25 ottobre 2011

Che c'entra l'etica con i cambiamenti climatici?

Difficile dire quale sia stato il migliore fra gli autorevoli interventi del Convegno "Oltre il carbone- una risposta alla crisi" organizzato al Centro Don Bosco in preparazione della manifestazione nazionale fermiamo il carbone del 29 ottobre: da Scalia ad Onufrio, da Ceruti  a Boschetti, da Bardi  a Gasparini chi scegliere?
Eppure una delle relazioni mi ha molto colpito. Si tratta della relazione he aveva per titolo "Etica e clima" di Matteo Mascia (Fondazione Lanza) e vorrei riproporla ai lettori di questo blog, nei suoi tratti essenziali (mi si perdoni l'approssimazione...).

Secondo Mascia il problema dei cambiamenti climatici e i danni derivanti dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse energetiche, ci costringono a considerare da una parte che le risorse sono limitate e che le attività umane hanno un impatto sulla natura, che può non essere reversibile;  dall'altra  evidenziano la necessità che la dimensione etica possa diventare centrale rispetto agli indirizzi politici ed economici della comunità internazionale.

Si tratterebbe infatti di operare avendo di fronte tre importanti questioni di giustizia. La prima: giustizia nei confronti dei poveri, senza cibo nè acqua, senza la possibilità di soddisfare i bisogni primari, per l'impossibilità di accedere ad una sufficiente quantità di energia elettrica.
Se anche i poveri potessero disporre di energia questo si tradurrebbe rapidamente in: vita, salute, democrazia e libertà.

La seconda questione da affrontare è  secondo Mascia quella della giustizia nei confronti delle giovani generazioni e delle generazioni future che non hanno voce. Si tratta di assicurare loro la disponibilità dell'energia e delle risorse nel tempo, così come ne abbiamo potuto disporre noi, senza che possano esaurirsi.

La terza ed ultima è una forma di giustizia che riguarda il  mondo dei viventi: è la responsabilità verso la natura che ha valore in quanto tale. Natura in cui bellezza e fragilità sono strettamente legate.

Conclusione di Mascia: la crisi ecologica è perciò anche una crisi culturale. Serve un allargamento della base morale. 
"I diritti fondamentali non possono ormai più prescindere dall'impegno per l'ambiente".

... musica per le mie orecchie!

05 ottobre 2011

Lotta del governo ai blogger e all'informazione libera: mi unisco alla protesta

 Dal sito del Il Fatto Quotidiano
La pagina di apertura di Wikipedia (enciclopedia libera consultabile sul web), ora ha una nuova schemata. Una lettera su sfondo verde accoglie gli utenti: “Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero”.

Il motivo dell’iniziativa si legge poche righe più in basso: il comma 29 del ddl Intercettazioni. Secondo questa norma, si legge nel comunicato “chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto, indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive, di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti”.

Il meccanismo di funzionamento del sito prevede che qualsiasi utente possa aggiungere contenuti e modificare quelli postati da altri, se li ritengono inesatti. Per gli utenti di Wikipedia, firmatari della lettera “l’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce un’ inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza”. Da qui la decisione di bloccare il sito: qualunque parola digitata nel motore di ricerca rimanda esclusivamente alla lettera di protesta.

30 settembre 2011

No Coke Polesine: Convegno e manifestazione nazionale contro il carbone

Cari lettori di questo blog  sono il Ramarro del Delta.
Lavocetta  mi dice che non ha dimenticato gli impegni presi con voi, di raccontare  le sue particolari riflessioni su temi di attualità dall'ambiente ai diritti, con particolare riferimento ai fatti che riguardano il Polesine e il Delta.
Infatti è impegnata in altri blog  e offre così il suo modesto contributo  per un futuro diverso del Polesine  (e di tutta Italia) contro l'uso del carbone, insieme a molti altri. 
Ci sarà infatti una importantissima manifestazione nazionale contro il carbone ad Adria  il 29 ottobre prossimo ed un Convegno "Oltre il carbone" il giorno 8 ottobre a Rovigo a cui vi invita a partecipare, portando amici. 
Qui il link al Blog: No Coke Polesine dove troverete tutte le notizie sul convegno (ormai pronto) e sulla manifestazione (ancora in preparazione).

verdi saluti rasoterra
Ramarro del Delta

06 settembre 2011

Perchè NO alla riconversione a carbone- a chi servono le centrali

da sinistra: Bruno, Lucilla, Maria Luisa, Matteo 
(foto di Giorgio)

Presto sapremo i dettagli della manifestazione nazionale contro il carbone che si sta organizzando per fine ottobre.
Il Comitato organizzatore ha previsto di non perdere l'occasione del XVI MERCATO DELLA CENTURIAZIONE ROMANA del 3 e 4 settembre per tenere calda l'informazione sulla centrale a carbone che Enel prevede di costruire nel nostro Delta del Po.
Nella foto alcuni membri del comitato al gazebo presente alla manifestazione. 
Sotto il testo del volantino distribuito ai partecipanti e il nuovo Logo del Comitato.



PERCHE’ NO ALLA RICONVERSIONE A CARBONE DELLA CENTRALE ENEL DI PORTO TOLLE

LA CENTRALE A CARBONE EMETTERA’ 2800 TONNELLATE ALL’ANNO DI OSSIDI DI AZOTO, QUANTO 3,5 MILIONI DI AUTO.
Esposizione a livelli anche relativamente bassi di biossido di azoto provoca una aumentata reattività bronchiale negli asmatici e un aumentato rischio di infezioni delle vie respiratorie, specialmente nei soggetti molto giovani.

25 luglio 2011

Modifica della legge del Parco: perché procedere a tutti i costi? Meglio salute, ambiente e bellezza


Per chi come noi crede ancora che la politica debba e possa avere il primato nelle decisioni che riguardano la programmazione del territorio, soprattutto per opere ad alto impatto come un’enorme centrale termoelettrica, è inevitabile chiedersi se sia Enel a muovere i fili del Consiglio regionale veneto per la modifica dell’articolo 30 della legge sul Parco del delta del Po.
Questo fatto tuttavia non sarebbe sufficiente a spiegare la determinazione con cui la assurda modifica, che non porterà perciò ad alcuna revisione sostanziale del progetto bocciato dal Consiglio di Stato, viene portata avanti.
L’intento di operare modifiche legislative per favorire

22 luglio 2011

Carbone nel Parco: manda una mail al Presidente Zaia e al Consiglio regionale


Cari lettori, come sapete in questi giorni in Consiglio regionale del Veneto si sta svolgendo la discussione del disegno di legge per la modifica dell' articolo 30 della Legge istitutiva del Parco regionale veneto del Delta del Po (Legge regionale n. 36/1997).

Non sono un'esperta in materia, ma come si legge di seguito l'articolo 30

16 luglio 2011

Carbone: preistoria della tecnologia

Molto partecipato l'incontro di martedì 12 luglio scorso, presso l'Auditorio di Via Pighin a Rovigo, organizzato dalle associazioni ambientaliste, dal titolo "Carbone, preistoria della tecnologia" e coordinato da Nicola Cappello, giornalista de"Il Resto del Carlino" e di "La nuova ecologia".
Relatori dell'incontro in ordine di intervento: l'avvocato Matteo Ceruti, il fisico Massimo Scalia, Alessandro Giannì (Greenpeace), Eddi Boschetti (WWF), Stefano Ciafani (Legambiente).

10 giugno 2011

Dimmi di Sì

Intervista a Matteo Ceruti, legale dei ricorrenti al Consiglio di Stato

Ho sottoposto al legale delle associazioni ricorrenti contro il Progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini - comune di Porto Tolle (Ro) alcune domande per chiarire i dubbi  in una materia certamente non facile.
La sua è, in questo caso, probabilmente la voce più autorevole tra quelle

08 giugno 2011

HOME

Un film da vedere e da mostrare a tutti. E' una preziosa opera frutto del lavoro di molte persone che amano la terra e gli esseri che la abitano.


05 giugno 2011

Arturo Lorenzoni: il fotovoltaico fra due-tre anni sarà l'energia più conveniente

Per tutti coloro che non amano l'impiego dei combustibili fossili per ottenere energia e per noi del "fronte anticarbòn" e  contrari all'energia nucleare da fissione, mi sembra molto importante questo articolo di ieri:

“Il fotovoltaico fai da te fra due anni sarà l’energia più conveniente”
 di Andrea Bertaglio
Da Il Fatto Quotidiano del 4 giugno 2011

Secondo uno studio del professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell'università di Padova, nel 2013 sarà raggiunta la “grid parity”: il prezzo del chilowattora per autoconsumo prodotto con panelli solari sarà uguale a quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica.
Nessuno l'aveva previsto. (leggi il resto sul sito de Il Fatto)

28 maggio 2011

Ecco i video della serata ad Adria: Boschetti (WWF), i medici Mocci e Ghirga, l'avvocato Matteo Ceruti

Qui i video promessi nel precedente post:

parte 1:
Introduzione di Giulia Casellato, Rete dei comitati ambientali polesani
Intervento di Eddi Boschetti, presidente provinciale WWF Rovigo



parte 2:
In collegamento via Skype da Civitavecchia i medici per l'ambiente:
dott. Mauro Mocci
dott. Giovanni Ghirga



parte 3:
Intervento dell'avvocato Matteo Ceruti, legale delle associazioni e degli operatori economici che hanno ricorso al Consiglio di Stato

27 maggio 2011

Sentenza Consiglio di Stato contro progetto a carbone

Qui le motivazioni della sentenza con cui il Consiglio di Stato accoglie il ricorso delle associazioni ambientaliste e degli operatori economici del turismo e della pesca contro il parere di V.I.A. positivo del ministero dell'Ambiente al progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.

La sentenza di condanna confermata in Cassazione - processo Enel per inquinamento e danneggiamento

Visto che l'avvocato Matteo Ceruti  ha raccomandato la lettura nelle scuole della sentenza del giudice Lorenzo Miazzi in primo grado contro Enel, per inquinamento e danneggiamento, confermata in Cassazione, perchè  rappresenta una lettura della storia di una comunità inquinata nell'ambiente e nelle coscienze, la ripubblico in questo post. 
Buona lettura

La sentenza

26 maggio 2011

Incontro dei ricorrenti al Consiglio di Stato "L'occasione della svolta"- breve resoconto della serata.

Ieri sera ad Adria l'incontro organizzato dalle associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra e Legambiente con i comitati locali, per la spiegazione delle motivazioni delle sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato riguardanti la centrale Enel dio Porto Tolle, era affollatissimo. 
Presenti molte delle persone che da anni partecipano alle attività per la difesa del territorio e anche diversi politici locali, più sensibili alle tematiche ambientali.

Nella sua introduzione all'incontro Giulia Casellato ha a lungo spiegato le ragioni che hanno portato i ricorrenti al Consiglio di Stato ad incontrare i polesani. 
L'intento era quello di provare a ristabilire un contatto fra le persone della comunità polesana, di riaprire un dialogo fra le parti che superasse le ideologie e andasse oltre la necessità impellente del mantenimento di un posto di lavoro che non può ergersi a ragione unica da sè sufficiente per imporsi su tutto e tutti, "in modo quasi disumano". Il tutto per la possibilità di ripensare un futuro diverso, in particolare per il Delta.
Credo che gli organizzatori siano riusciti a veicolare, almeno in parte, le ragioni forti che animano le loro azioni, andando spesso contro  il proprio personale interesse in termini di tempo e di soldi. E spesso anche in termini di solitudine (nota mia personale).

Più volte negli interventi dei relatori è stata ribadita l'assenza di una politica più forte, capace di progettare lo sviluppo del territorio, senza dover cedere ai ricatti di potentati economici come Enel.

Eddi Boschetti, presidente provinciale del WWF, ha descritto le ragioni del ricorso al Consiglio di Stato contro il progetto di riconversione della centrale a carbone. E oltre alle critiche sulla scelta del combustibile, il carbone, quando Enel avrebbe tranquillamente potuto utilizzare il metano anche grazie al rigassificatore, ha sottolineato quanto gli aspetti logistici del progetto per l'alimentazione della centrale ed il trasporto del materiale di scarto rappresentino un forte motivo di contrasto, per la salvaguardia del territorio, anche rispetto alla normativa europea che riguarda le aree umide.

Grazie a Giorgio Crepaldi sono avventuti due collegamenti in diretta con i medici per l'ambiente che seguono da anni la vicenda della centrale di Civitavecchia: il dottor Mauro Mocci ed il pediatra dottor Giovanni Ghirga. Mocci ha spiegato come con pochi milioni di Euro distribuiti ai comuni Enel abbia rotto il fronte dei sindaci inizialmente contrari al progetto carbone. La zona della centrale  a carbone di Civitavecchia starebbe diventando sempre più degradata, un po' alla volta sede di tutto ciò che nessuno vorrebbe vicino: ora si parla anche di una megadiscarica di rifiuti oltre al fatto che la centrale brucia in parte anche il CDR. Giovanni Ghirga invece si è soffermato sugli aspetti della tossicità legata all'uso del carbone come combustibile, in particolare per gli aspetti teratogeni.

Da ultimo l'avvocato dei ricorrenti Matteo Ceruti ha voluto prima di tutto rimarcare l'importanza di una sentenza che fa giustizia per le persone comuni: la legge è uguale per tutti. E ha voluto fare presente a chi con dichiarazioni a mezzo stampa sembra non saperlo che hanno diritto di ricorrere contro i provvedimenti presi dai più alti livelli delle istituzioni tutti i cittadini: l'Italia è uno Stato di diritto.
Successivamente è entrato nel dettaglio delle sentenze contro Enel. La prima in Cassazione, processo contro Enel per inquinamento ambientale e gettito di materiale pericoloso, che ha confermato la sentenza in primo grado del giudice Miazzi. Raccomandandone la lettura nelle scuole, Ceruti ha letto qualcuno dei passaggi in cui il giudice riflette sulla quasi totale assenza dell'attività di controllo  e sulla debolezza delle Istituzioni  e della politica locale contro Enel.
Riguardo  il ricorso al Consiglio di Stato contro la conversione a carbone, l'avvocato ha spiegato  come due siano le principali ragioni accolte:  la prima è che il confronto del carbone con altri combustibili di pari o minor impatto ambientale rispetto al metano non reggerebbe secondo la documentazione disposta dagli organismi competenti; la seconda delle ragioni accolte sarebbe relativa al Principio di precauzione, rispetto alla emissione di certi inquinanti che, come dichiarato da Enel nel progetto, supererebbero i parametri indicati dalla normativa europea.

Molti gli interventi successivi dal pubblico di politici e ambientalisti presenti. L'incontro si è concluso in tarda serata.
A detta degli organizzatori questa rappresenterebbe solo la prima tappa. In futuro ci saranno altri incontri. Il prossimo forse con i sindacati.

(Presto on line il filmato)
Aggiornamento del 28 maggio: ecco i video caricati qui.

23 maggio 2011

Voci dei ricorrenti al Consiglio di Stato contro riconversione a carbone 3

Vista la difficoltà della stampa locale di dare spazio alle voci controcorrente rispetto alla riconversione a carbone, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa il 17 maggio scorso che annulla la VIA ministeriale, nel tentativo di consentire anche alle voci fuori dal coro di raggiungere tutti, pubblico sul mio blog i comunicati originali, inviati alla stampa ma purtroppo in certi casi mai visti.
Vi chiedo di fare altrettanto dai vostri blog o su Facebook.


DICHIARAZIONE DEI RICORRENTI SULLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A ROMA DAVANTI AL CONSIGLIO DI STATO CONTRO L’ANNULLAMENTO DEL PROGETTO CARBONE DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE.

Una manifestazione davanti al Consiglio di Stato costituisce espressione di una pericolosa concezione giacobina della giustizia, che si esprime nella piazza e non nelle aule giudiziarie, antitetica ad uno stato di diritto in cui una Magistratura indipendente deve assicurare il rispetto della legge e non la volontà popolare.
Senza contare che la volontà dei polesani non si misura in qualche pullman di lavoratori della centrale, a cui va il nostro rispetto, ma che non sono l'espressione di una comunità locale: se si vuol conoscere la volontà del Polesine sull'alimentazione a carbone della centrale di Porto Tolle, perché non organizzare una consultazione referendaria?
Ma l'organizzazione di questa manifestazione davanti ai balconi del Consiglio di Stato  è qualcosa di più di un atto di scorrettezza istituzionale.
Infatti  sono gravi i tempi delicatissimi in cui essa avviene, ossia nel momento in cui è noto il solo dispositivo della sentenza (di accoglimento del ricorso), ma si è in attesa del deposito della motivazione, dal cui contenuto dipende se vi saranno o meno spazi per una nuova approvazione del progetto di trasformazione a carbone, attualmente bocciato.
Siamo dunque in presenza dell'obiettivo tentativo di condizionare i contenuti della decisione dei Giudici. Tentativo che verrà senz'altro respinto dai Magistrati del Consiglio di Stato, ma che rimane un atto assai grave, e non solo sul piano istituzionale.
Non è chiaro se gli organizzatori e i sostenitori di questa manifestazione, tra cui rappresentanti  delle istituzioni politiche, sindacali ed ecclesiali, siano o meno consapevoli degli effetti che la stessa rischia di produrre.

Agenzie turistiche, Consorzio Operatori Balneari, Villaggi Turistici di Rosolina Mare e Albarella, Consorzio Pescatori DeltaNord, Associazioni ambientaliste e comitato cittadini liberi-Porto Tolle.

Voci dei ricorrenti al Consiglio di Stato contro riconversione a carbone 2: Operatori turistici e balneari


Vista la difficoltà della stampa locale di dare spazio alle voci controcorrente rispetto alla riconversione a carbone, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa il 17 maggio scorso che annulla la VIA ministeriale, nel tentativo di consentire anche alle voci fuori dal coro di raggiungere tutti, pubblico sul mio blog i comunicati originali, inviati alla stampa ma purtroppo in certi casi mai visti.
Vi chiedo di fare altrettanto dai vostri blog o su Facebook.

Gli operatori turistici e balneari di Rosolina mare e Albarella:

Rosolina Mare 21.05.2011

I sottoscritti operatori turistici e balneari del Delta del Po non condividono il movimento di opinione contrario alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.

L’interesse del Polesine non è a favore dell’alimentazione a carbone dell’impianto; anzi, l’azione intrapresa al Consiglio di Stato va proprio nella direzione di tutelare la comunità locale e le attività economiche più importanti e durature, in sintonia con la vocazione turistica e naturale del Delta del Po.

Il settore turistico, in particolar modo a Rosolina Mare e Albarella, assicura oltre 5.000 posti di lavoro tra attività diretta e indotto, per un totale nel 2010 di circa 1.800.000 presenze, mentre il volume d’affari complessivo supera ampiamente i 100 milioni di euro.

La realizzazione del progetto a carbone avrebbe un impatto devastante su queste attività economiche e quindi sulla occupazione che queste assicurano.

Confidiamo che le Istituzioni e le organizzazioni di categoria e sindacali del settore si facciano portavoce delle nostre rivendicazioni.

Trasformare a gas metano l’impianto assicurerebbe altrettanti occupati ed altrettanti appalti del progetto carbone, senza arrecare i gravissimi danni di quest’ultimo.

Non siamo contrari alla centrale di Porto Tolle, ma ad un’alimentazione assolutamente incompatibile con la nostra economia e con il nostro territorio.
In rappresentanza del Consorzio Operatori Balneari, villaggi Rosolina mare e Albarella e agenzie immobiliari turistiche:
FERDINANDO FERRO
RENZO GHEZZO
FEDERICO AVANZI

Voci dei ricorrenti al Consiglio di Stato contro riconversione a carbone 1: Giorgio Crepaldi del Comitato Cittadini Liberi di Porto Tolle

Vista la difficoltà della stampa locale di dare spazio alle voci controcorrente rispetto alla riconversione a carbone, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa il 17 maggio scorso che annulla la VIA ministeriale, nel tentativo di consentire anche alle voci fuori dal coro di raggiungere tutti, pubblico sul mio blog i comunicati originali, inviati alla stampa ma purtroppo in certi casi mai visti.
Vi chiedo di fare altrettanto dai vostri blog o su Facebook.


Giorgio Crepaldi del Comitato Cittadini liberi - Porto Tolle:

E’ una vera e propria rivoluzione degli onesti, quella che negli ultimi mesi sta avvenendo a Porto Tolle, tutti davano per scontato che Enel fosse imbattibile, mentre, con la calma, la costanza e la determinazione di chi è consapevole di essere dalla parte della verità e soprattutto con grande senso di rispetto per la giustizia, abbiamo inflitto al colosso energetico pesantissime sconfitte: condanna della Suprema Corte di Cassazione per i danni cagionati nel passato alla popolazione residente e al territorio del Delta (con il funzionamento ad olio) e, ancor più importante, la recente bocciatura del progetto carbone per opera del tribunale del Consiglio di Stato.

La soddisfazione del comitato è enorme perché siamo riusciti nell’intento di smascherare le false teorie create attorno al carbone, sempre avallate dagli amministratori locali e da quanti, senza cognizione di causa (sindacati
in primis), si sono schierati a favore di una proposta semplicemente scandalosa di portare il più inquinante dei combustibili esistenti all’interno di un ambiente unico com’è appunto il Delta del Po. Non sarà facile dimenticare, ma non vogliamo portar rancore anche se l’offesa subita nell’assistere alla rinuncia della costituzione di parte civile, di tutte le amministrazioni pubbliche venete coinvolte nel processo penale, è stato un’inequivocabile voltafaccia, messo in atto per condizionare a nostro sfavore la battaglia legale che ci ha visti impegnati per quasi un decennio a tutela della salute, delle proprietà e della nostra stessa dignità.

Eppure, dopo tutto, siamo ancora disposti ad accettare l’ingombrante presenza di Enel a pochi passi da casa nostra, a patti che essa cambi totalmente il modo di rapportarsi con il territorio, abbiamo delle sacrosante richieste alle quali non intendiamo rinunciare, si finisca una volta per tutte di offrire copertura e alibi a chi sta condizionando la nostra esistenza a scapito della qualità della vita, dal 2006 la centrale è spenta e non rappresenta più un pericolo, ogni raffronto con il passato è fuori luogo, alle promesse di Enel non crediamo più, è inaffidabile, inadempiente, oltre che disonesta ed arrogante, l’unica possibilità di riconquistare la fiducia della gente è quella di proporre un piano di investimento compatibile con le attività economiche esistenti e l’ambiente in cui l’impianto è inserito, per questo ci par ovvio che si debba assolutamente prendere in esame l’utilizzo del gas-metano, nel rispetto della legalità, come impone l’art. 30 della L.R. n. 36 del 1997. Grazie a quanti ci hanno dato la possibilità di portare avanti questa difficile e pacifica rivoluzione: i legali, la Magistratura, gli operatori turistici, i pescatori, il comune di Rosolina, ma soprattutto la coraggiosa gente comune.

Giorgio Crepaldi (Comitato cittadini liberi, Porto Tolle)