14 febbraio 2010

Talebani: la risposta dell'agronomo Zecchin all'assessore Marangon

Nel post precedente avevo brevemente accennato al fatto che l'assessore Marangon aveva definito talebani gli ambientalisti che domenica scorsa si erano riuniti alla Gran Guardia per costituire una Rete in tutto il Polesine per la difesa del territorio dal proliferare degli impianti energetici e di nuove infrastrutture, in assenza di una pianificazione regionale che permetta una riduzione dell'impatto e dell'inquinamento.
L'agronomo G. Zecchin non ha gradito l'appellativo, certamente insolito e del tutto inappropriato, e risponde in modo articolato all'accusa di essere con gli altri ambientalisti presenti un pericoloso estremista.
Qui sotto la sua risposta


L’assessore regionale alle politiche per il territorio Renzo Marangon mi ha definito “talebano”. Volendo significare, credo, che io sono un pericoloso estremista, un terrorista, una persona che odia il progresso e gli altri esseri umani; un termine che viene usato a volte per richiamare ciò che, nell’immaginario collettivo, oggi, è il male assoluto. Assieme al sottoscritto ha definito come “un coro di talebani privi di reale conoscenza delle esigenze del territorio e della popolazione che ci vive” tutte le persone che domenica scorsa, 7 febbraio, hanno partecipato, a Rovigo, alla Gran Guardia, all’incontro organizzato dalla “Rete dei Comitati per la Salute e l’Ambiente”. L’assessore Marangon non usa mezzi termini: per Lui ci sono i buoni e i cattivi; ci sono i progetti validi “per i quali bisogna imparare a dire dei sì“, come l’autostrada Nogara-Curicchi o la Centrale a Carbone, e i progetti ai quali va detto no, come l’impianto a tecnologia complessa di Pincara. Tutto chiaro, semplice, assolutamente tranquillizzante. Come le favole di una volta, come il cibo precotto, il Tg di Fede o i programmi di Enrico Papi. Basta sedere a tavola, accendere la TV e mangiare. Non serve pensare, fare fatica. C’è l’eroe buono, SuperEmme, che vigila, si preoccupa e si fa carico degli interessi della collettività, smaschera i malvagi, lotta per un futuro luminoso e migliore. Perché, secondo il nostro supereroe “il pregiudizio impera nella nuova rete dei comitati, con una concezione del futuro paleo-ambientalista”. Peccato che la realtà sociale, politica, economica attuale sia molto più complessa e le cose spesso non sono come si vuol far credere. Provo a fare due esempi, partendo dall’ottima relazione tenuta dall’architetto Carlo Costantini di Cavarzere, che nel suo intervento ha puntualizzato e documentato la non programmazione della Regione Veneto in questi ultimi dieci anni. Il “Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera” del 2003 bocciato dall’UE; il “Piano Regionale dei Trasporti” mai varato; il Piano Energetico di cui si continua solo a parlare da anni. Anche l’architetto Costantini, per l’assessore Marangon, è un pericoloso talebano. Allora assessore, la invito a rileggere o, meglio, a leggere, la “Carta di Asiago - I fondamenti del buon governo del territorio - febbraio 2004”, che si può facilmente scaricare collegandosi al sito www.ptrc.it. E’ un documento che sta alla base, a fondamento del processo di redazione del nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento della Regione Veneto. E’ stato scritto da personalità di grande valore culturale, professionale ed umano, su incarico della regione stessa. Si tratta di Ulderico Bernardi, sociologo; Ferruccio Bresolin, economista; Paolo Feltrin, politologo; Mario Rigoni Stern, scrittore; Eugenio Turri, geografo ed urbanista. Non voglio togliere a nessuno il gusto della lettura, ma in sostanza il giudizio sulla incapacità della regione e delle amministrazioni locali di programmare il proprio sviluppo, di fare scelte razionali e coerenti sull’uso del territorio, è abbastanza netto. Guarda caso, questi esperti dicono le stesse cose dell’architetto Costantini: evidentemente sono anche loro dei talebani, sig. assessore. Peccato che li abbiate incaricati e pagati Voi per farvi dare uno zero in pagella, in materia di programmazione ed uso del territorio. Personalmente e a titolo di esempio ho difficoltà a comprendere come mai si sia sbandierata per tanti anni la necessità di investire sul trasporto fluviale e ferroviario, per alleggerire il traffico su gomma, più inquinante e costoso, e poi si continua a imporre nuove strade, per di più a pagamento. La seconda questione che le pongo riguarda le decine di impianti a biogas e biomasse che si stanno realizzando in Polesine. Sono buoni o cattivi? Va detto un sì o un no? La centrale di Porto Viro che brucerà 4.000 ettari di coltivazioni e costerà alla collettività 14 milioni di euro all’anno, per 15 posti di lavoro, fa parte della politica regionale per lo sviluppo sostenibile? So già invece cosa pensa della centrale di Borsea, che brucerà olio di palma; per me contribuirà solamente alla deforestazione dell’Indonesia, grazie alla tariffa elettrica incentivata e al suo personale interessamento. Vede assessore, se invece di spendere centinaia di milioni di euro per sostenere queste follie, pure speculazioni che fanno gli interessi di pochi, sotto la falsa parvenza di energia rinnovabile, Lei nel suo mandato avesse fatto approvare un piano regionale per il risparmio energetico negli edifici pubblici e privati, e/o nei trasporti, i benefici per la collettività, per le famiglie, il lavoro, l’ambiente sarebbero stati sicuramente maggiori, e sarebbe stato un intervento di gran lunga più valido rispetto al piano casa che Lei ha fortemente voluto, per dare qualche autorizzazione in deroga alle norme che regolano il settore. Spero che alla fine venga fatto e reso noto il bilancio costi – benefici di questo piano. Per chiudere, le posso assicurare che alla Gran Guardia, domenica scorsa, c’erano tanti rappresentanti di comitati e associazioni ambientaliste e semplici cittadini spinti principalmente non da questioni di campanile, ma dalla consapevolezza che è necessario essere uniti per affrontare le questioni che riguardano l’ambiente, che è un bene di tutti, ma anche l’occupazione, lo sviluppo, il futuro. Uomini e donne assolutamente pacifici, partiti magari da storie e convinzioni personali diverse, ancora capaci di pensare con la loro testa e di impegnarsi gratuitamente e liberamente per qualcosa in cui credono profondamente. Se fosse stato presente se ne sarebbe reso conto e avrebbe potuto assaggiare ottimi dolci, come le “girelle ecologiche”, preparati per l’occasione da alcune signore. Queste persone sono una ricchezza e un bene per la collettività, specialmente in un momento storico e in un paese dove la politica è diventata ben altro rispetto al confronto serio, responsabile e rispettoso delle idee di tutti.

1 commento:

Giovanni ha detto...

Chiaro e convincente l'argomentazione di Zecchin. Temo che Marangon sia lontanissimo da questo sentire.

Ciao Luisa.

gianni f.