30 ottobre 2006

Grazie Report

Grande puntata di Report su RaiTre ieri sera sul tema rigassificatori, con la partecipazione speciale dal Polesine di Tosca, Luigi, Luigino, l'assessore Nonnato, l'avvocato Matteo Ceruti e l'avvocato dello Stato Giampaolo Schiesaro.
Così si sarà finalmente capito quanto irrazionale è questo sviluppo... del tubo!
Oggi dalle 16 il giornalista autore del servizio, Michele Buono, sarà in linea con gli ascoltatori per commenti e curiosità sul forum di Report.
La trascrizione dell'intero servizio è disponibile qui.

29 ottobre 2006

Premio Uomo dell'anno in Polesine

Cari affezionati lettori vi annuncio che ho deciso di istituire il premio

Uomo dell'anno in Polesine

per chi si sia particolarmente distinto nella nostra terra, nel bene o nel male, nel corso del 2006

I premi saranno naturalmente simbolici.
Per votare inviate una mail al seguente indirizzo: Lavocetta@gmail.com, o cliccate qui a fianco.

Lancio subito alcuni dei nomi superfavoriti (prima le donne):
il sostituto procuratore Manuela Fasolato
il giudice Lorenzo Miazzi
il comico Beppe Grillo
il segretario provinciale della Cisl Orazio Trambaiolli
il Presidente della Provincia Federico Saccardin
il Commissario del Parco Luigi Migliorini

Attendo inoltre le vostre segnalazioni per altri candidati.

20 ottobre 2006

Cisl, primi effetti del convegno: dimissioni dal sindacato


Lettera aperta a Orazio Trambaiolli, segretario provinciale della CISL

Ho assistito alla tavola rotonda della CISL sul terminal, centrale e zuccherificio a Porto Viro il 16 ottobre nella mia duplice veste di ambientalista e iscritto CISL (da circa 20 anni).
Ho una prima osservazione di metodo da farle.
La fine dell'incontro era prevista alle 19.30 ed era stato annunciato uno spazio al termine dedicato alle domande. Lei però ha chiuso alle 18.30, subito dopo l'intervento di D'Antoni, mentre una parte della sala se ne stava andando, prendendolo a pretesto per non consentire a nessuno di intervenire.
Alle mie obiezioni, ha risposto che D'Antoni doveva andare via. Ma io (e certamente altri) avrei voluto fare una domanda a Lei. Dovrò accontentarmi di fargliela ora per iscritto. Francamente, che a un convegno del mio sindacato vi sia come relatore il consigliere di Confindustria Banzato mentre io non posso neanche fare una domanda al mio Segretario, mi sembra il mondo alla rovescia.
Mi consolo pensando che la stessa sorte è toccata agli amici RSU dello zuccherificio, anche loro zittiti dalla affrettata conclusione anticipata. Siamo stati più bravi noi del Coordinamento provinciale dei Comitati, che a luglio abbiamo lasciato loro spazio durante la serata con Beppe Grillo in piazza a Porto Viro. Addirittura meglio della CISL si è comportata Assindustria a giugno a Rovigo, ammettendo al tavolo dei relatori un rappresentante del Comitato Antiterminal.

A proposito di zuccherificio, a me è sembrata una vera canagliata associarlo nel titolo del convegno a due opere discutibilissime come terminal e centrale. Che “incompatibilità ambientale” (per citare il titolo) può mai avere la riconversione dello zuccherificio? Vi sono mai state obiezioni da parte di qualcuno? L'utilizzo strumentale del dramma dei lavoratori di Contarina a sostegno della tesi pro carbone e pro terminal del convegno è una cosa che mi fa vergognare.
In effetti il convegno è stato un incontro a tesi, tutto a favore del carbone e del terminal, di Edison e Enel. Leggendo la Sua relazione lo potranno capire tutti.

Non le contesterò le 16 righe che Lei a pag. 5 dedica al nucleare (ma che c'entrava?) e l'involontario effetto comico che al termine di quella Sua tirata nuclearista provoca la frase “Premetto che non rientro tra coloro che auspicano il ritorno al nucleare”.
Non le contesterò gli errori della Sua relazione (ad esempio a pagina 6 il definire “rinnovabile” l'energia da rifiuti, al pari del sole e del vento, o che il petrolio è la sostanza più inquinante in circolazione (pag. 9). Le ricordo – per stare in tema - che le centrali a carbone producono mercurio, metallo pesante tossico per i pesci e quindi anche per l'uomo lungo la catena alimentare). Lei dopotutto è un sindacalista, non un esperto di energia o un biologo.
Non le contesterò la sottovalutazione del Parco del Delta e dei risultati fin qui ottenuti (pag. 3 e 4): forse dimentica che appositamente la politica ha creato il Parco debolissimo, perché non incida e non disturbi. Ma Lei è un sindacalista, non un politico.
Non le contesterò il “sasso nello stagno” della proposta di bruciare rifiuti nella centrale di Porto Tolle (pag. 12): è chiaro che Lei pensa che così i rifiuti scompaiano, mentre in realtà niente si distrugge e si moltiplicano i veleni. Lei dopotutto è un sindacalista, non un fisico.

Ma farò una domanda al sindacalista, che avrei voluto farle alla fine del convegno se me ne avesse data l'opportunità.
Come fa a fidarsi delle rassicurazioni dell'Enel sull'occupazione e delle sue garanzie sul “carbone pulito”? Come fa il sindacato a fidarsi di un'azienda così? Un'azienda che è stata condannata sei mesi fa per inquinamento e danneggiamento continuato dal 1996 al 2005!
Chi ci assicura che l'Enel farà bene in futuro quello che ha fatto male per oltre 10 anni almeno (dico “almeno” per garantismo, ma sappiamo tutti distinguere tra le tante responsabilità reali e le poche che possono essere provate in un'aula di tribunale).
Chi di noi affiderebbe i suoi beni a chi l'ha derubato per anni? Lei farebbe così con i suoi soldi? Credo proprio di no, non sembra stupido. Perché allora vuole che ci comportiamo da stupidi in questa provincia, affidando il nostro futuro a un'azienda inaffidabile, che oltretutto potrebbe decidere la chiusura della centrale dall'oggi al domani se lo trovasse conveniente?
Nella mia opinione, questo non è neanche ambientalismo, solo buon senso.
Ma è triste che a favore dell'Enel parli il sindacato, non trova? Lasciamo pure che ne parli bene Assindustria, ma noi?
Scopro al termine di questa lettera che la vera “incompatibilità ambientale” è quella tra me e il mio sindacato. Riceva pertanto le mie dimissioni, che formalizzerò nei prossimi giorni restituendo la mia delega. A Lei non farà né caldo né freddo, ma per me è un pezzo della mia vita. Lei ci ha detto di aver voluto gettare “sassi nello stagno”, anche se qualcuno viene colpito dai suoi sassi vedo che non fa differenza.

Distintamente
Giorgio Penolazzi, Villadose 18.10.2006


17 ottobre 2006

La Cisl a D'Antoni: "Intercedi a Roma per il distretto energetico nel Delta"


Faccio un (primo, breve: devo ancora riprendermi) resoconto del convegno di ieri 16 ottobre organizzato dalla Cisl a Porto Viro dal titolo "Terminal, Centrale e Zuccherificio: grandi opportunità di sviluppo o incompatibilità ambientali?"

Erano invitate tutte le principali cariche istituzionali della provincia, compresi naturalmente gli onorevoli polesani.
La Cisl era presente in tutte le sue forme.
Ma il principale ospite era il Viceministro allo sviluppo e all'economia Sergio D'Antoni che del resto era "tra i suoi", essendo stato segretario generale della Cisl per molti anni.
Duro è stato per me rimanere ad ascoltare la interpretazione dei fatti come l'ha lentamente snocciolata nella sua interminabile relazione (qui la relazione) dal canto suo il segretario provinciale della Cisl, Orazio Trambaiolli.
Secondo Trambaiolli la politica locale avrebbe preferito la risposta populista "assecondando di fatto tutti i comitati anti -tutto e tutti". Ed inoltre: "Molte sono state le occasioni per cui, preoccupati più per le posizioni dei comitati o di qualche partito polesano appiattito sul Parco del Delta per l'ecosistema o per l'impatto ambientale, la scelta più conveniente è stata quella di porre il classico NO [...] Ecco perchè alla proposta di riconversione della centrale si è detto NO. All'insediamento del terminal gasifero si è risposto ancora NO. In merito alla riconversione dello zuccherificio non si è riscontrata grande convinzione. Ha prevalso la cultura dell'inconsistenza rispetto agli impegni assunti, che equivale ad una espressa rinuncia al governo di quelle "legittime preoccupazioni" che devono esistere e spronarci, verso un maggiore senso di responsabilità."
(Peccato, non c'eravamo accorti di tutti questi no fermi e decisi ...)
Sempre nella sua relazione diverse le provocazioni forti, come la nostalgia per il nucleare: "Nel novembre 1987 l'Italia, grazie all'uso demagogico dello strumento referendario, ha rinunciato alla produzione di energia nucleare. Quel voto, nè consapevole nè informato, fu grandemente influenzato dall'onda emotiva provocata dal disastro di Chernobyl".
Dulcis in fundo: "Perchè non chiedere all'Enel che quel 5% di produzione alternativa a cui è tenuta, per effetto del protocollo di Kyoto, non sia generata dai rifiuti prodotti nel nostro territorio, riducendo così i costi di Comuni e cittadini?"
(qualcuno usciva gridando "vergogna!!!")

Franco Sech, segretario regionale Cisl, è intervenuto incentrando il suo discorso sull'esigenza di energia e sulla diversificazione delle fonti. Secondo Sech il Piano energetico regionale non è ancora andato in discussione e si dovrà valutare la bontà di questa idea (davvero) innovativa di un distretto energetico da sviluppare qui in Polesine, anche per sfruttare le vie d'acqua.

Dall'alto della Confederazione Nazionale Renzo Bellini ha parlato di sviluppo sostenibile. L'85% della energia la importiamo e i costi aumentano di anno in anno. Caro Trambaiolli, è meglio non parlare del nucleare, perchè sembra servano ancora 20 anni per una tecnologia sicura! Il petrolio è la materia prima più inquinante e i costi aumenteranno: si deve sostituire. (Come?) Primo: si deve passare al carbone pulito, produce CO2 è vero, ma nell'ambito della energia complessiva nazionale si può fare qui a Porto Tolle. Secondo: si devono costruire rigassificatori per ridurre la dipendenza da Russia e Algeria. Terzo: si deveo aumentare il numero dei termovalorizzatori.
(nient'altro?)

Noi non abbiamo potuto parlare. Nessuno dal pubblico. Un caso? Avremmo detto la nostra, contestualizzato e messi i puntini sulle "i". E avremmo parlato dell'importanza del Parco naturale nel Delta del Po (che sta facendo la fine del topo). Non sarebbe stato facile chiuderci la bocca. (sarà un caso...)
E pensare che lì perfino l'on. Frigato si è mostrato scettico di fronte alla prospettiva del carbone (seppur pulito) e alla sua coesistenza con lo sviluppo ambientale e turistico dell'area.

Ma evidentemente quelli dalla Cisl sono avanti, più avanti di tutti!
Che cos'è mai il Parco naturale, al confronto del distretto dell'energia, nel Delta del Po???!

alcuni articoli dal Gazzettino di Rovigo:
Resoconto del convegno
Dichiarazioni del Commissario del Parco Migliorini

13 ottobre 2006

Il carbone fa bene allo sport

I metodi con cui Enel cerca consenso alla sua politica industriale non vanno troppo per il sottile. Ne parla esplicitamente questo articolo della stampa in cui Enel finanzia con 16mila euro le società sportive del comune di Porto Tolle (come Civitavecchia sede di una centrale Enel). Sembra che esista un progetto "Enel per lo sport" non per caso nei comuni dove possiede le centrali. In cambio una cosa da niente: esporre striscioni con la scritta "Enel: l'energia che ti ascolta".
Insomma un'opera quasi "buona".E da sfruttare, come sembra dire l'assessore con delega allo sport di Porto Tolle.
Ma attenzione: tutto dipenderà dallo stato di avazamento del progetto di conversione a carbone. (!!!)
Ma vuoi vedere che anche il mondo del calcio portotollese non si sentirà un po' riconoscente a "mamma" Enel?
A Porto Tolle però qualcuno pesta i piedi contro il carbone anche in maggioranza, come l'assessore Pizzo (PRC).
E oggi i Verdi del Veneto richiamano il Governo perchè dia segnali inequivocabili di contrarietà alla conversione a carbone.

08 ottobre 2006

Conversione a carbone: dal 5 ottobre entro 30 giorni le osservazioni

foto gentilmente linkata dal "i miei momenti nel Delta "di Nicola Donà

Il progetto di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle sembra essere vicino all'ottenimento della Via dal Ministero. Dico "sembra" perchè voci di corridoio e notizie sulla stampa si alternano, tra pressioni molto forti e dichiarazioni di netta contrarietà, rendendo difficile capire quale sia la reale situazione. Anche l'ente Parco si dichiara fermamente contrario.

Devo dire che al di sopra di tutto regna l'ottimismo di Enel, che grazie alle sue magnifiche "virtù", riuscirebbe probabilmente ad indorare qualsiasi maledetta pillola e a farla ingoiare quasi a chiunque governi o abiti il territorio.
Rimane per fortuna quel timido "quasi". Sapete anche voi che certe volte basta un piccolo quasi per cambiare le cose. E io ci spero. Pensate al processo per inquinamento ambientale svolto ad Adria contro Enel: chi realisticamente si sarebbe immaginato che si sarebbe concluso con la condanna della potente Enel?
Il giudice Lorenzo Miazzi ha da poco depositato le motivazioni della sentenza
(leggi la sentenza)
Oltre alla speranza, approfitto dello spazio sul mio blog per fare da eco all'avviso che Enel ha depositato presso gli uffici della Regione la documentazione che va ad integrare secondo le richieste del Ministero il progetto di conversione a carbone. Dal 5 di ottobre entro 30 giorni le osservazioni dovranno essere inviate al Ministero.

Mano alle penne amici ambientalisti e animalisti da tutto il mondo: aiutateci a salvare il nostro Delta del Po dal mostro a carbone. Scrivete al Ministero dell'ambiente e della tutela del Territorio e al Ministero per i beni e le attività culturali perchè non conceda l'autorizzazione alla conversione a carbone.

05 ottobre 2006

Acqua come male comune


Non voglio commentare (perchè mi lascerei troppo andare) gli articoli di ieri e di oggi sulla crisi dell'azienda pubblica che gestisce l'acqua e sulla pensata veramente"geniale" degli aumenti delle tariffe, fino ad una tariffa media di 1,5068 euro al metro cubo con valore retroattivo dal 1° gennaio 2006. (?????)

FATELI VOI I COMMENTI, PLEASE!

Su Famiglia Cristiana di questa settimana c'è un importante articolo di Giuseppe Altamore dal titolo "I buchi nell'acqua" (parte1 e parte2, grazie all'autore e a F.C.) che vi invito caldamente a leggere e meditare.

01 ottobre 2006

Acqua: un bene comune?


Metto il punto interrogativo sul titolo per questo importante tema che sarà oggetto di un incontro pubblico organizzato dai Verdi di Rovigo per giovedì prossimo 5 ottobre, ore 21, Museo dei Grandi fiumi- a Rovigo. Tutti invitati.

L' acqua è un bene da considerare comune: è di tutti, bene necessario per la sopravvivenza, la cui tutela e disponibilità sono importanti per la qualità della vita, un bene prezioso ma senza prezzo, alla cui salvaguardia tutti devono poter concorrere. Un bene che non dovrebbe entrare nelle logiche del mercato dove l'affare è senza dubbio di chi vende e vorrebbe gli utili.

L'incontro nasce oltre che dall'esigenza di sottolineare l'importanza di una seria riflessione sui beni comuni, anche perchè qui in Polesine da più di un anno si dibatte sul malfunzionamento della società pubblica "Polservizi" che gestisce il servizio dell'acqua (vedi articolo di Luca Gigli dal Gazzettino di Rovigo 8/8/2006). La società ha accumulato negli anni un debito enorme e la politica e gli amministratori dovranno ormai trovare i soldi e il bandolo della matassa.
Sarebbe auspicabile che ci fosse anche l'intenzione di far luce sulle responsabilità della gestione, diffuse da destra a sinistra. In genere chi sbaglia paga, ma ora su chi graverà l'enorme debito di Polservizi?
Facile intuirlo: sulla massa silenziosa dei cittadini, che alla fine pagheranno le tariffe rialzate perchè non possono fare diversamente. L'aria che tira è che si debba ricapitalizzare; ovvio che sia necessario un cambio al vertice di presidente e consiglio di amministrazione. Non si dice apertamente, ma poi quatti quatti si alzeranno le tariffe perchè per fare cassa è il buon cittadino ad essere essenziale. E dietro a questo lo spettro della privatizzazione: entrerebbero in gioco aziende private o addirittura multinazionali.
Ma chi ci garantisce che un nuovo consiglio di amministrazione ed un nuovo presidente scelti non si sa come (o meglio si sa bene come ...) riusciranno a far funzionare "il carrozzone" che altri hanno mandato allo sfascio? Ma se anche lo faranno funzionare, le tariffe aumenteranno lo stesso?
Il discorso non convince.
E' necessario chiarire il senso e ripensare la logica con cui si sceglie di gestire un bene come l'acqua, se è vero che questo bene è pubblico.
Intanto a Villadose il sindaco prudentemente accantona i soldi per la ricapitalizzazione di Polservizi, ricavandoli dal quel pozzo inesauribile di denari che è la sempreverde discarica di rifiuti Taglietto. E così il cerchio si chiude (e più che un ciclo integrato diventa "integratissimo").

17 settembre 2006

Qui Porto Levante: La Manifestazione contro la caccia


Direttamente dalla manifestazione: partecipazione direi modesta, forse inferiore alle attese, probabilmente per buona parte a causa del maltempo.
I partecipanti sono però stati premiati alla fine oltre che dallo spuntino gentilmente offerto dalle associazioni organizzatrici e dallo spuntare del sole, soprattutto dai fenicotteri in volo che hanno sorvolato a stormi più volte le nostre teste nel corso della manifestazione. Un particolare: gli esperti ornitologi locali affermano che siano diventati stanziali nel nostro Delta.
Scarsa la partecipazione della popolazione locale, che si affacciava più che altro per curiosità.

La manifestazione si svolgeva in contemporanea all'annuale esercitazione antincendio a Rosolina che coinvolgeva il personale del Servizio forestale e della Protezione civile.
Massimo Benà del WWF di Rovigo ha spiegato che le verifiche di illegittimità per quanto riguarda la caccia in valle non sono per niente facili: è un campo aperto, ti vedono arrivare. Ma già oggi primo giorno di caccia, numerose sono state le illegittimità rilevate e undici i verbali elevati dalle guardie venatorie, anche per uso di richiami acustici e fucili irregolari. Da notare che le guardie provinciali vedono la presenza solo delle associazioni venatorie, mentre quelle ambientaliste da più di un anno si sono ritirate protestando contro un regolamento che voleva, o ha voluto, "mettere le briglie" all'attività di controllo. Massimo Benà ha affrontato poi il problema del Parco che vede crescere attorno a sè insediamenti (il rigassificatore di Porto Levante appunto e la centrale Enel che funziona tuttora ad olio combustibile e che vorrebbero convertire - udite udite - a carbone!!!) tutt'altro che compatibili con le attività di protezione richieste da una zona di pregio come il Delta del Po.
La Lega per la abolizione della caccia sta raccogliendo le firme per la trasformazione del Parco da regionale (che ha mostrato in questi anni evidenti mancanze come ente di protezione dell'area umida del Delta) a nazionale. Pieno appoggio all'iniziativa: anch'io preferirei che il Parco fosse nazionale - anche se temo che non sia per niente facile ...

Vi invito caldamente a visitare l'impareggiabile blog di Menotti compreso l'album fotografico

16 settembre 2006

domani 17 settembre manifestazione contro la caccia nel Delta

Se anche tu non ami che si uccidano animali indifesi senza alcuna necessità ma quasi per gioco, vieni domani alla manifestazione contro la caccia nel Delta a Porto Levante.

qui il programma dettagliato della manifestazione organizzato dalle associazioni animaliste e ambientaliste.
Schiaccia la caccia!

12 settembre 2006

Posto sotto sequestro uno dei tanti cantieri del terminal. Ceruti: cosa si aspetta ad intervenire?

Un cantiere del Terminal è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del Noe di Venezia e di Adria. Si tratterebbe di un isolotto artificiale a 600 metri dalla costa costruito senza le dovute autorizzazioni (vedere inoltre la pagina di "La Nuova Ecologia").

Nessuno dei cantieri a terra è stato posto sotto sequestro, nonostante il fatto che la Procura ritenga che il terminal gasiero rischi di produrre danni rilevanti all'ecosistema deltizio.

Pubblico un intervento dell'avvocato Matteo Ceruti, legale del Comitato Bassopolesano Antiterminal, che da una parte mette in risalto le numerose illegittimità che accompagnano la costruzione del terminal di rigassificazione e del metanodotto Porto Viro - Minerbio, e dall'altra si preoccupa che la giustizia (penale, amministrativa e persino "europea") arrivi a concludere che il terminal è illegittimo troppo tardi, ad opera funestamente completata.
La richiesta al Ministro di (almeno) una sospensione delle decisioni è quindi giusta, ragionevole e misurata.
Anch'io sono d'accordo. Alfonso, perchè non intervieni?

La posizione dei Verdi del Veneto in questo comunicato

11 settembre 2006

I carabinieri sul Terminal !!!


E' dell'altro ieri l'articolo de "Il Resto Del Carlino"(apparso anche su La Voce di Rovigo) in cui si rende palese che sul Terminal c'è una vera e propria inchiesta guidata dal Sostituto Procuratore Manuela Fasolato nota a tutti per il processo contro Enel appena concluso ad Adria (in cui Enel è stata condannata per danni all'ambiente). Il motivo principale sarebbe la violazione del Piano d'Area che infatti vieterebbe i movimenti di terra e scavi nelle aree interessate proprio alla costruzione del gasdotto (un particolare da niente!)
Chissà che ancora una volta, dove non è possibile rispettare le regole scritte e non scritte, come il buonsenso, ci sia almeno un po' di giustizia!

09 settembre 2006

manifestazione nazionale contro la caccia nel Delta


Grazie alle associazioni ambientaliste e animaliste locali e nazionali riunite nel Coordinamento Protezionista Veneto (CPV) il nostro Delta del Po diviene la sede di manifestazioni di protesta di portata nazionale, come questa contro la caccia nel Delta di domenica prossima 17 settembre a Porto Levante (Rovigo; vedi locandina per dettagli).
Il recente decreto 251 del 16 agosto 2006 è finalizzato (art. 1) "ad assicurare la conformita' dell'ordinamento italiano alla normativa comunitaria concernente la conservazione della fauna selvatica contro le preaperture" della stagione venatoria, consentite gli anni scorsi da deroghe regionali, secondo la normativa europea del tutto illegittime.
La recentissima sentenza del TAR del Lazio ha accolto il ricorso della LAV contro una interpretazione riduttiva del decreto che voleva limitare il divieto di preapertura alle sole Zone di Protezione Speciale: il divieto alla preapertura riguarderebbe invece tutto il territorio nazionale (come si legge all'art. 3 del decreto).
La manifestazione si svolgerà in contemporanea nella prima giornata di apertura della stagione venatoria ed il luogo scelto non è per niente casuale.
Ricordo che in contemporanea alla protesta contro la caccia, la LAC raccoglierà le firme per trasformare il Parco Regionale del Delta del Po in Parco Nazionale, dove finalmente le logiche campanilistiche ed i ragionamenti particolari non avrebbero più ragione. Chi poi potrebbe pensare di far coesistere una centrale a carbone (o a olio combustibile), un terminal rigassificatore e compagnia bella con un parco nazionale?
Le associazioni venatorie sono in grado di esercitare forti pressioni per controllare il territorio del Delta e molte contrarietà che ci sono state alla nascita e alla reale creazione di un Parco del Delta derivano dalla opposizione dei cacciatori. Se non mi sbaglio ora i cacciatori sono entrati nella comunità del Parco, ma ancora oggi in certi luoghi del Delta le parole "Parco" e "ambientalista" sono viste come il fumo negli occhi, sono parole degradanti di cui ci si dovrebbe vergognare (incredibile vero?).
Al di là dei problemi culturali quello che più conta è che molti sarebbero gli interessi che girerebbero attorno a questa attività. Alcuni di essi non proprio alla luce del sole.

Chi su questi argomenti voglia acculturarsi un po' visiti il blog di Menotti
scarica la locandina

04 settembre 2006

Rigassificatori: dal Sit-in di Roma del 30 agosto a Porto Viro

Rieccoci alle prese con i rigassificatori. Per l'esigenza di energia, e contro temibili e per taluni assolutamente certi black-out, non mancano le Regioni che si candidano volontariamente ad ospitarli. Ma cosa pensa la gente di quelle regioni? Non sarebbe giusto chiederlo?
Del resto non sarà un caso se in tutta Italia spuntano comitati più o meno agguerriti contro questi impianti. Chi li propone spende buona parte del suo tempo ad assicurare che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da un deposito enorme di gas metano, non c'è assolutamente pericolo. Ma l'argomento convincente, da quello che capisco, è che i rigassificatori sono "buoni" perchè consentirebbero un approvvigionamento variabile per le fonti , secondo il mercato, quindi più conveniente. E a proposito di questa convenienza: siamo proprio sicuri di fare bene? A leggere questo documento- appello vengono i brividi perchè sembra che l'altra faccia della medaglia sul prezzo anche del gas non sia per niente bella.
Qui approfondimenti sulla Nigeria e la negazione dei diritti

Per quanto concerne il problema sicurezza ricordo che ad una assemblea pubblica a Porto Viro, ai tempi dell'Ing. Zambon, ci si chiedeva se esistevano compagnie assicurative che avrebbero stipulato contratti per impianti di questo tipo e sembrava a tutti che sarebbe stato arduo. E' così? Chi garantisce? Quali sarebbero i danni? E chi pagherebbe?

In ogni caso come sapete il giorno 30 di agosto, cioè il giorno dell'insediamento della "cabina di regia" sui rigassificatori del Governo Prodi si sono dati appuntamento a Roma i comitati da tutta Italia per un Sit-in. Questo il comunicato:
"Il giorno 30 agosto alle ore 12 davanti a Palazzo Chigi si svolgerà un presidio nazionale di protesta di tutti i Comitati territoriali (Livorno-Pisa, Rovigo, Ravenna, Trieste, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Agrigento) che si stanno battendo nel nostro paese contro la localizzazione e costruzione dei rigassificatori.
Chiederemo di essere ricevuti dal presidente del Consiglio Romano Prodi - che lo stesso giorno insedierà la “cabina di regia” sull’energia, di cui faranno parte i Ministri dello sviluppo economico Pierluigi Bersani, dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta - per richiamarlo al rispetto del programma dell’Unione che prevede il dialogo e il coinvolgimento delle popolazioni, in materia di grandi impianti, incluso i rigassificatori.
I Comitati contro i rigassificatori, aderenti alla Rete Nazionale contro i Grandi impianti energetici a combustibili fossili, rilanceranno anche la richiesta di una moratoria sulle localizzazioni e la redazione di un serio e coerente piano energetico nazionale che preveda programmi di efficienza, risparmio energetico e sviluppo di fonti energetiche rinnovabili di cui il paese ha urgente bisogno, se non vuole rimanere il fanalino di coda dell’Europa.
Nell’occasione, i partecipanti al Presidio incontreranno la stampa per fare il punto della situazione, sottolineare a necessità del rispetto delle regole democratiche da parte del Governo (Costituzione italiana e normative europee) e far presente che senza il consenso delle popolazioni locali non si possono imporre localizzazioni dall’alto.
Non vogliamo che la cabina di regia si trasformi in “cabina di comando”, esautorando i processi indispensabili di dialogo e partecipazione democratica alle scelte."

Anche il Coordinamento dei comitati aveva i suoi rappresentanti alla manifestazione di Roma, tra questi Luigi Flamini, presidente del comitato contro il Terminal di Porto Viro che di ritorno ha risposto alle mie domande.
Infine sembra che la Provincia si metta ancora di traverso sulla questione Terminal, anche se il Presidente Saccardin assicura che non si tratta di una questione politica (deludendo ancora una volta chi sperava che lo fosse).

Segnalo infine che il settimanale nazionale Carta, uscito sabato 2 settembre, contiene un articolo di Gianni Belloni che riguarda le battaglie ambientaliste dei comitati polesani.

22 agosto 2006

Porto Tolle ed Enel in agitazione: è possibile?

Sono apparsi di seguito alcuni importanti articoli che danno da pensare ... C'è il "solito" Nonnato, Assessore provinciale, che non molla sul Terminal - e giustamente! - chiedendosi se l'Edison ha davvero tutte le carte in regola ( e a proposito del rigassificatore sembra che il 30 di agosto sia una data importante perchè il governo decida il da farsi).
Per quanto riguarda la conversione della centrale sono apparsi importanti interventi del sindaco di Porto Tolle Finotti, un articolo stupefacente di un certo Gianni Sparapan (sarà forse il professore poeta? la penna non sembrerebbe la stessa!) e un richiamo al governo della stessa Enel perchè, in sintesi, non la tiri troppo per le lunghe (del resto ve lo dicevo che proprio ad agosto c'è da stare in campana!). In ogni caso c'è agitazione e mi chiedo: perchè mai?

Ne è passato di tempo da quando, due anni fa, tutti o quasi tutti erano contro il carbone, perfino l'attuale Assessore regionale Coppola, che con una espressione colorita a proposito dell'ipotesi carbone, affermava che Finotti avrebbe bruciato persino i bambini pur di bruciare qualcosa in centrale! e l'attuale Consigliere regionale dei DS Carlo A. Azzi che agitava la possibile chiusura della centrale, commuovendo provvisoriamente anche alcuni ambientalisti storicamente impegnati contro il mostro, da trent'anni incatenato nel posto più incantevole del Delta. Come in un miraggio, credevano di avercela finalmente fatta.

In questi due anni trascorsi, e mentre si è svolto un processo e la condanna per inquinamento ambientale di Enel, a cui purtroppo non è stato dato il dovuto risalto, le diverse posizioni come in un grande calderone hanno continuato a ribollire. E "per magia" il frutto di questa lunghissima ebollizione è che tutti si sono nel frattempo o addormentati o piegati alla forse nemmeno voluta, ma "ineluttabile" conversione - ebbene sì - a carbone!!!
Nessuno più s'indigna per una proposta che a chiunque non sia del luogo e sappia che esiste un Parco del Delta sembrerebbe perlomeno un p0' troppo azzardata, per non dire perfettamente ridicola.

La soluzione potrebbe essere facile: dovremmo semplicemente uscire per un po' dal nostro piccolo mondo e ricominciare , magari imparando di nuovo come i bambini a dare il nome giusto alle cose: area industriale è diverso da Parco naturale; agricoltura di qualità = cibo sano, diverso da cibo contaminato da cui derivano anche i guai per la salute (vedi Dott. Montanari) ; ambiente salubre si ottiene con aria e acqua non inquinati; il pesce al mercurio fa male alla salute, e così via ...

12 agosto 2006

il Canton del Grillo scende in campo contro la conversione a carbone

Pubblico integralmente su questa pagina l'articolo scritto dal "Canton del Grillo" apparso in parte sul Gazzettino e su La Voce di Rovigo, pochi giorni dopo la venuta di Beppe Grillo in Polesine.
Come sappiamo dopo qualche giorno il Presidente Saccardin ha rilasciato una intervista che sa tanto di rivincita, considerando evidentemente persa la "partita" con Grillo. L'intervista aveva per titolo "L'ambiente non può essere tutelato dai comici".
Bene. Possiamo stare tranquilli. Siamo tutti con il Presidente. Non siamo nelle mani di comici e saltimbanchi, ma nelle mani di Saccardin che vigila e vigilerà.
Ma ... sarà grazie a questa continua e pressante tutela sull'ambiente da parte di Saccardin che Enel é stata condannata al processo di Adria?
Noi dubitiamo, e molto. E lo fa meglio di tutti Giorgio Crepaldi (Comitato Cittadini liberi di Porto Tolle), che di tale processo sa più di qualcosa, e riguardo a ciò di cui si vanta il Presidente fa le opportune precisazioni.

Intanto il fronte degli Amici di Beppe Grillo , sorpreso dalle parole del Presidente Saccardin verso Grillo, reagisce con energia :
"Paradossalmente è stato più difficile portare la scienza in una sede istituzionale come nel palazzo della provincia, che in piazza come è successo mercoledì scorso. Prova ne stà che la reazione di massa in quella serata è stata molto positiva, arrivando a quota 9.374.98€ per il microscopio del dott. Montanari. Purtroppo la stesso non si può dire della reazione del nostro presidente di provincia, dipendente dei cittadini rodigini, Federico Saccardin che molto coraggiosamente ha risposto a Grillo compiacendolo della sua attività esternando il suo onore di averlo a fianco dicendo chiaramente di “frequentare” quotidianamente il suo blog. Ecco che due giorni dopo ne esce con un articolo in cui parla di quella giornata unicamente per dire che “l'ambiente non può essere tutelato dai comici “. Il tutto senza alcun rispetto del dottor Stefano Montanari (Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena), del prof. Gianni Tamino (docente di Biologia dell'Università Padova) e del prof. Virgilio Bettini (docente dell'Università di Venezia ed esperto di valutazione di impatto ambientale) che hanno esposto con estrema precisioni i motivi perché la conversione a carbone è un’autentica follia. “Grillo è un comico e dopo lo spettacolo non rimane in Polesine”. Bene, caro dipendente Saccardin!! Sappia che Grillo non è solo e che il meet-up padovano (canton del Grillo), ben rappresentato anche nel Polesine, insieme ai comitati, seguirà la situazione costantemente.[qui l'articolo continua ...]
In seguito ad altre lettere critiche sull'intervento di Beppe Grillo, di cui una di un certo Luigino Zanetti , il gruppo è intervenuto nuovamente con un altro articolo, non so se pubblicato.

Ma gli affari non si fermano mai e, nonostante il periodo vacanziero, soprattutto a PortoTolle sembra esserci grande movimento e interesse attorno alla conversione della centrale.
Appunto qui questo articolo (il Gazzettino di Rovigo, ven 11 agosto 2006) in cui si parla delle cifre di investimento di Enel per la costruzione della centrale a carbone. A quanto pare c'è grande attesa e tutto gira principalmente attorno al comune di Porto Tolle.
Riporto un breve ma saliente passaggio per capire il particolare punto di vista dei portotollesi.
"La riconversione della centrale viene vista come un volano per lo sviluppo economico del comune. Nella convenzione che verrà stipulata con la società elettrica uno dei punti centrali sarà la condizione di privilegio per le imprese e la manodopera locale. [...]«Infatti il Consorzio Camerini non nasce contro l'altro consorzio nato nel comune - evidenzia Zanetti - ma per ampliare le rispettive possibilità di aggiudicarsi e mantenere sul territorio una fetta dell'investimento di 1,6-2 miliardi di euro che l'Enel intende fare. Quello che si annuncia sarà uno dei cantieri più grandi d'Europa, con punte di 2-3mila persone all'opera. In qualche modo si tornerà al periodo a cavallo degli anni 70 e 80, si consoliderà la popolazione del comune che oggi è scesa a quota 10.300 offrendo ai giovani la possibilità di lavorare qui invece di emigrare. Senza contare l'opportunità di sviluppo per la nostra imprenditoria»."

A quanto pare non c'è traccia purtroppo di alcuna esitazione riguardo ad un progetto che per noi rimane allo stato attuale ancora una ipotesi, nè alcuna considerazione che esuli dall'interesse economico.

29 luglio 2006

Tempo di vacanze

Sono già di ritorno. Vacanze brevi ... ma intense! Un po' di Sud Tirolo è quello che ci vuole per immergersi in un mondo (quasi) fantastico e dimenticare i piccoli guai.

Escursioni di giorno tra torrenti rapidi e gelidi, direttamente dal ghiacciaio. Se non ci sei abituato come me, ti sembra incredibile che tanta acqua di continuo scenda giù, senza esurirsi. Grazie al ghiacciaio che sopravvive.
Per noi alla sera a Vipiteno cucina regionale del Sud Tirolo. Mentre i tedeschi in visita osavano coraggiosamente pizza e spaghetti ... !!!

Prima di partire non poteva certamente mancare la visita al castello (Castel Tasso). Gli arredi sono originali.
Ti immagini le persone che vivevano lì dentro, la nostra guida ci dice che erano più piccoli perchè la statura media era di 1 metro e mezzo. Poche le stanze riscaldate d'inverno, tra cui quella del sacerdote, unico studioso (i soliti privilegiati!). I servi dormivano ammucchiati sia d'inverno che d'estate. Acqua piovana raccolta nel pozzo interno, filtrata dalla sabbia. C'era pure il ponte levatoio, ora non più. Rimane il cancello con punte aguzze che scendeva improvvisamente a chiudere l'ingresso, meglio spostarsi.
Sala probabilmente delle torture e prigione senza finestre in cui il prigioniero veniva letteralmente gettato dall'alto.
Le armi sono in mostra nella "sala d'armi". Ci si uccideva con la forza bruta. Mi chiedo se non servisse più coraggio di adesso.

Valle d'Isarco quanto sei bella! Se non fosse per quella autostrada che ti passa in mezzo ...

14 luglio 2006

12 luglio ore 21.30 : Beppe Grillo in "La scienza in piazza" della Repubblica

La piazza era piena. La gente è venuta da tutto il Polesine e non solo. Un Beppe Grillo graffiante e assolutamente poco diplomatico, come sempre. Accanto a lui il prof. Gianni Tamino e il dott. Stefano Montanari.
Spazio anche a Vincenzo e ai lavoratori dello zuccherificio di Porto Viro, chiuso ed in attesa di essere riconvertito per la produzione di bioetanolo. Tante le promesse, ma ancora non si vede nulla.
Dal palco Grillo non si è risparmiato. E l'energia è stato il tema centrale. "Fate le centrali, ma con i vostri soldi, non con i nostri soldi!". Enel presa di mira, anche per il depliant distribuito per le case "La centrale di oggi ... e quella di domani". Quella di oggi nella foto tutta nera, brutta, inquinante e deturpante. Quella di domani con le cupole e il prato all'inglese. Questa sarebbe l'informazione...
Anche Tamino nel suo lungo discorso ha parlato della necessità di considerare l'energia e la sua produzione in termini globali: quanta ne serve per estrarre il carbone, quanta energia per portare il carbone con i camion, con le navi e quanta se ne produce: fatto il rapporto tra energia spesa e ricavata saremmo intorno al 5%. E l' anidride carbonica che viene emessa? Di tutti gli animali solo l'uomo produce rifiuti e non riesce ad imparare a rispettare l'importanza dei cicli biologici, dove le energie si rinnovano attraverso trasformazioni continue. E la combustione non è un processo ecologico.
Montanari - che è stato consulente della Procura di Rovigo nel processo in cui Enel è stata condannata per emissioni inquinanti e insieme alla moglie dott.ssa Gatti collabora tuttora per gli studi sulla preoccupante incidenza di malattie tumorali della provincia di Rovigo - ha parlato delle nanopatologie, malattie che derivano dall'ingresso di nanoparticelle nel nostro corpo che possono dare origine a stati infiammatori continui e trasformarsi poi in patologie tumorali. Ora gli è stato tolto il suo strumento di lavoro, un microscopio elettronico a scansione ambientale, per motivi burocratici trasferito all'Università di Modena, dove giace imballato e smontato. E' perciò urgente procurargli un nuovo microscopio - ed è questo lo scopo della raccolta di fondi - con cui il ricercatore possa liberamente continuare le sue importanti ricerche.
Conclusione con Luigino Motteran, portavoce del Coordinamento provinciale dei comitati per la difesa dell'ambiente: "Un enorme ringraziamento a Beppe Grillo, questo uomo formidabile che non ha paura di niente, sempre vicino ai più deboli! E' venuto per difendere questo nostro Delta che rischia di essere distrutto! Qui si sta facendo un deposito di metano liquido tra i più grandi del mondo! [...] Dopo 25 anni della vecchia centrale che doveva essere chiusa ora ce ne danno un'altra! Nonostante la condanna che ha avuto l'Enel al processo di Adria, nonostante che tutto il mondo non voglia più usare il carbone. Allora noi dobbiamo dire, dopo 25 anni di disastri e di morti, adesso basta! E' ora di finirla!"

Nelle foto gli "amici di Beppe Grillo" e i comitati polesani che hanno raccolto i fondi: più di 9000 euro! Credo che come polesani possiamo essere contenti.

Da Radio Radicale tutti gli interventi della serata.

Dal Gazzettino di oggi l' intervista a Saccardin dal titolo "La tutela del territorio spetta ai politici",
la risposta immancabile di Enel e l'articolo sulla serata.

13 luglio 2006

12 Luglio ore 18: Grillo in Provincia


Queste sono le prime immagini della giornata di ieri. Inizio con l'appuntamento, organizzato dal Coordinamento Provinciale dei Comitati per la Difesa dell'Ambiente, delle ore 18 con le istituzioni che governano il territorio del Delta. Presenti la maggior parte dei comuni del Parco. Assenti i comuni di Corbola e di Papozze. Buona la rappresentanza degli Amministratori Provinciali, gentili padroni di casa.
Molto scarsa la presenza della Regione: presente solo l'assessore Coppola e il Consigliere Azzi. Appare evidente che l'appuntamento sia stato come minimo snobbato.
Peccato: chi era presente ha certamente potuto arricchire le sue conoscenze dal contributo dei relatori, tutti di fama internazionale: dal Prof. Virginio Bettini esperto di analisi di impatto ambientale, al Dott. Stefano Montanari esperto di nanopatologie, al Prof. Gianni Tamino esperto dai cicli biologici agli inceneritori.
Tra i relatori il Commissario straordinario del Parco Luigi Migliorini e l'Avvocato Matteo Ceruti. Quest'ultimo nella sua relazione ha evidenziato l'importanza della sentenza del processo Enel e ripercorso la storia dei patti territoriali, dalla cui libera interpretazione deriva la completamente irrazionale ed illogica costruzione del Terminal e di un gasdotto che attraversa il Polesine per più di 100 km, senza poter in alcun modo essere utile alla conversione a gas della centrale di Polesine Camerini, conversione necessaria (lo sarebbe dal '97, solo 9 anni senza rispettare la normativa...) per il rispetto della Legge istitutiva del Parco Regionale veneto del Delta del Po.
Nell'occasione si è fatto anch'egli portavoce delle battaglie per la difesa del Delta dei comitati polesani evidenziando che la monetizzazione che viene chiesta dalle parti, in cambio della inosservanza dei patti e del "disturbo" che si crea nel territorio, con impianti invasivi e ad alto impatto, come il gasdotto in costruzione a Porto Levante, non sono un corrispettivo adeguato in nessun modo. Se proprio è necessario si chiede che il corrispettivo sia solo su base ambientale, con una maggiore tutela del Delta stesso. Tutela che sarebbe di certo garantita dalla creazione di un Parco Nazionale (applausi dalla loggia).
Nella loggia presenti "gli amici di Beppe Grillo", oltre ai comitati e ai cittadini sensibili e interessati alle questioni ambientaliste.

nelle foto dall'alto
1. la loggia;
2. Grillo con Bettini, Montanari e dietro Motteran portavoce del Coordinamento dei comitati;
3. il Presidente della Provincia F. Saccardin;
4. gli amministratori di Provincia, Regione e Comuni del Parco;
5. l'avv. Matteo Ceruti nella sua relazione;
6. la conclusione del portavoce dei comitati Motteran.

Il resoconto da Il Gazzettino nella pagina del Nordest di Alberto Garbellini
IMPORTANTE! grazie a Radio Radicale qui trovate tutti gli interventi registrati

05 luglio 2006

Arrivano i nostri: Beppe da noi il 12 Luglio


Vorrei trovare le parole migliori, le più stupevoli e le più grate per dire a tutti che il grande Beppe sarà proprio qui con noi il 12 luglio prossimo: La scienza in piazza! Per salvare il Delta!
Perchè in piazza? perchè lì c'è tanta gente che lo ascolterà con orecchie e cuore.
cosa vuoi fartene di tanti ingegneri supertecnologici (con tutto il rispetto) dal cuore di ferro, se poi sanno le cose e fanno il contrario?
E' più facile per un cammello ...

Ecco allora: la scienza per la gente semplice, che quello che sa, come si suol dire, lo mette in opera. E si ricorda di quello che dici, anche se come sempre non si può fare di ogni erba un fascio.

Per ringraziarti caro Beppe ti abbracciamo fin d'ora : sei proprio uno di noi.

Per oggi credo di aver quasi esagerato con le massime, i detti pop e i proverbi.
Vi lascio la locandina un po' apocalittica e bellissima che pubblicizza l'evento, utile alla raccolta fondi per il microscopio a scansione ambientale che serve al Dott. Montanari di Nanodiagnostics per continuare le ricerche.

Scarica e diffondi la locandina