25 febbraio 2006

Luttwak in Polesine. Perchè?


Cari lettori "semifedeli" e naviganti allo sbaraglio, non so se vi sia giunta voce che anche il nostro umile Polesine ha avuto la visita del famoso esperto economista americano Luttwak.
L'incontro è frutto della collaborazione tra il Consvipo (Consorzio Sviluppo Polesine), la Camera di Commercio e la Geas.
Riporto alcuni passaggi che ritengo molto significativi del resoconto di Franco Pavan (il Gazzettino "Il Polo Energetico va accettato, ma nel dialogo"):
"Ce n'è stato abbastanza per uscire dalla sala confusi. Non solo i polesani che si agitano per [...] il rigassificatore sono fuori sincrono con gli equilibri energetici globali, ma anche chi protesta per il carbone a Polesine Camerini pare non abbia ben capito quale grande fortuna che gli sta capitando. Anzi, si dovrebbe essere grati alle società energetiche per aver scelto il Polesine come teatro di tanta potenzialità. Qualcuno ha sussurrato che su energia e sviluppo, destini economici e salvaguardia ambientale, nessuno oggi può dire di avere la verità in tasca. Probabilmente nemmeno Edward Luttwak [...] ospite al dibattito a Palazzo Roncale imperniato sulle opportunità per il Polesine dell'ormai vicina realizzazione di strategici poli energetici nel Delta. Un suggerimento, quello raccolto all'appuntamento [...] che ha la cifra della premessa ineludibile. [...] Da qualunque parte le si prenda, imprimono a fuoco almeno due presupposti: che gli interessi locali sbiadiscono di fronte al sovraordinato interesse globale e che di sviluppo si può parlare solo in una prospettiva internazionale. E la microeconomia polesana, il turismo, la pesca, l'agricoltura? Quisquilie o giù di lì, secondo il consigliere del Governo americano. [...] Per il consulente Usa «il Polesine è al centro di un trend globale, protagonista di uno sviluppo che non è locale né nazionale. Pensate che dai rigassificatori italiani potrebbe dipendere il futuro dei bambini che nascono oggi in India».

Mi chiedo come mai abbiamo aspettato tanto per sapere queste belle notizie che ci rendono responsabili dei destini del mondo?
Ma noi polesani siamo proprio dei ... salami!? (fa ridere, ma non ne approfittate)
Poi mi faccio la domanda difficile: perchè chiamare in qualità di esperto un americano, collaboratore di Bush, considerato un "falco" tra i repubblicani (che a dir la verità a volte tira dei gran bidoni come quando diceva che la guerra in Iraq sarebbe stata una guerra lampo "rapida, indolore, elegante") per discutere dello sviluppo del Polesine?
Qualcuno, chiunque, anche il presidente del Consvipo se mai mi leggerà, me lo spiega?

2 commenti:

Mario ha detto...

Potremmo fare delle ipotesi: forse nessuno che non sia un Luttwak od un suo affine potrebbe avere la faccia di bronzo di sostenere l'utilità dello sviluppo insostenibile di fonti di energia ad alto impatto ambientale: il petrolio (irakeno) se lo tiene lui (se ci riesce), a noi il carbone e i rigassificatori, e possibilmente da domani il nucleare. Di ridurre i consumi non si può parlare, perchè sennò si riducono i profitti del famoso Mercato Globale, questo Totem luccicante che tutti idolatriamo e che presto ci schiaccerà. Di fonti alternative neanche, perchè i Bush e i Luttwak lavorano conto terzi per i petrolieri texani che finanziano le campagne elettorali repubblicane; e mica vorremo scherzare a parlare di eolico o di energia solare ai petrolieri ? Vogliamo forse farli arrabbiare ?
Mario

tajo75 ha detto...

Perchè no?
Luttwak, che piaccia o meno, è una figura di spicco mondiale e trovo di per sè una buona cosa che abbia trovato nella sua agenda lo spazio per Rovigo.
Io a palazzo Roncale ci sono stato ed ho ascoltato attentamente l'intervento.
E le dirò che di per sè non si è esplicitamente speso pro o contro questa o quell'opera, ma da stratega qual è, ha messo in luce gli aspetti positivi e negativi dei progetti di cui in oggetto.
Ho letto sia l'articolo di Pavan (fazioso, strafottente nonchè mal scritto), sia l'articolo di Marescatti (che in mezza giornata di lettura capisce i meccanismi del mondo (!!!)) e vorrei correggere il tiro di entrambi:
1-il fatto che sia possibile avere più gas dagli attuali gasdotti non ci rende certo indipendenti dai singoli attuali fornitori; aggiungo che, soprattutto in un momento di tali e tante tensioni tra mondo occidentale e mondo munsulmano, è ancora meno prudente affidarsi esclusivamente alle foniture di paesi di quell'area;
2-se Marescatti, dopo aver capito tutto in tre ore, pensa di cavarsela con "un ingegnere del settore mi ha detto..", per poi credere davvero che del prezioso gas venga sotterrato (!!), mi sembra un po' più che ingenuo;
3-nessuno ha detto che le foniture di conbustibile, sia esso gas o petrolio, sono limitate, o almeno di prossimo esaurimento, anzi, Luttwak ha dedicato a questo aspetto un ampio preambolo spiegando a chiare lettere che di petrolio e di gas ce n'è ancora in abbondanza, ma che il problema è diversificare, perchè attualmente siamo strutturati a senso unico verso il petrolio, mentre se ci fossimo mossi prima, avremmo potuto beneficiare prima e meglio di una divesificazione delle fonti energetiche;
Luttwak, nè nessun altro, ha affermato che il carbone è il combustibile più pulito, come riportato dal fedele Pavan: ha detto solo che le tecnologie per rendere una centrale a carbone molto poco inquinante oggi esistono, la difficoltà che deve affrontare un popolo in democrazia è pretendere che vengano applicate, e vigilare sul loro mantenimento. Non si può dire che il discorso non fili, anche se a mia volta sono consapevole che una cosa è la teoria, un'altra la pratica.
Il vero problema, Signora, non è il terminal, o la centrale enel (che, peraltro, sono il primo ad odiare, tanto per capirci); il vero problema è che noi polesani dobbiamo PRETENDERE!
Dobbiamo pretendere che una cosa non venga fatta, oppure dobbiamo pretendere che venga fatta solo a determinate condizioni. In caso contrario faremo per l'ennesima volta la figura dei sudditi in demoocrazia, tanto per usare le arole di Luttwak.
La invito infine a visitare il mio blog http://blog.libero.it/tajo75/
in cui ho da poco iniziato ad occuparmi, seppure con le mie limitate possibilità, degli argomenti che comprendo stare anche a lei a cuore.
Saluti