(lettera firmata)
Riflessioni su temi di attualità dall'ambiente ai diritti, compresi i diritti degli altri animali.
scrivi a Lavocetta@gmail.com
06 aprile 2009
Il parere dell'esperto sulla proposta di legge antiambientalista
(lettera firmata)
04 aprile 2009
Una proposta di legge antiambientalista del tutto in malafede
Le associazioni dei cittadini che protestano e riescono anche a fare un ricorso contro mostri ambientali, normalmente si autofinanziano, dividono le spese e spesso ci rimettano di tasca propria. Gli argomenti di protesta sono tali da riuscire a dare del filo da torcere ad aziende potentissime.
Nonostante questo accade spesso che i ricorsi delle associazioni ai tribunali amministrativi siano persi.
C'è una recente proposta di modifica dell'art. 18, comma 5 della legge n. 349 dell'86 che istituisce il Ministero dell'Ambiente, che vorrebbe scoraggiare i ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei comitati, facendo loro pagare le spese dei ricorsi persi.
La sindrome Nimby ,a cui fa riferimento la proposta di legge, vorrebbe giustificare la pesantezza della proposta, che di fatto renderebbe inutile ogni tentativo di opporsi ad opere invasive e distruttive del territorio. Nel nostro caso pensiamo ad esempio al rigassificatore di Porto Levante portato ormai su un palmo di mano da tutti, con rare e nobili eccezioni. E potrebbe riguardare anche la promessa centrale a carbone di Enel a Porto Tolle.
La proposta di legge è fatta a mio parere un po' in malafede in quanto dà per scontato che le associazioni e i comitati non siano in grado di ragionare su di una visione di ampio respiro e di collettività oltre il proprio "giardino".
Si potrebbe invece dimostrare l'esatto contrario, cioè che è proprio la mancanza di una pianificazione ampia, regionale e nazionale, di una visione di insieme anche delle caratteristiche territoriali, che permette ad aziende multinazionali di sfruttare la debolezza politica ed economica di un territorio per aprirsi la strada e costruirsi le sue infrastrutture.
Mi chiedo a questo punto come potranno i cittadini difendersi, se chi fa le leggi le fa in malafede nei loro confronti...
Si vede che si tratta di cittadini diversi: ci sono quelli in Parlamento che sono di una specie superiore, altamente selezionata (nei modi che ormai conosciamo tutti), e quelli normali che ogni tanto si permettono di protestare senza averne il diritto, perchè di specie inferiore.
L'articolo di modifica è qui sotto riportato ( ed è visibile direttamente qui )
Modifica all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale (primo firmatario M. Scandroglio del PdL)
Presentata il 10 marzo 2009
Onorevoli Colleghi! - Se, da un lato, la spinta ambientalista ha determinato un continuo sviluppo della normativa di settore che regola gran parte delle attività che determinano un qualche tipo di impatto ambientale sul territorio nazionale, dall'altro lato, le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al «territorio di riferimento» che, all'interno della società civile, ha originato con sempre maggior frequenza comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati.Tali proteste, conosciute con l'acronimo «Nimby» («Not in my back yard»), determinano un ritardo costante del «cantiere Italia». I dati del progetto «Nimby Forum», gestito dall'Agenzia di ricerche in formazione e società (ARIS), indicano che il 2007 ha registrato una situazione cronica di stallo nella costruzione di grandi opere, con 193 infrastrutture oggetto di protesta. Rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori: qualunque fosse il progetto, il fermo alla sua realizzazione è stato disposto sempre per le stesse ragioni. Un ricorso al giudice amministrativo è sufficiente a impedire o a ritardare la realizzazione di opere pubbliche, senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica. Il dilagare di questo fenomeno ritarda (e spesso paralizza) la realizzazione di gran parte degli interventi pubblici in programma nei settori dell'energia, dei trasporti, dello smaltimento rifiuti, della depurazione e della stessa edilizia residenziale e terziaria. Il problema di fondo sembra consistere nel fatto che tali opere infrastrutturali, progettate per generare nel tempo benefìci e vantaggi per un'utenza vasta (spesso per l'intera collettività nazionale), determinano disagi concentrati sulle comunità situate nelle più immediate vicinanze della stessa opera.
Questa originale forma di «egoismo territoriale» mantiene solo parzialmente l'originale matrice ambientalista: la sua esplicitazione in comportamenti di aperto conflitto finisce, infatti, per penalizzare la stessa realizzazione degli interventi inseriti nei programmi di politica ambientale.
Pertanto, sembra doveroso un intervento legislativo volto a responsabilizzare l'attività delle associazioni di protezione ambientale, al fine di evitare che ricorsi amministrativi, manifestamente infondati, siano presentati al solo fine di ritardare la realizzazione di opere pubbliche. Per fare ciò si prevedono la responsabilità delle stesse associazioni per lite temeraria e il conseguente risarcimento del danno a vantaggio della pubblica amministrazione.
La legge 8 luglio 1986, n. 349, recante le norme in materia di danno ambientale:
1) all'articolo 13 individua le associazioni di protezione ambientale legittimate ad agire in giudizio avverso qualsiasi provvedimento che leda in modo diretto e immediato l'interesse ambientale; esse sono, pertanto, legittimate a impugnare anche atti a contenuto urbanistico purché idonei a pregiudicare il bene dell'ambiente, anche se lo specifico bene non sia sottoposto ad alcun vincolo (paesistico, archeologico, idrogeologico eccetera);
2) all'articolo 18 attribuisce alle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 il potere di intervento e la potestà di impugnare gli atti illegittimi lesivi del «bene-ambiente».
Tuttavia, la modifica di tale legge non può non tenere conto dell'orientamento del legislatore nel cosiddetto «decreto anti-crisi», decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n. 2: l'articolo 20 di tale decreto prevede, infatti, un iter accelerato per le opere pubbliche ritenute prioritarie «per lo sviluppo economico del territorio», la nomina di commissari straordinari delegati che dovranno vigilare su tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e che, quindi, seguiranno ogni progetto con poteri sostitutivi delle amministrazioni interessate, ma, soprattutto, l'abolizione della facoltà sospensiva del tribunale amministrativo regionale (TAR). Lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il TAR a decidere se un'opera si debba fare o meno: con le nuove norme vengono accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario straordinario delegato. Il cantiere, pertanto proseguirà nei suoi lavori e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione otterrà un indennizzo.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. Dopo il comma 5 dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, sono aggiunti i seguenti:
«5-bis. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni, individuate ai sensi dell'articolo 13 della presente legge, sia respinto, alle associazioni soccombenti che hanno agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave si applicano le disposizioni dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
5-ter. Qualora il ricorso di cui al comma 5 del presente articolo, presentato dalle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13, sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio».
29 marzo 2009
Acerra e gli eroi del nostro tempo
Abbiamo sentito tutti che nei giorni scorsi è stato inaugurato da S. Berlusconi il cosiddetto termovalorizzatore di Acerra, che finalmente farà sparire tutti i rifiuti di Napoli.
Veri eroi per Berlusconi sarebbero " gli uomini di Impregilo (la ditta costruttrice dell'inceneritore) che qualcuno ha cercato di ostacolare (i magistrati n.d. a.), ma hanno tenuto duro".
Mentre gli eroi di questo nostro malo tempo celebravano fra di loro la loro vittoria, i cittadini sono scesi in piazza.
Fra loro anche padre Alex Zanotelli, sempre con gli ultimi.
Le legittime proteste degli abitanti per difendere la propria salute, contro una ulteriore fonte di inquinamento, non trovano riscontro in chi ci governa anche in un territorio già fortemente inquinato dalla diossina, dove la camorra traffica rifiuti da tutta Italia, dove la raccolta differenziata non è mai partita e dove chi è deputato a gestire i rifiuti non riesce ad ottenere niente di più delle famose "ecoballe", difficili da bruciare perchè rifuto tal quale imballato e troppo pieno di umidità.
In tutta questa malagestione di quanto è cosa pubblica per fortuna è in corso un processo in cui si spera siano individuate precise responsabilità , che da quanto si legge potrebbero essere piuttosto diffuse e certamente non relegate ad una sola parte politica ed inoltre certamente non attribuibili, come qualcuno ha già fatto, ad un "capro espiatorio".
Spero tanto che sia fatta giustizia.
Qui il mio precedente post sull'argomento "i rompiballe"
PS: leggi l'editoriale di Vittorio Moccia da PeaceLink
22 marzo 2009
Oggi la Giornata mondiale dell'acqua
Una preziosa risorsa di continuo sprecata, come se fosse inesauribile.
E invece, come ci ricorda la FAO, di tutta l'acqua sulla terra solo il 2,5% è acqua dolce e quindi utilizzabile per le attività umane.
L'agricoltura , soprattutto laddove non esistono sistemi di irrigazione che oltre ad assicurare un continuo apporto d'acqua e la coltivazione della terra, ne regolano l'utilizzo, rappresenta l'attività di maggior consumo.
Secondo la FAO "l’agricoltura è il maggiore consumatore mondiale di acqua, contando per il 70% dell’uso totale di acqua potabile, e la chiave per nutrire una popolazione mondiale in crescita consiste nel trovare il modo di produrre più cibo usando meno acqua".
I cambiamenti climatici e le conseguenti variazioni nella frequenza e nella intensità delle precipitazioni possono gravemente influire sulle produzioni agricole, già scarse nei paesi in via di sviluppo.
In questa pagina del sito della FAO ci sono molte presentazioni brevi ed istruttive che riguardano questi temi
Nel sito del giornalista Giuseppe Altamore molti documenti e notizie utili anche in relazione alla questione acqua bene comune
21 marzo 2009
Ministero dell'Istruzione: pubblica o privata?
Per la scuola pubblica, quella che tutti con poca spesa possono frequentare e in cui è irrilevante l'appartenenza religiosa ed etnica (cattolici, ebrei, musulmani, atei, buddisti, ecc.): avanti con i tagli!!!
Perchè mai il Ministro dell'Istruzione dovrebbe favorire la scuola di tutti ???
Tiriamaoci su il morale con le foto dello sciopero del 18 marzo dal sito Quotidiano.net
18 marzo 2009
Oggi sciopera anche Margherita Hack
In ogni caso allo sciopero indetto da FLC Cgil e Gilda aderiscono molte associazioni del cosiddetto mondo della conoscenza, i precari e alcuni partiti e movimenti.
E aderisce anche Margherita Hack così dicendo:
"Dò la mia adesione allo sciopero per la scuola università ricerca. Per questo governo università e ricerca sono uno spreco e quando si deve tagliare per prima cosa si taglia la ricerca, si blocca il turn over, si obbligano tanti neolaureati e neodottori di ricerca ad emigrare o a cambiare mestiere. E’ un comportamento indice di una grande arretratezza culturale: ci si riempie la bocca di parole come innovazione, tecnologia, ma l’innovazione è il frutto della ricerca applicata e la ricerca applicata è frutto della ricerca pura. L’Italia spende per formare un ricercatore e poi lo regala alla Francia, alla Germania, all’Inghilterra, agli Stati Uniti.
Perciò dovremmo lottare uniti per difendere la scuola pubblica, l’università e la ricerca, contro questa tendenza alla privatizzazione di scuole e università. Ancora attuale Piero Calamandrei che negli anni ‘50 scriveva: Non si ha vera democrazia là dove l’accesso all’istruzione non è garantito in misura pari a tutti."
Parole sante
Visita il blog Beata Ignoranza
Qui il mio precedente post sull'argomento
16 marzo 2009
Dalai Lama: cinquant'anni di esilio e di pensiero compassionevole messo a dura prova
Il 10 marzo il Dalai Lama ha celebrato il cinquantesimo anniversario dell'occupazione cinese del Tibet pronunciando il suo discorso, rivolto a tutto il mondo per far conoscere il dramma del popolo tibetano, privato dei suoi diritti e sottoposto a continua violenza e repressione.
Pur perseguendo da tempo un "politica della via di mezzo" in cui rivendica l'autonomia regionale per il Tibet, il Dalai Lama ha definito "un inferno sulla terra" le pene subite dalla popolazione tibetana che ancora non si arrende alla sopraffazione.
Qui il discorso pronunciato, tradotto in italiano
Qui il sito ufficiale del Dalai Lama
Qui il mio precedente post sull'argomento
13 marzo 2009
Processo Enel, a Venezia sentenza di appello. I legali delle associazioni e dei comitati
12 MARZO 2009 - DICHIARAZIONE DEI LEGALI AVV.TI MATTEO CERUTI E VALERIO MALASPINA LEGALI DI ITALIA NOSTRA, W.W.F., COMITATO CITTADINI LIBERI DI PORTO TOLLE E DI ALCUNI PRIVATI COSTITUITI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER LE EMISSIONI DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE, SULLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI VENEZIA
Al di là delle inevitabili dichiarazioni di prescrizione di alcuni reati (ciò a dimostrazione che la normativa penale nel nostro Paese in materia ambientale è a tutt’oggi inadeguata), e dell’assoluzione degli amministratori delegati di Enel, la sentenza della Corte d’appello di Venezia pronunciata quest’oggi conferma in pieno l’impianto accusatorio della sentenza di primo grado.
In sostanza i Giudici di appello riconoscono che, a causa del funzionamento della centrale di Porto Tolle dal 1999 al 2004, ci sono state illecite ricadute oleose ed illecite emissioni di fumi in casi non consentiti dalla legge in violazione dell’art. 674 c.p.
Inoltre la Corte di Venezia conferma che, in conseguenza delle ricadute oleose illecite vi sono stati diversi episodi di danneggiamento aggravato del patrimonio pubblico e privato in violazione dell’art. 635 c.p. (anche se in un paio di casi questi episodi sono stati riqualificati come semplice “imbrattamento” ex art. 639 c.p.).
Infine, anche per i Giudici veneziani c’è stata la violazione della legge sulla tutela dell’aria che punisce il peggioramento delle emissioni di un impianto industriale (ex art. 13 del DPR 203/1988), anche se in questo caso i reati si sono prescritti.
Di qui la conferma della condanna dei direttori di centrale e dei responsabili civili Enel ed Enel produzione s.p.a. al risarcimento dei danni alle parti civili che sono rimaste nel processo, anche se talvolta a valori leggermente più bassi di quelli del primo grado.
E’ stata però riconosciuta una provvisionale di 40.000 euro ad uno dei nostri assistiti (il padre del bambino che è stato investito dalle ricadute oleose) che in primo grado non era stata assegnata.
In parte sono stati ridotti i risarcimenti alle associazioni di protezione ambientale Italia Nostra e WWF e al Comitato cittadini liberi che tuttavia rimangono sostanziosi.
Non è stata riconosciuta invece la provvisionale assegnata dalla sentenza di primo grado alle parti civili pubbliche, che dovranno dunque rivolgersi al Giudice civile per ottenere la liquidazione del grave danno ambientale cagionato da tutti gli episodi di reato contestati.
La sostanza del processo d’appello è però che non c’è una sola assoluzione perché “il fatto non sussiste”: dunque la Corte d’appello di Venezia ha confermato che la centrale Enel di Porto Tolle per diversi anni ha operato illecitamente, inquinando l’ambiente e cagionando un danno al territorio di Veneto ed Emilia Romagna.
L’amministratore delegato Tatò è stato assolto per non aver commesso lui i reati, e non perché i reati non vi siano.
E’ stata insomma confermata in pieno l’antigiuridicità sostanzialmente di tutti i fatti di reato contestati per i quali era intervenuta la condanna del Tribunale di Rovigo - Sezione distaccata di Adria e l’impostazione accusatoria della Procura della Repubblica.
07 marzo 2009
8 marzo: giornata della bambina
Domani è la festa della donna, ma quest'anno l'albero giallo di mimose del vicino ancora non fiorisce, forse per il freddo prolungatosi fino a questi giorni, e per la pioggia continua.
Cara bambina di nove anni del Brasile, che sei stata stuprata dal patrigno e che, rimasta incinta, hai abortito, per il pericolo che correva la tua giovane vita a portare avanti la gravidanza di due gemelli, vorrei dedicare a te la giornata di domani perchè non riesco ad immaginare persona che possa soffrire di più, di fronte all'orrore di questa violenza.
02 marzo 2009
No Nuke live
Questo Governo ci sta cucinando da tempo un bel menù: il ritorno al nucleare, nonostante il Referendum che sancì la fine del nucleare per l'Italia e grazie all'accordo stretto da Berlusconi con la Francia per la costruzione di 4 centrali nucleari in Italia, di cui almeno una entro il 2020.
Nel pentolone ribollono con insistenza da tempo le solite giustificazioni, che io definirei "da bar": "perchè ce l'hanno tutti gli altri Paesi europei", "perchè importiamo l'energia prodotta dalle centrali nucleari dalla Francia che sta appena di là dei confini, quindi tanto vale che ce la produciamo da soli ...", " perchè l'energia nucleare è a buon mercato", "perchè voi siete contro tutto e ci rallentate lo sviluppo".
Ma c'è una scusa più nuova e recente, più creativa, che chiude la discussione con chi si voglia mettere di traverso, parlando della necessità delle energie rinnovabili: "perchè l'energia nucleare, che è a buon mercato, è energia pulita e ci salverà dal riscaldamento globale".
Rimarrebbe soltanto il problema delle scorie radioattive, ma sono certa che i fantasiosi capoccioni abbiano pensato anche a questo. Visto che ad oggi non sono stati trovati rimedi duraturi: le manderanno sulla luna?
In attesa delle nuove ormai vecchie centrali nucleari di terza generazione nel 2020, per cui lo stesso nostro Presidente Galan sembrava offrire ospitalità in Veneto, anzi no, riguardiamoci la puntata di Presa Diretta di R. Jacona andata in onda ieri sera su Rai3, dove oltretutto un ex vice-presidente di Confindustria, P. Pistorio, a domanda risponde (parafrasando la sua risposta) che questo Governo marca male sulle politiche di innovazione tecnologica e che gli ultimi interventi in questo senso risalgono a provvedimenti del Governo precedente. (il governo Prodi!!!)
Niente male detto da un industriale. La verità prima o poi viene a galla, basta avere una certa pazienza.
Sul sito dei Verdi da martedì 3 marzo ci sarà una mobilitazione non stop web live contro il ritorno del nucleare in Italia .
24 febbraio 2009
Pecore al pascolo nel parco a Papozze
Ma se non siete di queste parti voi vi chiederete: dov'è Papozze?
Papozze è un paese "mitico" in Polesine, a sud di Adria, sul Po. Prima dell'alluvione le case erano in golena, perchè a quei tempi vivere lungo i fiumi era necessario. Dopo l'alluvione il paese si è trasferito di là dell'argine. La golena è ancora molto ampia e per la maggior parte investita a pioppeto.

A pochi km dal centro di Papozze, nella frazione di Panarella, c'è l'Oasi di Panarella, gestita dal WWF di Rovigo.
20 febbraio 2009
Italiani sveglia!
19 febbraio 2009
Una scuola irrecuperabile
11 febbraio 2009
La partita è persa: vince la "TV" del Grande Fratello
E un po' si riferiva anche a quell'evidente contrasto dell'altra sera in cui - data la triste notizia della morte di Eluana Englaro, per la cui sorte l'Italia stava sospesa da giorni in una terribile crisi collettiva e istituzionale - Canale 5 proseguiva imperterrita con il palinsesto che prevedeva il Grande Fratello, che fa sempre audience. Da qui le dimissioni di Mentana.
Violenze sugli stranieri e stupri di gruppo da parte di minorenni annoiati, che cercano di farsi notare sul web filmando l'accaduto, senza considerare il bene e il male!
E perché l'orrore per queste azioni non basta a fermare altri stupri e violenze, che invece sembrano moltiplicarsi, come se trovassero alimento l'uno dall'altro?
Ai miei alunni ho chiesto che cosa abbiamo sbagliato, che cosa la scuola debba fare di più e meglio perché le giovani generazioni sappiano distinguere cosa è bene e cosa è male.
04 febbraio 2009
Lotta preventiva allo stress ossidativo
Non si tratta dei soliti ambientalisti: è Luc Montagnier, scopritore del virus dell'AIDS, premio Nobel 2008 per la medicina, che nella trasmissione di Fazio "Che tempo che fa" sabato scorso presenta il suo libro "La scienza ci guarirà" spiegando agli italiani che l'ambiente e l'inquinamento, al pari di altri fattori predisponenti, quali quelli genetici, è determinante per l'insorgenza delle patologie tumorali.
02 febbraio 2009
Lettera indignata contro il progetto di conversione a carbone (+biomasse,+CDR) della centrale di Porto Tolle
C’è qualcuno?
La delibera della Giunta regionale n. 150 del 30 gennaio 2007, assenti sia l’assessore Isi Coppola, sia Renzo Marangon ( fatto vergognoso e deplorevole per l’oggetto della deliberazione, per le sue conseguenze oggettive e per l’ammirevole coraggio dei nostri assessori (?)) prende atto, facendolo proprio, del parere n. 149 espresso dalla Commissione Regionale V.I.A., espresso nella seduta del 17.01.2007 nonché prende atto anche dell’Allegato A alla stessa delibera, della quale forma parte integrante ai fini del giudizio di compatibilità ambientale sul “ Progetto di trasformazione a carbone della Centrale termoelettrica di Porto Tolle (RO)” presentato dall’Enel.
Nell’Allegato A alla citata delibera, dal quadro di riferimento progettuale si evince che la potenzialità termica a carbone è di 4.265 MWt/h; la potenzialità elettrica netta è di 1.902 MWe/h. Per effetto della tecnologia Pcc, scelta dall’Enel per la conversione della centrale, servono circa 2,24 MWt/h (Megawat termici) per produrre un MWe/h (megawat elettrico netto). Le biomasse (più il CDR, del quale però non c’è traccia nel quadro progettuale dell’Enel) potranno essere impiegate al massimo del 5% della potenzialità termica e cioè produrranno circa 95,19 MWe/h.
La producibilità elettrica netta, per ogni anno, sarà pari a: 95,19 MWe/h x 8700h = 828.153 MWe. Questa quantità di energia elettrica prodotta gode dei benefici dei certificati verdi, per 15 anni, e quindi l’Enel ricaverà: 828.153 MWe/anno x 91 € (valore C.V. gennaio 2009 – Gestore mercato elettrico) = 75.361.923 €/anno
Per il periodo di incentivazioni l’Enel incasserà: 75.361.923 €/anno x 15 anni = 1.130.428.845
Per quanto riguarda il CDR (appare solo nelle prescrizioni !!!) il suo utilizzo non potrà superare il 2% in peso. Su 4.000.000 t di carbone saranno 80.000 le tonnellate di CDR che saranno bruciate, per ogni anno, nella centrale e nel rispetto dell’art. 30 della legge regionale n. 36 dell’8 settembre 1997. L’Enel, nel suo progetto sottoposto al V.I.A., questo programma di utilizzo del CDR non lo presenta nemmeno, ma gli viene regalato con le prescrizioni della Commissione Regionale V.I.A..
Cioè chi ti deve tutelare è colui che favorisce il tuo danno. Farsesco !
I prezzi per lo smaltimento del CDR, in vigore nel gennaio 2009, sono pari a 90 €/t, per cui si avrà
80.000 t x 90 € = 7.200.000 € all’anno x 15 anni = 108.000.000 € i quali, sommati ai 1.130.428.845 determinano un totale di 1.238.428.845 €.
Inoltre dovendo l’Enel, obbligatoriamente, ai sensi dell’art. 11 del Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n. 79 immettere nel sistema elettrico nazionale, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili, stabilita nel due per cento della suddetta energia eccedente i 100 GWh prodotti a Porto Tolle, così facendo, a spese nostre, ottempera anche a questo obbligo, altrimenti avrebbe dovuto acquistare, questo 2%, sul mercato elettrico dell’energia prodotta da fonti rinnovabili per un importo annuo di € 30.116.268 che per 15 anni ammonterebbe a 451.744.020 €
Se questo importo lo sommiamo a ciò che l’Enel ricava dagli incentivi, che paghiamo tutti noi, si avrà un importo pari a 1.690.172.865 €.
L’Enel investe 2,2 MD di € per convertire a carbone la centrale e ricava, dal solo utilizzo di biomasse e CDR e dal risparmio per il non acquisto del 2 % di energia da fonti rinnovabili, 1.7 MD di € che gli italiani elargiranno, pagando le loro bollette all’Enel o la loro tassa sui rifiuti, come incentivi a chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili.
Tutto questo è pazzesco. Nell’esposizione del parere della Commissione Regionale si parla sempre di biomasse vegetali prodotte in loco per una quantità di 350.000 tonnellate all’anno, come massima quantità da bruciarsi in co-combustione con il carbone nelle tre caldaie autorizzate e solo a pag. 46, dopo avere espresso il parere favorevole, nelle prescrizione imposte al punto n. 7, lettera a, la Commissione Regionale scrive: “ E’ consentita la combustione di biomasse e CDR (combustibile derivato da rifiuti) alle seguenti condizioni:
a) sia utilizzato CDR, prodotto preferibilmente nella Provincia di Rovigo, con un limite massimo del 2% in peso;
b) le biomasse utilizzate dovranno essere di provenienza regionale e la quantità massima è del 5% riferita alla potenzialità termica del combustibile utilizzato;
c) complessivamente la quantità di CDR e di biomasse non potrà eccedere il limite del 5% riferito alla potenzialità termica del combustibile utilizzato.
Va evidenziato che normalmente, ma ciò non vale per la Giunta regionale, le prescrizioni sono limiti imposti all’autorizzazione concessa, mentre, nel nostro caso, costituiscono un’estensione delle possibilità d’uso di diversi combustibili: carbone, biomasse ed anche CDR.
Ci saranno a Porto Tolle una centrale tra le più grandi d’Europa, alimentata a carbone ed ubicata nel pieno di un Parco naturale riconosciuto e, contestualmente, uno dei più grandi inceneritori di rifiuti speciali del Veneto (il codice CER -codice europeo rifiuti- del CDR è 191210).
A pag. 31 del parere della Commissione Regionale per il V.I.A. c’è inoltre scritto: “ Si evidenzia che lo stato attuale di salute della popolazione del delta è migliore di quella evidenziabile nelle aree viciniore” !!! Questa affermazione resta senza commento. Grazie all’Enel ed alla Giunta regionale che fanno proprie queste grossolane asserzioni di una Commissione Regionale sul cui operato è meglio stendere un velo di pietoso silenzio e di compassione. Il tutto è vergognoso ed inaccettabile!
Ma c’è qualcuno che risponderà a questi rilievi? Assessori regionali, provinciali, associazioni ambientaliste, Enel ?
In attesa.
Carlo Pellegrini
28 gennaio 2009
Europorcellum
Dopo tanti rinvii e disdette sulla stampa perchè ormai saremmo fuori tempo massimo per modifiche alla legge elettorale per le europee, siamo in dirittura di arrivo: esiste un accordo fra il PD ed il PdL per uno sbarramento al 4% anche in Europa.
Dopo la presa in giro del primo ministro che aveva tirato fuori un 5% o non si fa nulla, l'intesa sembra favorire Walter Veltroni, che credo non si sarebbe opposto neanche ad un 5% di sbarramento.
Il tutto per favorire le aggregazioni.
Grazie mille, che cari.
Le preferenze sembrano rimanere... ma visti i precedenti (porcellum) direi che è meglio non fidarsi. Fino all'ultimo.
Qualcuno, capovolgendo la realtà, sarà capace di dire pure che così si salvaguarda la democrazia.
Brindiamo alla democrazia, che così sarà finalmente salva... del tutto!
21 gennaio 2009
Polesine: tra ambiente inquinato e tumori in aumento. Ma le centrali stanno stabilmente al primo posto
Non credo si tratti di un falso problema.
16 gennaio 2009
Calvario di Enel su Centrale a carbone di Porto Tolle: ci pensa Scajola
Dopo che la storia si trascina da anni per ragioni comprensibili - visto che la proposta di una centrale a carbone nel cuore del Delta del Po, nel bel mezzo di un Parco, ha incontrato numerosi ostacoli (si veda sulla Voce di Rovigo di ieri una cronistoria dal titolo "Il calvario di Enel" con tutti i rinvii della decisione) e sarebbe logicamente respinta da chiunque avesse un minimo di buonsenso (e questo blog ne è testimone, vedi Lavocetta files) - oggi per decidere della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, si riunirà nientepopodimeno che il Consiglio dei Ministri, bypassando le commissioni deputate alle valutazioni necessarie.
14 gennaio 2009
Striscia di Gaza: firmiamo gli appelli perchè cessino le uccisioni di civili innocenti
Qui una richiesta di AI alle Nazioni Unite diramata ieri perchè siano individuate le responsabilità per crimini di guerra sul conflitto in corso sulla striscia di Gaza.
Spero che le pressioni internazionali dell'ONU e dell'Europa riescano a riportare su un piano politico il conflitto tra due ragioni che sembrano ormai inconciliabili.
Le mie speranze sono confortate anche dal cambio della guardia negli Stati Uniti , e da Hillary appena nominata segretario di Stato, che nel suo discorso apertamente riconosce il diritto dei palestinesi ad avere una loro terra.
01 gennaio 2009
Il volto dell'altra Italia
Di ieri l'altro la buona notizia, resa nota dai carabinieri, che una commessa di Cagliari trova per caso e consegna ai carabinieri 160mila euro perchè siano restituiti al legittimo proprietario.
La commessa in questione - Tiziana Concu, 43anni, due figli, di cui una studentessa di Scienze politiche - dice che il gesto è normale: "non erano soldi miei", che lei è felice: "la mia è una bella famiglia, mi basta e mi avanza", che le bastano i soldi che si guadagna col suo lavoro presso un supermarket in centro a Cagliari. Qui l'intervista
Una persona che si ritiene normalissima, insomma, portata sotto le luci della ribalta da un gesto e da uno spirito che hanno uno stile, a dire il vero, molto diverso e lontano da quello di certuni perennemente sotto i riflettori.
Visti i tempi che corrono, il condizionale è d'obbligo.
26 dicembre 2008
Tibet spiritualmente libero
Da qualche giorno medito di scrivere nel mio piccolo anch'io due righe sulla tragedia del popolo tibetano, tenuto sottomesso con le armi ormai da cinquant'anni al dominio della Cina.
14 dicembre 2008
Pacchetto clima: Berlusconi esulta ma rimangono gli obiettivi 20:20:20
06 dicembre 2008
Centrale a carbone di Porto Tolle: la commissione nazionale Via rinvia il parere

Credo che questo sia il secondo rinvio del progetto di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. La volta scorsa, era il settembre 2007, la Commissione, dopo un pressing notevole di esponenti politici locali e nazionali e delle forze sindacali, chiese le integrazioni al progetto, per cui ripartì l'iter di presentazione delle osservazioni.
03 dicembre 2008
Lobby del carbone e "comitati" dei lavoratori

Meglio prenderla con filosofia ... altrimenti, come dice E. Falcetti già alle 6 del mattino, a proposito di come vanno le cose in Italia "c'è da morire di rabbia!!!"
La lunga battaglia della lobby del carbone contro la logica e il buon senso della gente comune che vorrebbe più energie rinnovabili e meno carbone ancora non si arresta.
Qui a fianco la cartolina con cui i comitati hanno iniziato la raccolta delle adesioni contrarie alla centrale a carbone.
Qui un articolo in cui Giorgio Crepaldi del comitato di Porto Tolle, che continua a dare del filo da torcere ad Enel e alla politica prostrata, interpreta notizie trapelate su un possibile parere di VIA ministeriale a giorni.
E qui di ieri l'articolo in risposta di un certo Ferro, che da presidente del cosiddetto "comitato per lo sviluppo", passa a portavoce del comitato d'azione dei lavoratori (di Enel). In pratica getta la maschera.
Un'azione dura, pervicace e pesante contro l'interesse di tutti noi gente comune che vorremmo il nostro Delta pulito e pronto per un nuovo tipo di sviluppo... come recitavano certi programmi elettorali in tutti questi anni. ...
30 novembre 2008
Esempi di Buone pratiche per il benessere nella scuola polesana
C'è chi dice che la bellezza di questo progetto consiste nel tenere insieme due aspetti fondamentali dell'educazione: la solidarietà verso popolazioni povere (ma - come ha sottolineato Milan - particolarmente ricche di calore umano) e la soluzione di problemi con l'aiuto di un istituto e di studenti che hanno le competenze tecniche e scientifiche richieste, in questo caso legate all'agricoltura.
26 novembre 2008
Ottima la raccolta di olive, quest’anno in Polesine
Finalmente potrò avere anch'io il mio bel limone in giardino con i suoi profumatissimi fiori.
L’olivo, Olea europaea, è pianta tipicamente mediterranea. Il suo areale è lo stesso degli agrumi, anche se, con alcune varietà più resistenti al freddo, lo troviamo diffuso nel Veneto in zone particolari, in prossimità del lago di Garda o sui versanti esposti a sud di zone collinari, quali la Valpolicella, la zona del Grappa, i colli Euganei e Berici. Viene apprezzato e si trova sempre più frequentemente nei giardini come pianta ornamentale, in quanto sempreverde e molto longeva. E’ inoltre una specie molto rustica, non avendo esigenze particolari in fatto di terreno, irrigazione o concimazione. Da qualche anno, complice il clima invernale ormai eccezionalmente mite, anche da noi, come si può vedere dalle foto, si può considerare una pianta da frutto, perché in grado di produrre una grande quantità di olive, peraltro sanissime, senza bisogno di trattamenti. Nei prossimi anni, quindi, potremmo avere, oltre alle Americane di Valliera (le patate), al melone del Delta, ad Ariano l’aglio polesano, anche le “olive nere DOC”. La raccolta, se si vuole produrre l’olio, va eseguita all’invaiatura, ossia quando il colore passa dal verde a quello tipico della varietà. Le olive cadute a terra sono scadenti, quindi è preferibile staccarle a mano. Per metterle in salamoia, si possono raccogliere quando sono ancora verdi. Il periodo in genere va da metà ottobre fino a dicembre. Un’altra pianta che in questi ultimi due anni, complice lo stravolgimento climatico in atto, ci regala i suoi frutti deliziosi è il nespolo del giappone, Eriobotrya japonica, specie diversa dal nespolo comune, il Mespilus germanica, i cui frutti si raccolgono in questo periodo. L’E. japonica è un sempreverde, con grandi foglie, originaria della Cina orientale. Viene coltivata per i frutti in zone temperato-calde, in Giappone, Stati Uniti, in Spagna nella zona di Valencia e in Italia nella provincia di Palermo e un po' in Calabria. Fiorisce in novembre, e in passato, con i primi freddi, i fiori abortivano. Da noi finora era usata come ornamentale, ma a giugno del 2007 e del 2008 gli alberi erano carichi, fino a 30 Kg, di dolci frutti ovali, giallo-arancio, simili ad albicocche. Ma non è finita qui, perché nei nostri giardini si possono ammirare sempre più spesso palme, agrumi o altre specie ornamentali di climi caldi. Quindi possiamo ben sperare di poter raccogliere tra non molto anche arance e datteri. Tutto bene? Non proprio, perché ogni cosa ha spesso il suo rovescio. La modifica delle condizioni climatiche nei nostri ambienti, se da un alto favorisce certe specie, dall’altro mette in crisi le piante tipiche del nostro territorio. I frutticoltori si sono accorti che peschi, meli e peri richiedono cure sempre maggiori, in termini di irrigazione, concimazione e trattamenti antiparassitari. La specie che maggiormente ne risente, attualmente, è il pero, in quanto ha necessità di inverni freddi per maturare bene le gemme a fiore. A conferma di ciò quest’anno le produzioni delle pere sono dimezzate, ed è probabile che i frutteti verranno progressivamente estirpati. Questo è un invito ai tanti che parlano, con convinzione ma in maniera teorica, di sviluppo sostenibile, e non si sono mai fermati ad osservare come piante, animali, insetti, malattie, stanno cambiando o si stanno diffondendo, minando di conseguenza le basi del nostro benessere. Si cerca continuamente di correre ai ripari, per problemi sempre “nuovi ed inattesi”, magari creandone di nuovi. Gli apicoltori forse ne sanno qualcosa, e, solo per fare un esempio, in questo momento sono molto preoccupati di fronte ad un programma di disinfezione generalizzata alle zanzare, in Polesine.
E’ evidente che dobbiamo affrontare la sfida dello sviluppo in modo diverso, ricercando soluzioni innovative dal punto di vista scientifico e tecnico, in materia di energia, di produzione, di infrastrutture e di smaltimento rifiuti.
Gabriele Zecchin
24 novembre 2008
Ecumenismo: conferenza del SAE con Paolo Ricca "Tutti contro Dio"

L'incontro organizzato giovedì scorso 20 novembre in Accademia dei Concordi dal gruppo del SAE (segretariato attività ecumeniche) di Rovigo dal titolo "Tutti contro Dio - vecchie e nuove critiche alla fede e alla religione", relatore Paolo Ricca, ha avuto ampia partecipazione di pubblico. Ricca, spesso ospite del programma radiofonico di Radio3 "Uomini e profeti", è un noto teologo valdese, professore presso la facoltà valdese di teologia a Roma.
08 novembre 2008
Yes we can, together
Ora che Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, non possiamo non sperare che si riescano a cambiare le cose anche riguardo al consumo di fonti fossili che inquinano il globo, riducendo principalmente i consumi di petrolio e di carbone. Con il duplice obiettivo di allontanare i pericoli legati al cambiamento del clima e di dare inizio ad una nuova economia basata sulle fonti rinnovabili.
07 novembre 2008
Voglia di cambiare - la questione educativa alla base del cambiamento
La presentazione del libro "Voglia di cambiare" di Salvatore Giannella, all'Accademia dei Concordi di Rovigo, ha avuto ieri sera una discreta presenza di pubblico. Un pubblico molto vario ed interessato, pronto a prendere la parola non appena si è aperto il dibattito sulle grandi questioni di attualità sollevate dall'autore, con l'amichevole complicità dell'avvocato G. Ceruti coordinatore dell'incontro.
Su Lavocetta audio potete ascoltare la registrazione dell'incontro: sono presentati i capitoli del libro dedicati alla sicurezza sul lavoro in Svezia, alle energie rinnovabili in Germania e a come la Spagna ha affrontato il problema trasporti.
05 novembre 2008
"Voglia di cambiare": domani Salvatore Giannella in Accademia dei Concordi ore 18
Su Lavocetta audio potete ascoltare la registrazione dell'incontro: sono presentati i capitoli del libro dedicati alla sicurezza sul lavoro in Svezia, alle energie rinnovabili in Germania e a come la Spagna ha affrontato il problema trasporti.
30 ottobre 2008
Gelmini: anche il mio blog aderisce allo sciopero
Cara Ministra "Mari Star" Gelmini,