01 giugno 2008

Nucleare: la parola a Carlo Rubbia

Cosa ne dite se dopo aver sentito parlare tutti, sulla questione del nucleare diamo la parola al professor Carlo Rubbia, fra l'altro Nobel per la fisica?
Ieri nel Corriere della sera Carlo Rubbia risponde a quanti non sono disponibili a riconoscergli autorità in materia o affermano che sul nucleare non c'è alcun problema, come il prof. Veronesi che afferma che il timore per le radiazioni è infondato. Strano, mi sembrava che le radiazioni ionizzanti fossero agenti cancerogeni riconosciuti dalla classificazione internazionale!
Alla scienza spetterebbe l'ultima parola, sempre che sia libera da condizionamenti.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Non capisco la sua bigottagine, correttezza vuole che sia pubblicato anche un intervento di chi è favorevole, visto che i nobel per la fisica sono quasi tutti favorevoli al nucleare, cercare di farci bere che i cervelloni sono contro è un'operazione da regime.

Lavocetta ha detto...

Caro Anonimo, faccia un respiro, si calmi.
Questo non è il servizio pubblico, con par condicio e "minutaggio"
E' ovvio che LEI può pubblicare tutto ciò che ritiene utile. Non dovrebbe esserle difficile, se quasi tutti i Nobel sono favorevoli...
Saluti cordiali

Anonimo ha detto...

Una curiosità: Rubbia lo si è fatto scappare un'altra volta in Spagna e sostituito da "il Valvola" leghista, finto laureato?

Anonimo ha detto...

Purtroppo o per fortuna l'ultima parola invece è dei votanti, delle persone.
E per prendere voti bisogna andare all' essenziale.
Soldi, sicurezza, antipolitica. Ecco la destra.
La sinistra invece se la prende con Grillo (comico), Travaglio (giornalista), DiPietro (ex poliziotto, magistrato).
Auguri

Lavocetta ha detto...

Attenzione: tutti se la prendono sia con Travaglio che con Grillo. Perchè dicono cose scomode. Provi a dire cose scomode e vedrà che sarà lo stesso anche per lei. Riguardo a Di Pietro anche lui non mi pare sia simpatico nè alla destra, nè alla sinistra.

Anonimo ha detto...

Appunto!
Il fatto che diano fastidio, tanto alla destra quanto alla sinistra; la dice lunga su che alternativa sia mai possibile.