21 gennaio 2009

Polesine: tra ambiente inquinato e tumori in aumento. Ma le centrali stanno stabilmente al primo posto

Nei momenti in cui riesco a ritagliarmi del tempo per navigare trovo sempre cose interessanti, come questo articolo del Resto del Carlino dell'Assessore provinciale alla sanità Brusco, che mi era sfuggito, sull'aumento dei tumori in buona parte del Polesine, secondo i dati delle Asl 18 e 19.
Il dato mi sembra piuttosto significativo, ogni giorno ciascuno di noi vede qualcuno ammalarsi di tumore e iniziare una sfida difficile che può facilmente essere persa del tutto.
Brusco nell'articolo indicato mette in relazione questo dato con possibili fattori che peggiorerebbero certamente la qualità dell'aria e delle acque, come la costruzione della centrale a carbone, data ormai per certa da molti, direi soprattutto imposta dall'alto, nella più stretta collaborazione fra Enel e Confindustria ed il Governo.
Da anni si parla dell'inquinamento come uno dei fattori più importanti per l'insorgenza di patologie, anche tumorali. Sarebbe utile che gli studi effettuati venissero diffusi tra la popolazione. Gli esperti di qui potrebbero dedicarsi un po' di più alla diffusione dei dati ed aiutare la popolazione alla loro interpretazione, come da anni stanno facendo molti medici del comprensorio di Civitavecchia. 
Ciò servirebbe a riflettere sulle scelte che si compiono e sul "guadagno" (!) di ciascuno di noi, ad avere una centrale a carbone nel Delta.

Il Ministro dell'agricoltura Luca Zaia, seguendo la linea del suo governo, ha dato nei giorni scorsi manforte agli industriali dicendo con orgoglio che la centrale a carbone nel Delta è stata sbloccata. 
Caro Ministro: proprio Lei che difende a spada tratta, com'è suo dovere, la qualità dell'agricoltura e dei suoi prodotti tipici. L'unica spiegazione che mi viene in questo caso è che la sua posizione sul carbone sia ... inspiegabile e perciò un tantino "ideologica". La centrale a carbone o quella nucleare potrebbe farsela a Conegliano!!!

In un momento in cui a livello regionale mi sembra si stia dando impulso all'agricoltura di qualità mi chiedo (e non sono l'unica) se non ci saranno ripercussioni per i prodotti tipici bassopolesani: la vongola verace, il riso del Delta, il radicchio di Chioggia.

Non credo si tratti di un falso problema.

4 commenti:

Polesano Inc. ha detto...

Il Zaia la la centrale a carbone non se la fa a Conegliano, a casa sua: lì lo scuoierebbero agricoltori, vinificatori, agrituristici, albergatori, e anche i suoi compagni leghisti.
Parliamo un po' dopo tanto blaterare di Nimby, anche della sindrome Snbyda (Sempre nella back yard degli altri), che in Veneto sono maestri a mettercelo in quel posto a noi polesani, pochi, ignorantuni e ai confini...

Anonimo ha detto...

...e divisi su tutto o quasi.

Anonimo ha detto...

La Prestigiacomo intanto riceve i lavoratori della centrale pro carbone.
Ma di cos'è ministro, cioè servitrice?
Dell'Ambiente o del Carbone???

Le parole hanno perso il loro significato

Oc Culto ha detto...

Il radicchio chi lo mangerà?
Zaia naturalmente.
Quello di Treviso però... eh eh eh