07 giugno 2008

Quell'ambientalista di Galan

Da tempo mi chiedo quando questa storia della conversione a carbone della centrale di Porto Tolle avrà la sua conclusione.
Sia chiaro: per me qui è del tutto improponibile la sua realizzazione e sono convinta che nessuno liberamente possa compiere una scelta simile per il nostro delta. Ma logiche miopi, nutrite da interessi trasversali, possono invece spingere chi è deputato alle decisioni ad accettare anche la peggiore delle soluzioni. Non si può rimanere in silenzio e rassegnarsi ad una lunga attesa in cui le generazioni che verranno chiederanno il conto a chi ha svenduto il territorio, senza rispetto dei luoghi e del patrimonio di tutti, valori imprescindibili saldamente legati alla vita delle persone. Le lunghe proteste della popolazione che non si arrende all'ingiustizia di una politica che agisce per salvare e riprodurre se stessa, invece che per il bene comune, certamente incrementano la consapevolezza collettiva sulla necessità di un cambiamento.
Nel caso di Porto Tolle, Enel ha finora potuto contare su di uno schieramento trasversale dei partiti più grossi a tutti i livelli. E alle amministrative di Porto Tolle ha vinto Finotti (sindaco uscente prima appoggiato dal centrosinistra) con uno schieramento di forze che vanno dal PD ad AN a una parte di FI, segno inequivocabile delle rispettive volontà di gestire tutti insieme la questione "centrale". Galan un anno fa stringeva il patto per il carbone con il sottosegretario Letta dell'Unione. Si parlava a quel tempo di uno scambio per velocizzare le procedure per la costruzione di autostrade. In questi giorni è arrivato in Consiglio regionale veneto un emendamento a un collegato alla finanziaria in cui i consiglieri del PD C.A.Azzi e Frigo chiedono al consiglio regionale l'interpretazione autentica dell'art. 30 della legge sul Parco (L.R. 36/97). L'articolo in questione sembra capace di creare problemi ai fautori del carbone, anche se i commissari della commissione VIA regionale se ne sono fatti un baffo. Ma si è tuttora in attesa dell'esito della commissione VIA nazionale, che forse potrebbe avvalersi di quell'articolo in cui si precisa che l'alimentazione delle centrali nei comuni del Parco deve essere di un combustibile con un impatto ambientale pari o inferiore a quello del metano. In ogni caso il Presidente Galan è apparso all'apertura del Consiglio regionale, dichiarandosi contrario all'emendamento - che non avrebbe votato - e alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle "per cui la commissione regionale si è già espressa; per cui non c'è stato nessun confronto con il governo: quali sarebbero i vantaggi?" ed inoltre "il Veneto si trova in una situazione di equilibrio energetico, essendo autosufficiente e fra pochi mesi avremo il Terminal gasifero unico in Italia, che permetterà di fonti di approvvigionamento diversificate".
Un bel colpo di scena se non è solo fumo negli occhi: perché questi improvvisi cambi di orientamento? Un Galan improvvisamente ambientalista, oppure si vuole solamente alzare il prezzo? Prima si parlava di 25 milioni di euro per la Regione da parte di Enel. Più si diceva una ventina per il comune di Porto Tolle. E ora?
Del resto Galan ha offerto il Veneto anche per il nucleare, un ambientalista "doc". In ogni caso il PD polesano sembra essere rimasto un po' di stucco: Galan più ambientalista di loro? (non ci vuole poi molto ... )
Ma la storia non finisce certo qui, sono anni che va avanti, tra una campagna elettorale e l'altra. E la prossima.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

completamente d'accordo con le tue riflessioni

gokifranz ha detto...

Ho messo in rete il video del Terminal che ho fatto l'anno scorso.
Ciao!

http://www.youtube.com/watch?v=_V1TCq9BHZk

Lavocetta ha detto...

Complimenti. Un ottimo lavoro. Quello che mancava per far capire bene di cosa si tratta.