19 ottobre 2008

Salviamo il clima con Greenpeace


Il ministro dell'ambiente Prestigiacomo si è scontrata con la Commissione Europea sul piano UE sul cambiamento climatico, rischiando così di isolare l'Italia dal resto dell'Europa sulle politiche di contenimento delle emissioni.
La ministra giustifica la sua posizione con perle di rara saggezza dicendo che: "Tutti siamo chiamati a dare un contributo, ma dobbiamo essere consapevoli che è una sfida che potremo vincere solo assieme se tutti i paesi del mondo troveranno assieme la forza, la determinazione e le risorse per sostenere un cambiamento culturale ed economico in direzione dello sviluppo sostenibile".

Bè, in attesa che "tutti i paesi del mondo", e forse anche la Prestigiacomo, si convincano che l'emergenza climatica in atto è una vera emergenza e che come tale incide sull'economia reale, possiamo sostenere l'azione di Greenpeace e scrivere al Governo che:

"I cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.
È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia"


21 settembre 2008

Porto Levante: inaugurato il primo rigassificatore off shore in Italia. Berlusconi promette un piano energetico nazionale


Ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è giunto a Porto Viro per inaugurare il primo rigassificatore off shore in Italia, arrivato via mare dalla Spagna nei giorni scorsi. Molti vogliono prendersi i meriti dell'impresa perchè sembra che da questo per l'Italia inizi una nuova era energetica con una maggior capacità di fronteggiare crisi del gas e con vantaggi per l'abbassamento dei prezzi. Sarà vero? Ognuno farà i suoi conti in bolletta.
Il ministro delle infrastrutture C. Scajola ne ha approfittato per riconfermare la volontà di realizzare la centrale a carbone di Porto Tolle, mentre Berlusconi ha promesso un piano energetico nazionale per la primavera prossima. Sarebbe ora che ci fosse un Piano. Tuttavia la ricetta che prevederebbe la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e un incremento delle rinnovabili, insiste sulla ripresa del nucleare.
Ma se molti festeggiano e si fanno i complimenti, alcuni lo fanno anche in virtù dei 12 milioni di euro di compensazione ricevuti in cambio per il Polesine, come probabilmente il presidente F. Saccardin che, difendendosi dall'attacco di Galan, afferma "Galan dovrebbe invece riconoscere che è anche merito mio se si è giunti a questo punto, più volte ho messo a rischio la mia amministrazione. Ora si lascino le polemiche alle spalle e diventi un'opportunità per il territorio".
Rimangono parecchi dubbi sui rischi e soprattutto sulla opportunità di costruire un tale impianto davanti a Porto Levante. Il coordinamento dei comitati per la difesa dell'ambiente manifesta dubbi e contrarietà, cercando di contribuire all'informazione dei cittadini, con un volantinaggio in città. Qui il volantino dei comitati.

Scajola nel suo discorso ha parlato anche del rigassificatore di Livorno affermando che i lavori, stoppati dalla sentenza del Tar Toscana, ora riprenderanno per una ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso l'efficacia della sentenza.

Qui un articolo scritto da Matteo Ceruti sulla sentenza del Tar Toscana che ha bloccato temporaneamente i lavori del rigassificatore di Livorno per la mancanza della partecipazione dei cittadini


Le ragioni della contrarietà al terminal in un video del Coordinamento dei Comitati



13 settembre 2008

Spettacolo spettacolare


Anche quest'anno le vacanze sono ormai finite.
Per chi ha potuto godersi qualche giorno al mare o in montagna rimangono nel cuore alcune immagini della bellezza che, in un modo o in in un altro, sempre ci circonda.
Essere in pace con la natura e difenderla dalle aggressioni di uomini di affari dalla vista troppo corta è un impegno di tutti, che richiede però sempre più coraggio. Almeno fino a quando non diventerà l'unica via possibile per la nostra stessa sopravvivenza.
(nelle foto: a sinistra il ghiacciaio della Marmolada, a destra il monte Pelmo)

02 settembre 2008

Quale Italia - il futuro dell'ambiente, Realacci e Francescato a confronto

Festa del PD, incontro del 27 agosto 2008. Confronto fra Ermete Realacci, ministro dell'ambiente del governo ombra e Grazia Francescato, nuova portavoce nazionale dei Verdi.







30 agosto 2008

Villadose: XIII mercato della centuriazione romana

La rappresentazione teatrale della commedia di Aristofane "Le nuvole", realizzata dal laboratorio teatrale del Liceo Bocchi di Adria, ha dato il via stasera a Villadose al XIII Mercato della centuriazione romana. Qui accanto alcune foto del contadino Strepsiade che cercherà dalla scuola di Socrate di risolvere i problemi con i suoi creditori e, sotto, alla conclusione della Commedia.
Il mercato della centuriazione romana è un evento ormai tradizionale, noto ed atteso in tutta la provincia di Rovigo e oltre,  e ha anche quest'anno nel suo calendario iniziative culturali che vanno dal Convegno di archeologia sperimentale dedicato alla scoperta della vita degli antichi alle arti delle
 Muse nell'antica Roma che vedrà la partecipazione del gruppo di danze antiche di Villadose , alle esercitazioni dei legionari e ai ludi dell'antica Roma. Da domani lungo la via principale avrà inizio anche il mercato antico, mentre domenica avrà luogo il grande corteo dei personaggi in costume.

Dal sito del Comune si può scaricare il programma dettagliato.

05 agosto 2008

Intervista sul tema: Costituente della sinistra e nuovo centro sinistra

Segnalo a tutti gli "arcobalenotteri" sopravvissuti allo tsunami elettorale questa bella intervista di Claudio Lucarelli, giornalista di La Repubblica, a Claudio Fava, Nichi Vendola e Grazia Francescato ripresa e pubblicata da Radio radicale sul tema della Costituente della sinistra e nuovo centro sinistra.


28 luglio 2008

Villadose: discarica di rifiuti in fiamme


E' successo ieri, nel bel mezzo del tranquillo pomeriggio domenicale, che la super-discarica Taglietto"0" ha preso fuoco. Si è alzata una alta e densa colonna di fumo nero, visibile da più di una decina di chilometri (anche dai dintorni di Monselice). Il fumo, ha interessato la campagna circostante, ma sembra non il paese, essendosi diretto ad ovest, verso Sarzano e Rovigo.
Dai giornali di oggi le autorità minimizzano i rischi e non sembrano esserci motivi di grande preoccupazione. Ma ancora nulla si sa delle analisi dell'aria, che stanno eseguendo i tecnici dell'Arpav.
Certamente per chi era nei paraggi non si è trattato di aria sana.
La zona è sede di altre tre discariche che si sono succedute nel tempo dagli anni '70 in poi, ricevendo in tutti questi anni i rifiuti dall'intera provincia di Rovigo. Vicino alle discariche c'è anche il separatore (secco-umido) dei rifiuti, proprio nel cuneo di confine del comune di Rovigo con quello di Villadose, in funzione dalla fine degli anni '90, che a sua volta prese fuoco qualche anno fa.
L'intervento dei vigili del fuoco si è protratto fino a tarda notte. La causa dell'incendio non è nota: autocombustione?
PS: notizie gazzettino 29 luglio e aggiornamento notizie 2 agosto

19 luglio 2008

In diretta il Congresso dei Verdi (Chianciano 18-20 luglio)

E' iniziato ieri a Chianciano il Congresso dei Verdi per la elezione del Portavoce dopo le dimissioni dalla Presidenza di Alfonso Pecoraro Scanio date subito dopo l'esito deludente delle elezioni politiche del 13-14 aprile scorso, in cui i Verdi erano nelle liste della Sinistra Arcobaleno.
Sei sono le mozioni presentate al congresso. Nessuna di queste parla espressamente di proseguire  l'esperienza con i partiti della Sinistra cosiddetta radicale. Mentre la mozione "Ecologisti e riformisti" che sostiene la presidenza di Marco Boato, che sembra essere il concorrente principale della Francescato, si afferma espressamente l'appartenenza all'area della sinistra riformista. 

La prima mozione sembra essere la favorita e porta le firme della maggior parte della precendente classe dirigente verde, tra cui quella di Grazia Francescato, di Angelo Bonelli, di Marco Pecoraro Scanio e anche quella di Gianfranco Bettin. Oggi al Congresso interverrà l'ex Presidente Alfonso Pecoraro Scanio.
Il Portavoce eletto dall'assemblea dovrebbe rimanere in carica un solo anno, fino alle elezioni europee del prossimo anno.
E' possibile seguire la diretta del Congresso (sotto).

Tutte le mozioni e i documenti del Congresso dei Verdi
Da Radio radicale è possibile rivedere il Congresso:
Prima giornata
Seconda giornata: presentazione delle mozioni ed elezione di Grazia Francescato (mozione 1)
Terza giornata: elezione esecutivo nazionale

 

14 luglio 2008

Voci per la Libertà: da mercoledì 16 inizia l'importante concorso canoro

Mercoledì prossimo 16 luglio a Villadose ha inizio il concorso Voci per la libertà "Una Canzone per Amnesty" evento live dove gruppi e solisti emergenti provenienti da tutta Italia si contenderanno il premio per il brano che meglio saprà descrivere le tematiche dei diritti, contenuti della Dichiarazione universale dei diritti umani.
E domenica 20 luglio saranno premiati i Subsonica che con la canzone "Canenero" (qui sotto), che parla delle violenze sui minori, vincono il premio Amnesty Italia 2008.
Per saperne molto di più visitate il sito Voci per la Libertà





10 luglio 2008

La legge è meno uguale per alcuni

Le polemiche seguite alla manifestazione di Piazza Navona contro la politica del Governo che tenta in tutti i modi di mettere le briglie ad una giustizia "giustizialista", dove i giudici, anzichè garantire la giustizia e l'applicazione di leggi uguali per tutti, sono diventati secondo il nostro presidente del Consiglio"la metastasi della democrazia", oltre ad essere strumentali, indicano purtroppo che diventa sempre più difficile esercitare il diritto di esprimersi in modo critico. L'intento di chi ci governa è palesemente quello di garantirsi l'impunità, ma ormai siamo assuefatti al martellamento quotidiano, e pur di vivere in un clima politico più tranquillo si è disposti ad accettare anche il Lodo Alfano, cioè l'immunità alla quattro più alte cariche dello Stato. 
Così ora è chiaro a tutti che non abbiamo gli stessi diritti: ci sono alcuni che sono "più uguali"  di altri. Il privilegio non è ancora abbandonato, anzi sta diventando legge: una legge fatta apposta per il Presidente del Consiglio.
Non mi pare un esempio di civiltà. Anzi, quasi quasi mi vergogno pure io che non c'entro niente. 

07 luglio 2008

Gianni Mattioli a Porto Viro - ecco il filmato

E' visibile dal mio blog (qui a lato), oppure sotto nei link direttamente da Google Video, il filmato dell'intervento di Gianni Mattioli all'incontro  del 20 giugno scorso, dal titolo: "Energia e sconvolgimenti climatici - Il futuro è nel nucleare?" 
Lo so che Confindustria, prima ad essere ascoltata  dai nostri Governi, preme per il nucleare. Credo anche di capire che, stando così le cose, è molto difficile contrastare "l'esercito dei nuclearisti" molto convinti, non si sa da cosa, che l'energia nucleare sia una energia pulita e a basso costo. 
Il nuovo Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, mentre tenta di far abbassare le quote di riduzione delle emissioni di gas serra per favorire il sistema economico italiano (che è un po' restio, basta vedere Enel che vorrebbe convertire a carbone la centrale di Porto Tolle), si è convinta che per ridurre le emissioni di CO2 dobbiamo avere il nucleare, come gli altri paesi europei (che, avendolo già, mi sembrava lo stessero riducendo).
Insomma per rispettare il protocollo di Kyoto, anche l'ex primo ministro inglese Tony Blair afferma che è meglio tenersi un po' di nucleare.
Siamo arrivati al punto che sembra dobbiamo scegliere tra il non rispettare il protocollo di Kyoto e il nucleare: cos'è peggio? Peggio un incidente nucleare, o lo sconvolgimento del clima?
Non so cosa sia peggio, ho l'imbarazzo della scelta.
Di sicuro sarebbe meglio vivere senza pericoli. E con un sistema economico  al passo con i tempi e capace di guardare, di tanto in tanto, oltre l'immediato dei propri utili aziendali. Ma questo forse è chiedere troppo.
Qui il link a Google video dove ho pubblicato il video in tre tempi, per motivi di dimensioni.

25 giugno 2008

Ca' Cappello: In-Giustizia amministrativa


Sembra che il Consiglio di Stato abbia dato ragione al comune di Porto Viro e al suo legale avvocato Luigi Migliorini nel ricorso presentato dalle associazioni e dai comitati ambientalisti contro il progetto di una mega area industriale di quasi 4 milioni di metri quadrati in località "Ca' Cappello" (vedere il post del 4 marzo 2006).
Non avevamo ancora finito di fare i nostri primi timidissimi e cauti quasi-complimenti (a dita incrociate- timeo danaos) al comune di Porto Viro per la disponibilità dimostrata nel sostenere la contrarietà al carbone di Porto Tolle! ...
A Porto Viro ci sarà quindi il Terminal gasiero  (in costruzione- ascolta qui a fianco Luigi Flamini, presidente del "comitato anti Terminal" che spiega di cosa si tratta) e una mega area industriale. Niente male per essere uno dei comuni del Parco veneto del Delta del Po! 
Secondo il vicesindaco Geremia Gennari, fervido sostenitore dell'area industriale, il problema non si pone, visto che è appena lì, fuori dai confini del Parco. Vuoi vedere che è per questo che il consiglio di Stato gli ha dato ragione? 
Del resto l'avvocato Migliorini,  che è anche grande amico del presidente della Regione Galan, come lui ci ricorda sempre nella sua rubrica  del Corriere, curava questa causa mentre era Commissario straordinario del Parco ; il vice-presidente del Parco è Geremia Gennari in persona ... Il presidente del Parco è il presidente della Provincia ...
Quindi non chiedetevi perchè l'ente Parco non dice una parola ...

21 giugno 2008

Straordinaria lezione di Gianni Mattioli su nucleare e clima

In attesa del filmato (che metteremo presto a disposizione) della straordinaria conferenza di Gianni Mattioli sull'energia di ieri sera a Porto Viro, scrivo qui le mie impressioni a caldo. Vado a memoria.
C'era gente persino in piedi. Presenti molti amministratori, alcuni poi anche intervenuti nel dibattito. Coordinava G. Ceruti, noto avvocato ambientalista ed ex-parlamentare verde.

Dopo i saluti dell'assessore Pregnolato del Comune di Porto Viro, ha parlato A. Fioravanti, assessore all'ambiente del comune di Taglio di Po, illustrando i progetti di risparmio energetico in corso nel suo comune. Il primo utilizza una società ESCO che fornisce il progetto di adeguamento energetico degli edifici comunali e i finanziamenti per la sua realizzazione, soldi che poi la società recupera nel corso della durata del contratto senza alcuna spesa per il comune. Altri interventi sono la costruzione di due grandi tetti fotovoltaici su edifici comunali (tra cui il palazzetto dello sport) e la certificazione ambientale. Il comune risparmia sui costi dell'energia utilizzata per i propri consumi e ne produce in proprio dalle fonti rinnovabili.

La parola quindi è passata al prof. Gianni Mattioli, fisico nucleare e docente presso l'Università "La Sapienza" di Roma, che ha introdotto la sua relazione indicando prima di tutto una necessità: quella di trasferire le informazioni, di diffonderle (e io modestamente sto facendo la mia parte) in maniera da garantire a tutti di capire meglio la realtà in cui viviamo ed i suoi problemi. Partendo dai mutamenti climatici e dagli equilibri stabili e precari, la sua ampia relazione ha toccato gli aspetti cruciali del problema energetico nel nostro Paese, con uno sguardo all'Europa, nell'ambito della quale esistono trattati che ci vincolano alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, all'incremento delle fonti rinnovabili.

Il professore ha poi parlato del carbone come fonte energetica a basso costo, unico vantaggio per le aziende dell'energia, ma non per noi cittadini. Il suo discorso è poi proseguito con una lunga cronistoria dei fatti italiani legati allo sviluppo del nucleare e alla sua crisi successiva, a partire dalla fine degli anni Settanta, in cui gli Stati Uniti smisero di costruire nuove centrali. Infatti la valutazione del rischio conseguente all'impiego del nucleare lo ha reso poco conveniente. Poichè "il limite massimo ammissibile di radiazioni è quella dose di radiazione a cui sono associati effetti somatici o genetici che si considerano accettabili, a fronte dei benefici economici associati con le attività delle radiazioni", il rischio è accettabile solo se il bilancio è positivo. Per l'Italia, dove in quegli anni era rimasta attiva solo la centrale nucleare di Montalto di Castro, si valutarono i pro e i contro nel dover gestire le scorie radioattive e il governo ragionevolmente decise che non conveniva.
Nel 2005 Bush ha lanciato una nuova legge per enormi incentivi per impianti nucleari. Ha aggiunto poi ulteriori compensazioni nel caso di cantiere lungo. Oggi il gigante energetico Exxelon afferma che con i giganteschi incentivi di Bush forse ci saranno nuovi impianti.
Oggi il nucleare garantisce circa il 6% dell'energia mondiale. AIEA ci dice che uranio fissile ce n'è per 40 anni e prevede che il peso complessivo dell'energia nucleare scenderà in futuro intorno al 5%.
Il problema delle scorie radioattive rimane tuttora irrisolto e va messo effettivamente nel calcolo dei rischi per determinare i costi per ogni chilowattora.

Il professore ha concluso con un accorato appello alla necessità di utilizzare le fonti rinnovabili. "Se il governo italiano deciderà effettivamente di aumentare la produzione energetica dal nucleare, rimarrà la necessita di aumentare l'utilizzo delle fonti rinnovabili, che possono certamente garantire l'occupazione: potrebbero partire imprese per la produzione, la installazione, la manutenzione di impianti solari anche a Porto Tolle?"
Il coordinatore Gianluigi Ceruti rivolgendosi in particolare ai giornalisti presenti ha detto che è il momento di garantire la controinformazione in tutta Italia dando risalto alla serata anche sui giornali nazionali. E rivolgendosi all'associazione Articolo 21 ha chiesto espressamente che la RAI garantisca una informazione pluralistica.
Alla fine Mattioli ha affermato che carbone e nucleare sono scelte "non praticabili", ma questo non significa che allora lo scenario sia facile: "appena si scende sul terreno organizzativo, economico [...] si deve comprendere quanto sia difficile la strada delle energie alternative. Una strada obbligata ma difficile che si può portare avanti solo se c'è una partecipazione consapevole."

L'incontro si è concluso con una calorosa, lunga e applauditissima ovazione finale.

Cliccare qui  per ascoltare: l'introduzione di G. Ceruti, la relazione di Gianni Mattioli e la sua replica finale alle domande del pubblico:

17 giugno 2008

Energia: il futuro è nel nucleare? Conferenza con il fisico Gianni Mattioli

Bene. Per chi si è stancato di sorbirsi il martellamento quotidiano e monotono dei media sulla necessaria ineluttabilità del nucleare, comprese le numerose fandonie a buon mercato, il coordinamento dei comitati organizza una interessante, anzi imperdibile conferenza con un esperto nel settore: il fisico Gianni Mattioli (forse ne saprà un po' di più della nostra Marcegaglia, cosa dite!?!).

La conferenza si tiene venerdì prossimo 20 giugno alle ore 20.30 in sala Eracle a Porto Viro. La conferenza sarà coordinata dal noto avvocato ambientalista, padre della legge quadro sulle aree protette, Gianluigi Ceruti.
Interverranno inoltre il sindaco D. Mancin (centro destra) e l'assessore del comune di Taglio di Po Alberto Fioravanti (centro sinistra).
Qui a fianco la locandina.

07 giugno 2008

Quell'ambientalista di Galan

Da tempo mi chiedo quando questa storia della conversione a carbone della centrale di Porto Tolle avrà la sua conclusione.
Sia chiaro: per me qui è del tutto improponibile la sua realizzazione e sono convinta che nessuno liberamente possa compiere una scelta simile per il nostro delta. Ma logiche miopi, nutrite da interessi trasversali, possono invece spingere chi è deputato alle decisioni ad accettare anche la peggiore delle soluzioni. Non si può rimanere in silenzio e rassegnarsi ad una lunga attesa in cui le generazioni che verranno chiederanno il conto a chi ha svenduto il territorio, senza rispetto dei luoghi e del patrimonio di tutti, valori imprescindibili saldamente legati alla vita delle persone. Le lunghe proteste della popolazione che non si arrende all'ingiustizia di una politica che agisce per salvare e riprodurre se stessa, invece che per il bene comune, certamente incrementano la consapevolezza collettiva sulla necessità di un cambiamento.
Nel caso di Porto Tolle, Enel ha finora potuto contare su di uno schieramento trasversale dei partiti più grossi a tutti i livelli. E alle amministrative di Porto Tolle ha vinto Finotti (sindaco uscente prima appoggiato dal centrosinistra) con uno schieramento di forze che vanno dal PD ad AN a una parte di FI, segno inequivocabile delle rispettive volontà di gestire tutti insieme la questione "centrale". Galan un anno fa stringeva il patto per il carbone con il sottosegretario Letta dell'Unione. Si parlava a quel tempo di uno scambio per velocizzare le procedure per la costruzione di autostrade. In questi giorni è arrivato in Consiglio regionale veneto un emendamento a un collegato alla finanziaria in cui i consiglieri del PD C.A.Azzi e Frigo chiedono al consiglio regionale l'interpretazione autentica dell'art. 30 della legge sul Parco (L.R. 36/97). L'articolo in questione sembra capace di creare problemi ai fautori del carbone, anche se i commissari della commissione VIA regionale se ne sono fatti un baffo. Ma si è tuttora in attesa dell'esito della commissione VIA nazionale, che forse potrebbe avvalersi di quell'articolo in cui si precisa che l'alimentazione delle centrali nei comuni del Parco deve essere di un combustibile con un impatto ambientale pari o inferiore a quello del metano. In ogni caso il Presidente Galan è apparso all'apertura del Consiglio regionale, dichiarandosi contrario all'emendamento - che non avrebbe votato - e alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle "per cui la commissione regionale si è già espressa; per cui non c'è stato nessun confronto con il governo: quali sarebbero i vantaggi?" ed inoltre "il Veneto si trova in una situazione di equilibrio energetico, essendo autosufficiente e fra pochi mesi avremo il Terminal gasifero unico in Italia, che permetterà di fonti di approvvigionamento diversificate".
Un bel colpo di scena se non è solo fumo negli occhi: perché questi improvvisi cambi di orientamento? Un Galan improvvisamente ambientalista, oppure si vuole solamente alzare il prezzo? Prima si parlava di 25 milioni di euro per la Regione da parte di Enel. Più si diceva una ventina per il comune di Porto Tolle. E ora?
Del resto Galan ha offerto il Veneto anche per il nucleare, un ambientalista "doc". In ogni caso il PD polesano sembra essere rimasto un po' di stucco: Galan più ambientalista di loro? (non ci vuole poi molto ... )
Ma la storia non finisce certo qui, sono anni che va avanti, tra una campagna elettorale e l'altra. E la prossima.

03 giugno 2008

FAO: un piano globale contro la fame nel mondo


Oggi Roma è sede di una conferenza internazionale della FAO per affrontare i problemi della crescita dei prezzi dei beni alimentari, dei cambiamenti climatici e della sicurezza ambientale.
La massiccia conversione dell'agricoltura verso la produzione dei biocombustibili, come in Brasile ma anche negli Stati Uniti, e la conseguente riduzione della produzione di cibo, sembra essere all'origine della crescita dei prezzi degli alimentari che diventa dramma per i paesi più poveri, che non sono in grado di provvedere da soli, come alcuni Paesi africani dove solo una piccolissima parte del territorio è coltivato.
L'ONU con il suo Segretario generale Ban Ki-moon  propone un piano di azione globale  in cui tutti gli Stati del mondo, anche i peggiori, possono mostrarsi generosi verso i più poveri.

Leggi  negli approfondimenti sotto in questa pagina  la lettera di Ban Ki-moon "Through Africa with hope"

Se vuoi passare dalla teoria alla pratica  puoi subito fare Un gesto di solidarietà per il Burkina-Faso

01 giugno 2008

Nucleare: la parola a Carlo Rubbia

Cosa ne dite se dopo aver sentito parlare tutti, sulla questione del nucleare diamo la parola al professor Carlo Rubbia, fra l'altro Nobel per la fisica?
Ieri nel Corriere della sera Carlo Rubbia risponde a quanti non sono disponibili a riconoscergli autorità in materia o affermano che sul nucleare non c'è alcun problema, come il prof. Veronesi che afferma che il timore per le radiazioni è infondato. Strano, mi sembrava che le radiazioni ionizzanti fossero agenti cancerogeni riconosciuti dalla classificazione internazionale!
Alla scienza spetterebbe l'ultima parola, sempre che sia libera da condizionamenti.

28 maggio 2008

Domande in libertà 1

Come hanno fato Fini e Berlusconi a riunirsi sotto un unico simbolo senza perdere voti? Che relazione c'è tra FI  e AN? Perchè i seguaci di Fini sono così poco preoccupati di perdere la loro identità? Avete sentito qualcuno lamentarsi? Il partito di AN esiste ancora? Se Fini e Berluconi litigassero, si riformerebbero i due partiti originari? il PDL è un partito o una coalizione? 
Perchè i "minestroni" riescono meglio a destra che a sinistra? grazie per le risposte.

I rompiballe

E alla fine arriva l'operazione rompiballe. Ad opera dei  magistrati della Procura di Napoli che nel bel mezzo della (chiamiamola) "emergenza" rifiuti  di Napoli (in realtà dura da diversi anni), scoprono e mettono a nudo comportamenti a dir poco imbarazzanti degli alti vertici di istituzioni che in teoria dovrebbero salvaguardare l'interesse dei cittadini. Così agli arresti finiscono 25 persone, anche stretti collaboratori di Bertolaso che dalle intercettazioni sembrano brillare per le trovate poco edificanti.
Intanto i comitati tolgono le barricate. Del resto il sistema è talmente marcio che sembra sgretolarsi da solo ... 

Per farsi una idea di come è stato affrontato in questi anni il problema dei rifiuti in Campania consiglio di leggere  la inchiesta di Gabriella Gribaudi "Il ciclo vizioso dei rifiuti in Campania"

25 maggio 2008

La favola del giorno


Giorni grevi di notizie. Sono quasi arrivata al punto di non voler sapere niente. Non ho scuse ma si tratta di autodifesa contro questo governo che contro immigrati, ambiente e cittadini organizzati a non subire proprio tutto, mostra i muscoli e i denti aguzzi fin dal suo esordio.
L'opposizione, che non prevedeva di essere nella più completa "da-solitudine", balbetta.
Su tutto un'informazione martellante dei media che narrano la storia "a piacere". E sull'energia ricompare in grande stile sulla scena il ritorno del nucleare.
Avete tutti sentito parlare del discorso del Ministro Scajola all'Assemblea di Confindustria (vero Governo ombra del Paese come dice Nichi Vendola nella sua mozione), in cui dichiara la necessità - fra energie rinnovabili, carbone, rigassificatori e inceneritori - di un ritorno al nucleare.
" La favola atomica" è il titolo del documentato e attendibile intervento dei fisici Gianni Mattioli e Massimo Scalia, ambientalisti e storici oppositori al nucleare, sul Manifesto che di seguito vi propongo integralmente.
Intanto il Governatore del Veneto Galan, anche lui un fisico possente, propone il nucleare per Porto Tolle, incurante della geologia, dell'economia e del buonsenso.

La favola atomica

Gianni Mattioli

Massimo Scalia


Ministri, politici e Confindustria ripetono che dall'energia nucleare si può trarre energia abbondante, tanto da liberarci dalla schiavitù del petrolio e del gas, energia pulita, tanto da contrastare l'incubo del cambiamento climatico, energia a prezzi ben più limitati, tanto da ridar fiato alla nostra stanca economia.

Tutto ciò è una favola, non ha alcun fondamento scientifico razionale: non poco o tanto discutibile, semplicemente inesistente. Tanto che sorge una domanda ingenua: è possibile che ministri, politici e industriali possano proclamare tante assurdità senza che un tecnico amico gli suggerisca qualche dato?

Basterebbe guardare gli altri paesi nucleari: forniscono un quadro di crisi dell'energia nucleare, documentata dai rapporti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) e, in particolare, dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) delle Nazioni Unite.

L'energia nucleare abbondante. Di che parliamo? Oggi essa copre il 6,4% del fabbisogno mondiale di energia, e di uranio fissile, a questo ritmo modesto di impiego, secondo il rapporto Aiea del 2001 ce n'era per 35 anni. Certo, si potrebbe ricorrere all'uranio 238, ben più abbondante in natura: si tratta di un tipo di uranio non fissile, ma attraverso il processo di cattura di un neutrone, si puo trasformare in plutonio, materiale fissile, anzi ingrediente principale per le bombe. Materiale dunque ad alto rischio di proliferazione militare e anche sanitario: un milionesimo di grammo è la dose che può essere letale per inalazione. La Francia, che aveva perseguito con decisione questa strada, l'ha abbandonata col venir meno dell'urgenza strategica della force de frappe.

La questione delle scorie radioattive provenienti dalla fabbricazione e dall'impiego del combustibile nucleare. Solo per l'Italia, con il suo modesto passato nucleare, si tratta di un centinaio di migliaia di metri cubi, da sistemare in modo che non vengano più a contatto - per «ere» intere - con l'ambiente, la falda idrica, tutti noi. Oggi non c'è soluzione. Si era fatto molto affidamento - anche per Scanzano - sulle strutture geologiche saline, fidando sul carattere idrorepellente: l'acqua è un temibile avversario per la sua capacità di fessurazione di qualsiasi contenitore e conseguente messa in circolazione dei materiali radioattivi. La fiducia è crollata qualche anno fa, quando, nel corso della messa a punto del deposito Wipp del New Mexico, l'acqua ha fatto irruzione là dove non ci si sarebbe aspettati di trovarla e, inoltre, si è anche ipotizzata la possibile circolazione d'acqua a causa dell'insediamento di materiali ad alta temperatura (a causa della loro radioattività) con conseguente alterazione delle condizioni di stabilità geologica. Oggi si spera nelle rocce argillose e la Francia indirizza a queste strutture geologiche la sua ricerca.

Ma allora quanto costa il kilowattora, in una situazione nella quale il ciclo del combustibile nucleare è tutt'ora materia di ricerca fondamentale?

E si torna alla complessità di una tecnologia che ripropone il problema della radioattività, l'insoluta sfida che conosciamo dal 1896, con la scoperta di Becquerel. E' questo in definitiva il fattore che ha fatto lievitare il costo dell'energia prodotta, man mano che le popolazioni (e i lavoratori) statunitensi chiedevano standard di protezione sempre più elevati.

Vorremmo ricordare a ministri, politici e Confindustria che tutt'ora il danno sanitario da riadioazioni non ammette soglia al di sotto della quale non c'è rischio: dosi comunque piccole - questa è la valutazione della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti - possono innescare i processi di mutagenesi che portano al danno somatico (tumori, leucemia) o genetico. Da qui la lievitazione dei costi per la riduzione di rilasci di radiazioni, si badi, in condizioni di funzionamento di routine, degli impianti. E, a maggior ragione, la questione della sicurezza da incidenti.

Nasce da tutto questo il progressivo abbandono del nucleare civile, che dal 1978 diviene totale per gli Usa e all'inizio degli anni '90 per tutti i paesi Ocse (con la sola eccezione del Giappone), Francia compresa. Di qui il consorzio di ricerca guidato dagli Stati Uniti, Generation IV, che proclama la messa a punto di un reattore che si vorrebbe più sicuro, che usi con maggior efficienza l'uranio, non proliferante e che dovrebbe costare di meno. Il prototipo non è atteso prima del 2025, ma il premio Nobel Carlo Rubbia giudica già insufficiente il programma.

In questo quadro è incredibile parlare di energia pulita e poco costosa: il Department of Energy situa a 0,06 euro il prevedibile costo del kWh al 2010 e vien da sorridere se si pensa al costo del vento e alla sua formidabile espansione, altro che nucleare, su scala mondiale.

Certo, le imprese elettromeccaniche devono pur lavorare e forniscono impianti per esempio a Cina e India, ma continuano a non piazzarli in casa: solo gli enormi incentivi del provvedimento di Bush fanno dire alla Exelon, una delle principali elettriche Usa, che, in virtù di quegli incentivi, partiranno un paio di impianti entro il decennio, ancora di terza generazione, come di terza generazione è quello che si annuncia in Francia in mancanza di meglio.

È questo che ci propongono Governo, politici e industriali? Attendiamo chiarimenti.

18 maggio 2008

Verdi: nè di destra, nè di sinistra ?

Propongo questa mia breve riflessione sul dibattito in corso sul futuro dei Verdi. Fino ad ora non si vedono segnali decisivi riguardo alla linea politica che il partito uniformemente intenda seguire. Difficile trovare la strada giusta dopo questa sconfitta, che molti - qualcuno anche in tempi non sospetti - hanno ritenuto addirittura annunciata perchè tutto sarebbe avvenuto solo dall'alto e a tavolino, discostandosi dal sentire dei territori (in cui i Verdi e i partiti della Sinistra come il PRC non vanno sempre d'accordo, anzi). Per non parlare delle liste: qui in Veneto è stato forte il sospetto che potessero rappresentare una forte provocazione alla classe dirigente.
Comunque la si giri è inevitabile per noi verdi non fare i conti con la sconfitta che va ben al di là delle responsabilità di chi possa anche (più o meno correttamente) aver remato contro perché ciò accadesse. E ce la ritroviamo tutta al nostro interno, fra di noi, nei circoli locali, in cui improvvisamente - e aggiungo: per fortuna - diventa necessario esprimersi per trovare il bandolo della matassa: l'avessimo fatto prima questo dibattito, invece di inseguire facili consensi unanimi in tutte le assemblee, dove era ben visibile la totale assenza di un vero confronto!

La crisi, uno dei pochi ricordi che mi è rimasto dal liceo, è un momento forte di consapevolezza, in cui acquisti la capacità di giudicare e di scegliere. Nei Verdi le diverse anime devono aver convissuto a lungo nella sopportazione reciproca e a volte anche fingendo di amarsi.
Ci sono quelli che inseguono i comitati e non vogliono sentir parlare di partito, dicono di non amare le gerarchie e di preferire la orizzontalità, che talvolta rischia di debordare in una generale anarchia gestita da pochi, senza regole.
Poi ci sono quelli che, da anni nelle istituzioni, cercano fondamentalmente di mantenere i privilegi acquisiti e che vivono una sorta di competizione con i comitati ambientalisti, che del resto e per fortuna non fanno mai distinzioni per chi è al potere.
Ma oltre a queste distinzioni metodologiche bisogna dire che il contenitore verde spazia da sinistra a destra: centri sociali, ex-comunisti delusi dal PRC, ambientalisti di estrazione liberale, ambientalisti cattolici, .... Dov'è il bandolo della matassa? Chi, o meglio cosa, può riuscire a tenere insieme queste molte anime verdi? Il compito è difficile.
La sconfitta elettorale della sinistra arcobaleno ha dato fiato a chi prima, con l'onda che avanzava della nuova sinistra, sommessamente continuava a ripetere inascoltato che i verdi devono stare da soli, fare i verdi, nè di destra nè di sinistra.
Il dibattito si è acceso.
Da parte mia credo che il modo giusto di affrontare il problema non sia di stabilire in astratto quanto a sinistra, al centro o a destra vogliono stare i verdi. Ma, nel rispetto di alcuni principi di fondo condivisi, prima di tutto di partire dalla concretezza delle azioni e dalla realtà che viviamo, cioè dalle persone con cui fino ad oggi abbiamo lavorato, andando al di là di quei paletti ideologici che spesso si traducono in un confine più ipotetico che reale. E di capovolgere il ragionamento partendo dallo sviluppo che vogliamo per il nostro territorio, locale o globale che sia. Forse in questo modo riusciremo a trovare un unico filo conduttore che ci accomuni e con cui guardar fuori.

12 maggio 2008

SuperBurrasca a sinistra


La burrasca non si placa, siamo solo all'inizio. La sconfitta politica sta dando i suoi frutti amari nelle divisioni che si propagano a catena perchè ormai anche noi che da un rapido resoconto del fine settimana un tempo "fummo" della sinistra arcobaleno, oltre alla sconfitta politica e culturale rispetto alla vittoria della destra, siamo diventati tutti più poveri. Molti anche alcuni centri sociali tentano di smarcarsi da questa sconfitta che è prima di tutto culturale, dichiarandosi non più un luogo della sinistra. Forse perchè l'hanno a lungo e secondo me erroneamente identificata in un partito.
Qui un articolo di Pierluigi Sullo, direttore di Carta che secondo me si collega anche se un po' da lontano al precedente
Insomma la sinistra non piace più a nessuno Ma per non capire davvero più niente e continuare ad errare nella terminologia e nei concetti, ora che Veltroni ha perso le elezioni e in Parlamento è la minoranza, la sinistra nel gergo quotidiano è diventato il PD (!!!)
E i miei verdi? Qui il comunicato ufficiale dal sito dei verdi, qui un articolo dal Manifesto.
Ma le notizie sono frammentarie e non è facile comprendere il quadro della situazione.

Per ora da radio radicale la registrazione del CPN del PRC e della Conferenza stampa di Nichi Vendola che si candida alla segreteria del PRC.
Qui il sito non ufficiale della Sinistra Arcobaleno per chi contro ogni ragionevole motivo, ottimo motivo per farlo, vuol continuare a discuterne.

06 maggio 2008

Un gesto di solidarietà per il Burkina Faso

Cari amici mi preme sollecitarvi ad una azione di vera solidarietà urgente verso la cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo.
Ho un collega che si occupa di un progetto per me grandioso che ha coinvolto fino ad ora anche l'Istituto agrario di Rovigo e che consiste nell'aiutare alcune cooperative agricole burkinabe a migliorare le tecniche di coltivazione dei campi e di allevamento colturale, tali da rendere possibile la autonomia alimentare di interi villaggi, con addirittura un surplus da commerciare. Questo grazie alla costruzione di modestissimi impianti di irrigazione (quando i pochi pozzi distano qualche km dai terreni e ciò comporterebbe un continuo andirivieni per l'approvvigionamento) e all'aiuto tecnico del mio collega e di altri esperti, grazie a fondi regionali stanziati da diversi anni per la cooperazione. Il progetto finanzia anche l'istruzione di quattro studenti del Burkina per diventare dei tecnici agrari.
Per offrire un aiuto individuale a cui personalmente vi sollecito contattatemi.

24 aprile 2008

Dopo la burrasca delle politiche in cerca della rotta giusta

Credo che questo voto penalizzante per tutte le forze politiche della sinistra, tra cui i verdi, ci induca a cercare la giusta direzione. Quello che in ogni caso si deve evitare è di compiere a questo punto scelte affrettate, in modo da non passare dalla padella alla brace, o che nessuno possa dire "pezo el tacòn del buso" (intraducibile). Mentre il PdCI e il PRC sembrano avere le idee chiare e hanno ufficialmente preso posizione con quello che si può definire sommariamente (ma correggetemi se sbaglio) un ritorno alle origini (compreso il simbolo del partito) è più difficile trovare dichiarazioni chiare dei verdi.In generale le direzioni sembrano varie e ancora in evoluzione, e accanto ad un parallelo ritorno alle origini con una continua presa di distanza dalla sinistra, sta prendendo corpo la possibilità di una non meglio definita "apertura" al Partito Democratico. Qui accanto c'è un sondaggio che vi invito a votare.

16 aprile 2008

Sinistra Arcobaleno: un consigliere a Porto Tolle


A Porto Tolle ieri il clima di attesa per l'esito delle elezioni comunali era molto frizzante. Tanto per non cambiare e stare sul sicuro, tra affari e politica, ha vinto la lista di Finotti sostenuta dal partito democratico e dall' assessore regionale Isi Coppola nonchè a detta di qualcuno benedetta anche da Galan (+centro -destra) con più del 60% dei voti. Il candidato Mancin (-centro+ destra ) si è attestato sul 33%. 
La lista della Sinistra Arcobaleno arriva quasi al 6% e fa il suo consigliere: Claudio Bortolotti già in consiglio con la coalizione di centro sinistra, passato all'opposizione per la contrarietà sulla conversione  a carbone. Qui di fianco alcune foto mentre festeggia con la lista per il risultato. 

15 aprile 2008

Complimenti per il risultato


Non ho tempo per commentare i risultati e per me il disastro avvenuto con queste elezioni che sono riuscite  a tenere fuori dal Parlamento i Verdi e tutta la sinistra... Posso chiedervi per chi avete votato??? davvero pensate che siano la Lega e Berlusconi a poter salvare l'Italia? oppure avete creduto  che Veltroni avrebbe potuto farcela? Da solo non ce la poteva fare! ... E lui lo sapeva. Fin dall'inizio.
Se il risultato ottenuto era quello che vi aspettavate e che desideravate vi faccio i miei complimenti per l'intelligente disegno al servizio però di una pessima causa.

12 aprile 2008

Tutti al voto

La campagna elettorale si è conclusa ieri. Numerose sono state le iniziative e le presenze "illustri"di onorevoli e ministri qui in Polesine. Oltre alla inevitabile fatica per essere presenti il più possibile nei luoghi frequentati dalla gente, come i mercati, vista l'impossibilità di competere sui media con un innegabile duopolio partitico che dà sempre più voce a chi già ce l'ha, è stata per noi l'occasione preziosa di conoscere meglio le persone che ci rappresenteranno, spero, in Parlamento.
La gente appare stanca e sfiduciata. Molti si sono arresi al fatto che non ci sia nulla da fare per portare davvero la voce della gente che fatica ad arrivare a fine mese a Roma. "Sono tutti uguali" è la frase ricorrente tra molte persone anziane, ammalate, con una pensione quasi da fame e ormai senza più la speranza che davvero sia possibile stare un po' meglio tutti. Come non farsi carico per noi che siamo ancora giovani di queste attese deluse?
Ieri sera i comizi finali ad Adria e a Porto Tolle hanno in un certo senso dato il sigillo ad un distacco della sinistra arcobaleno da un partito democratico tanto apparentemente nuovo ma legato ai poteri forti, quanto indefinito, nei programmi e nelle linee politiche.
Noi gente che con l'ambientalismo non ci dipingiamo la faccia, ma che lo pensiamo come punto centrale di un'azione politica capace di uno sviluppo rispettoso e di una più equa distribuzione delle risorse, senza illuderci troppo, speriamo però in una buona affermazione della sinistra arcobaleno. 
Sarà il punto di inizio per una nuova partenza verso la costruzione di una nuova grande sinistra.

31 marzo 2008

31 Marzo 2008: secondo anniversario della sentenza Enel

Oggi è il secondo anniversario della sentenza Enel. Una sentenza temuta, ma ancora tenuta ai margini della politica.
Eppure il messaggio è stato forte ed oltrepassando i colpevoli riconosciuti ha colpito parte della politica e delle istituzioni deputate ai controlli sull'inquinamento, secondo quanto previsto dalle leggi e dalla stessa Costituzione.
In campagna elettorale tutti si dipingono di verde. E c'è perfino l'ambientalismo "del fare" (o disfare?), come se chi tenta concretamente di porre un freno ad uno sviluppo che in realtà distrugge il pianeta fosse contrario a tutto: che illusione!!!
Nonostante questo le lobby affaristiche continuano a premere per cambiare la legge del Parco regionale veneto che non consente l'uso di combustibili come il carbone, secondo la stessa sentenza Enel.
Il sequestro della CO2 è ad oggi in fase di ricerca: ben venga! Speriamo di riuscire ad intrappolare tutta quella anidride carbonica oltremisura che ci crea tanti pericoli ed una prospettiva incerta per la specie umana!
Nessuno però voglia convincerci che una centrale a carbone non è inquinante, perchè rischia di beccarsi una bella risata! E cosa c'è di peggio?
Qui un comunicato che bene esprime il mio pensiero.

24 marzo 2008

Sinistra Arcobaleno: ecco i principali appuntamenti su lavoro, ambiente ed energia, trasporti, pace e diritti


Domani a Rovigo inizia la campagna elettorale della Sinistra l'Arcobaleno. Primo appuntamento al mercato di Rovigo con il Ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero e la deputata Luana Zanella. L'incontro con i candidati prosegue ad Adria per le ore 18 al Circolo Unione e a S. Maria Maddalena alle ore 21, presso l'Auditorium di via Amendola.

Altra data da segnare quella del 28 marzo ore 21 a Ceregnano, dove interverrà sui temi della pace dell'ambiente e dell'economia la parlamentare vicentina di SD Lalla Trupia, con la candidata alla Camera Luana Zanella.

Il 1 aprile invece alle ore 18 in Gran Guardia a Rovigo ci saranno il segretario nazionale del PRC Franco Giordano con la senatrice Anna Donati, presidente della Commissione Trasporti e Comunicazioni del Senato, candidata al Senato (si sta parlando attualmente della autostrada Nogara-Mare sarebbe l'occasione giusta per parlarne con lei) . L'incontro sarà preceduto da una visita in piazza a Ceregnano verso le ore 17, attorno al tema del lavoro e della precarietà con i lavoratori della Bassano Grimeca.
Infine per ora l'incontro sull'energia "Energia pulita, o affari sporchi?" di giovedì 3 aprile alle ore 18 alla Gran Guardia a Rovigo con Angelo Bonelli, capogruppo alla Camera dei Verdi, Erasmo Venosi responsabile nazionale Energia dei Verdi, e la candidata Luana Zanella.
Invito caldamente tutti gli amici che si preoccupano di vedere trasformato il Polesine in un grande Polo energetico agli incontri.
Sul sito dei Verdi della provincia di Rovigo i dettagli e il materiale degli incontri.

07 marzo 2008

8 marzo: auguri a tutte le donne

Domani è l'8 marzo: festa della donna. Auguri a tutte le donne, perchè si continuino a difendere le "conquiste" fin qui raggiunte. A volte ci dimentichiamo che è solo da poco più di sessant'anni che le donne votano. Mentre è dagli anni '70 che le donne possono ricorrere legalmente all'aborto (a cui prima della legge 194 ricorrevano clandestinamente). Riguardo ai diritti sanciti dalle leggi possiamo ritenerci effettivamente alla pari degli uomini? Forse più nella teoria che nella pratica.
Lidia Menapace ieri sera al Museo dei grandi fiumi di Rovigo, tra le tante cose, ha detto che il modello di comportamento legato al potere impone anche un linguaggio violento che rischia di
ripetersi inconsapevolmente anche in quello delle donne "arrivate al potere".
I movimenti delle donne sono sempre stati movimenti nonviolenti, capaci di ispirare le azioni anche di grandi uomini.
Non perdiamo questa opportunità per fare la differenza.

Domani a Chioggia ci sarà una importante manifestazione di tutto il Veneto in difesa della legge 194.

Nelle foto le nostre eroine Ingrid Betancourt, ancora nelle mani dei guerriglieri delle Farc e Aung San Suu Kyi

03 marzo 2008

Nel PD non c'è un Bassolino di troppo?

Ringrazio l'Annunziata per le sue belle interviste nel suo programma televisivo in mezz'ora, uno dei programmi secondo me utili della televisione pubblica. Questa volta c'era il coordinatore del PD, Goffredo Bettini, che a sentire l'intervista sarebbe una sorta di burattinaio potentissimo, che lavora dietro le quinte. All'inizio è stato cordiale e gentile con la sua facciona pacioccona. Presto però la giornalista ha iniziato le domande scomode che, se non ricordo male, così parafraso :
"lei, un uomo molto potente nel partito che da anni regge il comune di Roma, non teme che si possano scoprire vicende di interessi poco chiari che la riguardano?" Se la memoria non m'inganna non ha risposto direttamente. Tra le tante cose dette quella di difendere con orgoglio la capacità di mettere d'accordo un comune di centro destra come Roma con le idee di un centro sinistra, che ha governato sin qui per più di un decennio.
Successivamente la giornalista è passata ad un'altra domanda difficile sul tema Bassolino e rifiuti di Napoli, chiedendo se non fosse il caso di essere più chiari come partito, anzichè lasciarlo decidere da solo se dimettersi dalla regione, come Veltroni aveva detto. Bassolino insieme ad altre 27 persone è stato da pochi giorni rinviato a giudizio dal tribunale di Napoli sulla gestione rifiuti nella regione Campania. .
Bettini, come Veltroni, è rimasto sulla "libertà di coscienza" di Bassolino, visto che conta davvero molto in termini di voti. L'Annunziata non mollava e diceva che anche il leader del PRC Giordano chiedeva le dimissioni. Quindi Bettini contrattaccava: perchè il PRC non toglie la fiducia in regione? E poi le responsabilità non sono tutte di Bassolino: è colpa anche del Ministro dell'Ambiente che non permetteva la costruzione dell'inceneritore.
Alla fine della trasmissione il clima era piuttosto teso. La faccia pacioccona piuttosto corrucciata. Domande difficili. Nel bel mezzo di una campagna elettorale non so se il PD ci abbia guadagnato con questa intervista. Meglio non mandare sulle scene chi manovra il potere da dietro le quinte. Meglio mandarci i soliti parolai, incantatori di serpenti, illusionisti abili a fare propaganda.
E' poi vero che l'Annunziata riesce a metterli tutti a dura prova: ricordate come finì l'intervista con mister Berlusconi?
Qui una interessante ANSA sul pressing su Bassolino

01 marzo 2008

Sinistra Arcobaleno: una lista per le amministrative di Porto Tolle


Ieri sera a Porto Tolle la nascente lista della Sinistra arcobaleno ha presentato alla cittadinanza la bozza del suo programma elettorale. L'introduzione è stata affidata all'ex assessore del PRC Luigi Pizzo, uscito da più di una anno -o meglio cacciato, per una certa differenza di vedute sul carbone- dalla maggioranza di centro sinistra retta dal sindaco Finotti (sindaco uscente e ora a quanto pare ricandidato da una coalizione "molto trasversale"). 
I temi programmatici possono essere a grandi linee così riassunti: uscita dall'isolamento nei confronti dei comuni limitrofi su Parco e centrale Enel,  salvaguardia del territorio e valorizzazione di attività economiche quali quelle della pesca, del turismo e dell'agricoltura. Grande attenzione ai problemi del lavoro e dell'ambiente. 
Sono intervenuti poi i referenti locali dei partiti della federazione della Sinistra Arcobaleno, per il PRC Claudio Bortolotti, per il PdCI il giovane Angelo Motta, per la Sinistra Democratica  Cappellozza ed infine per  i Verdi  Renato Arzenton (a questo proposito qualcuno ha detto che si è rotto un tabù). 
Parte da Porto Tolle quindi per la nostra provincia la campagna elettorale. Intanto il PD si prepara a scegliere i suoi referenti locali in tutto il Polesine, ma non a Porto Tolle: un caso?
Forse pesa che ci sia una spaccatura proprio sul candidato sindaco dentro il PD di Porto Tolle. Cosa succederebbe se Finotti non risultasse la persona più indicata a rappresentare il PD? Come candidarlo a sindaco?
Questo è ciò che qualcuno velatamente afferma  proprio oggi sulla  stampa locale. Ma che sia Finotti, o un altro come lui "vicino" ad Enel, in fondo: cosa cambierebbe?

15 febbraio 2008

Se la politica fosse più donna


Protesto contro la crociata antiabortista di Ferrara, fondamentalmente perchè mi sembra soprattutto una furba e provocatoria strumentalizzazione. A dirla tutta ne avevamo già abbastanza di Ruini e di Bagnasco. 
Sono dalla parte delle donne che stanno protestando nelle piazze d'Italia in difesa della 194.
Del clima di inquisizione che si sta creando in Italia attorno a questi temi, forse è dimostrazione il recente fatto dell'interrogatorio alla donna napoletana, ricorsa all'aborto terapeutico, nel rispetto delle leggi.
Se la politica fosse più donna forse le cose andrebbero meglio. E non soltanto per difendere la sua autonomia rispetto a scelte difficili e compiute sempre dolorosamente.
E' ora che ci sia una più equa divisione del potere fra le donne e gli uomini, per i quali continua in ogni ambito e specie nella politica ad esserci uno strapotere, che non bilanciato può diventare arroganza e prepotenza.
Tutti parlano di pari opportunità, eppure i leader sono sempre maschi. Non è arrivato il tempo per un cambiamento?

10 febbraio 2008

il Pd va da solo. E La Sinistra ... pure

Fin dall'inizio, e cioè da quando il sig. Veltroni, prima della caduta del governo, aveva dichiarato che il PD sarebbe andato alle alezioni da solo, mi sono arrovellata per cercare di capire quale ragione lo avesse indotto a pronunciare una simile frase, provocando una crisi anche nei rapporti interni con i partiti della sinistra. Mastella è stato determinante. Ma ora è evidente che se non fosse stato Mastella probabilmente altri, più probabile dal centro, avrebbero fatto cadere Prodi e il suo governo di centro-sinistra. Non che io voglia riabilitare Mastella e i suoi seguaci, sia chiaro.
Questo pensiero e cioè che l'insofferenza degli uomini del PD era tale per i partiti della sinistra che ormai non sapevano più come fare a toglierseli di torno è ora avvalorato dal modo netto con cui Veltroni inseguito dalla sinistra, contro ogni logica di schieramento ha detto che non c'è possibilità: la gente sarebbe stanca di continue mediazioni , meglio un partito solo. Fino a qualche giorno fa c'erano i prodiani del PD che protestavano contro questa idea, ma ora non si sente più niente.
Come tutti anch'io mi chiedo se Veltroni voglia consegnare il Paese a chi un tempo aveva combattuto come l'avversario più feroce (e ricordo abile). Chi se lo sarebbe mai immaginato?

La sinistra arcobaleno fa a questo punto saggiamente di necessità virtù e dice che andrà da sola. Da sola in senso lato. Forse è meglio meglio dire con tutti coloro che nel mondo del centro sinistra non apprezzano questa politica esclusiva ed essenzialmente di immagine del PD. E considerano necessari quei valori un tempo condivisi, ma di recente tanto snobbati della laicità, dei diritti e dell'ambiente , grazie anche alle continue interferenze dei vescovi e di Confindustria.

I commenti di Pecoraro, Giordano,  Mussi e Diliberto

03 febbraio 2008

Conversione a carbone: la contrarietà è sempre più ampia e profonda


L'incontro di venerdì a Taglio di Po è stato molto istruttivo, dando nuovi elementi utili ad alimentare una sempre più diffusa  e sentita contrarietà alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle. 
La sala era piena ed il clima tra i due "fronti" del sì (folta la rappresentanza dei dipendenti Enel) e del "no" (comitati , studiosi e amministrazioni contrarie alla conversione ed organizzatori dell'incontro) è stato di reciproca tolleranza, tranne in alcuni interventi apertamente provocatori dal fronte pro Enel.

Il fisico Marco Cervino, che ha partecipato alle osservazioni alle nuove integrazioni al progetto, richieste dal Ministero dell'ambiente a settembre scorso, ha parlato del microparticolato e in particolare del PM 2,5, cioè tutto ciò che si produce in atmosfera con un diametro inferiore a 2,5 micron e che deriva da un inquinamento primario o peggio secondario, che sarebbe responsabile dell'inquinamento in aree molto estese, lontane centinaia di km dalla sorgente. 
Lo studioso del CNR di Bologna ha effettuato alcuni studi sulle emissioni che si produrrebbero, considerando oltre al carbone come fonte di emissione, anche l'inquinamento derivante dall'andirivieni delle chiatte dalla nave "storage", in alto mare, alla centrale per l'approvvigionamento di carbone e per portare via i rifiuti di processo: gessi, calcari e ceneri prodotte dalla combustione. 

In questa parte dell'universo infatti nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, e con un aumento del "disordine", secondo il celebre principio della termodinamica.
Se la memoria non m'inganna l'inquinamento prodotto dalla centrale sarebbe pari ad un terzo di quello che si produce dal traffico veicolare in tutta la provincia di Rovigo. 
A questo punto qualcuno pro Enel suggeriva che si sarebbe dovuto trasformare tutte le auto a metano (piuttosto che non "fare" il carbone) ...

L'intervento di Eddi Boschetti, del WWF e uno dei pricipali esperti ambientalisti dell'area del delta, si è incentrato sulle aree protette secondo la normativa comunitaria (direttive Habitat e Uccelli), indicando le aree SIC e ZPS e le relative frequenti sovrapposizioni. In queste aree, per la presenza di specie protette di flora e fauna si richiede la protezione dal degrado degli habitat naturali e delle specie, la protezione dalla "perturbazione", fattori che verrebbero di sicuro compromessi dalla trasformazione a carbone della centrale.

L'avvocato Matteo Ceruti ha invece proposto la lettura delle motivazioni della sentenza Enel, soprattutto alle amministrazioni costituitesi parte civile al processo, compreso il comune di Porto Tolle, processo conclusosi in primo grado il 31 marzo 2006 con una condanna dei vertici di Enel per inquinamento e danneggimento. La sentenza offre l'unica interpretazione esistente all'articolo 30 della legge istitutiva del Parco regionale veneto del delta del Po (L.R. 36/97) sul combustibile da poter impiegare nei comuni del Parco (metano o combustibile di pari o minor impatto ambientale), negando la possibilità che il carbone sia un combustibile di pari o minor impatto ambientale.

Carlo Costantini dei comitati ha parlato del proliferare dei progetti di impianti energetici, dalla bassa veneziana al Polesine, in assenza di un piano energetico e della necessità di ripensare al modello di sviluppo che si vuole costruire per il Polesine.

Tra i presenti un rappresentante dei pescatori di Pila (estremo est del delta), che ha sostenuto la contrarietà al carbone per lo stravolgimento alle attività della pesca di cui vive il nostro Delta. Qui il clima si è fortemente acceso e l'arroganza dei lavoratori di Enel non ha permesso con questo un confronto tranquillo.

Non ho parlato dei sindaci:  Rosolina, Loreo e Taglio di Po organizzatori dell'incontro insieme ai comitati. Sono determinati a sostenere la battaglia contro la conversione a carbone per uno sviluppo diverso e più in sintonia con l'economia del territorio che si basa sull'agricoltura, la pesca e il turismo.
Ha chiuso Margaret Crivellari, sindaco ospite e coordinatore dell'incontro,  interpretando quello che è il sentimento diffuso e cioè che "tutti abbiamo a cuore i problemi occupazionali anche dei lavoratori di Enel. Ma non si può pensare che ancora ai nostri giorni lo sviluppo del territorio passi per la centrale".

27 gennaio 2008

Conferenza dibattito sul progetto carbone a Taglio di Po

Tutti a Taglio di Po venerdì sera 1 febbraio ad ascoltare gli esperti che parleranno per illustrare le osservazioni al progetto carbone di Enel.
qui la locandina

16 gennaio 2008

Una buona notizia: un Parco nazionale

Una buona notizia: il Ministero dell'ambiente si interessa al nostro parco del Delta del Po e ci sono possibilità che istituisca il Parco nazionale, visto l'immobilismo che ha regnato per anni e la mancata realizzazione del Parco interregionale previsto dalla legge fin dal 1993.
L'assessore regionale Marangon sputa fuoco e fiamme contro gli ambientalisti che hanno pensato alla legge avendo in mente il delta del Po e già che c'è ne approfitta per infangare qualcuno: stavolta tocca al ministro verde.
Anche il bipresidente Saccardin è contrario (trovo che sia molto stonato).
Mi chiedo chi siano gli elettori di Marangon e comunque spero che nel frattempo si siano pentiti o perlomeno si estinguano presto.
Riguardo a Saccardin e ai suoi elettori, questi li conosco bene ...