19 marzo 2007

Parco veneto Delta del Po: piccolo e a macchia di leopardo


Aggiornamento gennaio 2009: apparentemente il link alla mappa sul sito regionale parchiveneto.it sotto citato non è più funzionante.
Grazie a Andrea per la segnalazione e per il recupero della mappa, ora visibile qui.


Nell'immaginario collettivo il Parco del Delta del Po è esteso più o meno quanto il Delta del fiume Po. Niente di più falso e fuorviante: il Parco si estende principalmente lungo i rami principali, nel senso stretto del termine, comprendendo cioè il fiume e gli argini, parte delle valli e della zona lagunare, gli scanni (ad esempio proprio dove ora stanno lavorando per il Terminal di Porto Levante!)
Direttamente dal sito della Regione la cartografia, dove l'area protetta è rappresentata dal tratteggio verde, meglio visibile ingrandendo l'immagine.
E' un Parco a macchia di leopardo. La conseguenza è che ad esempio basta un abile avvocato per consentire al comune di Porto Viro di poter costruire un'area industriale di 370 ettari a Ca' Cappello, che è "fuori" dai confini del Parco.
Sarei felice di sbagliarmi, ma ho cercato in lungo e in largo: nel sito del Parco veneto non esiste una sola mappa del parco. E invece è utile a tutti conoscere quanto sono striminziti i confini della nostra piccola area protetta (120 kmq su un'area complessiva di 786 kmq, di cui 160 sono valli e lagune). Che ne dite di chiedere, proporre, votare un allargamento dei confini?

4 commenti:

Il Vocione ha detto...

Risulta quindi che l'area "protetta" (fra virgolette quanto mai necessarie") è il 15% - cioè un sesto appena - dell'intero Delta.

Anonimo ha detto...

Io lo vedo più come un Parco
Nero Pantera = CARBON.

Gipo ha detto...

Per avere un parco serio, cioè nazionale, chiediamo anche noi di cambiare regione:
dal Veneto all' Emilia.
Vediamo cosa ne pensano i Saccardin e Galan.

gipo ha detto...

Invece di provocazioni banali come quella di passare all' Alto Adige si dovrebbe fare una richiesta seria e ben formulata all' Emilia che mi sembra contraria al carbone ecc. e più attenta al Delta del Po quale risorsa ambientale/turistica.