Questo il commento di Alfonso Pecoraro Scanio, ovvero il Ministro dell'ambiente, nel suo blog personale.
Qui anche un commento, di stampo completamente diverso e che io trovo per certi versi anche divertente, da il Tempo.
Riflessioni su temi di attualità dall'ambiente ai diritti, compresi i diritti degli altri animali.
scrivi a Lavocetta@gmail.com
Dopo circa 20 anni che seguo bambini affetti da asma bronchiale non riesco a nascondere la delusione più completa verso questa società.Dr. Giovanni Ghirga - Pediatra Portavoce Coordinamento dei Comitati dei Medici del Comprensorio di Civitavecchia per l’Ambiente e la Salute
La scienza ha fatto progressi enormi nella cura delle patologie infantili riducendo la mortalità nei paesi più sviluppati a livelli impensabili fino a poco tempo fa. I reparti ospedalieri di ricovero per bambini, una volta affollati per l’elevato numero di piccoli malati, oggi hanno pochi pazienti.
Di fronte a questo successo della Medicina la risposta della società è ripugnante: l’uso del carbone come combustibile. In una città come Civitavecchia dove è già molto alta l’incidenza delle patologie respiratorie infantili, dove l’inquinamento industriale ha inciso fortemente sullo stato di salute della popolazione, i responsabili vedono senza guardare, odono senza ascoltare, si nascondono e imperano, tiranni, seguendo un unico obbiettivo: il lucro.
Cos’altro può suscitare nell’animo una notizia come quella da poco pubblicata sugli effetti del carbone nei bambini.
Uno studio effettuato dal prof. Dubnov ha dimostrato che l’inquinamento dell’aria causato da una centrale a carbone, sebbene nei limiti di legge, ha un effetto negativo sulla maturazione e la crescita polmonare dei bambini che vivono nella stessa area (Environ Res 2006,4).
Il tessuto polmonare sin dalla nascita è in via di accrescimento e rimodellamento. L’80 % degli alveoli polmonari si forma durante la crescita e lo sviluppo del polmone continua fino all’adolescenza.
L’inibizione dello sviluppo completo dei polmoni comporta una riduzione del tessuto polmonare, indispensabile per un corretto scambio di ossigeno ed anidride carbonica. Ricercatori dell’Università della California hanno scoperto che un minor sviluppo del polmone può causare alterazioni secondarie a livello del sistema nervoso centrale (Children at Risk).
La preoccupazione per i risultati di questo studio si aggiunge a quella per le conclusioni di altre recenti ricerche. Alcuni noti scienziati hanno preso in esame un gruppo di bambini, senza alcun sintomo a carico delle vie respiratorie, tra i quali alcuni di appena 3 mesi di età ed hanno dimostrato che tutti questi innocenti avevano un deposito carbonioso nei polmoni (Thorax 2001;56-12;932).
A Roma è stato dimostrato che il numero dei ricoveri di bambini affetti da polmonite aumenta in rapporto all’innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico (Eur Respir J 2001;17;1143-50).
Come si rimane dopo essere a conoscenza di queste ricerche.
Molti scrolleranno le spalle, ignavi, mormorando “Tanto non c’è più niente da fare”; altri si chiederanno “Ma cosa possiamo fare?”; pochi, ma onesti, continueranno a lottare ed a difendere quella dignità che, aimè, molti hanno svenduto.
del Coordinamento dei Comitati per la difesa dell'ambiente AmbientePolesine@gmail.com indicando con chiarezza nome, cognome e città.La vicenda dell’annullamento del permesso di costruire di Porto Viro per il gasdotto dell’Edison ha avuto un merito: finalmente la Provincia di Rovigo esce dalle ambiguità e si schiera apertamente sulla questione del terminal gasifero di Porto Levante.
Nei giorni scorsi infatti il Consiglio provinciale ha ritrovato la sua unità nella condanna non del terminal, ma del dirigente che, esercitando un potere da sempre a lui riconosciuto in passato, avrebbe avuto l’ardire di annullare, per una serie di gravi illegittimità, il permesso di costruire del Comune di Porto Viro che ha autorizzato il gasdotto a servizio del terminal.
A questo punto, al di là delle questioni giuridiche, la vera domanda politica alla quale deve rispondere l’Amministrazione provinciale è: quali sono i vantaggi per il Polesine di questo progetto?
Presentato al momento della sua approvazione nella prospettiva di convertire a gas la centrale di Porto Tolle, il terminal gasifero localizzato contro ogni logica davanti alle coste del Delta del Po (allo scopo di far ottenere alla società che lo costruisce un finanziamento pubblico di 86 milioni di euro che altrove non avrebbe potuto essere concesso) per poi invece distribuire il gas cento chilometri più a sud nel bolognese, non apporta alcun beneficio al Polesine.
Ma allora un’Amministrazione provinciale che non ha saputo difendere il proprio territorio e la propria comunità dalla localizzazione di un’opera che, accanto ad un carico ambientale pesantissimo, non apporta alcuna utilità al territorio e alle popolazioni, dovrebbe interrogarsi sulla sua stessa effettiva utilità.
Ed ora attendiamoci un bel Consiglio provinciale a favore della trasformazione a carbone della centrale Enel e della nuova “Porto Marghera” a Ca’Cappello di Porto Viro: così i nostri amministratori preparano e benedicono il saccheggio del Polesine obbedendo agli ordini delle segreterie nazionali dei partiti o in nome di logiche spartitorie locali che nulla hanno a che vedere con l’interesse della comunità.
Così la politica diventa sempre più autoreferenziale e si allontana per sempre dai cittadini.
Hanno aderito:
Comitato Bassopolesano Antiterminal, Porto Viro
Comitato Ambiente e Sviluppo, Cavarzere
Comitato Cittadini Liberi, Porto Tolle
Comitato Intercomunale “Aria Pulita”, Sermide e Carbonara Po
Comitato per la difesa della salute e dell'ambiente, Loreo
Comitato "Villadose per l'Ambiente", Villadose
Italia Nostra, Sezione di Rovigo
LIPU, Delegazione provinciale di Rovigo
Medicina Democratica, Sezione Ferrara e Regionale Emilia-Romagna
Medicina Democratica, Sede Nazionale
WWF Sezione di Rovigo
[seguono le adesioni individuali]
centrale carbone Parco delta del po porto tolle porto levante rigassificatori provincia comitati energia
Poi viene la notte dove loro sono lassù a 250 metri da terra, al freddo e pericolosamente senza luce perché Enel toglie la corrente dicendo di assumersi ogni responsabilità. Un piccolo drappello di noi, raccattato alla buona in giornata lavorativa, è laggiù la mattina del venerdì, a cercare un modo per unire la nostra protesta pacifica e civile che dura da anni a questa nonviolenta e fantasiosa di Greenpeace: NO CARBONE - SI PARCO. Si perché lì ci sarebbe il Parco del Delta del Po e basta guardarsi attorno per capirne le ragioni. Ma si tratta di un Parco perennemente in fasce e anche qui servirebbe una svolta.
Viene il sabato: manifestazione di solidarietà organizzata rapidamente con il tam tam. Davanti ai cancelli li salutiamo da sotto con dei palloncini colorati. Vorremmo abbracciarli tutti. Non li lasceremo mai soli, fino a quando scenderanno.
Nemmeno ora che tutto sembra finito li abbiamo davvero lasciati.
Grazie Greenpeace!
Continuiamo nel tema della gravissima crisi ambientale in atto. Come rispondere? Noi piccoli cittadini e abitanti di questo pianeta possiamo fare qualcosa? Spesso i nostri governanti sono presi dall'immediato e non riescono ad alzare lo sguardo per vedere che ci sono cose ben più importanti da salvaguadare per l'interesse di noi tutti!!!breve presentazione :
Il momento più bello della manifestazione di solidarietà con Greenpeace di stamattina davanti ai cancelli della centrale di Porto Tolle: i manifestanti salutano gli "scalatori" di Greenpeace installati sul camino a 250 metri di altezza, che in collegamento radio ringraziano.
l'azione (puoi partecipare qui)

E' prevista per domani mattina sabato 16 dicembre una manifestazione organizzata dal Coordinamento dei comitati per la difesa dell'ambiente davanti ai cancelli della centrale Enel di Polesine Camerini contro il carbone, a sostegno della importante iniziativa di Greenpeace.
Una delegazione del Coordinamento si è recata già questa mattina a portare il sostegno a Greenpeace davanti alla centrale. Qui si è discusso con un dirigente Enel, mentre gli scalatori completavano la scritta. Mentre scriviamo, Greenpeace è ancora a 250 metri di altezza sopra il camino della centrale, aspettando che il Governo accolga le sue richieste.
Sostegno dai verdi regionali e polesani alla iniziativa di Greenpeace.
Ecco come appariva oggi pomeriggio la
scritta fatta dagli attivisti climber di Greenpeace.

di un Piano energetico nazionale che veda nelle sue linee fondamentali un maggiore uso delle energie rinnovabili, il rispetto della normativa nazionale ed europea, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, la partecipazione delle popolazioni locali alle scelte.Al Convegno sono invitati tutti, specialmente coloro che siano interessati ad uno sviluppo attento alla salute ed in sintonia con il territorio.



Ho assistito alla tavola rotonda della CISL sul terminal, centrale e zuccherificio a Porto Viro il 16 ottobre nella mia duplice veste di ambientalista e iscritto CISL (da circa 20 anni).
Ho una prima osservazione di metodo da farle.
La fine dell'incontro era prevista alle 19.30 ed era stato annunciato uno spazio al termine dedicato alle domande. Lei però ha chiuso alle 18.30, subito dopo l'intervento di D'Antoni, mentre una parte della sala se ne stava andando, prendendolo a pretesto per non consentire a nessuno di intervenire.
Alle mie obiezioni, ha risposto che D'Antoni doveva andare via. Ma io (e certamente altri) avrei voluto fare una domanda a Lei. Dovrò accontentarmi di fargliela ora per iscritto. Francamente, che a un convegno del mio sindacato vi sia come relatore il consigliere di Confindustria Banzato mentre io non posso neanche fare una domanda al mio Segretario, mi sembra il mondo alla rovescia.
Mi consolo pensando che la stessa sorte è toccata agli amici RSU dello zuccherificio, anche loro zittiti dalla affrettata conclusione anticipata. Siamo stati più bravi noi del Coordinamento provinciale dei Comitati, che a luglio abbiamo lasciato loro spazio durante la serata con Beppe Grillo in piazza a Porto Viro. Addirittura meglio della CISL si è comportata Assindustria a giugno a Rovigo, ammettendo al tavolo dei relatori un rappresentante del Comitato Antiterminal.
A proposito di zuccherificio, a me è sembrata una vera canagliata associarlo nel titolo del convegno a due opere discutibilissime come terminal e centrale. Che “incompatibilità ambientale” (per citare il titolo) può mai avere la riconversione dello zuccherificio? Vi sono mai state obiezioni da parte di qualcuno? L'utilizzo strumentale del dramma dei lavoratori di Contarina a sostegno della tesi pro carbone e pro terminal del convegno è una cosa che mi fa vergognare.
In effetti il convegno è stato un incontro a tesi, tutto a favore del carbone e del terminal, di Edison e Enel. Leggendo la Sua relazione lo potranno capire tutti.
Non le contesterò le 16 righe che Lei a pag. 5 dedica al nucleare (ma che c'entrava?) e l'involontario effetto comico che al termine di quella Sua tirata nuclearista provoca la frase “Premetto che non rientro tra coloro che auspicano il ritorno al nucleare”.
Non le contesterò gli errori della Sua relazione (ad esempio a pagina 6 il definire “rinnovabile” l'energia da rifiuti, al pari del sole e del vento, o che il petrolio è la sostanza più inquinante in circolazione (pag. 9). Le ricordo – per stare in tema - che le centrali a carbone producono mercurio, metallo pesante tossico per i pesci e quindi anche per l'uomo lungo la catena alimentare). Lei dopotutto è un sindacalista, non un esperto di energia o un biologo.
Non le contesterò la sottovalutazione del Parco del Delta e dei risultati fin qui ottenuti (pag. 3 e 4): forse dimentica che appositamente la politica ha creato il Parco debolissimo, perché non incida e non disturbi. Ma Lei è un sindacalista, non un politico.
Non le contesterò il “sasso nello stagno” della proposta di bruciare rifiuti nella centrale di Porto Tolle (pag. 12): è chiaro che Lei pensa che così i rifiuti scompaiano, mentre in realtà niente si distrugge e si moltiplicano i veleni. Lei dopotutto è un sindacalista, non un fisico.
Ma farò una domanda al sindacalista, che avrei voluto farle alla fine del convegno se me ne avesse data l'opportunità.
Come fa a fidarsi delle rassicurazioni dell'Enel sull'occupazione e delle sue garanzie sul “carbone pulito”? Come fa il sindacato a fidarsi di un'azienda così? Un'azienda che è stata condannata sei mesi fa per inquinamento e danneggiamento continuato dal 1996 al 2005!
Chi ci assicura che l'Enel farà bene in futuro quello che ha fatto male per oltre 10 anni almeno (dico “almeno” per garantismo, ma sappiamo tutti distinguere tra le tante responsabilità reali e le poche che possono essere provate in un'aula di tribunale).
Chi di noi affiderebbe i suoi beni a chi l'ha derubato per anni? Lei farebbe così con i suoi soldi? Credo proprio di no, non sembra stupido. Perché allora vuole che ci comportiamo da stupidi in questa provincia, affidando il nostro futuro a un'azienda inaffidabile, che oltretutto potrebbe decidere la chiusura della centrale dall'oggi al domani se lo trovasse conveniente?
Nella mia opinione, questo non è neanche ambientalismo, solo buon senso.
Ma è triste che a favore dell'Enel parli il sindacato, non trova? Lasciamo pure che ne parli bene Assindustria, ma noi?
Scopro al termine di questa lettera che la vera “incompatibilità ambientale” è quella tra me e il mio sindacato. Riceva pertanto le mie dimissioni, che formalizzerò nei prossimi giorni restituendo la mia delega. A Lei non farà né caldo né freddo, ma per me è un pezzo della mia vita. Lei ci ha detto di aver voluto gettare “sassi nello stagno”, anche se qualcuno viene colpito dai suoi sassi vedo che non fa differenza.
Distintamente
Giorgio Penolazzi, Villadose 18.10.2006

Parco si dichiara fermamente contrario.

ltempo.
io forestale e della Protezione civile.
regolamento che voleva, o ha voluto, "mettere le briglie" all'attività di controllo. Massimo Benà ha affrontato poi il problema del Parco che vede crescere attorno a sè insediamenti (il rigassificatore di Porto Levante appunto e la centrale Enel che funziona tuttora ad olio combustibile e che vorrebbero convertire - udite udite - a carbone!!!) tutt'altro che compatibili con le attività di protezione richieste da una zona di pregio come il Delta del Po.
