29 marzo 2009

Acerra e gli eroi del nostro tempo


Abbiamo sentito tutti che nei giorni scorsi è stato inaugurato da S. Berlusconi il cosiddetto termovalorizzatore di Acerra, che finalmente farà sparire tutti i rifiuti di Napoli.
Veri eroi per Berlusconi sarebbero " gli uomini di Impregilo (la ditta costruttrice dell'inceneritore) che qualcuno ha cercato di ostacolare (i magistrati n.d. a.), ma hanno tenuto duro".

Mentre gli eroi di questo nostro malo tempo celebravano fra di loro la loro vittoria, i cittadini sono scesi in piazza.
Fra loro anche padre Alex Zanotelli, sempre con gli ultimi.

Le legittime proteste degli abitanti per difendere la propria salute, contro una ulteriore fonte di inquinamento, non trovano riscontro in chi ci governa anche in un territorio già fortemente inquinato dalla diossina, dove la camorra traffica rifiuti da tutta Italia, dove la raccolta differenziata non è mai partita e dove chi è deputato a gestire i rifiuti non riesce ad ottenere niente di più delle famose "ecoballe", difficili da bruciare perchè rifuto tal quale imballato e troppo pieno di umidità.

In tutta questa malagestione di quanto è cosa pubblica per fortuna è in corso un processo in cui si spera siano individuate precise responsabilità , che da quanto si legge potrebbero essere piuttosto diffuse e certamente non relegate ad una sola parte politica ed inoltre certamente non attribuibili, come qualcuno ha già fatto, ad un "capro espiatorio".

Spero tanto che sia fatta giustizia.
Qui il mio precedente post sull'argomento "i rompiballe"

PS: leggi l'editoriale di Vittorio Moccia da PeaceLink

22 marzo 2009

Oggi la Giornata mondiale dell'acqua

Risorsa acqua, un bene necessario alla vita.
Una preziosa risorsa di continuo sprecata, come se fosse inesauribile.
E invece, come ci ricorda la FAO, di tutta l'acqua sulla terra solo il 2,5% è acqua dolce e quindi utilizzabile per le attività umane.
L'agricoltura , soprattutto laddove non esistono sistemi di irrigazione che oltre ad assicurare un continuo apporto d'acqua e la coltivazione della terra, ne regolano l'utilizzo, rappresenta l'attività di maggior consumo.

Secondo la FAO "l’agricoltura è il maggiore consumatore mondiale di acqua, contando per il 70% dell’uso totale di acqua potabile, e la chiave per nutrire una popolazione mondiale in crescita consiste nel trovare il modo di produrre più cibo usando meno acqua".

I cambiamenti climatici e le conseguenti variazioni nella frequenza e nella intensità delle precipitazioni possono gravemente influire sulle produzioni agricole, già scarse nei paesi in via di sviluppo.

In questa pagina del sito della FAO ci sono molte presentazioni brevi ed istruttive che riguardano questi temi

Nel sito del giornalista Giuseppe Altamore molti documenti e notizie utili anche in relazione alla questione acqua bene comune

21 marzo 2009

Ministero dell'Istruzione: pubblica o privata?

Qui una agenzia di stampa ASCA in cui si legge che la Gelmini distribuirà soldi alle scuole paritarie (private). Dall'articolo sembrerebbe che venissero predilette le scuole cattoliche.
Per la scuola pubblica, quella che tutti con poca spesa possono frequentare e in cui è irrilevante l'appartenenza religiosa ed etnica (cattolici, ebrei, musulmani, atei, buddisti, ecc.): avanti con i tagli!!!
Perchè mai il Ministro dell'Istruzione dovrebbe favorire la scuola di tutti ???

Tiriamaoci su il morale con le foto dello sciopero del 18 marzo dal sito Quotidiano.net

18 marzo 2009

Oggi sciopera anche Margherita Hack

Lo sciopero della scuola, dell'università e della ricerca indetto contro i tagli derivanti dalla legge 133/08 (Gelmini) che rischiano fortemente di produrre una ulteriore precarizzazione nel settore con tutto ciò che ne consegue, e più in generale contro l'impostazione del governo sulle politiche dell'istruzione, non sembra ad ora trovare risonanza nei Tg nazionali.

In ogni caso allo sciopero indetto da FLC Cgil e Gilda aderiscono molte associazioni del cosiddetto mondo della conoscenza, i precari e alcuni partiti e movimenti.

E aderisce anche Margherita Hack così dicendo:
"Dò la mia adesione allo sciopero per la scuola università ricerca. Per questo governo università e ricerca sono uno spreco e quando si deve tagliare per prima cosa si taglia la ricerca, si blocca il turn over, si obbligano tanti neolaureati e neodottori di ricerca ad emigrare o a cambiare mestiere. E’ un comportamento indice di una grande arretratezza culturale: ci si riempie la bocca di parole come innovazione, tecnologia, ma l’innovazione è il frutto della ricerca applicata e la ricerca applicata è frutto della ricerca pura. L’Italia spende per formare un ricercatore e poi lo regala alla Francia, alla Germania, all’Inghilterra, agli Stati Uniti.

Perciò dovremmo lottare uniti per difendere la scuola pubblica, l’università e la ricerca, contro questa tendenza alla privatizzazione di scuole e università. Ancora attuale Piero Calamandrei che negli anni ‘50 scriveva: Non si ha vera democrazia là dove l’accesso all’istruzione non è garantito in misura pari a tutti."

Parole sante

Visita il blog Beata Ignoranza

Qui il mio precedente post sull'argomento

16 marzo 2009

Dalai Lama: cinquant'anni di esilio e di pensiero compassionevole messo a dura prova


Il 10 marzo il Dalai Lama ha celebrato il cinquantesimo anniversario dell'occupazione cinese del Tibet pronunciando il suo discorso, rivolto a tutto il mondo per far conoscere il dramma del popolo tibetano, privato dei suoi diritti e sottoposto a continua violenza e repressione.
Pur perseguendo da tempo un "politica della via di mezzo" in cui rivendica l'autonomia regionale per il Tibet, il Dalai Lama ha definito "un inferno sulla terra" le pene subite dalla popolazione tibetana che ancora non si arrende alla sopraffazione.
Qui il discorso pronunciato, tradotto in italiano
Qui il sito ufficiale del Dalai Lama

Qui il mio precedente post sull'argomento

13 marzo 2009

Processo Enel, a Venezia sentenza di appello. I legali delle associazioni e dei comitati

Dopo la sentenza di appello di ieri per il processo contro l'Enel al tribunale di Venezia, con la quale viene confermato l'impianto accusatorio della sentenza di primo grado (pur venendo assolti gli amministratori delegati dell'Enel, sono state confermate le condanne per i direttori della centrale e i risarcimenti alle associazioni ambientaliste, ai comitati e ai privati), pubblico qui sotto le dichiarazioni dei legali delle associazioni e dei comitati.

12 MARZO 2009 - DICHIARAZIONE DEI LEGALI AVV.TI MATTEO CERUTI E VALERIO MALASPINA LEGALI DI ITALIA NOSTRA, W.W.F., COMITATO CITTADINI LIBERI DI PORTO TOLLE E DI ALCUNI PRIVATI COSTITUITI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER LE EMISSIONI DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE, SULLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI VENEZIA

Al di là delle inevitabili dichiarazioni di prescrizione di alcuni reati (ciò a dimostrazione che la normativa penale nel nostro Paese in materia ambientale è a tutt’oggi inadeguata), e dell’assoluzione degli amministratori delegati di Enel, la sentenza della Corte d’appello di Venezia pronunciata quest’oggi conferma in pieno l’impianto accusatorio della sentenza di primo grado.
In sostanza i Giudici di appello riconoscono che, a causa del funzionamento della centrale di Porto Tolle dal 1999 al 2004, ci sono state illecite ricadute oleose ed illecite emissioni di fumi in casi non consentiti dalla legge in violazione dell’art. 674 c.p.
Inoltre la Corte di Venezia conferma che, in conseguenza delle ricadute oleose illecite vi sono stati diversi episodi di danneggiamento aggravato del patrimonio pubblico e privato in violazione dell’art. 635 c.p. (anche se in un paio di casi questi episodi sono stati riqualificati come semplice “imbrattamento” ex art. 639 c.p.).
Infine, anche per i Giudici veneziani c’è stata la violazione della legge sulla tutela dell’aria che punisce il peggioramento delle emissioni di un impianto industriale (ex art. 13 del DPR 203/1988), anche se in questo caso i reati si sono prescritti.
Di qui la conferma della condanna dei direttori di centrale e dei responsabili civili Enel ed Enel produzione s.p.a. al risarcimento dei danni alle parti civili che sono rimaste nel processo, anche se talvolta a valori leggermente più bassi di quelli del primo grado.
E’ stata però riconosciuta una provvisionale di 40.000 euro ad uno dei nostri assistiti (il padre del bambino che è stato investito dalle ricadute oleose) che in primo grado non era stata assegnata.
In parte sono stati ridotti i risarcimenti alle associazioni di protezione ambientale Italia Nostra e WWF e al Comitato cittadini liberi che tuttavia rimangono sostanziosi.
Non è stata riconosciuta invece la provvisionale assegnata dalla sentenza di primo grado alle parti civili pubbliche, che dovranno dunque rivolgersi al Giudice civile per ottenere la liquidazione del grave danno ambientale cagionato da tutti gli episodi di reato contestati.
La sostanza del processo d’appello è però che non c’è una sola assoluzione perché “il fatto non sussiste”: dunque la Corte d’appello di Venezia ha confermato che la centrale Enel di Porto Tolle per diversi anni ha operato illecitamente, inquinando l’ambiente e cagionando un danno al territorio di Veneto ed Emilia Romagna.
L’amministratore delegato Tatò è stato assolto per non aver commesso lui i reati, e non perché i reati non vi siano.
E’ stata insomma confermata in pieno l’antigiuridicità sostanzialmente di tutti i fatti di reato contestati per i quali era intervenuta la condanna del Tribunale di Rovigo - Sezione distaccata di Adria e l’impostazione accusatoria della Procura della Repubblica.

07 marzo 2009

8 marzo: giornata della bambina


Domani è la festa della donna, ma quest'anno l'albero giallo di mimose del vicino ancora non fiorisce, forse per il freddo prolungatosi fino a questi giorni, e per la pioggia continua.
Cara bambina di nove anni del Brasile, che sei stata stuprata dal patrigno e che, rimasta incinta, hai abortito, per il pericolo che correva la tua giovane vita a portare avanti la gravidanza di due gemelli, vorrei dedicare a te la giornata di domani perchè non riesco ad immaginare persona che possa soffrire di più, di fronte all'orrore di questa violenza.

02 marzo 2009

No Nuke live


Questo Governo ci sta cucinando da tempo un bel menù: il ritorno al nucleare, nonostante il Referendum che sancì la fine del nucleare per l'Italia e grazie all'accordo stretto da Berlusconi con la Francia per la costruzione di 4 centrali nucleari in Italia, di cui almeno una entro il 2020.

Nel pentolone ribollono con insistenza da tempo le solite giustificazioni, che io definirei "da bar": "perchè ce l'hanno tutti gli altri Paesi europei", "perchè importiamo l'energia prodotta dalle centrali nucleari dalla Francia che sta appena di là dei confini, quindi tanto vale che ce la produciamo da soli ...", " perchè l'energia nucleare è a buon mercato", "perchè voi siete contro tutto e ci rallentate lo sviluppo".

Ma c'è una scusa più nuova e recente, più creativa, che chiude la discussione con chi si voglia mettere di traverso, parlando della necessità delle energie rinnovabili: "perchè l'energia nucleare, che è a buon mercato, è energia pulita e ci salverà dal riscaldamento globale".

Rimarrebbe soltanto il problema delle scorie radioattive, ma sono certa che i fantasiosi capoccioni abbiano pensato anche a questo. Visto che ad oggi non sono stati trovati rimedi duraturi: le manderanno sulla luna?

In attesa delle nuove ormai vecchie centrali nucleari di terza generazione nel 2020, per cui lo stesso nostro Presidente Galan sembrava offrire ospitalità in Veneto, anzi no, riguardiamoci la puntata di Presa Diretta di R. Jacona andata in onda ieri sera su Rai3, dove oltretutto un ex vice-presidente di Confindustria, P. Pistorio, a domanda risponde (parafrasando la sua risposta) che questo Governo marca male sulle politiche di innovazione tecnologica e che gli ultimi interventi in questo senso risalgono a provvedimenti del Governo precedente. (il governo Prodi!!!)
Niente male detto da un industriale. La verità prima o poi viene a galla, basta avere una certa pazienza.

Sul sito dei Verdi da martedì 3 marzo ci sarà una mobilitazione non stop web live contro il ritorno del nucleare in Italia .

24 febbraio 2009

Pecore al pascolo nel parco a Papozze

Era da molto che non tornavo sull'argine del Po, complice la brutta stagione. E ho trovato le pecore al pascolo. Non sono ancora pratica con le riprese e non riesco a gestire le zoomate, ma non vi pentirete di vedere questo breve filmato. E poi... Dulcis in fundo.



Ma se non siete di queste parti voi vi chiederete: dov'è Papozze?
Papozze è un paese "mitico" in Polesine, a sud di Adria, sul Po. Prima dell'alluvione le case erano in golena, perchè a quei tempi vivere lungo i fiumi era necessario. Dopo l'alluvione il paese si è trasferito di là dell'argine. La golena è ancora molto ampia e per la maggior parte investita a pioppeto.
Di fronte a Papozze c'è l'estremità della "isola di Ariano", con la località S. Maria in Punta dove rimangono i resti dell'insediamento abbandonato. Lì nasce il Po di Goro, che da qui traccia il confine con la provincia di Ferrara, passando davanti ad Ariano, alla Quercia di San Basilio, dietro al museo regionale della bonifica di Ca' Vendramin e giù fino al mare.
















A pochi km dal centro di Papozze, nella frazione di Panarella, c'è l'Oasi di Panarella, gestita dal WWF di Rovigo.

Ecco io, dopo molto tempo, vi parlo ancora del mio Polesine, perchè vorrei che fossimo uniti per difendere ciò che rimane di bello, contro ogni basso interesse. A volte è solo per incuria e disattenzione - e perchè no anche per un po' di ignoranza da cui nessuno è immune - che in ogni dove arrivano le ruspe a stravolgere il nostro paesaggio e a sradicarci dalla nostra cultura. In questo senso c'è molto da lavorare perchè non tutto - tra strade, centri commerciali, capannoni, condomini - vada perduto.


20 febbraio 2009

Italiani sveglia!

E' di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Milano per cui un certo Mills, inglese e avvocato del vostro Presidente del Consiglio, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere per concorso in corruzione in atti giudiziari. Imputato sarebbe stato quindi anche l'ipotetico corruttore, cioè S. Berlusconi, ma - certamente non per un caso - il Lodo Alfano lo protegge dalla giustizia.
Qualcuno dei giornali ha messo in luce la vicenda che, in un Paese normale, meriterebbe ben più di un qualche articolone su parte della stampa, neanche tutta.
Ma qui da voi (perchè io sono dall'altra parte e me ne tiro fuori) "tutto scorre", ingoiate qualsiasi cosa, nulla vi turba, state con ignavia compatti e a difesa della corruzione.

Italiani siete tutti sotto ipnosi? Cos'altro deve accadere per svegliarvi da lungo sonno???


19 febbraio 2009

Una scuola irrecuperabile

Mentre mi sfogavo sulla riforma della scuola pubblica superiore rinviata di un anno, preoccupata per i tagli che si profilano all'orizzonte nella scuola pubblica (ci sarà fra l'altro di nuovo un aumento degli alunni per classe, vero?) e per la mancanza totale di chiarezza con cui la riforma dell'istruzione procede (senza favorire mai il confronto con i docenti), G. mi manda questo articolo di Paola Mastrocola apparso su La Stampa che avevo perso.
E' illuminante, è un balsamo, finalmente le parole giuste.
Lo dedico prima di tutto ai miei alunni che devono recuperare le insufficienze. E anche al Ministro dell'Istruzione, sperando che rifletta. Almeno un po'.

11 febbraio 2009

La partita è persa: vince la "TV" del Grande Fratello

Stamane il tema della trasmissione radiofonica Tabloid, condotta su Radio3 RAI da Luca Telese aveva più o meno il seguente titolo: in Italia sta vincendo il Grande Fratello.
Certamente si riferiva alla trasmissione che rappresenta ormai da tempo l'emblema della TV che celebra il nulla, dove vince la volgarità e dove le azioni più insignificanti sono portate alla ribalta.
E un po' si riferiva anche a quell'evidente contrasto dell'altra sera in cui - data la triste notizia della morte di Eluana Englaro, per la cui sorte l'Italia stava sospesa da giorni in una terribile crisi collettiva e istituzionale - Canale 5 proseguiva imperterrita con il palinsesto che prevedeva il Grande Fratello, che fa sempre audience. Da qui le dimissioni di Mentana.
Non ho partecipato a Tabloid con il mio sms, ma recupero qui: "Purtroppo è evidente che sta vincendo il Grande Fratello e soprattutto la sua filosofia dell'inesistente".
Forse esagero e non è certamente tutta colpa del Grande Fratello: ma chi me lo spiega il perché di quel che sta accadendo ai nostri ragazzi più giovani in tutta Italia?
Violenze sugli stranieri e stupri di gruppo da parte di minorenni annoiati, che cercano di farsi notare sul web filmando l'accaduto, senza considerare il bene e il male!
E perché l'orrore per queste azioni non basta a fermare altri stupri e violenze, che invece sembrano moltiplicarsi, come se trovassero alimento l'uno dall'altro?
Non avevo vissuto tempi peggiori (vedere anche le letture a lato, in particolare questa).

Ai miei alunni ho chiesto che cosa abbiamo sbagliato, che cosa la scuola debba fare di più e meglio perché le giovani generazioni sappiano distinguere cosa è bene e cosa è male.
Ma i ragazzi, (per mia fortuna) sconvolti più di me per queste vicende, sorprendendomi mi hanno fatto capire che noi adulti non dobbiamo smettere di dire dei bei no, chiari e forti, e di indicare la retta via.
Io mi impegno e faccio la mia parte in questa specie di partita.
Ma se poi il Presidente del Consiglio, sulle dimissioni di Mentana per il Grande Fratello trasmesso la sera che Eluana muore, dice: "Mentana se ne va? Meglio così. Non voglio primedonne che non capiscono le esigenze complessive", allora credo proprio che non abbiamo speranze e che questa partita la perdiamo.

04 febbraio 2009

Lotta preventiva allo stress ossidativo


Non si tratta dei soliti ambientalisti: è Luc Montagnier, scopritore del virus dell'AIDS, premio Nobel 2008 per la medicina, che nella trasmissione di Fazio "Che tempo che fa" sabato scorso presenta il suo libro "La scienza ci guarirà" spiegando agli italiani che l'ambiente e l'inquinamento, al pari di altri fattori predisponenti, quali quelli genetici, è determinante per l'insorgenza delle patologie tumorali.  
Parla di "stress ossidativo" e di condizioni di vita per cui il nostro corpo si riempie di veleni, che lentamente ci fanno ammalare gravemente. Da combattere prima di tutto con la prevenzione a tutti i livelli . 
E, dice Montagnier, pensare a se stessi, sentirsi responsabili della propria salute e impegnarsi anche collettivamente per difenderla deve essere un impegno per tutti. 
E' un richiamo forte che, se ascoltato, può pesare come un macigno. Almeno fino a quando la scienza conta qualcosa; cosa per niente scontata. 

02 febbraio 2009

Lettera indignata contro il progetto di conversione a carbone (+biomasse,+CDR) della centrale di Porto Tolle

Ricevo e pubblico questa lettera inviatami dal Sig. Carlo Pellegrini che si riferisce all'introduzione nel progetto di conversione ,da parte della Commissione Via regionale ancora nel 2007, della combustione di biomasse e di CDR.
A questa pagina potete trovare parte della documentazione  a cui Pellegrini si riferisce.
Va notato che nelle ultime integrazioni presentate al progetto (visibili sul sito del ministero dell'Ambiente) Enel afferma che l'impianto non sarà predisposto per bruciare CDR.
Spero sia vero. Almeno il CDR no!!!

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C’è qualcuno?

La delibera della Giunta regionale n. 150 del 30 gennaio 2007, assenti sia l’assessore Isi Coppola, sia Renzo Marangon ( fatto vergognoso e deplorevole per l’oggetto della deliberazione, per le sue conseguenze oggettive e per l’ammirevole coraggio dei nostri assessori (?)) prende atto, facendolo proprio, del parere n. 149 espresso dalla Commissione Regionale V.I.A., espresso nella seduta del 17.01.2007 nonché prende atto anche dell’Allegato A alla stessa delibera, della quale forma parte integrante ai fini del giudizio di compatibilità ambientale sul “ Progetto di trasformazione a carbone della Centrale termoelettrica di Porto Tolle (RO)” presentato dall’Enel.

Nell’Allegato A alla citata delibera, dal quadro di riferimento progettuale si evince che la potenzialità termica a carbone è di 4.265 MWt/h; la potenzialità elettrica netta è di 1.902 MWe/h. Per effetto della tecnologia Pcc, scelta dall’Enel per la conversione della centrale, servono circa 2,24 MWt/h (Megawat termici) per produrre un MWe/h (megawat elettrico netto). Le biomasse (più il CDR, del quale però non c’è traccia nel quadro progettuale dell’Enel) potranno essere impiegate al massimo del  5% della potenzialità termica e cioè produrranno circa 95,19 MWe/h.

La producibilità elettrica netta, per ogni anno, sarà  pari a: 95,19 MWe/h x 8700h = 828.153 MWe. Questa quantità di energia elettrica prodotta gode dei benefici dei certificati verdi, per 15 anni, e quindi l’Enel ricaverà: 828.153 MWe/anno x 91 € (valore C.V. gennaio 2009 – Gestore mercato elettrico) = 75.361.923 €/anno

Per il periodo di incentivazioni l’Enel incasserà: 75.361.923 €/anno x 15 anni = 1.130.428.845

Per quanto riguarda il CDR (appare solo nelle prescrizioni !!!) il suo utilizzo non potrà superare il 2% in peso. Su 4.000.000 t di carbone saranno 80.000 le tonnellate di CDR che saranno bruciate, per ogni anno, nella centrale e nel rispetto dell’art. 30 della legge regionale n. 36 dell’8 settembre 1997. L’Enel, nel suo progetto sottoposto al V.I.A., questo programma di utilizzo del CDR non lo presenta nemmeno, ma gli viene regalato con le prescrizioni della Commissione Regionale V.I.A..

Cioè chi ti deve tutelare è colui che favorisce il tuo danno. Farsesco !

 I prezzi per lo smaltimento del CDR, in vigore nel gennaio 2009, sono pari a 90 €/t, per cui si avrà

80.000 t  x  90 € = 7.200.000 € all’anno x 15 anni = 108.000.000 € i quali, sommati ai 1.130.428.845 determinano un totale di 1.238.428.845 €.

Inoltre dovendo l’Enel, obbligatoriamente, ai sensi dell’art. 11 del Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n. 79 immettere nel sistema elettrico nazionale, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili, stabilita nel due per cento della suddetta energia eccedente i 100 GWh prodotti a Porto Tolle, così facendo, a spese nostre, ottempera anche a questo obbligo, altrimenti avrebbe dovuto acquistare, questo 2%, sul mercato elettrico dell’energia prodotta da fonti rinnovabili per un importo annuo di € 30.116.268 che per 15 anni ammonterebbe a 451.744.020 €

Se questo importo lo sommiamo a ciò che l’Enel ricava dagli incentivi, che paghiamo tutti noi, si avrà un importo pari a 1.690.172.865 €. 

L’Enel investe 2,2 MD di € per convertire a carbone la centrale e ricava, dal solo utilizzo di biomasse e CDR e dal risparmio per il non acquisto del 2 % di energia da fonti rinnovabili, 1.7 MD di € che gli italiani elargiranno, pagando le loro bollette all’Enel o la loro tassa sui rifiuti, come incentivi a chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili. 

Tutto questo è pazzesco. Nell’esposizione del parere della Commissione Regionale si parla sempre di biomasse vegetali prodotte in loco per una quantità di 350.000 tonnellate all’anno, come massima quantità da bruciarsi in co-combustione con il carbone nelle tre caldaie autorizzate e solo a pag. 46, dopo avere espresso il parere favorevole, nelle prescrizione imposte al punto n. 7, lettera a, la Commissione Regionale scrive: “ E’ consentita la combustione di biomasse e CDR (combustibile derivato da rifiuti) alle seguenti condizioni:

a) sia utilizzato CDR, prodotto preferibilmente nella Provincia di Rovigo, con un limite massimo del 2% in peso;

b) le biomasse utilizzate dovranno essere di provenienza regionale e la quantità massima è del 5% riferita alla potenzialità termica del combustibile utilizzato;

c) complessivamente la quantità di CDR e di biomasse non potrà eccedere il limite del 5% riferito alla potenzialità termica del combustibile utilizzato.

Va evidenziato che normalmente, ma ciò non vale per la Giunta regionale, le prescrizioni sono limiti imposti all’autorizzazione concessa, mentre, nel nostro caso, costituiscono un’estensione delle possibilità d’uso di diversi combustibili: carbone, biomasse ed anche CDR.

Ci saranno a Porto Tolle una centrale tra le più grandi d’Europa, alimentata a carbone ed ubicata nel pieno di un Parco naturale riconosciuto e, contestualmente, uno dei più grandi inceneritori di rifiuti speciali del Veneto (il codice CER -codice europeo rifiuti- del CDR è 191210).

A pag. 31 del parere della Commissione Regionale per il V.I.A. c’è inoltre scritto: “ Si evidenzia che lo stato attuale di salute della popolazione del delta è migliore di quella evidenziabile nelle aree viciniore” !!! Questa affermazione resta senza commento. Grazie all’Enel ed alla Giunta regionale che fanno proprie queste grossolane asserzioni di una Commissione Regionale sul cui operato è meglio stendere un velo di pietoso silenzio e di compassione. Il tutto è vergognoso ed inaccettabile!

Ma c’è qualcuno che risponderà a questi rilievi? Assessori regionali, provinciali, associazioni ambientaliste, Enel ?

In attesa. 

Carlo Pellegrini

28 gennaio 2009

Europorcellum


Dopo tanti rinvii e disdette sulla stampa perchè ormai saremmo fuori tempo massimo per modifiche alla legge elettorale per le europee, siamo in dirittura di arrivo: esiste un accordo fra il PD ed il PdL per uno sbarramento al 4% anche in Europa.
Dopo la presa in giro del primo ministro che aveva tirato fuori un 5% o non si fa nulla, l'intesa sembra favorire Walter Veltroni, che credo non si sarebbe opposto neanche ad un 5% di sbarramento.
Il tutto per favorire le aggregazioni. 
Grazie mille, che cari.
Le preferenze sembrano rimanere... ma visti i precedenti (porcellum) direi che è meglio non fidarsi. Fino all'ultimo.
Qualcuno, capovolgendo la realtà, sarà capace di dire pure che così si salvaguarda la democrazia.
Brindiamo alla democrazia, che così sarà finalmente salva... del tutto!

21 gennaio 2009

Polesine: tra ambiente inquinato e tumori in aumento. Ma le centrali stanno stabilmente al primo posto

Nei momenti in cui riesco a ritagliarmi del tempo per navigare trovo sempre cose interessanti, come questo articolo del Resto del Carlino dell'Assessore provinciale alla sanità Brusco, che mi era sfuggito, sull'aumento dei tumori in buona parte del Polesine, secondo i dati delle Asl 18 e 19.
Il dato mi sembra piuttosto significativo, ogni giorno ciascuno di noi vede qualcuno ammalarsi di tumore e iniziare una sfida difficile che può facilmente essere persa del tutto.
Brusco nell'articolo indicato mette in relazione questo dato con possibili fattori che peggiorerebbero certamente la qualità dell'aria e delle acque, come la costruzione della centrale a carbone, data ormai per certa da molti, direi soprattutto imposta dall'alto, nella più stretta collaborazione fra Enel e Confindustria ed il Governo.
Da anni si parla dell'inquinamento come uno dei fattori più importanti per l'insorgenza di patologie, anche tumorali. Sarebbe utile che gli studi effettuati venissero diffusi tra la popolazione. Gli esperti di qui potrebbero dedicarsi un po' di più alla diffusione dei dati ed aiutare la popolazione alla loro interpretazione, come da anni stanno facendo molti medici del comprensorio di Civitavecchia. 
Ciò servirebbe a riflettere sulle scelte che si compiono e sul "guadagno" (!) di ciascuno di noi, ad avere una centrale a carbone nel Delta.

Il Ministro dell'agricoltura Luca Zaia, seguendo la linea del suo governo, ha dato nei giorni scorsi manforte agli industriali dicendo con orgoglio che la centrale a carbone nel Delta è stata sbloccata. 
Caro Ministro: proprio Lei che difende a spada tratta, com'è suo dovere, la qualità dell'agricoltura e dei suoi prodotti tipici. L'unica spiegazione che mi viene in questo caso è che la sua posizione sul carbone sia ... inspiegabile e perciò un tantino "ideologica". La centrale a carbone o quella nucleare potrebbe farsela a Conegliano!!!

In un momento in cui a livello regionale mi sembra si stia dando impulso all'agricoltura di qualità mi chiedo (e non sono l'unica) se non ci saranno ripercussioni per i prodotti tipici bassopolesani: la vongola verace, il riso del Delta, il radicchio di Chioggia.

Non credo si tratti di un falso problema.

16 gennaio 2009

Calvario di Enel su Centrale a carbone di Porto Tolle: ci pensa Scajola


Dopo che la storia si trascina da anni per ragioni comprensibili - visto che la proposta di una centrale a carbone nel cuore del Delta del Po, nel bel mezzo di un Parco, ha incontrato numerosi ostacoli (si veda sulla Voce di Rovigo di ieri una cronistoria dal titolo "Il calvario di Enel" con tutti i rinvii della decisione) e sarebbe logicamente respinta da chiunque avesse un minimo di buonsenso (e questo blog ne è testimone, vedi Lavocetta files) - oggi per decidere della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, si riunirà nientepopodimeno che il Consiglio dei Ministri, bypassando le commissioni deputate alle valutazioni necessarie.
Finalmente le forti pressioni della lobby del carbone (Enel, Confindustria, comitati di lotta dei lavoratori Enel sotto varie denominazioni) sembrano sortire qualche risultato: un atto di imperio. Le vie democratiche previste dalla normativa a quanto pare si sono rivelate una palude insuperabile (!).
E soprattutto ad oggi non collimano con l'interesse di Enel.

Sembra che il ministro Scajola voglia contestualmente decidere anche per le estrazioni di gas in alto Adriatico perchè secondo lui non ci sono particolari problemi, anche se tutte le forze politiche a livello locale e regionale si sono espresse contro questa ipotesi con forza, suffragate dal parere di esperti.

Il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, S. Prestigiacomo avrebbe voce in capitolo. Ma dai precedenti (vedi vicenda Europa e quote emissioni) sembra di capire che seguirà la corrente a grandi passi, certe volte superandola.
Che nostalgia per i tempi in cui al Ministero c'era Alfonso Pecoraro... sembra un abisso di tempo, e forse anche di cultura.
Caro Scajola, cara Prestigiacomo: clima, gas serra, subsidenza saranno forse delle invenzioni? A che serve avvalersi di esperti, se poi si opera al contrario?
Mi si perdoni la licenza poetica, ma mi sembra di vedere l'On. Cetto La Qualunque che da Fazio dice: la cultura, la cultura... int'u culu la cultura!

14 gennaio 2009

Striscia di Gaza: firmiamo gli appelli perchè cessino le uccisioni di civili innocenti

Amnesty international si distingue sempre per il coraggio con cui porta avanti le sue battaglie per la difesa dei diritti umani, anche quando sono scomode o controcorrente.

Il ricorso alla violenza contro la popolazione inerme lascia senza parole nella considerazione che il diritto internazionale rischia di soccombere di fronte al potere del più forte.
Qui una richiesta di AI alle Nazioni Unite diramata ieri perchè siano individuate le responsabilità per crimini di guerra sul conflitto in corso sulla striscia di Gaza.

Spero che le pressioni internazionali dell'ONU e dell'Europa riescano a riportare su un piano politico il conflitto tra due ragioni che sembrano ormai inconciliabili.
Le mie speranze sono confortate anche dal cambio della guardia negli Stati Uniti , e da Hillary appena nominata segretario di Stato, che nel suo discorso apertamente riconosce il diritto dei palestinesi ad avere una loro terra.

Firmiamo gli appelli di Amnesty perchè cessino le uccisioni di civili innocenti.



01 gennaio 2009

Il volto dell'altra Italia


Di ieri l'altro la buona notizia, resa nota dai carabinieri, che una commessa di Cagliari trova per caso e consegna ai carabinieri 160mila euro perchè siano restituiti al legittimo proprietario.
La commessa in questione - Tiziana Concu, 43anni, due figli, di cui una studentessa di Scienze politiche - dice che il gesto è normale: "non erano soldi miei", che lei è felice: "la mia è una bella famiglia, mi basta e mi avanza", che le bastano i soldi che si guadagna col suo lavoro presso un supermarket in centro a Cagliari. Qui l'intervista
Una persona che si ritiene normalissima, insomma, portata sotto le luci della ribalta da un gesto e da uno spirito che hanno uno stile, a dire il vero, molto diverso e lontano da quello di certuni perennemente sotto i riflettori.
Il suo dev'essere il volto dell'altra Italia, quella che ancora si è poco manifestata e che, anche quando arriva nei palazzi del potere, conserva lucidità di giudizio sui valori.
Per la signora Tiziana, mia coetanea, il valore più grande sembra essere l'orgoglio della figlia per il suo comportamento.
Come sapevamo, i giovani temerari hanno bisogno del nostro esempio: che ci sia una connessione tra la nostra predica (di giustizia e rispetto) e la nostra pratica.
E avrebbero bisogno di esempi dall'alto nella politica e nelle istituzioni.
Visti i tempi che corrono, il condizionale è d'obbligo.

Riporto oggi questa notizia perchè vorrei che potesse essere di auspicio per il nuovo anno, per un impegno a fare ciascuno del proprio meglio.
Chissà che prima o poi questo diventi il vero volto in cui ci riconosciamo e da cui vogliamo essere rappresentati.

26 dicembre 2008

Tibet spiritualmente libero


Da qualche giorno medito di scrivere nel mio piccolo anch'io due righe sulla tragedia del popolo tibetano, tenuto sottomesso con le armi ormai da cinquant'anni al dominio della Cina. 
Poco se ne parla eppure, dopo le proteste della primavera scorsa, i monaci tibetani considerati terroristi dalle autorità cinesi stanno scontando le loro proteste pacifiche, con la "rieducazione politica" . 
Molti che sono stati arrestati sono condannati ad anni di reclusione o all'ergastolo anche con sentenze segrete.
Dispiace ricordare quando fu Prodi, allora capo del Governo italiano, a piegarsi di fronte alle pressioni e agli interessi per la Cina rifiutando di incontrare il Dalai Lama, capo del governo tibetano in esilio e autorità m
assima spirituale del Tibet. Ne è valsa la pena?
Diverso è stato il comportamento del presidente di turno della UE Sarkozy, capace di sopportare le dure pressioni inevitabili delle Cina:  ha incontrato ufficialmente il Dalai Lama. L'incontro perchè l'Europa possa mediare il conflitto fra il popolo tibetano e la Cina  consente anche una passo avanti nella creazione di una radice comune dei popoli europei, che sia fortemente legata al rispetto dei diritti.
L'autorità spirituale del Dalai Lama, Nobel per la pace, spaventa i potenti. L'arroganza del potere è difficilmente arrestabile, anche quando rasenta il ridicolo.