile Saccardin con giustificazioni e promesse rigira la frittata e la rimette nelle mani del Governatore.
Del Parco interregionale del Delta del Po non si fa menzione. Eppure la trasformazione in parco interregionale è espressamente indicata all'art. 35 della legge quadro sui parchi (394/91) e sarebbe dovuta avvenire d'intesa tra il Ministro dell'Ambiente e le regioni dopo solo due anni dall'entrata in vigore di detta legge.
Non solo ma la legge dice anche: "Qualora l'intesa non si perfezioni nel suddetto termine, si provvede all'istituzione di un parco nazionale in tale area".

Speriamo che il ministro dell'Ambiente, che appena insediato al Governo aveva affermato di pensare anche alla trasformazione del Parco del Delta del Po in Parco nazionale, voglia fare chiarezza su questa situazione che si trascina da anni e che non approda a nulla, e magari istituisca il Parco nazionale del Delta del Po.
Di fatto si garantirebbe lo sviluppo futuro in sintonia con le caratteristiche del territorio che al di là dei tanti discorsi e sotto gli occhi di tutti, nonostante le proteste che da più parti si sollevano (oltre a quelle del Coordinamento dei comitati sempre presenti), sta per essere sacrificato per la creazione di un polo industriale- energetico.

Il sondaggio effettuato nel mio blog dice che più dell'85% auspica la creazione di una Parco nazionale.
Per quanto possa contare poco, è di sicuro un buon inizio.

12 marzo 2007

Terminal: ricorso accolto in Cassazione - anche la Rai sul gasdotto

E' dei giorni appena trascorsi la bella notizia che la Cassazione avrebbe accolto il ricorso della Procura di Rovigo contro la costruzione del gasdotto, pur essendo stato precedentemente rigettato dal tribunale del riesame di Rovigo.
Per la procura sarebbe stato dato il via ai lavori del terminal in assenza della cosiddetta V.INC.A. (Valutazione di Incidenza Ambientale) e senza alcuna autorizzazione paesaggistica. Il progetto violerebbe la normativa sui Siti di Interesse Comunitario (SIC) e sulle Zone a Protezione Speciale (ZPS). Ed infatti l'Italia aveva ricevuto nell'aprile del 2006 dalla Commissione Europea una lettera di messa in mora per la violazione dell'art. 6 della direttiva 92/43 Cee. A ciò potrebbero seguire sanzioni.
Il Ministero dell'Ambiente aveva già chiesto la Valutazione di Impatto Ambientale per l'isolotto artificiale già finito sotto sequestro nel settembre 2006 perchè secondo la Procura di Rovigo non avrebbe avuto le necessarie autorizzazioni. Ora chiede la Valutazione di Incidenza Ambientale, come previsto dalle direttive comunitarie per le aree SIC e ZPS.
Qui una relazione approfondita di Eddi Boschetti e di Gustavo De Filippo sui motivi per cui i lavori di costruzione del gasdotto sono in contrasto con quanto stabilito nel Piano d'Area e nelle direttive comunitarie, a supporto della richiesta di sospensione dei lavori effettuata già nel maggio (?) dello scorso anno.
Intanto la Rai riprende i luoghi dei lavori, nelle aree interessate e più delicate del Delta e del Parco.
Devo dire che in valle Bagliona e nella Vallona, dopo un anno di lavori lo sconquasso non è finito ma sembra essere sempre maggiore. E sempre maggiore è pure la mia convinzione che si tratti di un'opera oltre che pericolosa di sicuro inopportuna ed ingiustificata nel Delta del Po.

PS: Nella foto il giornalista Giorgio Giglioli intervista il presidente del coordinamento dei comitati Luigino Mottaran di Adria. Il breve servizio è stato mandato in onda su Rai3 nel corso della trasmissione "Ambiente Italia" di ieri sabato 17 marzo (che ancora non trovo sul sito)

11 marzo 2007

Porto Tolle sarà anche l'inceneritore della Provincia di Rovigo... che mancava!!!


Continuo in questo post i commenti alla delibera della Giunta veneta n. 150 del 30 gennaio 2007 che recepisce il parere positivo della Commissione VIA regionale (n. 149 del 17 .01.2007) sul progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.
Vorrei infatti mettere in risalto quanto si riporta a pagina 37 sulla possibilità di usare la ciminiera di Porto Tolle per bruciare il CDR (cioè le parti che rendono calore, come la carta e le plastiche non riciclate o non riciclabili dei nostri rifiuti urbani che non vengono seppellite nelle mie discariche di Villadose):
"Di interesse per la Regione ed in particolare per la Provincia di Rovigo è inoltre l'ipotesi di utilizzo di CDR, preferibilmente locale, di cui già oggi c'è ampia disponibilità e la cui compatibilità tecnica è stata già documentata con la sperimentazione compiuta nella centrale Enel di Fusina. Ciò comporta una forma di compensazione ambientale locale, evitando la costruzione di un impianto ad hoc".
Più avanti (pag. 46) si indica che il CDR dovrà provenire preferibilmente (e quindi non solamente) dalla provincia di Rovigo fino al 2% in peso, rispetto al combutibile utilizzato, e che la quota di biomasse che dovrannno comunque provenire dalla Regione (DGR n. 3375 del 7.11.2006) compreso quindi il CDR, dovrà essere del 5% rispetto alla potenzialità termica del combustibile utilizzato.
In pratica se il progetto sarà realizzato, sorgerà a Porto Tolle il famoso inceneritore che doveva essere costruito secondo il Piano regionale dei rifiuti tra le provincie di Padova e di Rovigo, ma non nella provincia di Rovigo perchè sono troppo pochi i rifiuti per giustificare un "termovalorizzatore"(!). E siccome il CDR prodotto qui a Sarzano è troppo poco, ci sarà un aiutino dalla Regione.
Se i nostri parlamentari non approveranno la legge contro il finanziamento pubblico all'incenerimento dei rifiuti, c'è attualmente la sicurezza che Enel potrà usufruire di finanziamenti pubblici per l'uso di energie rinnovabili e assimilate (e tra le assimilate finora c'è appunto il CDR)!
Che dire? Proprio niente male per il nostro Delta!
I turisti arriveranno a frotte ad ammirare le cupole della bella centrale a carbone nel Parco del Delta del Po, tra chiatte da 3000 tonnellate di carbone (1334 all'anno) , di calcare (47/anno), gesso (77/anno) e ceneri (147/anno). Mentre arriveranno 12.500 camion all'anno che porteranno le biomasse vegetali, senza contare il combustibile di avviamento (500 all'anno con olio STZ e gasolio).
Vorrei sentire la voce dell'Ente Parco regionale veneto del delta del Po, almeno solo formalmente, affermare che tutto questo è semplicemente controindicato. Il Parco emiliano lo ha già fatto. Quello veneto no.
Senza dare la colpa al solito doppio presidente Saccardin (presiede la Provincia e anche il Parco), evidentemente a questo ente Parco non gli fa un baffo bruciare il carbone e nemmeno bruciare i rifiuti. E come la proverbiale carità, è proprio un Parco ... "peloso"!

10 marzo 2007

(Incredibile) V.I.A. Regionale al Carbone nel Delta


Ormai da più di un mese la Giunta regionale veneta ha accolto, facendolo proprio unanimemente (assenti i due assessori polesani Coppola e Marangon, un caso?) il parere favorevole (attenzione: 5 Mbyte) della Commissione Regionale VIA del 17.01. 2007 di compatibilità ambientale sul progetto di trasformazione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle.
Il parere positivo era già stato espresso fin dall'ottobre 2005, ma successivamente il Ministero dell'Ambiente aveva richiesto all'Enel alcune integrazioni allo studio di impatto ambientale. Una volta presentate le integrazioni sono seguite ulteriori osservazioni dalle associazioni e comitati ambientalisti e da diverse istituzioni, tra cui la Provincia, il Comune di Rosolina, il WWF, Italia Nostra e il Comitato Cittadini Liberi.
Non so perchè non sia pervenuta alla Regione nessuna osservazione dall'Ente Parco regionale veneto del Delta del Po che avrebbe avuto secondo me tutto l'interesse ad avversare un impianto improponibile in una zona dove esiste un Parco naturale.
Come prevedibile invece la stessa Commissione VIA - a cui andava bene anche il progetto originario e che anzi aveva dato persino il suo contributo "personale" inserendo la proposta del 5% di CDR (combustibile da rifiuti) al posto del 5% di biomasse (parere n. 129 del 25/10/2005) - ha giudicato favorevolmente anche le modifiche apportate dalle integrazioni.
E pure la Giunta Galan è stata d'accordo con quanto scritto dalla commissione, cioè che il carbone farà bene al territorio del Delta del Po "considerato il ruolo sociale dell'energia elettrica, considerando la sicurezza di approvvigionamento delle materie prime e dei combustibili, la diversificazione delle fonti e i costi dell'energia elettrica prodotta, che sono punti irrinunciabili" (pag. 33).
E il protocollo di Kyoto, ci chiediamo noi?
"La scelta di adottare il carbone, rispetto ad es. al gas naturale, allontana la prospettiva di allineamento agli obiettivi di Kyoto. L'effetto negativo è in parte attenuato dal maggiore rendimento energetico previsto, rispetto al valore attuale. La Commissione ritiene peraltro che nella produzione di un bene di interesse pubblico primario, come l'energia elettrica, non possono non avere un ruolo fondamentale gli aspetti sociali ed economici connessi, mantenendo nel contempo un alto livello di salvaguardia ambientale. L'intervento progettuale porta ad un forte risanamento ambientale locale e nell'area vasta, rispetto alla situazione ante[riore]". (Anteriore a cosa? se come viene fatto si considera come alternativa zero il mantenimento dell'impianto nella sua attuale configurazione, è molto impegnativo cercare di peggiorare!!!)

Ma il metano previsto anche dalla legge regionale istitutiva del Parco del Delta non inquinerebbe di meno?
Secondo la Commissione forse sì forse no. Anzi sicuramente no perchè "ci sarebbe la necessità di costruire un nuovo gasdotto di 55 km che colleghi Trevigalle a Porto Tolle, prevedendo l'attraversamento del Bosco di Mesola e 5 attraversamenti di fiume, interessando numerose aree SIC e ZPS". (complimenti, è davvero esilarante:mai sentito parlare del metanodotto da 112 km da Porto Levante a Minerbio per il Terminal gasiero della Edison?)

Insomma una Commissione di impatto economico e sociale più che ambientale.
E' inutile proporre di inserire nella commissione VIA sindacalisti, sociologi ed economisti, perchè sotto sotto ci sono già.
Leggete leggete leggete che, come dice il saggio padre Albano da Roncegno, "più lezè e manco savè".

09 marzo 2007

Cicogna nel Delta


Per la felicità degli appassionati di bird-watching ora anche le cicogne fanno visita al nostro Delta. Il luogo della foto inviatami da amici è l'Oasi di Ca' Mello, nella Sacca degli Scardovari, comune di Porto Tolle, che consiglio vivamente di visitare.
Un motivo in più, se ce ne fosse ancora bisogno, per ribadire la necessità di tutelare maggiormente il nostro territorio dalle aggressioni.

04 marzo 2007

Luna rossa e San Remo


Nonostante ieri sera ci fosse l'ultima serata del festival della canzone italiana, quale dei due spettacoli fosse meglio non perdere, non c'è dubbio: senz'altro più emozionante l'eclisse di luna. Così ho fatto la spola tra il cielo e Pippo, con la mia digitale ottenendo soltanto foto indegne, vista la gamma stupenda dei colori visibili meglio con un ingrandimento. La prossima sarà tra 19 anni e noi chissà ...

A San Remo la mia canzone preferita, quella della cantautrice Amalia Grè "amami per sempre", non è nemmeno arrivata tra le prime 10.
A pensarci bene questa cantante è così emozionante! Quasi all'altezza... di una eclisse di luna.

02 marzo 2007

Provincia e CUR: Convegno su biomasse

Domani a Rovigo ci sarà un convegno dal titolo:
"L'UTILIZZO DI BIOMASSE AI FINI ENERGETICI IN POLESINE" qui il depliant
L'incontro è organizzato dalla Provincia di Rovigo con il patrocinio del CUR e si terrà nell'Aula Magna dell'Università, viale Porta Adige, 45 Rovigo dall eore 9
Dalla locandina saranno presenti le principali associazioni agricole ed inoltre le più alte autorità politiche polesane.
L'incontro è coordinato dall'Ing. Luigi Ferrari, dirigente responsabile dell'area ambiente della Provincia, che ha elaborato la bozza del piano energetico provinciale, ispirandosi ai principi di Agenda 21 per un percorso di scelte condivise tra le associazioni e le istituzioni del territorio.
Da quanto si legge dai giornali se c'è un piano è un piano che non pianifica. E il coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini è tutto da dimostrare.

Il WWF di Rovigo per l'occasione ha elaborato un documento che partendo dall'analisi della situazione polesana rispetto alla produzione di energia e all'inquinamento, da Sermide e Ostiglia e fino a Porto Tolle, passando per Loreo e Porto Viro chiede una moratoria contro l'avvio di nuovi camini e al contrario possibilmente la chiusura di qualcuno, come ad esempio quello di Porto Tolle.

Articoli di stampa:
La presentazione del Convegno, il punto di vista della Provincia
L'articolo dal Gazzettino che commenta il Convegno di Franco Pavan