14 luglio 2007

Don Giuliano al Censer: cercasi uomini liberi

Ieri sera il Censer di Rovigo era stracolmo di persone: gente in piedi, seduta anche sui gradini. Con don Giuliano tornato temporaneamente dalla sua missione in Brasile c'erano gli amici di sempre, dei mille incontri culturali di Pezzoli fatti ad ritmi incalzanti tanto che spesso si sfidava la forza fisica pur di esserci, di ascoltare, di lasciarsi investire di questi mondi a noi più grandi, universali, di pensieri profondi, di racconti fatti anche nella confidenza da persone impegnate e note a gente di paese semplice e schietta. C'erano Ivana Monti, Marco Travaglio, il giudice Caselli e don Ciotti.

Marco Travaglio presentando il suo nuovo libro "Uliwood Party" con pungente ironia (anche rivolta alla sua stessa categoria professionale) ha parlato del giornalismo e denunciato la sempre maggiore difficoltà a raccontare i fatti senza incorrere in pesanti multe. Un grande merito sarebbe da attribuire alla legge Mastella che impedisce di pubblicare, anche per riassunto, atti di indagine anche se non più coperti da segreto. Ha concluso il suo intervento citando Longanesi:" Non è la libertà che manca in Italia. Sono gli uomini liberi".
Qui il video. La legge bavaglio, di Marco Travaglio

Il caro giudice Caselli tanto ha parlato delle difficoltà dei magistrati di esercitare il loro ruolo senza influenze e pressioni sia con i governi di centrodestra sia di centrosinistra (qui articolo sullo scandalo del Sismi). E fatto riferimento all'attacco vergognoso subito dall'ex magistrato D'Ambrosio in Senato il giorno stesso, teso a infangare la sua figura come di un uomo che si fosse prestato da sempre ai giochi politici anche da magistrato. Accanto alla necessità di esercitare la giustizia, una giustizia senza vendetta, Caselli ha terminato il suo intervento parlando di amore e di cose piccole ma grandi, come quelle di cui si parlava negli incontri di Pezzoli: la vicinanza agli emarginati, l'inclusione della diversità.
Infine don Luigi Ciotti ha parlato degli esclusi e del suo impegno contro la mafia. E ricordando don Milani, inviato dal suo vescovo in una frazione di montagna per punirlo per le sue idee innovative sulla Chiesa, ha parlato della Chiesa dei poveri e degli esclusi, rinnovando il suo impegno contro la mafia e contro la guerra.

Ringrazio anch'io da qui don Giuliano e tutti i suoi amici che sempre gratuitamente si sono offerti di parlare alla gente semplice che a volte da sola non avrebbe avuto i mezzi per alzare lo sguardo oltre l'orizzonte imbellettato e camuffato, come spesso ci viene mostrato dai media.

2 commenti:

menot ha detto...

Ciao a tutti. Travaglio con Beha era stato qualche giorno prima a Ravenna, dove aveva parlato di "Intercettazioni e Informazione". Trovate come resoconto della serata un post sul mio blog BIN 2006.
Ricordo infine che Oliviero Beha sarà di nuovo nel ravennate per presentare il suo libro Italiopoli, ed esattamente a Castiglione di Ravenna il prossimo 21 luglio. Ciao a tutti

Lavocetta ha detto...

ciao Menotti!
come si vede ci ritroviamo sempre.
un affettuoso saluto