30 agosto 2008

Villadose: XIII mercato della centuriazione romana

La rappresentazione teatrale della commedia di Aristofane "Le nuvole", realizzata dal laboratorio teatrale del Liceo Bocchi di Adria, ha dato il via stasera a Villadose al XIII Mercato della centuriazione romana. Qui accanto alcune foto del contadino Strepsiade che cercherà dalla scuola di Socrate di risolvere i problemi con i suoi creditori e, sotto, alla conclusione della Commedia.
Il mercato della centuriazione romana è un evento ormai tradizionale, noto ed atteso in tutta la provincia di Rovigo e oltre,  e ha anche quest'anno nel suo calendario iniziative culturali che vanno dal Convegno di archeologia sperimentale dedicato alla scoperta della vita degli antichi alle arti delle
 Muse nell'antica Roma che vedrà la partecipazione del gruppo di danze antiche di Villadose , alle esercitazioni dei legionari e ai ludi dell'antica Roma. Da domani lungo la via principale avrà inizio anche il mercato antico, mentre domenica avrà luogo il grande corteo dei personaggi in costume.

Dal sito del Comune si può scaricare il programma dettagliato.

05 agosto 2008

Intervista sul tema: Costituente della sinistra e nuovo centro sinistra

Segnalo a tutti gli "arcobalenotteri" sopravvissuti allo tsunami elettorale questa bella intervista di Claudio Lucarelli, giornalista di La Repubblica, a Claudio Fava, Nichi Vendola e Grazia Francescato ripresa e pubblicata da Radio radicale sul tema della Costituente della sinistra e nuovo centro sinistra.


28 luglio 2008

Villadose: discarica di rifiuti in fiamme


E' successo ieri, nel bel mezzo del tranquillo pomeriggio domenicale, che la super-discarica Taglietto"0" ha preso fuoco. Si è alzata una alta e densa colonna di fumo nero, visibile da più di una decina di chilometri (anche dai dintorni di Monselice). Il fumo, ha interessato la campagna circostante, ma sembra non il paese, essendosi diretto ad ovest, verso Sarzano e Rovigo.
Dai giornali di oggi le autorità minimizzano i rischi e non sembrano esserci motivi di grande preoccupazione. Ma ancora nulla si sa delle analisi dell'aria, che stanno eseguendo i tecnici dell'Arpav.
Certamente per chi era nei paraggi non si è trattato di aria sana.
La zona è sede di altre tre discariche che si sono succedute nel tempo dagli anni '70 in poi, ricevendo in tutti questi anni i rifiuti dall'intera provincia di Rovigo. Vicino alle discariche c'è anche il separatore (secco-umido) dei rifiuti, proprio nel cuneo di confine del comune di Rovigo con quello di Villadose, in funzione dalla fine degli anni '90, che a sua volta prese fuoco qualche anno fa.
L'intervento dei vigili del fuoco si è protratto fino a tarda notte. La causa dell'incendio non è nota: autocombustione?
PS: notizie gazzettino 29 luglio e aggiornamento notizie 2 agosto

19 luglio 2008

In diretta il Congresso dei Verdi (Chianciano 18-20 luglio)

E' iniziato ieri a Chianciano il Congresso dei Verdi per la elezione del Portavoce dopo le dimissioni dalla Presidenza di Alfonso Pecoraro Scanio date subito dopo l'esito deludente delle elezioni politiche del 13-14 aprile scorso, in cui i Verdi erano nelle liste della Sinistra Arcobaleno.
Sei sono le mozioni presentate al congresso. Nessuna di queste parla espressamente di proseguire  l'esperienza con i partiti della Sinistra cosiddetta radicale. Mentre la mozione "Ecologisti e riformisti" che sostiene la presidenza di Marco Boato, che sembra essere il concorrente principale della Francescato, si afferma espressamente l'appartenenza all'area della sinistra riformista. 

La prima mozione sembra essere la favorita e porta le firme della maggior parte della precendente classe dirigente verde, tra cui quella di Grazia Francescato, di Angelo Bonelli, di Marco Pecoraro Scanio e anche quella di Gianfranco Bettin. Oggi al Congresso interverrà l'ex Presidente Alfonso Pecoraro Scanio.
Il Portavoce eletto dall'assemblea dovrebbe rimanere in carica un solo anno, fino alle elezioni europee del prossimo anno.
E' possibile seguire la diretta del Congresso (sotto).

Tutte le mozioni e i documenti del Congresso dei Verdi
Da Radio radicale è possibile rivedere il Congresso:
Prima giornata
Seconda giornata: presentazione delle mozioni ed elezione di Grazia Francescato (mozione 1)
Terza giornata: elezione esecutivo nazionale

 

14 luglio 2008

Voci per la Libertà: da mercoledì 16 inizia l'importante concorso canoro

Mercoledì prossimo 16 luglio a Villadose ha inizio il concorso Voci per la libertà "Una Canzone per Amnesty" evento live dove gruppi e solisti emergenti provenienti da tutta Italia si contenderanno il premio per il brano che meglio saprà descrivere le tematiche dei diritti, contenuti della Dichiarazione universale dei diritti umani.
E domenica 20 luglio saranno premiati i Subsonica che con la canzone "Canenero" (qui sotto), che parla delle violenze sui minori, vincono il premio Amnesty Italia 2008.
Per saperne molto di più visitate il sito Voci per la Libertà





10 luglio 2008

La legge è meno uguale per alcuni

Le polemiche seguite alla manifestazione di Piazza Navona contro la politica del Governo che tenta in tutti i modi di mettere le briglie ad una giustizia "giustizialista", dove i giudici, anzichè garantire la giustizia e l'applicazione di leggi uguali per tutti, sono diventati secondo il nostro presidente del Consiglio"la metastasi della democrazia", oltre ad essere strumentali, indicano purtroppo che diventa sempre più difficile esercitare il diritto di esprimersi in modo critico. L'intento di chi ci governa è palesemente quello di garantirsi l'impunità, ma ormai siamo assuefatti al martellamento quotidiano, e pur di vivere in un clima politico più tranquillo si è disposti ad accettare anche il Lodo Alfano, cioè l'immunità alla quattro più alte cariche dello Stato. 
Così ora è chiaro a tutti che non abbiamo gli stessi diritti: ci sono alcuni che sono "più uguali"  di altri. Il privilegio non è ancora abbandonato, anzi sta diventando legge: una legge fatta apposta per il Presidente del Consiglio.
Non mi pare un esempio di civiltà. Anzi, quasi quasi mi vergogno pure io che non c'entro niente. 

07 luglio 2008

Gianni Mattioli a Porto Viro - ecco il filmato

E' visibile dal mio blog (qui a lato), oppure sotto nei link direttamente da Google Video, il filmato dell'intervento di Gianni Mattioli all'incontro  del 20 giugno scorso, dal titolo: "Energia e sconvolgimenti climatici - Il futuro è nel nucleare?" 
Lo so che Confindustria, prima ad essere ascoltata  dai nostri Governi, preme per il nucleare. Credo anche di capire che, stando così le cose, è molto difficile contrastare "l'esercito dei nuclearisti" molto convinti, non si sa da cosa, che l'energia nucleare sia una energia pulita e a basso costo. 
Il nuovo Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, mentre tenta di far abbassare le quote di riduzione delle emissioni di gas serra per favorire il sistema economico italiano (che è un po' restio, basta vedere Enel che vorrebbe convertire a carbone la centrale di Porto Tolle), si è convinta che per ridurre le emissioni di CO2 dobbiamo avere il nucleare, come gli altri paesi europei (che, avendolo già, mi sembrava lo stessero riducendo).
Insomma per rispettare il protocollo di Kyoto, anche l'ex primo ministro inglese Tony Blair afferma che è meglio tenersi un po' di nucleare.
Siamo arrivati al punto che sembra dobbiamo scegliere tra il non rispettare il protocollo di Kyoto e il nucleare: cos'è peggio? Peggio un incidente nucleare, o lo sconvolgimento del clima?
Non so cosa sia peggio, ho l'imbarazzo della scelta.
Di sicuro sarebbe meglio vivere senza pericoli. E con un sistema economico  al passo con i tempi e capace di guardare, di tanto in tanto, oltre l'immediato dei propri utili aziendali. Ma questo forse è chiedere troppo.
Qui il link a Google video dove ho pubblicato il video in tre tempi, per motivi di dimensioni.

25 giugno 2008

Ca' Cappello: In-Giustizia amministrativa


Sembra che il Consiglio di Stato abbia dato ragione al comune di Porto Viro e al suo legale avvocato Luigi Migliorini nel ricorso presentato dalle associazioni e dai comitati ambientalisti contro il progetto di una mega area industriale di quasi 4 milioni di metri quadrati in località "Ca' Cappello" (vedere il post del 4 marzo 2006).
Non avevamo ancora finito di fare i nostri primi timidissimi e cauti quasi-complimenti (a dita incrociate- timeo danaos) al comune di Porto Viro per la disponibilità dimostrata nel sostenere la contrarietà al carbone di Porto Tolle! ...
A Porto Viro ci sarà quindi il Terminal gasiero  (in costruzione- ascolta qui a fianco Luigi Flamini, presidente del "comitato anti Terminal" che spiega di cosa si tratta) e una mega area industriale. Niente male per essere uno dei comuni del Parco veneto del Delta del Po! 
Secondo il vicesindaco Geremia Gennari, fervido sostenitore dell'area industriale, il problema non si pone, visto che è appena lì, fuori dai confini del Parco. Vuoi vedere che è per questo che il consiglio di Stato gli ha dato ragione? 
Del resto l'avvocato Migliorini,  che è anche grande amico del presidente della Regione Galan, come lui ci ricorda sempre nella sua rubrica  del Corriere, curava questa causa mentre era Commissario straordinario del Parco ; il vice-presidente del Parco è Geremia Gennari in persona ... Il presidente del Parco è il presidente della Provincia ...
Quindi non chiedetevi perchè l'ente Parco non dice una parola ...

21 giugno 2008

Straordinaria lezione di Gianni Mattioli su nucleare e clima

In attesa del filmato (che metteremo presto a disposizione) della straordinaria conferenza di Gianni Mattioli sull'energia di ieri sera a Porto Viro, scrivo qui le mie impressioni a caldo. Vado a memoria.
C'era gente persino in piedi. Presenti molti amministratori, alcuni poi anche intervenuti nel dibattito. Coordinava G. Ceruti, noto avvocato ambientalista ed ex-parlamentare verde.

Dopo i saluti dell'assessore Pregnolato del Comune di Porto Viro, ha parlato A. Fioravanti, assessore all'ambiente del comune di Taglio di Po, illustrando i progetti di risparmio energetico in corso nel suo comune. Il primo utilizza una società ESCO che fornisce il progetto di adeguamento energetico degli edifici comunali e i finanziamenti per la sua realizzazione, soldi che poi la società recupera nel corso della durata del contratto senza alcuna spesa per il comune. Altri interventi sono la costruzione di due grandi tetti fotovoltaici su edifici comunali (tra cui il palazzetto dello sport) e la certificazione ambientale. Il comune risparmia sui costi dell'energia utilizzata per i propri consumi e ne produce in proprio dalle fonti rinnovabili.

La parola quindi è passata al prof. Gianni Mattioli, fisico nucleare e docente presso l'Università "La Sapienza" di Roma, che ha introdotto la sua relazione indicando prima di tutto una necessità: quella di trasferire le informazioni, di diffonderle (e io modestamente sto facendo la mia parte) in maniera da garantire a tutti di capire meglio la realtà in cui viviamo ed i suoi problemi. Partendo dai mutamenti climatici e dagli equilibri stabili e precari, la sua ampia relazione ha toccato gli aspetti cruciali del problema energetico nel nostro Paese, con uno sguardo all'Europa, nell'ambito della quale esistono trattati che ci vincolano alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, all'incremento delle fonti rinnovabili.

Il professore ha poi parlato del carbone come fonte energetica a basso costo, unico vantaggio per le aziende dell'energia, ma non per noi cittadini. Il suo discorso è poi proseguito con una lunga cronistoria dei fatti italiani legati allo sviluppo del nucleare e alla sua crisi successiva, a partire dalla fine degli anni Settanta, in cui gli Stati Uniti smisero di costruire nuove centrali. Infatti la valutazione del rischio conseguente all'impiego del nucleare lo ha reso poco conveniente. Poichè "il limite massimo ammissibile di radiazioni è quella dose di radiazione a cui sono associati effetti somatici o genetici che si considerano accettabili, a fronte dei benefici economici associati con le attività delle radiazioni", il rischio è accettabile solo se il bilancio è positivo. Per l'Italia, dove in quegli anni era rimasta attiva solo la centrale nucleare di Montalto di Castro, si valutarono i pro e i contro nel dover gestire le scorie radioattive e il governo ragionevolmente decise che non conveniva.
Nel 2005 Bush ha lanciato una nuova legge per enormi incentivi per impianti nucleari. Ha aggiunto poi ulteriori compensazioni nel caso di cantiere lungo. Oggi il gigante energetico Exxelon afferma che con i giganteschi incentivi di Bush forse ci saranno nuovi impianti.
Oggi il nucleare garantisce circa il 6% dell'energia mondiale. AIEA ci dice che uranio fissile ce n'è per 40 anni e prevede che il peso complessivo dell'energia nucleare scenderà in futuro intorno al 5%.
Il problema delle scorie radioattive rimane tuttora irrisolto e va messo effettivamente nel calcolo dei rischi per determinare i costi per ogni chilowattora.

Il professore ha concluso con un accorato appello alla necessità di utilizzare le fonti rinnovabili. "Se il governo italiano deciderà effettivamente di aumentare la produzione energetica dal nucleare, rimarrà la necessita di aumentare l'utilizzo delle fonti rinnovabili, che possono certamente garantire l'occupazione: potrebbero partire imprese per la produzione, la installazione, la manutenzione di impianti solari anche a Porto Tolle?"
Il coordinatore Gianluigi Ceruti rivolgendosi in particolare ai giornalisti presenti ha detto che è il momento di garantire la controinformazione in tutta Italia dando risalto alla serata anche sui giornali nazionali. E rivolgendosi all'associazione Articolo 21 ha chiesto espressamente che la RAI garantisca una informazione pluralistica.
Alla fine Mattioli ha affermato che carbone e nucleare sono scelte "non praticabili", ma questo non significa che allora lo scenario sia facile: "appena si scende sul terreno organizzativo, economico [...] si deve comprendere quanto sia difficile la strada delle energie alternative. Una strada obbligata ma difficile che si può portare avanti solo se c'è una partecipazione consapevole."

L'incontro si è concluso con una calorosa, lunga e applauditissima ovazione finale.

Cliccare qui  per ascoltare: l'introduzione di G. Ceruti, la relazione di Gianni Mattioli e la sua replica finale alle domande del pubblico:

17 giugno 2008

Energia: il futuro è nel nucleare? Conferenza con il fisico Gianni Mattioli

Bene. Per chi si è stancato di sorbirsi il martellamento quotidiano e monotono dei media sulla necessaria ineluttabilità del nucleare, comprese le numerose fandonie a buon mercato, il coordinamento dei comitati organizza una interessante, anzi imperdibile conferenza con un esperto nel settore: il fisico Gianni Mattioli (forse ne saprà un po' di più della nostra Marcegaglia, cosa dite!?!).

La conferenza si tiene venerdì prossimo 20 giugno alle ore 20.30 in sala Eracle a Porto Viro. La conferenza sarà coordinata dal noto avvocato ambientalista, padre della legge quadro sulle aree protette, Gianluigi Ceruti.
Interverranno inoltre il sindaco D. Mancin (centro destra) e l'assessore del comune di Taglio di Po Alberto Fioravanti (centro sinistra).
Qui a fianco la locandina.

07 giugno 2008

Quell'ambientalista di Galan

Da tempo mi chiedo quando questa storia della conversione a carbone della centrale di Porto Tolle avrà la sua conclusione.
Sia chiaro: per me qui è del tutto improponibile la sua realizzazione e sono convinta che nessuno liberamente possa compiere una scelta simile per il nostro delta. Ma logiche miopi, nutrite da interessi trasversali, possono invece spingere chi è deputato alle decisioni ad accettare anche la peggiore delle soluzioni. Non si può rimanere in silenzio e rassegnarsi ad una lunga attesa in cui le generazioni che verranno chiederanno il conto a chi ha svenduto il territorio, senza rispetto dei luoghi e del patrimonio di tutti, valori imprescindibili saldamente legati alla vita delle persone. Le lunghe proteste della popolazione che non si arrende all'ingiustizia di una politica che agisce per salvare e riprodurre se stessa, invece che per il bene comune, certamente incrementano la consapevolezza collettiva sulla necessità di un cambiamento.
Nel caso di Porto Tolle, Enel ha finora potuto contare su di uno schieramento trasversale dei partiti più grossi a tutti i livelli. E alle amministrative di Porto Tolle ha vinto Finotti (sindaco uscente prima appoggiato dal centrosinistra) con uno schieramento di forze che vanno dal PD ad AN a una parte di FI, segno inequivocabile delle rispettive volontà di gestire tutti insieme la questione "centrale". Galan un anno fa stringeva il patto per il carbone con il sottosegretario Letta dell'Unione. Si parlava a quel tempo di uno scambio per velocizzare le procedure per la costruzione di autostrade. In questi giorni è arrivato in Consiglio regionale veneto un emendamento a un collegato alla finanziaria in cui i consiglieri del PD C.A.Azzi e Frigo chiedono al consiglio regionale l'interpretazione autentica dell'art. 30 della legge sul Parco (L.R. 36/97). L'articolo in questione sembra capace di creare problemi ai fautori del carbone, anche se i commissari della commissione VIA regionale se ne sono fatti un baffo. Ma si è tuttora in attesa dell'esito della commissione VIA nazionale, che forse potrebbe avvalersi di quell'articolo in cui si precisa che l'alimentazione delle centrali nei comuni del Parco deve essere di un combustibile con un impatto ambientale pari o inferiore a quello del metano. In ogni caso il Presidente Galan è apparso all'apertura del Consiglio regionale, dichiarandosi contrario all'emendamento - che non avrebbe votato - e alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle "per cui la commissione regionale si è già espressa; per cui non c'è stato nessun confronto con il governo: quali sarebbero i vantaggi?" ed inoltre "il Veneto si trova in una situazione di equilibrio energetico, essendo autosufficiente e fra pochi mesi avremo il Terminal gasifero unico in Italia, che permetterà di fonti di approvvigionamento diversificate".
Un bel colpo di scena se non è solo fumo negli occhi: perché questi improvvisi cambi di orientamento? Un Galan improvvisamente ambientalista, oppure si vuole solamente alzare il prezzo? Prima si parlava di 25 milioni di euro per la Regione da parte di Enel. Più si diceva una ventina per il comune di Porto Tolle. E ora?
Del resto Galan ha offerto il Veneto anche per il nucleare, un ambientalista "doc". In ogni caso il PD polesano sembra essere rimasto un po' di stucco: Galan più ambientalista di loro? (non ci vuole poi molto ... )
Ma la storia non finisce certo qui, sono anni che va avanti, tra una campagna elettorale e l'altra. E la prossima.

03 giugno 2008

FAO: un piano globale contro la fame nel mondo


Oggi Roma è sede di una conferenza internazionale della FAO per affrontare i problemi della crescita dei prezzi dei beni alimentari, dei cambiamenti climatici e della sicurezza ambientale.
La massiccia conversione dell'agricoltura verso la produzione dei biocombustibili, come in Brasile ma anche negli Stati Uniti, e la conseguente riduzione della produzione di cibo, sembra essere all'origine della crescita dei prezzi degli alimentari che diventa dramma per i paesi più poveri, che non sono in grado di provvedere da soli, come alcuni Paesi africani dove solo una piccolissima parte del territorio è coltivato.
L'ONU con il suo Segretario generale Ban Ki-moon  propone un piano di azione globale  in cui tutti gli Stati del mondo, anche i peggiori, possono mostrarsi generosi verso i più poveri.

Leggi  negli approfondimenti sotto in questa pagina  la lettera di Ban Ki-moon "Through Africa with hope"

Se vuoi passare dalla teoria alla pratica  puoi subito fare Un gesto di solidarietà per il Burkina-Faso

01 giugno 2008

Nucleare: la parola a Carlo Rubbia

Cosa ne dite se dopo aver sentito parlare tutti, sulla questione del nucleare diamo la parola al professor Carlo Rubbia, fra l'altro Nobel per la fisica?
Ieri nel Corriere della sera Carlo Rubbia risponde a quanti non sono disponibili a riconoscergli autorità in materia o affermano che sul nucleare non c'è alcun problema, come il prof. Veronesi che afferma che il timore per le radiazioni è infondato. Strano, mi sembrava che le radiazioni ionizzanti fossero agenti cancerogeni riconosciuti dalla classificazione internazionale!
Alla scienza spetterebbe l'ultima parola, sempre che sia libera da condizionamenti.

28 maggio 2008

Domande in libertà 1

Come hanno fato Fini e Berlusconi a riunirsi sotto un unico simbolo senza perdere voti? Che relazione c'è tra FI  e AN? Perchè i seguaci di Fini sono così poco preoccupati di perdere la loro identità? Avete sentito qualcuno lamentarsi? Il partito di AN esiste ancora? Se Fini e Berluconi litigassero, si riformerebbero i due partiti originari? il PDL è un partito o una coalizione? 
Perchè i "minestroni" riescono meglio a destra che a sinistra? grazie per le risposte.

I rompiballe

E alla fine arriva l'operazione rompiballe. Ad opera dei  magistrati della Procura di Napoli che nel bel mezzo della (chiamiamola) "emergenza" rifiuti  di Napoli (in realtà dura da diversi anni), scoprono e mettono a nudo comportamenti a dir poco imbarazzanti degli alti vertici di istituzioni che in teoria dovrebbero salvaguardare l'interesse dei cittadini. Così agli arresti finiscono 25 persone, anche stretti collaboratori di Bertolaso che dalle intercettazioni sembrano brillare per le trovate poco edificanti.
Intanto i comitati tolgono le barricate. Del resto il sistema è talmente marcio che sembra sgretolarsi da solo ... 

Per farsi una idea di come è stato affrontato in questi anni il problema dei rifiuti in Campania consiglio di leggere  la inchiesta di Gabriella Gribaudi "Il ciclo vizioso dei rifiuti in Campania"

25 maggio 2008

La favola del giorno


Giorni grevi di notizie. Sono quasi arrivata al punto di non voler sapere niente. Non ho scuse ma si tratta di autodifesa contro questo governo che contro immigrati, ambiente e cittadini organizzati a non subire proprio tutto, mostra i muscoli e i denti aguzzi fin dal suo esordio.
L'opposizione, che non prevedeva di essere nella più completa "da-solitudine", balbetta.
Su tutto un'informazione martellante dei media che narrano la storia "a piacere". E sull'energia ricompare in grande stile sulla scena il ritorno del nucleare.
Avete tutti sentito parlare del discorso del Ministro Scajola all'Assemblea di Confindustria (vero Governo ombra del Paese come dice Nichi Vendola nella sua mozione), in cui dichiara la necessità - fra energie rinnovabili, carbone, rigassificatori e inceneritori - di un ritorno al nucleare.
" La favola atomica" è il titolo del documentato e attendibile intervento dei fisici Gianni Mattioli e Massimo Scalia, ambientalisti e storici oppositori al nucleare, sul Manifesto che di seguito vi propongo integralmente.
Intanto il Governatore del Veneto Galan, anche lui un fisico possente, propone il nucleare per Porto Tolle, incurante della geologia, dell'economia e del buonsenso.

La favola atomica

Gianni Mattioli

Massimo Scalia


Ministri, politici e Confindustria ripetono che dall'energia nucleare si può trarre energia abbondante, tanto da liberarci dalla schiavitù del petrolio e del gas, energia pulita, tanto da contrastare l'incubo del cambiamento climatico, energia a prezzi ben più limitati, tanto da ridar fiato alla nostra stanca economia.

Tutto ciò è una favola, non ha alcun fondamento scientifico razionale: non poco o tanto discutibile, semplicemente inesistente. Tanto che sorge una domanda ingenua: è possibile che ministri, politici e industriali possano proclamare tante assurdità senza che un tecnico amico gli suggerisca qualche dato?

Basterebbe guardare gli altri paesi nucleari: forniscono un quadro di crisi dell'energia nucleare, documentata dai rapporti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) e, in particolare, dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) delle Nazioni Unite.

L'energia nucleare abbondante. Di che parliamo? Oggi essa copre il 6,4% del fabbisogno mondiale di energia, e di uranio fissile, a questo ritmo modesto di impiego, secondo il rapporto Aiea del 2001 ce n'era per 35 anni. Certo, si potrebbe ricorrere all'uranio 238, ben più abbondante in natura: si tratta di un tipo di uranio non fissile, ma attraverso il processo di cattura di un neutrone, si puo trasformare in plutonio, materiale fissile, anzi ingrediente principale per le bombe. Materiale dunque ad alto rischio di proliferazione militare e anche sanitario: un milionesimo di grammo è la dose che può essere letale per inalazione. La Francia, che aveva perseguito con decisione questa strada, l'ha abbandonata col venir meno dell'urgenza strategica della force de frappe.

La questione delle scorie radioattive provenienti dalla fabbricazione e dall'impiego del combustibile nucleare. Solo per l'Italia, con il suo modesto passato nucleare, si tratta di un centinaio di migliaia di metri cubi, da sistemare in modo che non vengano più a contatto - per «ere» intere - con l'ambiente, la falda idrica, tutti noi. Oggi non c'è soluzione. Si era fatto molto affidamento - anche per Scanzano - sulle strutture geologiche saline, fidando sul carattere idrorepellente: l'acqua è un temibile avversario per la sua capacità di fessurazione di qualsiasi contenitore e conseguente messa in circolazione dei materiali radioattivi. La fiducia è crollata qualche anno fa, quando, nel corso della messa a punto del deposito Wipp del New Mexico, l'acqua ha fatto irruzione là dove non ci si sarebbe aspettati di trovarla e, inoltre, si è anche ipotizzata la possibile circolazione d'acqua a causa dell'insediamento di materiali ad alta temperatura (a causa della loro radioattività) con conseguente alterazione delle condizioni di stabilità geologica. Oggi si spera nelle rocce argillose e la Francia indirizza a queste strutture geologiche la sua ricerca.

Ma allora quanto costa il kilowattora, in una situazione nella quale il ciclo del combustibile nucleare è tutt'ora materia di ricerca fondamentale?

E si torna alla complessità di una tecnologia che ripropone il problema della radioattività, l'insoluta sfida che conosciamo dal 1896, con la scoperta di Becquerel. E' questo in definitiva il fattore che ha fatto lievitare il costo dell'energia prodotta, man mano che le popolazioni (e i lavoratori) statunitensi chiedevano standard di protezione sempre più elevati.

Vorremmo ricordare a ministri, politici e Confindustria che tutt'ora il danno sanitario da riadioazioni non ammette soglia al di sotto della quale non c'è rischio: dosi comunque piccole - questa è la valutazione della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti - possono innescare i processi di mutagenesi che portano al danno somatico (tumori, leucemia) o genetico. Da qui la lievitazione dei costi per la riduzione di rilasci di radiazioni, si badi, in condizioni di funzionamento di routine, degli impianti. E, a maggior ragione, la questione della sicurezza da incidenti.

Nasce da tutto questo il progressivo abbandono del nucleare civile, che dal 1978 diviene totale per gli Usa e all'inizio degli anni '90 per tutti i paesi Ocse (con la sola eccezione del Giappone), Francia compresa. Di qui il consorzio di ricerca guidato dagli Stati Uniti, Generation IV, che proclama la messa a punto di un reattore che si vorrebbe più sicuro, che usi con maggior efficienza l'uranio, non proliferante e che dovrebbe costare di meno. Il prototipo non è atteso prima del 2025, ma il premio Nobel Carlo Rubbia giudica già insufficiente il programma.

In questo quadro è incredibile parlare di energia pulita e poco costosa: il Department of Energy situa a 0,06 euro il prevedibile costo del kWh al 2010 e vien da sorridere se si pensa al costo del vento e alla sua formidabile espansione, altro che nucleare, su scala mondiale.

Certo, le imprese elettromeccaniche devono pur lavorare e forniscono impianti per esempio a Cina e India, ma continuano a non piazzarli in casa: solo gli enormi incentivi del provvedimento di Bush fanno dire alla Exelon, una delle principali elettriche Usa, che, in virtù di quegli incentivi, partiranno un paio di impianti entro il decennio, ancora di terza generazione, come di terza generazione è quello che si annuncia in Francia in mancanza di meglio.

È questo che ci propongono Governo, politici e industriali? Attendiamo chiarimenti.

18 maggio 2008

Verdi: nè di destra, nè di sinistra ?

Propongo questa mia breve riflessione sul dibattito in corso sul futuro dei Verdi. Fino ad ora non si vedono segnali decisivi riguardo alla linea politica che il partito uniformemente intenda seguire. Difficile trovare la strada giusta dopo questa sconfitta, che molti - qualcuno anche in tempi non sospetti - hanno ritenuto addirittura annunciata perchè tutto sarebbe avvenuto solo dall'alto e a tavolino, discostandosi dal sentire dei territori (in cui i Verdi e i partiti della Sinistra come il PRC non vanno sempre d'accordo, anzi). Per non parlare delle liste: qui in Veneto è stato forte il sospetto che potessero rappresentare una forte provocazione alla classe dirigente.
Comunque la si giri è inevitabile per noi verdi non fare i conti con la sconfitta che va ben al di là delle responsabilità di chi possa anche (più o meno correttamente) aver remato contro perché ciò accadesse. E ce la ritroviamo tutta al nostro interno, fra di noi, nei circoli locali, in cui improvvisamente - e aggiungo: per fortuna - diventa necessario esprimersi per trovare il bandolo della matassa: l'avessimo fatto prima questo dibattito, invece di inseguire facili consensi unanimi in tutte le assemblee, dove era ben visibile la totale assenza di un vero confronto!

La crisi, uno dei pochi ricordi che mi è rimasto dal liceo, è un momento forte di consapevolezza, in cui acquisti la capacità di giudicare e di scegliere. Nei Verdi le diverse anime devono aver convissuto a lungo nella sopportazione reciproca e a volte anche fingendo di amarsi.
Ci sono quelli che inseguono i comitati e non vogliono sentir parlare di partito, dicono di non amare le gerarchie e di preferire la orizzontalità, che talvolta rischia di debordare in una generale anarchia gestita da pochi, senza regole.
Poi ci sono quelli che, da anni nelle istituzioni, cercano fondamentalmente di mantenere i privilegi acquisiti e che vivono una sorta di competizione con i comitati ambientalisti, che del resto e per fortuna non fanno mai distinzioni per chi è al potere.
Ma oltre a queste distinzioni metodologiche bisogna dire che il contenitore verde spazia da sinistra a destra: centri sociali, ex-comunisti delusi dal PRC, ambientalisti di estrazione liberale, ambientalisti cattolici, .... Dov'è il bandolo della matassa? Chi, o meglio cosa, può riuscire a tenere insieme queste molte anime verdi? Il compito è difficile.
La sconfitta elettorale della sinistra arcobaleno ha dato fiato a chi prima, con l'onda che avanzava della nuova sinistra, sommessamente continuava a ripetere inascoltato che i verdi devono stare da soli, fare i verdi, nè di destra nè di sinistra.
Il dibattito si è acceso.
Da parte mia credo che il modo giusto di affrontare il problema non sia di stabilire in astratto quanto a sinistra, al centro o a destra vogliono stare i verdi. Ma, nel rispetto di alcuni principi di fondo condivisi, prima di tutto di partire dalla concretezza delle azioni e dalla realtà che viviamo, cioè dalle persone con cui fino ad oggi abbiamo lavorato, andando al di là di quei paletti ideologici che spesso si traducono in un confine più ipotetico che reale. E di capovolgere il ragionamento partendo dallo sviluppo che vogliamo per il nostro territorio, locale o globale che sia. Forse in questo modo riusciremo a trovare un unico filo conduttore che ci accomuni e con cui guardar fuori.

12 maggio 2008

SuperBurrasca a sinistra


La burrasca non si placa, siamo solo all'inizio. La sconfitta politica sta dando i suoi frutti amari nelle divisioni che si propagano a catena perchè ormai anche noi che da un rapido resoconto del fine settimana un tempo "fummo" della sinistra arcobaleno, oltre alla sconfitta politica e culturale rispetto alla vittoria della destra, siamo diventati tutti più poveri. Molti anche alcuni centri sociali tentano di smarcarsi da questa sconfitta che è prima di tutto culturale, dichiarandosi non più un luogo della sinistra. Forse perchè l'hanno a lungo e secondo me erroneamente identificata in un partito.
Qui un articolo di Pierluigi Sullo, direttore di Carta che secondo me si collega anche se un po' da lontano al precedente
Insomma la sinistra non piace più a nessuno Ma per non capire davvero più niente e continuare ad errare nella terminologia e nei concetti, ora che Veltroni ha perso le elezioni e in Parlamento è la minoranza, la sinistra nel gergo quotidiano è diventato il PD (!!!)
E i miei verdi? Qui il comunicato ufficiale dal sito dei verdi, qui un articolo dal Manifesto.
Ma le notizie sono frammentarie e non è facile comprendere il quadro della situazione.

Per ora da radio radicale la registrazione del CPN del PRC e della Conferenza stampa di Nichi Vendola che si candida alla segreteria del PRC.
Qui il sito non ufficiale della Sinistra Arcobaleno per chi contro ogni ragionevole motivo, ottimo motivo per farlo, vuol continuare a discuterne.

06 maggio 2008

Un gesto di solidarietà per il Burkina Faso

Cari amici mi preme sollecitarvi ad una azione di vera solidarietà urgente verso la cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo.
Ho un collega che si occupa di un progetto per me grandioso che ha coinvolto fino ad ora anche l'Istituto agrario di Rovigo e che consiste nell'aiutare alcune cooperative agricole burkinabe a migliorare le tecniche di coltivazione dei campi e di allevamento colturale, tali da rendere possibile la autonomia alimentare di interi villaggi, con addirittura un surplus da commerciare. Questo grazie alla costruzione di modestissimi impianti di irrigazione (quando i pochi pozzi distano qualche km dai terreni e ciò comporterebbe un continuo andirivieni per l'approvvigionamento) e all'aiuto tecnico del mio collega e di altri esperti, grazie a fondi regionali stanziati da diversi anni per la cooperazione. Il progetto finanzia anche l'istruzione di quattro studenti del Burkina per diventare dei tecnici agrari.
Per offrire un aiuto individuale a cui personalmente vi sollecito contattatemi.

24 aprile 2008

Dopo la burrasca delle politiche in cerca della rotta giusta

Credo che questo voto penalizzante per tutte le forze politiche della sinistra, tra cui i verdi, ci induca a cercare la giusta direzione. Quello che in ogni caso si deve evitare è di compiere a questo punto scelte affrettate, in modo da non passare dalla padella alla brace, o che nessuno possa dire "pezo el tacòn del buso" (intraducibile). Mentre il PdCI e il PRC sembrano avere le idee chiare e hanno ufficialmente preso posizione con quello che si può definire sommariamente (ma correggetemi se sbaglio) un ritorno alle origini (compreso il simbolo del partito) è più difficile trovare dichiarazioni chiare dei verdi.In generale le direzioni sembrano varie e ancora in evoluzione, e accanto ad un parallelo ritorno alle origini con una continua presa di distanza dalla sinistra, sta prendendo corpo la possibilità di una non meglio definita "apertura" al Partito Democratico. Qui accanto c'è un sondaggio che vi invito a votare.