06 aprile 2009

Il parere dell'esperto sulla proposta di legge antiambientalista

Cari lettori i vostri commenti e le vostre domande sul mio precedente post, in cui si parla della proposta di modificare l'attuale art. 18, comma 5 della legge n. 349 dell'86 , hanno sollevato dubbi e perplessità in me stessa inducendomi a chiedere aiuto ad un esperto, che gentilmente mi ha risposto in modo chiaro e preciso. Spero che questo possa servire anche a tutti voi.

"Cara Lavocetta il problema è il seguente. Tutti quelli che propongono un'azione in giudizio davanti al Giudice civile amministrativo, oppure resistono ad un'azione, ivi comprese le associazioni di protezione ambientale, se perdono, possono essere condannati alle spese del giudizio, anche se il giudice può decidere "per giusti motivi" di compensare le spese parzialmente o per l'intero (cioè ognuno si paga il suo avvocato). Inoltre tutti, comprese le associazioni di protezione ambientale, possono essere condannati a risarcire i danni derivanti dalla cosiddetta "lite temeraria" per aver agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave, cioè sapendo di avere "torto marcio" ovvero per non aver usato un minimo di diligenza al riguardo: si tratta ovviamente di casi particolari e rari (art. 96 del codice di procedura civile). Così è ad oggi ed è sempre stato. La proposta di legge in esame prevede due cose. Con una prima norma si richiama l'applicazione del citato art. 96 del c.p.c., ma solo per i ricorsi delle associazioni di protezione ambientale: ora qui i casi sono due: la previsione dunque non aggiunge nulla all'ordinamento, ma serve a "richiamare" il Giudice a dare un'applicazione più stringente di questa disposizione ai ricorsi delle associazioni, allo scopo evidente di scoraggiarli. Preciso che una disposizione identica è già stata approvata con il cd. "decreto anticrisi" (citato infatti nella relazione alla proposta di legge) con riferimento ai ricorsi delle associazioni contro le nuove grandi opere decise dal Governo nell'ambito del "quadro strategico nazionale" anticrisi. La seconda norma proposta è più grave in quanto prevede che le associazioni, nel caso in cui il loro ricorso sia respinto perché dichiarato "manifestamente infondato", siano condannate, oltre che alle spese del giudizio, al risarcimento dei danni. Questa è una previsione che varrebbe solo ed esclusivamente per le associazioni di protezione ambientale le quali dunque verrebbero punite per il loro attivismo. E' chiaro che così facendo mai e poi mai un'associazione si arrischierebbe di proporre un ricorso contro non dico una "grade opera", ma neppure una strada di paese, in quanto c'è il rischio di condanna al risarcimento di danni milionari e dunque di "fallimento" dell'associazione. Il tutto risulta ancora più grave se si considera che in molti casi soltanto le associazioni ambientali vengono considerate legittimate a proporre un ricorso in materia ambientale (in quanto la legittimazione dei comitati locali è dubbia e i singoli cittadini debbono dimostrare di avere un concreto interesse che può essere pregiudicato dall'intervento). così facendo dunque si azzerano gran parte delle azioni davanti al Giudice amministrativo in materia ambientale. E' chiaro che una previsione di questo tipo costituirebbe una grave violazione del principio costituzionale della tutela giurisdizionale degli interessi, oltre che di quello dell'eguaglianza delle parti in giudizio: ma perché non si prevede anche la condanna delle imprese che perdono il ricorso in materia di appalti? ovvio che no: si bloccherebbe una legittima esigenza di tutela giurisdizionale degli interessi economici. Ma perché allora non debbono essere considerati altrettanto legittimi gli interessi alla tutela ambientale? Spero di aver chiarito l'abnormità di una tale proposta per la stessa democrazia del nostro Paese."
(lettera firmata)

04 aprile 2009

Una proposta di legge antiambientalista del tutto in malafede

Poichè è opinione diffusa che in Italia le grandi opere non si realizzino per colpa degli ambientalisti che rallentano lo sviluppo del Paese, le menti moderatamente rivoluzionarie degli uomini del Governo hanno pensato che per scoraggiarli, non basti far altro che fargli pagare le spese derivanti da possibili ricorsi persi.
Le associazioni dei cittadini che protestano e riescono anche a fare un ricorso contro mostri ambientali, normalmente si autofinanziano, dividono le spese e spesso ci rimettano di tasca propria. Gli argomenti di protesta sono tali da riuscire a dare del filo da torcere ad aziende potentissime.
Nonostante questo accade spesso che i ricorsi delle associazioni ai tribunali amministrativi siano persi.
C'è una recente proposta di modifica dell'art. 18, comma 5 della legge n. 349 dell'86 che istituisce il Ministero dell'Ambiente, che vorrebbe scoraggiare i ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei comitati, facendo loro pagare le spese dei ricorsi persi.
La sindrome Nimby ,a cui fa riferimento la proposta di legge, vorrebbe giustificare la pesantezza della proposta, che di fatto renderebbe inutile ogni tentativo di opporsi ad opere invasive e distruttive del territorio. Nel nostro caso pensiamo ad esempio al rigassificatore di Porto Levante portato ormai su un palmo di mano da tutti, con rare e nobili eccezioni. E potrebbe riguardare anche la promessa centrale a carbone di Enel a Porto Tolle.

La proposta di legge è fatta a mio parere un po' in malafede in quanto dà per scontato che le associazioni e i comitati non siano in grado di ragionare su di una visione di ampio respiro e di collettività oltre il proprio "giardino".
Si potrebbe invece dimostrare l'esatto contrario, cioè che è proprio la mancanza di una pianificazione ampia, regionale e nazionale, di una visione di insieme anche delle caratteristiche territoriali, che permette ad aziende multinazionali di sfruttare la debolezza politica ed economica di un territorio per aprirsi la strada e costruirsi le sue infrastrutture.
Mi chiedo a questo punto come potranno i cittadini difendersi, se chi fa le leggi le fa in malafede nei loro confronti...
Si vede che si tratta di cittadini diversi: ci sono quelli in Parlamento che sono di una specie superiore, altamente selezionata (nei modi che ormai conosciamo tutti), e quelli normali che ogni tanto si permettono di protestare senza averne il diritto, perchè di specie inferiore.

L'articolo di modifica è qui sotto riportato ( ed è visibile direttamente qui )
Modifica all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale (primo firmatario M. Scandroglio del PdL)
Presentata il 10 marzo 2009


Onorevoli Colleghi! - Se, da un lato, la spinta ambientalista ha determinato un continuo sviluppo della normativa di settore che regola gran parte delle attività che determinano un qualche tipo di impatto ambientale sul territorio nazionale, dall'altro lato, le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al «territorio di riferimento» che, all'interno della società civile, ha originato con sempre maggior frequenza comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati.Tali proteste, conosciute con l'acronimo «Nimby» («Not in my back yard»), determinano un ritardo costante del «cantiere Italia». I dati del progetto «Nimby Forum», gestito dall'Agenzia di ricerche in formazione e società (ARIS), indicano che il 2007 ha registrato una situazione cronica di stallo nella costruzione di grandi opere, con 193 infrastrutture oggetto di protesta. Rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori: qualunque fosse il progetto, il fermo alla sua realizzazione è stato disposto sempre per le stesse ragioni. Un ricorso al giudice amministrativo è sufficiente a impedire o a ritardare la realizzazione di opere pubbliche, senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica. Il dilagare di questo fenomeno ritarda (e spesso paralizza) la realizzazione di gran parte degli interventi pubblici in programma nei settori dell'energia, dei trasporti, dello smaltimento rifiuti, della depurazione e della stessa edilizia residenziale e terziaria. Il problema di fondo sembra consistere nel fatto che tali opere infrastrutturali, progettate per generare nel tempo benefìci e vantaggi per un'utenza vasta (spesso per l'intera collettività nazionale), determinano disagi concentrati sulle comunità situate nelle più immediate vicinanze della stessa opera.
Questa originale forma di «egoismo territoriale» mantiene solo parzialmente l'originale matrice ambientalista: la sua esplicitazione in comportamenti di aperto conflitto finisce, infatti, per penalizzare la stessa realizzazione degli interventi inseriti nei programmi di politica ambientale.
Pertanto, sembra doveroso un intervento legislativo volto a responsabilizzare l'attività delle associazioni di protezione ambientale, al fine di evitare che ricorsi amministrativi, manifestamente infondati, siano presentati al solo fine di ritardare la realizzazione di opere pubbliche. Per fare ciò si prevedono la responsabilità delle stesse associazioni per lite temeraria e il conseguente risarcimento del danno a vantaggio della pubblica amministrazione.
La legge 8 luglio 1986, n. 349, recante le norme in materia di danno ambientale:

1) all'articolo 13 individua le associazioni di protezione ambientale legittimate ad agire in giudizio avverso qualsiasi provvedimento che leda in modo diretto e immediato l'interesse ambientale; esse sono, pertanto, legittimate a impugnare anche atti a contenuto urbanistico purché idonei a pregiudicare il bene dell'ambiente, anche se lo specifico bene non sia sottoposto ad alcun vincolo (paesistico, archeologico, idrogeologico eccetera);

2) all'articolo 18 attribuisce alle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 il potere di intervento e la potestà di impugnare gli atti illegittimi lesivi del «bene-ambiente».

Tuttavia, la modifica di tale legge non può non tenere conto dell'orientamento del legislatore nel cosiddetto «decreto anti-crisi», decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n. 2: l'articolo 20 di tale decreto prevede, infatti, un iter accelerato per le opere pubbliche ritenute prioritarie «per lo sviluppo economico del territorio», la nomina di commissari straordinari delegati che dovranno vigilare su tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e che, quindi, seguiranno ogni progetto con poteri sostitutivi delle amministrazioni interessate, ma, soprattutto, l'abolizione della facoltà sospensiva del tribunale amministrativo regionale (TAR). Lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il TAR a decidere se un'opera si debba fare o meno: con le nuove norme vengono accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario straordinario delegato. Il cantiere, pertanto proseguirà nei suoi lavori e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione otterrà un indennizzo.

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. Dopo il comma 5 dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, sono aggiunti i seguenti:

«5-bis. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni, individuate ai sensi dell'articolo 13 della presente legge, sia respinto, alle associazioni soccombenti che hanno agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave si applicano le disposizioni dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
5-ter. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13, sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio».

29 marzo 2009

Acerra e gli eroi del nostro tempo


Abbiamo sentito tutti che nei giorni scorsi è stato inaugurato da S. Berlusconi il cosiddetto termovalorizzatore di Acerra, che finalmente farà sparire tutti i rifiuti di Napoli.
Veri eroi per Berlusconi sarebbero " gli uomini di Impregilo (la ditta costruttrice dell'inceneritore) che qualcuno ha cercato di ostacolare (i magistrati n.d. a.), ma hanno tenuto duro".

Mentre gli eroi di questo nostro malo tempo celebravano fra di loro la loro vittoria, i cittadini sono scesi in piazza.
Fra loro anche padre Alex Zanotelli, sempre con gli ultimi.

Le legittime proteste degli abitanti per difendere la propria salute, contro una ulteriore fonte di inquinamento, non trovano riscontro in chi ci governa anche in un territorio già fortemente inquinato dalla diossina, dove la camorra traffica rifiuti da tutta Italia, dove la raccolta differenziata non è mai partita e dove chi è deputato a gestire i rifiuti non riesce ad ottenere niente di più delle famose "ecoballe", difficili da bruciare perchè rifuto tal quale imballato e troppo pieno di umidità.

In tutta questa malagestione di quanto è cosa pubblica per fortuna è in corso un processo in cui si spera siano individuate precise responsabilità , che da quanto si legge potrebbero essere piuttosto diffuse e certamente non relegate ad una sola parte politica ed inoltre certamente non attribuibili, come qualcuno ha già fatto, ad un "capro espiatorio".

Spero tanto che sia fatta giustizia.
Qui il mio precedente post sull'argomento "i rompiballe"

PS: leggi l'editoriale di Vittorio Moccia da PeaceLink

22 marzo 2009

Oggi la Giornata mondiale dell'acqua

Risorsa acqua, un bene necessario alla vita.
Una preziosa risorsa di continuo sprecata, come se fosse inesauribile.
E invece, come ci ricorda la FAO, di tutta l'acqua sulla terra solo il 2,5% è acqua dolce e quindi utilizzabile per le attività umane.
L'agricoltura , soprattutto laddove non esistono sistemi di irrigazione che oltre ad assicurare un continuo apporto d'acqua e la coltivazione della terra, ne regolano l'utilizzo, rappresenta l'attività di maggior consumo.

Secondo la FAO "l’agricoltura è il maggiore consumatore mondiale di acqua, contando per il 70% dell’uso totale di acqua potabile, e la chiave per nutrire una popolazione mondiale in crescita consiste nel trovare il modo di produrre più cibo usando meno acqua".

I cambiamenti climatici e le conseguenti variazioni nella frequenza e nella intensità delle precipitazioni possono gravemente influire sulle produzioni agricole, già scarse nei paesi in via di sviluppo.

In questa pagina del sito della FAO ci sono molte presentazioni brevi ed istruttive che riguardano questi temi

Nel sito del giornalista Giuseppe Altamore molti documenti e notizie utili anche in relazione alla questione acqua bene comune

21 marzo 2009

Ministero dell'Istruzione: pubblica o privata?

Qui una agenzia di stampa ASCA in cui si legge che la Gelmini distribuirà soldi alle scuole paritarie (private). Dall'articolo sembrerebbe che venissero predilette le scuole cattoliche.
Per la scuola pubblica, quella che tutti con poca spesa possono frequentare e in cui è irrilevante l'appartenenza religiosa ed etnica (cattolici, ebrei, musulmani, atei, buddisti, ecc.): avanti con i tagli!!!
Perchè mai il Ministro dell'Istruzione dovrebbe favorire la scuola di tutti ???

Tiriamaoci su il morale con le foto dello sciopero del 18 marzo dal sito Quotidiano.net

18 marzo 2009

Oggi sciopera anche Margherita Hack

Lo sciopero della scuola, dell'università e della ricerca indetto contro i tagli derivanti dalla legge 133/08 (Gelmini) che rischiano fortemente di produrre una ulteriore precarizzazione nel settore con tutto ciò che ne consegue, e più in generale contro l'impostazione del governo sulle politiche dell'istruzione, non sembra ad ora trovare risonanza nei Tg nazionali.

In ogni caso allo sciopero indetto da FLC Cgil e Gilda aderiscono molte associazioni del cosiddetto mondo della conoscenza, i precari e alcuni partiti e movimenti.

E aderisce anche Margherita Hack così dicendo:
"Dò la mia adesione allo sciopero per la scuola università ricerca. Per questo governo università e ricerca sono uno spreco e quando si deve tagliare per prima cosa si taglia la ricerca, si blocca il turn over, si obbligano tanti neolaureati e neodottori di ricerca ad emigrare o a cambiare mestiere. E’ un comportamento indice di una grande arretratezza culturale: ci si riempie la bocca di parole come innovazione, tecnologia, ma l’innovazione è il frutto della ricerca applicata e la ricerca applicata è frutto della ricerca pura. L’Italia spende per formare un ricercatore e poi lo regala alla Francia, alla Germania, all’Inghilterra, agli Stati Uniti.

Perciò dovremmo lottare uniti per difendere la scuola pubblica, l’università e la ricerca, contro questa tendenza alla privatizzazione di scuole e università. Ancora attuale Piero Calamandrei che negli anni ‘50 scriveva: Non si ha vera democrazia là dove l’accesso all’istruzione non è garantito in misura pari a tutti."

Parole sante

Visita il blog Beata Ignoranza

Qui il mio precedente post sull'argomento

16 marzo 2009

Dalai Lama: cinquant'anni di esilio e di pensiero compassionevole messo a dura prova


Il 10 marzo il Dalai Lama ha celebrato il cinquantesimo anniversario dell'occupazione cinese del Tibet pronunciando il suo discorso, rivolto a tutto il mondo per far conoscere il dramma del popolo tibetano, privato dei suoi diritti e sottoposto a continua violenza e repressione.
Pur perseguendo da tempo un "politica della via di mezzo" in cui rivendica l'autonomia regionale per il Tibet, il Dalai Lama ha definito "un inferno sulla terra" le pene subite dalla popolazione tibetana che ancora non si arrende alla sopraffazione.
Qui il discorso pronunciato, tradotto in italiano
Qui il sito ufficiale del Dalai Lama

Qui il mio precedente post sull'argomento

13 marzo 2009

Processo Enel, a Venezia sentenza di appello. I legali delle associazioni e dei comitati

Dopo la sentenza di appello di ieri per il processo contro l'Enel al tribunale di Venezia, con la quale viene confermato l'impianto accusatorio della sentenza di primo grado (pur venendo assolti gli amministratori delegati dell'Enel, sono state confermate le condanne per i direttori della centrale e i risarcimenti alle associazioni ambientaliste, ai comitati e ai privati), pubblico qui sotto le dichiarazioni dei legali delle associazioni e dei comitati.

12 MARZO 2009 - DICHIARAZIONE DEI LEGALI AVV.TI MATTEO CERUTI E VALERIO MALASPINA LEGALI DI ITALIA NOSTRA, W.W.F., COMITATO CITTADINI LIBERI DI PORTO TOLLE E DI ALCUNI PRIVATI COSTITUITI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER LE EMISSIONI DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE, SULLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI VENEZIA

Al di là delle inevitabili dichiarazioni di prescrizione di alcuni reati (ciò a dimostrazione che la normativa penale nel nostro Paese in materia ambientale è a tutt’oggi inadeguata), e dell’assoluzione degli amministratori delegati di Enel, la sentenza della Corte d’appello di Venezia pronunciata quest’oggi conferma in pieno l’impianto accusatorio della sentenza di primo grado.
In sostanza i Giudici di appello riconoscono che, a causa del funzionamento della centrale di Porto Tolle dal 1999 al 2004, ci sono state illecite ricadute oleose ed illecite emissioni di fumi in casi non consentiti dalla legge in violazione dell’art. 674 c.p.
Inoltre la Corte di Venezia conferma che, in conseguenza delle ricadute oleose illecite vi sono stati diversi episodi di danneggiamento aggravato del patrimonio pubblico e privato in violazione dell’art. 635 c.p. (anche se in un paio di casi questi episodi sono stati riqualificati come semplice “imbrattamento” ex art. 639 c.p.).
Infine, anche per i Giudici veneziani c’è stata la violazione della legge sulla tutela dell’aria che punisce il peggioramento delle emissioni di un impianto industriale (ex art. 13 del DPR 203/1988), anche se in questo caso i reati si sono prescritti.
Di qui la conferma della condanna dei direttori di centrale e dei responsabili civili Enel ed Enel produzione s.p.a. al risarcimento dei danni alle parti civili che sono rimaste nel processo, anche se talvolta a valori leggermente più bassi di quelli del primo grado.
E’ stata però riconosciuta una provvisionale di 40.000 euro ad uno dei nostri assistiti (il padre del bambino che è stato investito dalle ricadute oleose) che in primo grado non era stata assegnata.
In parte sono stati ridotti i risarcimenti alle associazioni di protezione ambientale Italia Nostra e WWF e al Comitato cittadini liberi che tuttavia rimangono sostanziosi.
Non è stata riconosciuta invece la provvisionale assegnata dalla sentenza di primo grado alle parti civili pubbliche, che dovranno dunque rivolgersi al Giudice civile per ottenere la liquidazione del grave danno ambientale cagionato da tutti gli episodi di reato contestati.
La sostanza del processo d’appello è però che non c’è una sola assoluzione perché “il fatto non sussiste”: dunque la Corte d’appello di Venezia ha confermato che la centrale Enel di Porto Tolle per diversi anni ha operato illecitamente, inquinando l’ambiente e cagionando un danno al territorio di Veneto ed Emilia Romagna.
L’amministratore delegato Tatò è stato assolto per non aver commesso lui i reati, e non perché i reati non vi siano.
E’ stata insomma confermata in pieno l’antigiuridicità sostanzialmente di tutti i fatti di reato contestati per i quali era intervenuta la condanna del Tribunale di Rovigo - Sezione distaccata di Adria e l’impostazione accusatoria della Procura della Repubblica.

07 marzo 2009

8 marzo: giornata della bambina


Domani è la festa della donna, ma quest'anno l'albero giallo di mimose del vicino ancora non fiorisce, forse per il freddo prolungatosi fino a questi giorni, e per la pioggia continua.
Cara bambina di nove anni del Brasile, che sei stata stuprata dal patrigno e che, rimasta incinta, hai abortito, per il pericolo che correva la tua giovane vita a portare avanti la gravidanza di due gemelli, vorrei dedicare a te la giornata di domani perchè non riesco ad immaginare persona che possa soffrire di più, di fronte all'orrore di questa violenza.

02 marzo 2009

No Nuke live


Questo Governo ci sta cucinando da tempo un bel menù: il ritorno al nucleare, nonostante il Referendum che sancì la fine del nucleare per l'Italia e grazie all'accordo stretto da Berlusconi con la Francia per la costruzione di 4 centrali nucleari in Italia, di cui almeno una entro il 2020.

Nel pentolone ribollono con insistenza da tempo le solite giustificazioni, che io definirei "da bar": "perchè ce l'hanno tutti gli altri Paesi europei", "perchè importiamo l'energia prodotta dalle centrali nucleari dalla Francia che sta appena di là dei confini, quindi tanto vale che ce la produciamo da soli ...", " perchè l'energia nucleare è a buon mercato", "perchè voi siete contro tutto e ci rallentate lo sviluppo".

Ma c'è una scusa più nuova e recente, più creativa, che chiude la discussione con chi si voglia mettere di traverso, parlando della necessità delle energie rinnovabili: "perchè l'energia nucleare, che è a buon mercato, è energia pulita e ci salverà dal riscaldamento globale".

Rimarrebbe soltanto il problema delle scorie radioattive, ma sono certa che i fantasiosi capoccioni abbiano pensato anche a questo. Visto che ad oggi non sono stati trovati rimedi duraturi: le manderanno sulla luna?

In attesa delle nuove ormai vecchie centrali nucleari di terza generazione nel 2020, per cui lo stesso nostro Presidente Galan sembrava offrire ospitalità in Veneto, anzi no, riguardiamoci la puntata di Presa Diretta di R. Jacona andata in onda ieri sera su Rai3, dove oltretutto un ex vice-presidente di Confindustria, P. Pistorio, a domanda risponde (parafrasando la sua risposta) che questo Governo marca male sulle politiche di innovazione tecnologica e che gli ultimi interventi in questo senso risalgono a provvedimenti del Governo precedente. (il governo Prodi!!!)
Niente male detto da un industriale. La verità prima o poi viene a galla, basta avere una certa pazienza.

Sul sito dei Verdi da martedì 3 marzo ci sarà una mobilitazione non stop web live contro il ritorno del nucleare in Italia .

24 febbraio 2009

Pecore al pascolo nel parco a Papozze

Era da molto che non tornavo sull'argine del Po, complice la brutta stagione. E ho trovato le pecore al pascolo. Non sono ancora pratica con le riprese e non riesco a gestire le zoomate, ma non vi pentirete di vedere questo breve filmato. E poi... Dulcis in fundo.



Ma se non siete di queste parti voi vi chiederete: dov'è Papozze?
Papozze è un paese "mitico" in Polesine, a sud di Adria, sul Po. Prima dell'alluvione le case erano in golena, perchè a quei tempi vivere lungo i fiumi era necessario. Dopo l'alluvione il paese si è trasferito di là dell'argine. La golena è ancora molto ampia e per la maggior parte investita a pioppeto.
Di fronte a Papozze c'è l'estremità della "isola di Ariano", con la località S. Maria in Punta dove rimangono i resti dell'insediamento abbandonato. Lì nasce il Po di Goro, che da qui traccia il confine con la provincia di Ferrara, passando davanti ad Ariano, alla Quercia di San Basilio, dietro al museo regionale della bonifica di Ca' Vendramin e giù fino al mare.
















A pochi km dal centro di Papozze, nella frazione di Panarella, c'è l'Oasi di Panarella, gestita dal WWF di Rovigo.

Ecco io, dopo molto tempo, vi parlo ancora del mio Polesine, perchè vorrei che fossimo uniti per difendere ciò che rimane di bello, contro ogni basso interesse. A volte è solo per incuria e disattenzione - e perchè no anche per un po' di ignoranza da cui nessuno è immune - che in ogni dove arrivano le ruspe a stravolgere il nostro paesaggio e a sradicarci dalla nostra cultura. In questo senso c'è molto da lavorare perchè non tutto - tra strade, centri commerciali, capannoni, condomini - vada perduto.


20 febbraio 2009

Italiani sveglia!

E' di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Milano per cui un certo Mills, inglese e avvocato del vostro Presidente del Consiglio, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere per concorso in corruzione in atti giudiziari. Imputato sarebbe stato quindi anche l'ipotetico corruttore, cioè S. Berlusconi, ma - certamente non per un caso - il Lodo Alfano lo protegge dalla giustizia.
Qualcuno dei giornali ha messo in luce la vicenda che, in un Paese normale, meriterebbe ben più di un qualche articolone su parte della stampa, neanche tutta.
Ma qui da voi (perchè io sono dall'altra parte e me ne tiro fuori) "tutto scorre", ingoiate qualsiasi cosa, nulla vi turba, state con ignavia compatti e a difesa della corruzione.

Italiani siete tutti sotto ipnosi? Cos'altro deve accadere per svegliarvi da lungo sonno???


19 febbraio 2009

Una scuola irrecuperabile

Mentre mi sfogavo sulla riforma della scuola pubblica superiore rinviata di un anno, preoccupata per i tagli che si profilano all'orizzonte nella scuola pubblica (ci sarà fra l'altro di nuovo un aumento degli alunni per classe, vero?) e per la mancanza totale di chiarezza con cui la riforma dell'istruzione procede (senza favorire mai il confronto con i docenti), G. mi manda questo articolo di Paola Mastrocola apparso su La Stampa che avevo perso.
E' illuminante, è un balsamo, finalmente le parole giuste.
Lo dedico prima di tutto ai miei alunni che devono recuperare le insufficienze. E anche al Ministro dell'Istruzione, sperando che rifletta. Almeno un po'.

11 febbraio 2009

La partita è persa: vince la "TV" del Grande Fratello

Stamane il tema della trasmissione radiofonica Tabloid, condotta su Radio3 RAI da Luca Telese aveva più o meno il seguente titolo: in Italia sta vincendo il Grande Fratello.
Certamente si riferiva alla trasmissione che rappresenta ormai da tempo l'emblema della TV che celebra il nulla, dove vince la volgarità e dove le azioni più insignificanti sono portate alla ribalta.
E un po' si riferiva anche a quell'evidente contrasto dell'altra sera in cui - data la triste notizia della morte di Eluana Englaro, per la cui sorte l'Italia stava sospesa da giorni in una terribile crisi collettiva e istituzionale - Canale 5 proseguiva imperterrita con il palinsesto che prevedeva il Grande Fratello, che fa sempre audience. Da qui le dimissioni di Mentana.
Non ho partecipato a Tabloid con il mio sms, ma recupero qui: "Purtroppo è evidente che sta vincendo il Grande Fratello e soprattutto la sua filosofia dell'inesistente".
Forse esagero e non è certamente tutta colpa del Grande Fratello: ma chi me lo spiega il perché di quel che sta accadendo ai nostri ragazzi più giovani in tutta Italia?
Violenze sugli stranieri e stupri di gruppo da parte di minorenni annoiati, che cercano di farsi notare sul web filmando l'accaduto, senza considerare il bene e il male!
E perché l'orrore per queste azioni non basta a fermare altri stupri e violenze, che invece sembrano moltiplicarsi, come se trovassero alimento l'uno dall'altro?
Non avevo vissuto tempi peggiori (vedere anche le letture a lato, in particolare questa).

Ai miei alunni ho chiesto che cosa abbiamo sbagliato, che cosa la scuola debba fare di più e meglio perché le giovani generazioni sappiano distinguere cosa è bene e cosa è male.
Ma i ragazzi, (per mia fortuna) sconvolti più di me per queste vicende, sorprendendomi mi hanno fatto capire che noi adulti non dobbiamo smettere di dire dei bei no, chiari e forti, e di indicare la retta via.
Io mi impegno e faccio la mia parte in questa specie di partita.
Ma se poi il Presidente del Consiglio, sulle dimissioni di Mentana per il Grande Fratello trasmesso la sera che Eluana muore, dice: "Mentana se ne va? Meglio così. Non voglio primedonne che non capiscono le esigenze complessive", allora credo proprio che non abbiamo speranze e che questa partita la perdiamo.

04 febbraio 2009

Lotta preventiva allo stress ossidativo


Non si tratta dei soliti ambientalisti: è Luc Montagnier, scopritore del virus dell'AIDS, premio Nobel 2008 per la medicina, che nella trasmissione di Fazio "Che tempo che fa" sabato scorso presenta il suo libro "La scienza ci guarirà" spiegando agli italiani che l'ambiente e l'inquinamento, al pari di altri fattori predisponenti, quali quelli genetici, è determinante per l'insorgenza delle patologie tumorali.  
Parla di "stress ossidativo" e di condizioni di vita per cui il nostro corpo si riempie di veleni, che lentamente ci fanno ammalare gravemente. Da combattere prima di tutto con la prevenzione a tutti i livelli . 
E, dice Montagnier, pensare a se stessi, sentirsi responsabili della propria salute e impegnarsi anche collettivamente per difenderla deve essere un impegno per tutti. 
E' un richiamo forte che, se ascoltato, può pesare come un macigno. Almeno fino a quando la scienza conta qualcosa; cosa per niente scontata. 

02 febbraio 2009

Lettera indignata contro il progetto di conversione a carbone (+biomasse,+CDR) della centrale di Porto Tolle

Ricevo e pubblico questa lettera inviatami dal Sig. Carlo Pellegrini che si riferisce all'introduzione nel progetto di conversione ,da parte della Commissione Via regionale ancora nel 2007, della combustione di biomasse e di CDR.
A questa pagina potete trovare parte della documentazione  a cui Pellegrini si riferisce.
Va notato che nelle ultime integrazioni presentate al progetto (visibili sul sito del ministero dell'Ambiente) Enel afferma che l'impianto non sarà predisposto per bruciare CDR.
Spero sia vero. Almeno il CDR no!!!

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C’è qualcuno?

La delibera della Giunta regionale n. 150 del 30 gennaio 2007, assenti sia l’assessore Isi Coppola, sia Renzo Marangon ( fatto vergognoso e deplorevole per l’oggetto della deliberazione, per le sue conseguenze oggettive e per l’ammirevole coraggio dei nostri assessori (?)) prende atto, facendolo proprio, del parere n. 149 espresso dalla Commissione Regionale V.I.A., espresso nella seduta del 17.01.2007 nonché prende atto anche dell’Allegato A alla stessa delibera, della quale forma parte integrante ai fini del giudizio di compatibilità ambientale sul “ Progetto di trasformazione a carbone della Centrale termoelettrica di Porto Tolle (RO)” presentato dall’Enel.

Nell’Allegato A alla citata delibera, dal quadro di riferimento progettuale si evince che la potenzialità termica a carbone è di 4.265 MWt/h; la potenzialità elettrica netta è di 1.902 MWe/h. Per effetto della tecnologia Pcc, scelta dall’Enel per la conversione della centrale, servono circa 2,24 MWt/h (Megawat termici) per produrre un MWe/h (megawat elettrico netto). Le biomasse (più il CDR, del quale però non c’è traccia nel quadro progettuale dell’Enel) potranno essere impiegate al massimo del  5% della potenzialità termica e cioè produrranno circa 95,19 MWe/h.

La producibilità elettrica netta, per ogni anno, sarà  pari a: 95,19 MWe/h x 8700h = 828.153 MWe. Questa quantità di energia elettrica prodotta gode dei benefici dei certificati verdi, per 15 anni, e quindi l’Enel ricaverà: 828.153 MWe/anno x 91 € (valore C.V. gennaio 2009 – Gestore mercato elettrico) = 75.361.923 €/anno

Per il periodo di incentivazioni l’Enel incasserà: 75.361.923 €/anno x 15 anni = 1.130.428.845

Per quanto riguarda il CDR (appare solo nelle prescrizioni !!!) il suo utilizzo non potrà superare il 2% in peso. Su 4.000.000 t di carbone saranno 80.000 le tonnellate di CDR che saranno bruciate, per ogni anno, nella centrale e nel rispetto dell’art. 30 della legge regionale n. 36 dell’8 settembre 1997. L’Enel, nel suo progetto sottoposto al V.I.A., questo programma di utilizzo del CDR non lo presenta nemmeno, ma gli viene regalato con le prescrizioni della Commissione Regionale V.I.A..

Cioè chi ti deve tutelare è colui che favorisce il tuo danno. Farsesco !

 I prezzi per lo smaltimento del CDR, in vigore nel gennaio 2009, sono pari a 90 €/t, per cui si avrà

80.000 t  x  90 € = 7.200.000 € all’anno x 15 anni = 108.000.000 € i quali, sommati ai 1.130.428.845 determinano un totale di 1.238.428.845 €.

Inoltre dovendo l’Enel, obbligatoriamente, ai sensi dell’art. 11 del Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n. 79 immettere nel sistema elettrico nazionale, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili, stabilita nel due per cento della suddetta energia eccedente i 100 GWh prodotti a Porto Tolle, così facendo, a spese nostre, ottempera anche a questo obbligo, altrimenti avrebbe dovuto acquistare, questo 2%, sul mercato elettrico dell’energia prodotta da fonti rinnovabili per un importo annuo di € 30.116.268 che per 15 anni ammonterebbe a 451.744.020 €

Se questo importo lo sommiamo a ciò che l’Enel ricava dagli incentivi, che paghiamo tutti noi, si avrà un importo pari a 1.690.172.865 €. 

L’Enel investe 2,2 MD di € per convertire a carbone la centrale e ricava, dal solo utilizzo di biomasse e CDR e dal risparmio per il non acquisto del 2 % di energia da fonti rinnovabili, 1.7 MD di € che gli italiani elargiranno, pagando le loro bollette all’Enel o la loro tassa sui rifiuti, come incentivi a chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili. 

Tutto questo è pazzesco. Nell’esposizione del parere della Commissione Regionale si parla sempre di biomasse vegetali prodotte in loco per una quantità di 350.000 tonnellate all’anno, come massima quantità da bruciarsi in co-combustione con il carbone nelle tre caldaie autorizzate e solo a pag. 46, dopo avere espresso il parere favorevole, nelle prescrizione imposte al punto n. 7, lettera a, la Commissione Regionale scrive: “ E’ consentita la combustione di biomasse e CDR (combustibile derivato da rifiuti) alle seguenti condizioni:

a) sia utilizzato CDR, prodotto preferibilmente nella Provincia di Rovigo, con un limite massimo del 2% in peso;

b) le biomasse utilizzate dovranno essere di provenienza regionale e la quantità massima è del 5% riferita alla potenzialità termica del combustibile utilizzato;

c) complessivamente la quantità di CDR e di biomasse non potrà eccedere il limite del 5% riferito alla potenzialità termica del combustibile utilizzato.

Va evidenziato che normalmente, ma ciò non vale per la Giunta regionale, le prescrizioni sono limiti imposti all’autorizzazione concessa, mentre, nel nostro caso, costituiscono un’estensione delle possibilità d’uso di diversi combustibili: carbone, biomasse ed anche CDR.

Ci saranno a Porto Tolle una centrale tra le più grandi d’Europa, alimentata a carbone ed ubicata nel pieno di un Parco naturale riconosciuto e, contestualmente, uno dei più grandi inceneritori di rifiuti speciali del Veneto (il codice CER -codice europeo rifiuti- del CDR è 191210).

A pag. 31 del parere della Commissione Regionale per il V.I.A. c’è inoltre scritto: “ Si evidenzia che lo stato attuale di salute della popolazione del delta è migliore di quella evidenziabile nelle aree viciniore” !!! Questa affermazione resta senza commento. Grazie all’Enel ed alla Giunta regionale che fanno proprie queste grossolane asserzioni di una Commissione Regionale sul cui operato è meglio stendere un velo di pietoso silenzio e di compassione. Il tutto è vergognoso ed inaccettabile!

Ma c’è qualcuno che risponderà a questi rilievi? Assessori regionali, provinciali, associazioni ambientaliste, Enel ?

In attesa. 

Carlo Pellegrini

28 gennaio 2009

Europorcellum


Dopo tanti rinvii e disdette sulla stampa perchè ormai saremmo fuori tempo massimo per modifiche alla legge elettorale per le europee, siamo in dirittura di arrivo: esiste un accordo fra il PD ed il PdL per uno sbarramento al 4% anche in Europa.
Dopo la presa in giro del primo ministro che aveva tirato fuori un 5% o non si fa nulla, l'intesa sembra favorire Walter Veltroni, che credo non si sarebbe opposto neanche ad un 5% di sbarramento.
Il tutto per favorire le aggregazioni. 
Grazie mille, che cari.
Le preferenze sembrano rimanere... ma visti i precedenti (porcellum) direi che è meglio non fidarsi. Fino all'ultimo.
Qualcuno, capovolgendo la realtà, sarà capace di dire pure che così si salvaguarda la democrazia.
Brindiamo alla democrazia, che così sarà finalmente salva... del tutto!

21 gennaio 2009

Polesine: tra ambiente inquinato e tumori in aumento. Ma le centrali stanno stabilmente al primo posto

Nei momenti in cui riesco a ritagliarmi del tempo per navigare trovo sempre cose interessanti, come questo articolo del Resto del Carlino dell'Assessore provinciale alla sanità Brusco, che mi era sfuggito, sull'aumento dei tumori in buona parte del Polesine, secondo i dati delle Asl 18 e 19.
Il dato mi sembra piuttosto significativo, ogni giorno ciascuno di noi vede qualcuno ammalarsi di tumore e iniziare una sfida difficile che può facilmente essere persa del tutto.
Brusco nell'articolo indicato mette in relazione questo dato con possibili fattori che peggiorerebbero certamente la qualità dell'aria e delle acque, come la costruzione della centrale a carbone, data ormai per certa da molti, direi soprattutto imposta dall'alto, nella più stretta collaborazione fra Enel e Confindustria ed il Governo.
Da anni si parla dell'inquinamento come uno dei fattori più importanti per l'insorgenza di patologie, anche tumorali. Sarebbe utile che gli studi effettuati venissero diffusi tra la popolazione. Gli esperti di qui potrebbero dedicarsi un po' di più alla diffusione dei dati ed aiutare la popolazione alla loro interpretazione, come da anni stanno facendo molti medici del comprensorio di Civitavecchia. 
Ciò servirebbe a riflettere sulle scelte che si compiono e sul "guadagno" (!) di ciascuno di noi, ad avere una centrale a carbone nel Delta.

Il Ministro dell'agricoltura Luca Zaia, seguendo la linea del suo governo, ha dato nei giorni scorsi manforte agli industriali dicendo con orgoglio che la centrale a carbone nel Delta è stata sbloccata. 
Caro Ministro: proprio Lei che difende a spada tratta, com'è suo dovere, la qualità dell'agricoltura e dei suoi prodotti tipici. L'unica spiegazione che mi viene in questo caso è che la sua posizione sul carbone sia ... inspiegabile e perciò un tantino "ideologica". La centrale a carbone o quella nucleare potrebbe farsela a Conegliano!!!

In un momento in cui a livello regionale mi sembra si stia dando impulso all'agricoltura di qualità mi chiedo (e non sono l'unica) se non ci saranno ripercussioni per i prodotti tipici bassopolesani: la vongola verace, il riso del Delta, il radicchio di Chioggia.

Non credo si tratti di un falso problema.

16 gennaio 2009

Calvario di Enel su Centrale a carbone di Porto Tolle: ci pensa Scajola


Dopo che la storia si trascina da anni per ragioni comprensibili - visto che la proposta di una centrale a carbone nel cuore del Delta del Po, nel bel mezzo di un Parco, ha incontrato numerosi ostacoli (si veda sulla Voce di Rovigo di ieri una cronistoria dal titolo "Il calvario di Enel" con tutti i rinvii della decisione) e sarebbe logicamente respinta da chiunque avesse un minimo di buonsenso (e questo blog ne è testimone, vedi Lavocetta files) - oggi per decidere della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, si riunirà nientepopodimeno che il Consiglio dei Ministri, bypassando le commissioni deputate alle valutazioni necessarie.
Finalmente le forti pressioni della lobby del carbone (Enel, Confindustria, comitati di lotta dei lavoratori Enel sotto varie denominazioni) sembrano sortire qualche risultato: un atto di imperio. Le vie democratiche previste dalla normativa a quanto pare si sono rivelate una palude insuperabile (!).
E soprattutto ad oggi non collimano con l'interesse di Enel.

Sembra che il ministro Scajola voglia contestualmente decidere anche per le estrazioni di gas in alto Adriatico perchè secondo lui non ci sono particolari problemi, anche se tutte le forze politiche a livello locale e regionale si sono espresse contro questa ipotesi con forza, suffragate dal parere di esperti.

Il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, S. Prestigiacomo avrebbe voce in capitolo. Ma dai precedenti (vedi vicenda Europa e quote emissioni) sembra di capire che seguirà la corrente a grandi passi, certe volte superandola.
Che nostalgia per i tempi in cui al Ministero c'era Alfonso Pecoraro... sembra un abisso di tempo, e forse anche di cultura.
Caro Scajola, cara Prestigiacomo: clima, gas serra, subsidenza saranno forse delle invenzioni? A che serve avvalersi di esperti, se poi si opera al contrario?
Mi si perdoni la licenza poetica, ma mi sembra di vedere l'On. Cetto La Qualunque che da Fazio dice: la cultura, la cultura... int'u culu la cultura!

14 gennaio 2009

Striscia di Gaza: firmiamo gli appelli perchè cessino le uccisioni di civili innocenti

Amnesty international si distingue sempre per il coraggio con cui porta avanti le sue battaglie per la difesa dei diritti umani, anche quando sono scomode o controcorrente.

Il ricorso alla violenza contro la popolazione inerme lascia senza parole nella considerazione che il diritto internazionale rischia di soccombere di fronte al potere del più forte.
Qui una richiesta di AI alle Nazioni Unite diramata ieri perchè siano individuate le responsabilità per crimini di guerra sul conflitto in corso sulla striscia di Gaza.

Spero che le pressioni internazionali dell'ONU e dell'Europa riescano a riportare su un piano politico il conflitto tra due ragioni che sembrano ormai inconciliabili.
Le mie speranze sono confortate anche dal cambio della guardia negli Stati Uniti , e da Hillary appena nominata segretario di Stato, che nel suo discorso apertamente riconosce il diritto dei palestinesi ad avere una loro terra.

Firmiamo gli appelli di Amnesty perchè cessino le uccisioni di civili innocenti.



01 gennaio 2009

Il volto dell'altra Italia


Di ieri l'altro la buona notizia, resa nota dai carabinieri, che una commessa di Cagliari trova per caso e consegna ai carabinieri 160mila euro perchè siano restituiti al legittimo proprietario.
La commessa in questione - Tiziana Concu, 43anni, due figli, di cui una studentessa di Scienze politiche - dice che il gesto è normale: "non erano soldi miei", che lei è felice: "la mia è una bella famiglia, mi basta e mi avanza", che le bastano i soldi che si guadagna col suo lavoro presso un supermarket in centro a Cagliari. Qui l'intervista
Una persona che si ritiene normalissima, insomma, portata sotto le luci della ribalta da un gesto e da uno spirito che hanno uno stile, a dire il vero, molto diverso e lontano da quello di certuni perennemente sotto i riflettori.
Il suo dev'essere il volto dell'altra Italia, quella che ancora si è poco manifestata e che, anche quando arriva nei palazzi del potere, conserva lucidità di giudizio sui valori.
Per la signora Tiziana, mia coetanea, il valore più grande sembra essere l'orgoglio della figlia per il suo comportamento.
Come sapevamo, i giovani temerari hanno bisogno del nostro esempio: che ci sia una connessione tra la nostra predica (di giustizia e rispetto) e la nostra pratica.
E avrebbero bisogno di esempi dall'alto nella politica e nelle istituzioni.
Visti i tempi che corrono, il condizionale è d'obbligo.

Riporto oggi questa notizia perchè vorrei che potesse essere di auspicio per il nuovo anno, per un impegno a fare ciascuno del proprio meglio.
Chissà che prima o poi questo diventi il vero volto in cui ci riconosciamo e da cui vogliamo essere rappresentati.

26 dicembre 2008

Tibet spiritualmente libero


Da qualche giorno medito di scrivere nel mio piccolo anch'io due righe sulla tragedia del popolo tibetano, tenuto sottomesso con le armi ormai da cinquant'anni al dominio della Cina. 
Poco se ne parla eppure, dopo le proteste della primavera scorsa, i monaci tibetani considerati terroristi dalle autorità cinesi stanno scontando le loro proteste pacifiche, con la "rieducazione politica"
Molti che sono stati arrestati sono condannati ad anni di reclusione o all'ergastolo anche con sentenze segrete.
Dispiace ricordare quando fu Prodi, allora capo del Governo italiano, a piegarsi di fronte alle pressioni e agli interessi per la Cina rifiutando di incontrare il Dalai Lama, capo del governo tibetano in esilio e autorità m
assima spirituale del Tibet. Ne è valsa la pena?
Diverso è stato il comportamento del presidente di turno della UE Sarkozy, capace di sopportare le dure pressioni inevitabili delle Cina:  ha incontrato ufficialmente il Dalai Lama. L'incontro perchè l'Europa possa mediare il conflitto fra il popolo tibetano e la Cina  consente anche una passo avanti nella creazione di una radice comune dei popoli europei, che sia fortemente legata al rispetto dei diritti.
L'autorità spirituale del Dalai Lama, Nobel per la pace, spaventa i potenti. L'arroganza del potere è difficilmente arrestabile, anche quando rasenta il ridicolo.

14 dicembre 2008

Pacchetto clima: Berlusconi esulta ma rimangono gli obiettivi 20:20:20

A conclusione del vertice del consiglio europeo sul pacchetto clima, Berlusconi dice che l'Italia ha vinto su tutta la linea.I vantaggi sarebbero in pratica per l'industria inquinante italiana, vincolata in modo più elastico al pagamento delle quote di emissione in eccesso.
Anche se grazie agli altri paesi europei rimangono per fortuna  fissi gli obiettivi al 2020: 20% di riduzione delle emissioni, 20% di miglioramento nell'efficienza energetica, 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, di diverso tono sono i commenti di altri esponenti politici, di economisti e di editorialisti di grande fama, pure italiani, per il risultato ottenuto, visto come riduttivo, e per certi versi pure dannoso, rispetto alle potenzialità per un diverso tipo di sviluppo legato all'innovazione tecnologica, che po
trebbe avere inizio proprio dalla decisione di procedere con passo spedito verso le energie rinnovabili.

Intanto Obama sceglie Steven Chu, un ambientalista, Nobel della fisica, a guidare le politiche ambientali statunitensi, indicando un palese cambio di orientamento sulle strategie energetiche rispetto al suo predecessore.
Di questo passo forse gli Stati Uniti potrebbero anche arrivare primi nello sviluppo di nuove tecnologie legate alle rinnovabili e recuperare il ritardo di almeno otto anni dovuti  alla resistenza delle lobby del petrolio e del presidente Bush.
Caro Berlusconi, perchè rallentare anzichè accelerare?

06 dicembre 2008

Centrale a carbone di Porto Tolle: la commissione nazionale Via rinvia il parere


Credo che questo sia il secondo rinvio del progetto di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. La volta scorsa, era il settembre 2007, la Commissione, dopo un pressing notevole di esponenti politici locali e nazionali e delle forze sindacali, chiese le integrazioni al progetto, per cui ripartì l'iter di presentazione delle osservazioni.
Dalle notizie recuperate il rinvio di questi giorni sarebbe da attribuire al documento fatto pervenire dalla Procura della Repubblica di Rovigo alla stessa Commissione che si riferisce ad una consulenza tecnica chiesta dalla stessa Procura per conoscere l'impatto sulla salute e sull'ambiente che deriverebbe dalla conversione a carbone. 
Qui una breve sintesi del documento, elaborata da G. Zecchin, da cui emergerebbe che nel progetto ci sono molti punti critici: uno stravolgimento ambientale dovuto all'andirivieni delle chiatte, la possibile presenza di macroinquinanti sopra i limiti e di metalli pesanti come il mercurio e l'arsenico. Inoltre molte sono le incongruenze rispetto alle leggi vigenti sul territorio, dalla legge sul  Parco  ai rilevamenti delle polveri sottili. 
Ricordo che diversi e trasversali sono stati i tentativi a livello regionale per modificare la legge sul Parco. Finora senza successo.
Fuori dalle istituzioni tante sono state le azioni contro la conversione a carbone. In questi anni sono intervenuti anche Beppe Grillo con il dott.Montanari, portando migliaia di persone in Piazza  a Porto Viro, e Greenpeace  con un'azione memorabile, nel dicembre 2006.

03 dicembre 2008

Lobby del carbone e "comitati" dei lavoratori


Meglio prenderla con filosofia ... altrimenti, come dice E. Falcetti già alle 6 del mattino, a proposito di come vanno le cose in Italia "c'è da morire di rabbia!!!"
La lunga battaglia della lobby del carbone contro la logica e il buon senso della gente comune che vorrebbe più energie rinnovabili e meno carbone ancora non si arresta.
Qui a fianco la cartolina con cui i comitati hanno iniziato la raccolta delle adesioni contrarie alla centrale a carbone.

Qui un articolo in cui Giorgio Crepaldi del comitato di Porto Tolle, che continua a dare del filo da torcere ad Enel e alla politica prostrata, interpreta notizie trapelate su un possibile parere di VIA ministeriale a giorni.

E qui di ieri l'articolo in risposta di un certo Ferro, che da presidente del cosiddetto "comitato per lo sviluppo", passa a portavoce del comitato d'azione dei lavoratori (di Enel). In pratica getta la maschera.
Un'azione dura, pervicace e pesante contro l'interesse di tutti noi gente comune che vorremmo il nostro Delta pulito e pronto per un nuovo tipo di sviluppo... come recitavano certi programmi elettorali in tutti questi anni. ...

30 novembre 2008

Esempi di Buone pratiche per il benessere nella scuola polesana

Si è tenuto ieri al Censer di Rovigo, nella bella sala Bisaglia, l'incontro organizzato dall'Ufficio Scolastico Provinciale dal titolo "Buone pratiche relative al benessere a scuola", coordinatore R. Paolo Vedova. Qui le dieci azioni con cui si realizzano le buone pratiche.
Diverse le esperienze portate dalle scuole partecipanti capaci di essere di esempio nell'inventare nuove soluzioni a problematiche, vecchie o emergenti, nella pubblica istruzione.
L'Istituto comprensivo Rovigo 4 ha portato l'esperienza "Ludoteca e Scuola in Ospedale": è possibile da parte di alunni della scuola dell'infanzia o primaria usufruire di spazi organizzati, pubblici e gratuiti, in cui sperimentare il gioco da soli, in coppia o in gruppo, oppure la possibilità, per chi debba subire brevi degenze ospedaliere, di rimanere collegati per via telematica in diretta alle attività scolastiche.
Altra esperienza notevole quella portata dalla Direzione Didattica di Occhiobello, nata sulla base di una presenza numerosa di alunni immigrati, dal titolo "Alfabetizzazione linguistica in gruppo di auto aiuto tra genitori italiani e non". In questo caso, come ieri ha detto Vedova, si può parlare di "peer education" realizzata da genitori italiani verso i genitori immigrati.
Una soluzione praticabile forse anche altrove, invece delle "classi ponte" di cui si sta parlando in questi giorni. Certo più impegnativa sul fronte educativo, anche degli adulti.
L'Istituto comprensivo di Porto Tolle ha invece mostrato il modo in cui ha coniugato il decalogo del benessere a scuola con un percorso di educazione alla sicurezza, alla guida sicura, alla pericolosità nell'assunzione di droghe e di alcol, ecc.

L'Istituto agrario di Rovigo, ITAS
Munerati, ha invece portato l'esperienza del Progetto Burkina Faso, giunto ormai al quarto anno e al terzo stage di quindici giorni in Africa, che si realizzerà nei prossimi giorni - fine dicembre, inizio gennaio - con la partecipazione di alcuni alunni delle clas
si quinte. Il professor Fabio Boscarato e Davide Milan, ex alunno dell'istituto che ha partecipato al secondo stage africano, hanno presentato il progetto il cui obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile nella fascia subsahariana del Burkina Faso, al fine di migliorare le condizioni socio-economiche delle comunità locali. Il reddito così prodotto in agricoltura consentirà il pieno accesso a istruzione e sanità e contribuirà a far acquisire una presa di coscienza delle comunità burkinabè sulla necessità della salvaguardia delle risorse naturali esistenti.
C'è chi dice che la bellezza di questo progetto consiste nel tenere insieme due aspetti fondamentali dell'educazione: la solidarietà verso popolazioni povere (ma - come ha sottolineato Milan - particolarmente ricche di calore umano) e la soluzione di problemi con l'aiuto di un istituto e di studenti che hanno le competenze tecniche e scientifiche richieste, in questo caso legate all'agricoltura.
Spero che questo progetto possa trovare nuove adesioni e allargarsi sempre più all'interno delle nostre scuole, favorendo la diffusione dell'importanza della salvaguardia dell'agricoltura e alimentando la cultura della solidarietà e del rispetto fra i popoli. Anche se è solo una goccia nel mare, l'impegno in questo caso è concreto e può aiutare una comunità ad avere accesso alla sanità e alla istruzione.
Bella e commovente l'esperienza del CTP di Rovigo- Istituto comprensivo Rovigo 4 "Corso di fotografia digitale per adulti diversamente abili e non", che ha mostrato una raccolta piena di poesia delle foto dei partecipanti.
All'incontro è intervenuta l'Assessore provinciale Laura Negri che ha contributo all'iniziativa.
L'incontro si è infine concluso con lo spettacolo di musica, canto e danza "To be friends" dei ragazzi dell'Istituto Einaudi di Badia Polesine, in cui si descrive il mondo dei giovani visto attraverso l'amicizia.
Esperienze positive nel mondo della scuola pubblica. Certamente solo un piccolo "assaggio", perché come sappiamo "non fa rumore la foresta che cresce".
Una nota di speranza dal mondo dei giovani, che non ci fa arrendere di fronte alle difficoltà che anche noi adulti incontriamo, nel cercare di tenerci il sogno di poter realizzare anche nel nostro piccolo - nella solidarietà e nel rispetto della diversità, per un benessere diffuso - un mondo migliore.

26 novembre 2008

Ottima la raccolta di olive, quest’anno in Polesine

Ricevo e pubblico qui sul mio blog questo interessante intervento di Gabriele Zecchin, sulla possibilità di sviluppo di nuove colture in Polesine, complice il cambiamento del clima.
Finalmente potrò avere anch'io il mio bel limone in giardino con i suoi profumatissimi fiori.
Tutto bene? No, perchè ogni cosa ha il suo rovescio ...

L’olivo, Olea europaea, è pianta tipicamente mediterranea. Il suo areale è lo stesso degli agrumi, anche se, con alcune varietà più resistenti al freddo, lo troviamo diffuso nel Veneto in zone particolari, in prossimità del lago di Garda o sui versanti esposti a sud di zone collinari, quali la Valpolicella, la zona del Grappa, i colli Euganei e Berici. Viene apprezzato e si trova sempre più frequentemente nei giardini come pianta ornamentale, in quanto sempreverde e molto longeva. E’ inoltre una specie molto rustica, non avendo esigenze particolari in fatto di terreno, irrigazione o concimazione. Da qualche anno, complice il clima invernale ormai eccezionalmente mite, anche da noi, come si può vedere dalle foto, si può considerare una pianta da frutto, perché in grado di produrre una grande quantità di olive, peraltro sanissime, senza bisogno di trattamenti. Nei prossimi anni, quindi, potremmo avere, oltre alle Americane di Valliera (le patate), al melone del Delta, ad Ariano l’aglio polesano, anche le “olive nere DOC”. La raccolta, se si vuole produrre l’olio, va eseguita all’invaiatura, ossia quando il colore passa dal verde a quello tipico della varietà. Le olive cadute a terra sono scadenti, quindi è preferibile staccarle a mano. Per metterle in salamoia, si possono raccogliere quando sono ancora verdi. Il periodo in genere va da metà ottobre fino a dicembre. Un’altra pianta che in questi ultimi due anni, complice lo stravolgimento climatico in atto, ci regala i suoi frutti deliziosi è il nespolo del giappone, Eriobotrya japonica, specie diversa dal nespolo comune, il Mespilus germanica, i cui frutti si raccolgono in questo periodo. L’E. japonica è un sempreverde, con grandi foglie, originaria della Cina orientale. Viene coltivata per i frutti in zone temperato-calde, in Giappone, Stati Uniti, in Spagna nella zona di Valencia e in Italia nella provincia di Palermo e un po' in Calabria. Fiorisce in novembre, e in passato, con i primi freddi, i fiori abortivano. Da noi finora era usata come ornamentale, ma a giugno del 2007 e del 2008 gli alberi erano carichi, fino a 30 Kg, di dolci frutti ovali, giallo-arancio, simili ad albicocche. Ma non è finita qui, perché nei nostri giardini si possono ammirare sempre più spesso palme, agrumi o altre specie ornamentali di climi caldi. Quindi possiamo ben sperare di poter raccogliere tra non molto anche arance e datteri. Tutto bene? Non proprio, perché ogni cosa ha spesso il suo rovescio. La modifica delle condizioni climatiche nei nostri ambienti, se da un alto favorisce certe specie, dall’altro mette in crisi le piante tipiche del nostro territorio. I frutticoltori si sono accorti che peschi, meli e peri richiedono cure sempre maggiori, in termini di irrigazione, concimazione e trattamenti antiparassitari. La specie che maggiormente ne risente, attualmente, è il pero, in quanto ha necessità di inverni freddi per maturare bene le gemme a fiore. A conferma di ciò quest’anno le produzioni delle pere sono dimezzate, ed è probabile che i frutteti verranno progressivamente estirpati. Questo è un invito ai tanti che parlano, con convinzione ma in maniera teorica, di sviluppo sostenibile, e non si sono mai fermati ad osservare come piante, animali, insetti, malattie, stanno cambiando o si stanno diffondendo, minando di conseguenza le basi del nostro benessere. Si cerca continuamente di correre ai ripari, per problemi sempre “nuovi ed inattesi”, magari creandone di nuovi. Gli apicoltori forse ne sanno qualcosa, e, solo per fare un esempio, in questo momento sono molto preoccupati di fronte ad un programma di disinfezione generalizzata alle zanzare, in Polesine.
E’ evidente che dobbiamo affrontare la sfida dello sviluppo in modo diverso, ricercando soluzioni innovative dal punto di vista scientifico e tecnico, in materia di energia, di produzione, di infrastrutture e di smaltimento rifiuti.

Gabriele Zecchin

24 novembre 2008

Ecumenismo: conferenza del SAE con Paolo Ricca "Tutti contro Dio"


L'incontro organizzato giovedì scorso 20 novembre in Accademia dei Concordi dal gruppo del SAE (segretariato attività ecumeniche) di Rovigo dal titolo "Tutti contro Dio - vecchie e nuove critiche alla fede e alla religione", relatore Paolo Ricca, ha avuto ampia partecipazione di pubblico. Ricca, spesso ospite del programma radiofonico di Radio3 "Uomini e profeti",  è un noto teologo valdese, professore presso la facoltà valdese di teologia a Roma. 
Lungo la storia dell'uomo fede e religione sono sempre state oggetto di critica da parte di filosofi e di scienziati che spesso hanno cercato di dimostrare l'inconsistenza della fede. Tuttavia in questa costante contrasto secondo il teologo Dio vince.
Nel suo intervento Ricca risponde alle recenti critiche mosse dal matematico Piergiorgio Odifreddi attore del libro"Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)"per cui la fede imbriglierebbe la mente impedendole di ragionare liberamente e a Richard Dawkins autore del libro "L'illusione di Dio, le ragioni per non credere", per cui la fede sarebbe una necessaria illusione che si creano gli uomini, capace unicamente di provocare guerre e catastrofi.
Secondo Ricca la religione può essere superstiziosa e imbrigliare la mente, ma in verità è l'uomo che talvolta non è capace di essere libero nel suo pensare. Innegabile poi è che la religione diventi sempre più spesso, fondamentalismo, alimentando divisioni. 
Del resto è lo stesso mondo cristiano spesso e volentieri a non sapere dare buon esempio. Infine secondo il teologo valdese di sicuro la fede è libera e non  spinta da alcuna necessità. Per lui la fede è una esperienza così forte che cambia la vita, spesso anche a chi vive felicemente e non ha bisogno di nulla. 


08 novembre 2008

Yes we can, together


Ora che Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, non possiamo non sperare che si riescano a cambiare le cose anche riguardo al consumo di fonti fossili che inquinano il globo, riducendo principalmente i consumi di petrolio e di carbone. Con il duplice obiettivo di allontanare i pericoli legati al cambiamento del clima e di dare inizio ad una nuova economia basata sulle fonti rinnovabili.
Obiettivi già chiari nel Patto per il clima dei Verdi, sotto la guida di A. Pecoraro Scanio.
Da allora sembrano maggiormente superate le tante resistenze anche culturali che negavano le responsabilità dell'uomo sull'incremento eccessivo del biossido di carbonio e sul cambiamento climatico in atto.
Qui in Italia, oggi come oggi, possiamo solo sperare che ci bacchettino dall'Europa (come sta accadendo). E che l'America decida finalmente di dare inizio ad una nuova economia, facendo da esempio per tutti nel mondo. Anche per la Ministra Prestigiacomo.

Partecipa all'azione del progetto "wecansolveit.org" fondato da Al Gore.

Qui la traduzione dall'articolo del Financial Time del 30 ottobre "L'Italia gioca con la politica sui cambiamenti climatici"

07 novembre 2008

Voglia di cambiare - la questione educativa alla base del cambiamento


La presentazione del libro "Voglia di cambiare" di Salvatore Giannella, all'Accademia dei Concordi di Rovigo, ha avuto ieri sera una discreta presenza di pubblico. Un pubblico molto vario ed interessato, pronto a prendere la parola non appena si è aperto il dibattito sulle grandi questioni di attualità sollevate dall'autore, con l'amichevole complicità dell'avvocato G. Ceruti coordinatore dell'incontro.
Dai morti sul lavoro alle questioni della flessibilità, dalle infrastrutture ai temi dell'energia, Giannella ha spaziato, offrendo come esempio le soluzioni prese da alcuni paesi europei: l'esempio della Svezia riguardo alla sicurezza sul lavoro con la presenza di una figura intermediaria che ha lo scopo di individuare le falle in ciascuno dei processi; l'esempio della Germania e la crescita economica legata alle energie rinnovabili; l'esempio della Spagna per i collegamenti ferroviari e la capacità di trasformare le vecchie linee in percorsi ciclo-pedonali.

Alla base di questi esempi virtuosi secondo Giannella c'è la questione educativa. Nel nostro Paese non c'è merito per chi ben lavora e demerito per chi invece non sa fare il suo mestiere: i nostri parlamentari e i nostri manager sono superpagati e a volte anche con garanzie contro ogni rivalsa dello Stato, anche dopo fallimenti dimostrati. Su tutti l'esempio negativo di Cimoli, ex manager delle Ferrovie dello Stato e di Alitalia, entrambe portate al fallimento.
La capacità della politica di trovare soluzioni a grandi o piccole questioni non prescinde dall'aspetto culturale ed educativo, e in questo senso assume rilevante importanza investire nella formazione.

Su Lavocetta audio potete ascoltare la registrazione dell'incontro: sono presentati i capitoli del libro dedicati alla sicurezza sul lavoro in Svezia, alle energie rinnovabili in Germania e a come la Spagna ha affrontato il problema trasporti.

05 novembre 2008

"Voglia di cambiare": domani Salvatore Giannella in Accademia dei Concordi ore 18

Domani, giovedì 6 novembre 2008 alle ore 18, in Accademia dei Concordi (Piazza Vittorio Emanuele, Rovigo) nella sala degli arazzi “Pietro Oliva” si terrà un incontro con lo scrittore e giornalista Salvatore Giannella, già Direttore del settimanale “L’Europeo” (Rizzoli - Corriere della Sera ed.) e del mensile “Airone” (ed. G. Mondadori), autore del libro “Voglia di cambiare. Seguiamo l’esempio degli altri Paesi europei” (ed. Chiarelettere, Milano 2008). Salvatore Giannella sarà intervistato da Gianluigi Ceruti.
Seguirà il dibattito. Ingresso libero

Biografia dell' autore
Salvatore Giannella giornalista professionista dal 1974, è nato in Puglia nel 1949. Vive e lavora a Milano dal 1975. Studi classici, laurea in lettere moderne. È sposato, ha due figli. Diventa pubblicista collaborando con il settimanale «Oggi». Dopo aver partecipato a Genova all’esperimento di un giornale in cooperativa, «Il lunedì», nel 1975 è chiamato all’«Europeo» da Tommaso Giglio, e diventa direttore del settimanale dieci anni dopo. Nel 1986 viene chiamato da Giorgio Mondadori a dirigere «Airone», il primo e più diffuso mensile di natura e civiltà. Lascia «Airone» nel 1994 e crea Editoriale Delfi, struttura specializzata in progetti ed eventi, servizi e realizzazioni per l’editoria e per l’economia dei turismi. Nel 1999 scrive il libro L’Arca dell’Arte, in collaborazione con lo storico pesarese Pier Damiano Mandelli, per raccontare la storia del soprintendente delle Marche che, nel corso della seconda guerra mondiale, diede rifugio e salvezza nel Montefeltro a migliaia di opere d’arte. Allo stesso argomento dedica la sceneggiatura del film documentario per Rai Educational La lista di Pasquale Rotondi che vince il premio della Presidenza della Repubblica all’Art Doc Film Festival di Roma 2005, come «miglior film dedicato all’arte italiana». Dal 1997 è tra le principali firme di «Oggi» (Gruppo Rizzoli - Corriere della Sera) per i temi della cultura e delle scienze. Tra i riconoscimenti ricevuti, il premio Zanotti Bianco (1978) e, dieci anni dopo, il premio dei Club Unesco. Nel 2007 ha ricevuto a Rimini la medaglia d’oro del comitato scientifico internazionale del Centro Pio Manzù, presieduto da Mikhail Gorbaciov, «per aver alimentato la mente degli italiani chiarendo preoccupazioni, scovando personaggi e scavando nella storia e nelle storie, creando sostegni con racconti carichi di realtà e di favola». Paulo Coelho lo ha salutato come «cronista della luce». Ama Italo Calvino dal quale ha raccolto l’invito a illuminare «personaggi e mondi che tenebre non sono e a dar loro forza».

Su Lavocetta audio potete ascoltare la registrazione dell'incontro: sono presentati i capitoli del libro dedicati alla sicurezza sul lavoro in Svezia, alle energie rinnovabili in Germania e a come la Spagna ha affrontato il problema trasporti.

30 ottobre 2008

Gelmini: anche il mio blog aderisce allo sciopero


Cara Ministra "Mari Star" Gelmini,
perdonami, sei più giovane di me, quindi mi prendo la confidenza e ti do del tu.
Oggi io e anche il mio blog partecipiamo allo Sciopero generale, insieme agli studenti di tutte le età, ai loro genitori e ai docenti. Contro la tua riforma della scuola pubblica, che a tutti i costi hai voluto approvare ieri, un giorno prima dello sciopero fissato da  molto tempo. Difficile pensare che sia un caso e che ci sia disponibilità al dialogo.
Non so cosa abbiate tu e la tua maggioranza contro la scuola pubblica che la vostra riforma rischia davvero di peggiorare se non di distruggere definitivamente. Perchè per migliorarla bisognerebbe investire: nella formazione dei docenti e nella valorizzazione delle competenze, nella ristrutturazione degli edifici e di tutto ciò che serve a rendere un ambiente scolastico accogliente. 
Invece ci saranno solo tagli in tutte le direzioni dal prossimo anno e fino al 2012, con la prospettiva di una progressiva aziendalizzazione di ogni scuola, un aumento di potere del dirigente scolastico e del suo entourage. 
La scuola pubblica non è una  azienda e le famiglie non sono clienti da soddisfare, come quando ti compri un paio di scarpe. La scuola pubblica funziona se si investe in chi ogni giorno con pazienza e  responsabilità  sa di avere il compito di educare e di far crescere culturalmente bambini e ragazzi adolescenti che, come ai nostri tempi, vivono la scuola come l'ultimo dei loro pensieri. E funziona se le famiglie  sono con la scuola e si fidano di chi ci lavora. Come fidarsi di chi ogni giorno viene diffamato sui media? 
I docenti non sono intercambiabili, se non al prezzo di un progressivo scadere della qualità dell'insegnamento. Ho visto addirittura tecnici della scuola passare a fare l'insegnante di sostegno di punto in bianco, senza alcuna formazione, per problemi di organico legati al numero delle classi. La flessibilità che si chiede alla scuola non è già troppa?
Ogni anno con la formazione dell'organico, e ora grazie a te il fenomeno sarà ancora più evidente, molti docenti perdono la cattedra presso la "loro scuola", e cominciano a migrare da una scuola all'altra tentando di stabilizzarsi in una cattedra. Per non parlare dei precari, che magari lavorano nella scuola da più di vent'anni.
Se non fosse che dentro la scuola pubblica la maggior parte degli insegnanti crede nel suo lavoro molto al di là del suo compenso mensile, con un impegno della durata molto maggiore di quell'infamante "part time" di mister Brunetta, con docenti che per le capacità e la grandezza d'animo sono di certo migliori della tua classe politica che ci governa, la scuola pubblica non esisterebbe ormai più già da un pezzo.
Mi sono persuasa che sia questa la direzione: la distruzione completa della scuola pubblica. Ovviamente con tutto il suo significato. 
Non è  forse così?