31 marzo 2010

Nuova politica a sinistra


Qui al nord le elezioni per la sinistra non sono andate molto bene. Non ho voglia di fare il solito piagnisteo di chi ha preso una tramvata in faccia. In fondo un po' me lo aspettavo.
Le domande: perchè? Come mai? Cosa abbiamo fatto di male? non sono in più e meritano un esame approfondito, che però è ancora troppo presto fare e che bisogna fare a mente fredda.
Alcuni dati di partenza però secondo me possono essere utili:
  • Il voto a sinistra può dividersi, ma non infinitamente, visto che abbiamo solo un voto da giocarci e alla fine diventa una gara a chi se lo accaparra. Magari una scelta dei candidati portando al voto gli elettori con elezioni primarie sarebbe una pratica da utilizzare di più, anche per il coinvolgimento e la partecipazione dei possibili elettori. Nella Puglia Nichi Vendola ha ottenuto, è vero dopo una lotta furibonda con D'alema, le primarie del centro sinistra. Qui in Veneto non mi risulta che ci siano state le primarie.
  • la Lega ha preso una caterva di voti dai moderati e dalle persone "di buon senso" che temono che un immigrato gli salti in casa e gli rubi tutto quello che ha, quando anche non gli stupri la figlia. Persone che vanno in chiesa e fanno la settimana santa delle ore:hanno votato la Lega che ha vinto anche questa partita.
  • le liste di Grillo sono andate alla grande, anche se in qualche caso non hanno dato esito ad eletti. Credo che lì siano andati molti voti giovani anche della sinistra. Ci sarà una ragione.
  • Anche Vendola ha vinto. Lui che innegabilmente rappresenta la sinistra e ormai direi un centro sinistra, in cui una sinistra credibile e che si rinnova sta diventando egemone. Ha vinto insieme alla sua Fabbrica di Nichi, fenomeno della politica giovanile, vaglielo dire a loro che i giovani non si interessano e hanno in mente solo Grande Fratello.
Ecco per me sono questi i punti di partenza per una analisi che possa servire a costruire una nuova politica, buona per la sinistra e oltre, anche qui in Veneto.

20 marzo 2010

Lega: uno stile sempre più inconfondibile

La campagna elettorale si infervora. I candidati hanno fatto pervenire alle famiglie dépliant coloratissimi, brochure, "santini" di tutte le taglie per farsi propaganda.
Poche le parole, slogan semplici e più o meno indovinati, ma tanto nessuno legge con attenzione. Quello che conta è soprattutto l'immagine, necessariamente ritoccata.
I simboli delle liste, vecchi e nuovi, esposti nei grandi manifesti elettorali sono lì per farsi conoscere, catturando l'attenzione dei passanti.
Ogni volta purtroppo a ridosso delle elezioni inizia una sorta di guerra dei manifesti: vince il più prepotente, cioè colui che senza alcun rispetto per le regole piazza i suoi manifesti anche sopra quello degli altri.
Qui da me vince (probabilmente le elezioni regionali, ma anche) il primo premio della rozza prepotenza la Lega nord, che ha coperto i manifesti di Sel con il faccione di Zaia.
Rozzezza e prepotenza qui da noi sembrano sempre rendere molto sul piano elettorale. Ve l'immaginate voi un Bossi che chiede scusa e permesso?

14 marzo 2010

Manifestazione ieri a Roma- breve riflessione

(nella foto gentilmente trovata in internet: Il cane da guardia della democrazia)

Finalmente è arrivata la giornata di ieri (e dell'altro ieri) per tentare di liberarsi dall'ossessione di dover subire, dalla voce ormai unica e rabbiosa, a reti unificate, del Grande B, offese ed umiliazioni rivolte alle Istituzioni deputate alla difesa delle leggi (regole valide per tutti). All'ultimo attacco i magistrati hanno reagito.
Noi comuni cittadini, che siamo il popolo sovrano e che pnon abbiamo altro che la legge dalla nostra parte, non possiamo che sentirci feriti dalla arroganza dei nostri governanti, che ormai non riescono nemmeno più a ad imbonire nessuno. La maschera è ormai caduta.
Dato che che la Rai ha messo la censura ad ogni trasmissione che parli di politica, proprio mentre si sta svolgendo la campagna elettorale, era possibile seguire la manifestazione a Roma del centro sinistra via internet.
Così abbiamo visto che Piazza del Popolo era piena di gente e di tante bandiere. Abbiamo ascoltato i leader dell'opposizione parlare dal palco ed infiammare i cuori affranti, aprendo alla speranza della possibilità di una alternativa a questo governo.
Le continue sconfitte politiche di questi due anni trascorsi all'opposizione stanno forse facendo maturare nuove possibilità e nuove visioni che, per me, sarebbero state impossibili se non fossero avvenute negli ultimi tempi numerose mobilitazioni spontanee che hanno permesso a molte persone di ritrovare il gusto della politica agita in prima persona.
Mi riferisco in particolare prima al movimento di Beppe Grillo e, soprattutto ora, al Popolo Viola. Uscendo dagli schemi "destra"-"sinistra" hanno consentito una specie di "ritorno alle origini" cioè alla rivalutazione di valori fondanti della nostra democrazia: cittadinanza, legalità e giustizia.
Valori prima portati avanti in particolare dal partito di Di Pietro e ora sempre più rivendicati anche da un "popolo della sinistra" più consapevole che etica e politica non possono essere separate.
Qui le bellissime foto della manifestazione
Qui sotto l'intervento alla manifestazione di Nichi Vendola, candidato alla Regione Puglia e leader di Sinistra ecologia e libertà

07 marzo 2010

Il decreto della vergogna


Questa è la mia azione di protesta contro questo governo indefinibile che cambia le regole del gioco, mentre si sta giocando, per favorire sé stesso.
Un vero atto di forza, un insulto contro di noi inermi cittadini evidentemente un po' fessi perchè ci ostiniamo a rispettare le regole della democrazia.
Scendo in piazza virtuale, con il popolo sovrano dai mille colori della democrazia, anch'io con il mio cartello di protesta.

28 febbraio 2010

Onda nera sul Po, che disastro

(foto dal sito del WWF)
Anche se Bertolaso ci dice di non allarmarci, credo che in questo caso ci sia davvero poco da stare tranquilli, soprattutto per il nostro Delta.
Probabilmente ora è difficile calcolare i danni ambientali, come affermano in questo articolo alcuni esperti.
Spero che i colpevoli siano individuati e che siano puniti in modo esemplare per quello che meritano.
Qui sotto un video che rende bene l'idea di quello che è successo.

17 febbraio 2010

Beppe contro tutti

"Fuori dal Parlamento tutti gli inquisiti; massimo due legislature per tutti e poi ricambio; no al nucleare; non servono nuove centrali, serve solo aumentare l'efficienza; internet per tutti; acqua pubblica ..."
Queste alcune delle rivendicazioni che Beppe Grillo ieri sera a Rovigo ha indicato per presentare la "Lista 5 stelle" che sarà presente anche qui in Veneto, per le regionali.
"Noi siamo lo zero virgola ... lo vedete anche voi che queste persone sul palco non hanno nessuna possibilità (risata generale, si tratta di trentenni, tutti con l'elmetto bianco, del tutto sconosciuti). Bisogna ripartire da qui per ristabilire la fiducia tra cittadini ed istituzioni. [...] Non ci sono altri politici, partiti che possano fare qualcosa: sono tutti dei morti: ditemi il nome di un solo politico valido".
Silenzio generale. Eppure i politici ed i partiti non sono tutti uguali. Qualcuno c'è che si distingue e combatte per difendersi nella melma in cui siamo stati tutti, nostro malgrado, trascinati.

La piazza era affollata nonostante una leggera pioggia. Beppe ha come sempre il grande pregio di rendere leggero e piacevole ogni discorso, anche quando fa molto sul serio.
Però caro Beppe, che su molte cose hai ragione, secondo me è un errore quello di non fare i distinguo e di non fare rete anche con chi la buona politica, pure in mezzo gli squali, l'ha sempre praticata, anche prima di te. Di non riconoscere il merito di alcuni politici che abbiamo. Saranno pochi o pochissimi, però qualcuno c'è. Mi vien in mente un nome e adesso te lo dico, anzi pure te lo scrivo: per esempio Nichi.

14 febbraio 2010

Talebani: la risposta dell'agronomo Zecchin all'assessore Marangon

Nel post precedente avevo brevemente accennato al fatto che l'assessore Marangon aveva definito talebani gli ambientalisti che domenica scorsa si erano riuniti alla Gran Guardia per costituire una Rete in tutto il Polesine per la difesa del territorio dal proliferare degli impianti energetici e di nuove infrastrutture, in assenza di una pianificazione regionale che permetta una riduzione dell'impatto e dell'inquinamento.
L'agronomo G. Zecchin non ha gradito l'appellativo, certamente insolito e del tutto inappropriato, e risponde in modo articolato all'accusa di essere con gli altri ambientalisti presenti un pericoloso estremista.
Qui sotto la sua risposta


L’assessore regionale alle politiche per il territorio Renzo Marangon mi ha definito “talebano”. Volendo significare, credo, che io sono un pericoloso estremista, un terrorista, una persona che odia il progresso e gli altri esseri umani; un termine che viene usato a volte per richiamare ciò che, nell’immaginario collettivo, oggi, è il male assoluto. Assieme al sottoscritto ha definito come “un coro di talebani privi di reale conoscenza delle esigenze del territorio e della popolazione che ci vive” tutte le persone che domenica scorsa, 7 febbraio, hanno partecipato, a Rovigo, alla Gran Guardia, all’incontro organizzato dalla “Rete dei Comitati per la Salute e l’Ambiente”. L’assessore Marangon non usa mezzi termini: per Lui ci sono i buoni e i cattivi; ci sono i progetti validi “per i quali bisogna imparare a dire dei sì“, come l’autostrada Nogara-Curicchi o la Centrale a Carbone, e i progetti ai quali va detto no, come l’impianto a tecnologia complessa di Pincara. Tutto chiaro, semplice, assolutamente tranquillizzante. Come le favole di una volta, come il cibo precotto, il Tg di Fede o i programmi di Enrico Papi. Basta sedere a tavola, accendere la TV e mangiare. Non serve pensare, fare fatica. C’è l’eroe buono, SuperEmme, che vigila, si preoccupa e si fa carico degli interessi della collettività, smaschera i malvagi, lotta per un futuro luminoso e migliore. Perché, secondo il nostro supereroe “il pregiudizio impera nella nuova rete dei comitati, con una concezione del futuro paleo-ambientalista”. Peccato che la realtà sociale, politica, economica attuale sia molto più complessa e le cose spesso non sono come si vuol far credere. Provo a fare due esempi, partendo dall’ottima relazione tenuta dall’architetto Carlo Costantini di Cavarzere, che nel suo intervento ha puntualizzato e documentato la non programmazione della Regione Veneto in questi ultimi dieci anni. Il “Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera” del 2003 bocciato dall’UE; il “Piano Regionale dei Trasporti” mai varato; il Piano Energetico di cui si continua solo a parlare da anni. Anche l’architetto Costantini, per l’assessore Marangon, è un pericoloso talebano. Allora assessore, la invito a rileggere o, meglio, a leggere, la “Carta di Asiago - I fondamenti del buon governo del territorio - febbraio 2004”, che si può facilmente scaricare collegandosi al sito www.ptrc.it. E’ un documento che sta alla base, a fondamento del processo di redazione del nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento della Regione Veneto. E’ stato scritto da personalità di grande valore culturale, professionale ed umano, su incarico della regione stessa. Si tratta di Ulderico Bernardi, sociologo; Ferruccio Bresolin, economista; Paolo Feltrin, politologo; Mario Rigoni Stern, scrittore; Eugenio Turri, geografo ed urbanista. Non voglio togliere a nessuno il gusto della lettura, ma in sostanza il giudizio sulla incapacità della regione e delle amministrazioni locali di programmare il proprio sviluppo, di fare scelte razionali e coerenti sull’uso del territorio, è abbastanza netto. Guarda caso, questi esperti dicono le stesse cose dell’architetto Costantini: evidentemente sono anche loro dei talebani, sig. assessore. Peccato che li abbiate incaricati e pagati Voi per farvi dare uno zero in pagella, in materia di programmazione ed uso del territorio. Personalmente e a titolo di esempio ho difficoltà a comprendere come mai si sia sbandierata per tanti anni la necessità di investire sul trasporto fluviale e ferroviario, per alleggerire il traffico su gomma, più inquinante e costoso, e poi si continua a imporre nuove strade, per di più a pagamento. La seconda questione che le pongo riguarda le decine di impianti a biogas e biomasse che si stanno realizzando in Polesine. Sono buoni o cattivi? Va detto un sì o un no? La centrale di Porto Viro che brucerà 4.000 ettari di coltivazioni e costerà alla collettività 14 milioni di euro all’anno, per 15 posti di lavoro, fa parte della politica regionale per lo sviluppo sostenibile? So già invece cosa pensa della centrale di Borsea, che brucerà olio di palma; per me contribuirà solamente alla deforestazione dell’Indonesia, grazie alla tariffa elettrica incentivata e al suo personale interessamento. Vede assessore, se invece di spendere centinaia di milioni di euro per sostenere queste follie, pure speculazioni che fanno gli interessi di pochi, sotto la falsa parvenza di energia rinnovabile, Lei nel suo mandato avesse fatto approvare un piano regionale per il risparmio energetico negli edifici pubblici e privati, e/o nei trasporti, i benefici per la collettività, per le famiglie, il lavoro, l’ambiente sarebbero stati sicuramente maggiori, e sarebbe stato un intervento di gran lunga più valido rispetto al piano casa che Lei ha fortemente voluto, per dare qualche autorizzazione in deroga alle norme che regolano il settore. Spero che alla fine venga fatto e reso noto il bilancio costi – benefici di questo piano. Per chiudere, le posso assicurare che alla Gran Guardia, domenica scorsa, c’erano tanti rappresentanti di comitati e associazioni ambientaliste e semplici cittadini spinti principalmente non da questioni di campanile, ma dalla consapevolezza che è necessario essere uniti per affrontare le questioni che riguardano l’ambiente, che è un bene di tutti, ma anche l’occupazione, lo sviluppo, il futuro. Uomini e donne assolutamente pacifici, partiti magari da storie e convinzioni personali diverse, ancora capaci di pensare con la loro testa e di impegnarsi gratuitamente e liberamente per qualcosa in cui credono profondamente. Se fosse stato presente se ne sarebbe reso conto e avrebbe potuto assaggiare ottimi dolci, come le “girelle ecologiche”, preparati per l’occasione da alcune signore. Queste persone sono una ricchezza e un bene per la collettività, specialmente in un momento storico e in un paese dove la politica è diventata ben altro rispetto al confronto serio, responsabile e rispettoso delle idee di tutti.

12 febbraio 2010

Dedicato a Marangon

Eccoli lì quei pericolosi estremisti ambientalisti del Polesine che protestano contro il nucleare e il carbone.
Marangon sui giornali li ha definiti "talebani".


Non che le parole dell'assessore facciano più di tanto impressione, ma qualcuno si è sentito offeso.
E' evidente che Marangon non aveva altri argomenti più seri con cui difendersi dall'"attacco" pacifico degli ambientalisti sferrato nello scorso fine settimana alla Gran Guardia. E' la solita vecchissima tattica: se non hai argomenti per vincerli ... tenta almeno di confonderli!!!

11 febbraio 2010

scuola: una riforma epocale?

Fra noi docenti tira una forte aria di rassegnazione. La riforma sulla scuola propagandata come epocale sta per avviarsi tra mille incognite non di piccolo conto. Ma tanto sparare sugli insegnanti è da tempo uno sport molto praticato, e nessuno ci difenderà. Di epocale c'è di sicuro la nostra incapacità di reagire.
Qualcuno resiste nel fare domande, pretendere chiarezza e magari un po' di rispetto. Anche per sapere quale materia di cui conosciamo vagamente il nuovo nome andremo ad insegnare fra qualche mese alle nostre classi prime. Il ministro, da buon italiano, confida probabilmente sulla nostra capacità di improvvisare. Tanto in prima linea ci siamo noi, con i ragazzi e le famiglie piene di sogni e di tante idee confuse dalla propaganda mediatica sul merito, la quota di flessibilità, l'insegnamento laboratoriale, le lingue.
Qui un bell'intervento tutto sui fatti di A.M. Bellesia, da La Tecnica della scuola, sulla riforma.

08 febbraio 2010

Una Rete per il Polesine


Ieri pomeriggio alla Sala Gran Guardia con un Convegno dal titolo "Una Rete per il Polesine che vogliamo" si è presentata alla cittadinanza la neonata Rete dei comitati ambientali del Polesine, dall'estremo ovest (comitati della zona di Castelmassa, il nuovo comitato contro la discarica di rifiuti tossici di Pincara), al medio Polesine comitati di Pontecchio contro la Nogara-mare, e quelli contro la centrale a biomasse di Rovigo) e fino all'estremo est nel basso Polesine (Taglio di Po, Porto Viro e Porto Tolle, Cavarzere, Adria e Loreo e altri).
La sala era piena; presenti numerosi esponenti della politica locale, tra cui Guglielmo Brusco vicepresidente della Provincia e l'assessore all'ambiente Giuliana Gulmanelli.
Gli interventi si sono succeduti senza sosta dall'inizio e fino alla fine dell'incontro, per più di tre ore. I relatori intervenuti hanno posto l'attenzione: sul territorio ed sulla necessità di una sua valorizzazione, in particolare con la difesa del suolo, contro il consumo del territorio con Franco Verzola; sulla necessità di una pianificazione del sistema dei trasporti e della produzione energetica nella regione Veneto con Carlo Costantini; sulla necessità di una messa in rete delle conoscenze e delle forze ambientaliste che si oppongono al degrado del territorio con Vanni Destro.
Naturalmente si è parlato anche di nucleare e delle ipotesi tra i siti di una collocazione in Polesine e alla disponibilità dimostrata da alcuni dei nostri politici locali al governo della Regione.
Il problema della necessità di una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte sul governo del territorio è stato uno dei problemi più sentiti, al centro della discussione. Purtroppo, come ha rilevato nel suo intervento Matteo Ceruti, chi governa il territorio sembra sempre più evitare il coinvolgimento democratico dei cittadini nelle scelte e cerca invece sempre più di fare esclusivamente un'opera di convincimento della bontà di scelte già prese ai vertici delle istituzioni e tra gli addetti ai lavori.

La neonata Rete ha chiuso in bellezza offrendo a tutti un rinfresco casalingo e dato appuntamento a chi interessato ai prossimi incontri in cui organizzare le attività, anche in vista delle prossime elezioni.

25 gennaio 2010

Cuore pugliese, la politica che vorrei


Oggi sarò pugliese e festeggio la vittoria di Vendola alle primarie, ottenute solo dopo una battaglia interna coraggiosa nel Partito democratico e la determinatezza di Vendola nel non arretrare (dopo aver ben governato a detta di tutti per 5 anni) dalla sua auto-candidatura. La questione è giustamente salita fino al livello nazionale, avendo coinvolto e fortemente messo in crisi le strategie dei vertici dei partiti del centro sinistra e in particolare le possibili alleanze con Casini.
In Puglia le strategie nazionali incontrano, o meglio si scontrano con la popolarità di Vendola che sembra letteralmente navigare nell'affetto della sua gente, la quale evidentemente va oltre le astratte alchimie e i calcoli di Massimo D'alema.

La vera partita inizia adesso, contro il centro destra, dopo mesi di estenuante battaglia interna al centro sinistra. Battaglia che però da parte di Vendola è sempre stata pulita e trasparente, vera battaglia politica delle idee, senza mai scadere verso il basso, dove certe volte i suoi avversari l'avrebbero voluta condurre. Una rara lezione di stile della politica che viene da un politico di professione: Nichi Vendola, inaggredibile perfino dall'"antipolitica" grillina.
Come a dire che c'è ancora speranza per la politica, che non tutto è perduto. Che come per Nichi, cuore pugliese, se siamo onesti e ci mettiamo la nostra faccia, anche se stiamo dalla parte dei perdenti, possiamo farcela. Anche quando può sembrare impossibile.

Qui altre notizie

10 gennaio 2010

Il sapore della mia spremuta di arance

Nella nostra bella Italia la verità è che alcune persone vivono in schiavitù e per la maggior parte sono di pelle scura. Succede a Rosarno. Anche le arance che trovo nel mio supermercato, in teoria attento ai problemi etici e sociali, sono forse di Rosarno? Saranno state raccolte da questi schiavi? Come posso sapere se le mie arance non sono contaminate dal sangue di queste persone e dalla violenza della 'ndrangheta?
Oggi lascerò perdere la spremuta di arance, che avrebbe un sapore davvero troppo amaro.
Qui l'intervista a don Luigi Ciotti dell'associazione Libera.

05 gennaio 2010

I regali di Enel agli assessori regionali del Veneto

Le notizie sui pacchi bomba di questi giorni, vedi procura di Reggio Calabria e alla Bocconi a Milano, non fanno per niente ridere.
Ma una notizia, una sola sì. Ed è quella che riporta che ieri alla sede della Regione Veneto sono stati recapitati, tramite corriere, 4 pacchi ben confezionati indirizzati agli assessori.
I pacchi però sono stati scambiati per pacchi bomba, con tutte le conseguenze di allarmi ed evacuazioni del caso, e solo alla fine di tutto si è scoperto che si trattava di regali di Enel agli assessori regionali: semplici lampade, con fili elettrici responsabili di tutto il trambusto.
E' bene quel che finisce bene.
Così però io ingenuamente scopro che a Natale, o meglio ormai per la Befana, le grandi aziende premiano i nostri assessori regionali con dei doni. Chissà quanti ne avranno ricevuti.
In genere un regalo non si rifiuta, ma in questi casi probabilmente sarebbe meglio scoraggiare, e non solo per gli allarmi bomba che si possono provocare.
Ma anche perchè altrimenti anche agli ingenui verrà da pensare che un dono di Enel non è fatto solo per simpatia.

04 gennaio 2010

Un Papa ecologista

(foto gentilmente offerta da A.R.)
Il lungo discorso di Benedetto 16° per la giornata mondiale della Pace 2010, dal titolo "Se vuoi la pace, custodisci il creato" non lascia dubbi: il Papa dice che l'ecologia può rappresentare "la madre" di ogni forma di rispetto e di solidarietà, come per l'ambiente a noi prossimo, o nelle sue implicazioni lontane e globali, così tra le persone e le diverse generazioni.
E' un discorso che ad inizio anno riesce a dare speranza a me e penso anche agli ambientalisti di ogni provenienza.
E' un discorso chiaro che mette ciascuno, anche singolarmente, di fronte alle proprie responsabilità di custode del "creato", che non è nostro ma solo temporaneamente nelle nostre mani.
Diversi sono i passaggi in cui ritrovo concetti che per me devono stare alla base delle azioni e anche di un ragionamento politico che spero possa farsi sempre più concreto, pure in mezzo ai molti ostacoli posti in atto da chi, con poche generosità e lungimiranza, pratica essenzialmente la politica della conservazione dei propri privilegi.

Riporto qui sotto alcuni dei passaggi per me più significativi:

"Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti «profughi ambientali»: persone che, a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono, lo devono lasciare – spesso insieme ai loro beni – per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull’esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute, allo sviluppo.
[...]
Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell’uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato. Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell’economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell’uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo. L’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi, che attualmente sta attraversando – siano esse di carattere economico, alimentare, ambientale o sociale –, sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive compiute e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l’attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità."

24 dicembre 2009

Capodogli spiaggiati, ambasciatori "al confine fra mondi diversi ed uniti"


Per questo Natale vi rimando ad una riflessione sul modo di vivere di noi uomini, abitatori come altri, ma ancora convinti di essere padroni assoluti di questa Terra ed illusi che essa possa fare fronte ai nostri egoismi infiniti.
Tutti abbiamo sofferto per il tragico destino dei capodogli spiaggiati a Peschici, in Puglia. Sembra siano morti per avere inghiottito sacchetti di plastica scambiati per calamari, e scatolette che purtroppo inquinano i mari, o forse per emboli conseguenti ad una troppo rapida emersione. Alcuni di loro solo per una legge del branco.
I loro corpi stanno lì ad ammonirci al confine fra le acque, la terra e il cielo. "Deploriamo le baleniere norvegesi o giapponesi e la loro scriteriata mattanza - dice Carrisi Giuseppe in questo bellissimo articolo - poi uccidiamo questi esseri con un gesto quotidiano, banale, chiedendo un altro sacchetto alla cassa mentre facciamo la spesa. Non siamo più consapevoli delle conseguenze dei nostri comportamenti, anche dei più piccoli. Del reato consumato con la nostra semplice esistenza, ignara di altre esistenze." [...] Se l' universo marino avesse voluto affidare un messaggio per gli uomini, li avrebbe scelti come ambasciatori. E forse in questo modo la loro morte non è così insensata. Forse esiste una ragione che ci riguarda, che ci tocca tutti, nessuno escluso. Il mondo di luce bianca e il mondo di luce blu, divisi e uniti da un sottile strato di azzurro: oltre quel confine così flebile nascondiamo, anche a noi stessi, i rifiuti assassini di un sistema insostenibile."

19 dicembre 2009

Oggi e domani Assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà

(Nella foto il fisico Gianni Mattioli)
Oggi e domani a Roma avrà luogo la prima Assemblea nazionale dei delegati di Sinistra Ecologia e Libertà, la nuova formazione politica che dovrebbe darsi un nuovo simbolo, uno statuto ed eleggere un coordinamento nazionale, come si legge in questa agenzia giornalistica.
Sinistra e Libertà, nata inizialmente sulle ceneri della Sinistra Arcobaleno che fu frammentata per la sconfitta elettorale delle politiche 2008 (non venne superato lo sbarramento del 4% introdotto ad hoc per favorire il bipartitismo PD- PdL) e per le decisioni prese in seguito nei congressi dei partiti della Sinistra PRC e PdC, si è presentata successivamente alle elezioni europee comprendendo Sinistra Democratica (DS che non hanno aderito al PD), i Socialisti, i Verdi, i fuoriusciti dal PdCI (Guidoni e Belillo) ed il MpS (movimento per la Sinistra) formato dai fuoriusciti del PRC e capeggiato da Vendola.
In seguito ai risultati elettorali delle europee, nonostante un abbondante 3% non è stato superato lo sbarramento (del 4% europorcellum), ma anche per un ormai palese contrasto interno ai partiti aderenti, rispetto ad un progetto di unificazione sotto un unico simbolo, ci furono le defezioni del partito dei Verdi e da ultimo del partito Socialista.
In pratica ormai i partiti non sembrano avere più voce in capitolo nella formazione, che però sembra avere tutta l'intenzione di voler procedere verso la costruzione di un nuovo partito, aperto e dove siano messe insieme le differenti culture politiche.
Credo sia una importante sfida, certamente adatta ai tempi che corrono, in cui la gente vuole prendere parte, poter decidere, autoorganizzarsi anche per mezzo del web. Forse è un po' in avanti.
Del resto ci vuole qualcuno capace di guardare tranquillamente l'orizzonte.

17 dicembre 2009

Villadose discariche: dopo Taglietto zero tocca alla Taglietto uno


Ieri sera Consiglio comunale, al volo vi posto le ultime news dal mio bel paesello. Mentre in centro le luci si sprecano ber abbellire la piazza, un po' più in là in piena campagna, in area Taglietto, dopo la Taglietto zero, oramai in esaurimento (credo abbia raggiunto in elevazione quota 13 metri circa) si prevede la riapertura di un'altra discarica detta Taglietto 1 (adiacente a Taglietto 0), di cui era stato fatta la cinturazione perimetrale nel primo progetto di bonifica e riutilizzo.
Anche per Taglietto 1 il progetto, che sta seguendo l'iter di approvazione, prevede la bonifica ed il riutilizzo con ampliamento volumetrico, cioè il conferimento di migliaia di tonnellate di nuovi rifiuti provenienti dal separatore di Sarzano, prodotti dall'avvio che si prevede per il 2011 e fino al 2018 circa.
Tutti sono concordi, tutti ringraziano il Comune di Villadose, specialmente il Consorzio dei rifiuti che ha sempre trovato nell'amministrazione comunale ampia disponibilità al conferimento dei rifiuti di tutta la provincia.
Tugnolo, nuovo presidente del Consorzio RSU, ha detto con chiarezza che il progetto vuole giungere alla chiusura delle bonifiche dell'area Taglietto, perchè dopo il 2018 altri dovranno essere i comuni a rendersi disponibili per il conferimento dei rifiuti.
Ammesso che ciò sia vero ed è tutto da dimostrare, visto che di cose non rispondenti alla realtà ne abbiamo sentite molte fino ad oggi dai vari amministratori, non posso dire che si tratti di una bella consolazione!

14 dicembre 2009

Serve un patto per il clima

E' di oggi la notizia sulla stampa che l'Europa stanzierà 100milioni di euro per il progetto di Enel di cattura e di stoccaggio della CO2 che sarà prodotta dalla futura centrale a carbone di Porto Tolle. Lo stoccaggio sembra farsi strada accanto alla richiesta di estrazione del gas metano di Eni in alto Adriatico: verrebbe pompata la CO2 che prenderebbe il posto e favorirebbe la estrazione del metano e, secondo chi lo propone, in questo modo si potrebbero evitare i problemi legati alla subsidenza. Gli studiosi dell'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste stanno effettuando gli studi per Enel, e quindi anche per l'Eni (vedere articolo di oggi della Voce "Una mano al metano?"di Francesco Campi)
Per ora sembrerebbe una cosa tanto lontana. Non credo che sarà facile.
In ogni caso se le tecnologie di cattura potessero essere utili sarebbe meglio metterle in funzione prima possibile in tutto il mondo, prima che sia troppo tardi.
Ma soprattutto sarebbe molto meglio prevenire che curare: quindi ridurre le emissioni dei gas serra, ed impedire la deforestazione. Meglio investire in fonti rinnovabili, come dice il premio Nobel per la pace Al Gore in questo breve filmato

12 dicembre 2009

Tenuta Ca' Zen, un gioiello nel Delta del Po

Ho trascorso un pomeriggio tra la musica e la bellezza non molto lontano da qui, nel Delta del Po, nella meravigliosa tenuta di Ca' Zen, in comune di Taglio di Po.
La manifestazione è frutto della sinergia fra Italia Nostra, il Comune e la Provincia, nell'intento di far conoscere meglio e di valorizzare i molti tesori presenti in territorio polesano.
Tra le autorità è intervenuto l'assessore provinciale Laura Negri, impegnata con enti e associazioni nella promozione del territorio. La manifestazione di ieri rientra nel tema scelto - "il Settecento" - che vedrà prossimamente altre iniziative, tra cui una mostra a Palazzo Roverella su Mattia Bortoloni, pittore di origine rodigina.
All'inizio nell'Oratorio è stato eseguito da noti musicisti locali un concerto ricco di atmosfera settecentesca con violino,chitarra e clarinetto e i brani più noti di Mozart, Vivaldi e Bach.
Nell'Oratorio è intervenuta la proprietaria, Adelaide Avanzo, che ha raccontato, non senza ironia, la storia della Villa fino ad arrivare alla sua famiglia.
La manifestazione si è conclusa con un buffet, un ottimo tè caldo e la visita alla villa, avendo per guida la signora Elaine, madre di Adelaide e deliziosa figura di lady anglo-irlandese trapiantata in Polesine.
La Villa è ora utilizzata come bed&breakfast, certamente di alta classe, non solo per lo splendore del luogo e gli arredi, ma anche per la splendida accoglienza che a volte solo gli inglesi, e gli irlandesi, sanno offrire.

07 dicembre 2009

Nichi, la politica e le diossine

Io e la Puglia non abbiamo nessun legame, salvo quello che unisce tutte le normali persone che chiedono maggiore protezione per la salute. Protezione che spesso, come in Polesine, e in particolare mi riferisco all'area del Delta del Po, viene messa su un piatto della bilancia, mentre sull'altro ci sono i compromessi e i ricatti di un potere economico e politico che, lungi dal rinnovarsi, ancora fondano le loro basi sullo sfruttamento ambientale.

Forse anche per questa ragione la ricandidatura di Nichi Vendola alla Regione Puglia viene messa in discussione e apertamente ostacolata (ma senza mai dire i perchè), visto il suo impegno a combattere l'inquinamento a suon di leggi e a costruire impianti che sfruttano le fonti rinnovabili.
Come se non contassero le numerose manifestazioni popolari di affetto e soprattutto le manifestazioni ormai evidenti che la gente non ne può più della vecchia politica politicante, che taluni vorrebbero continuare a gestire a tavolino.
Non mancano le voci di chi difende Vendola chiedendo chiarezza ed un confronto serio, che fino ad ora non sembra esserci stato.
Come questa di Magda Terrevoli, verde e assessore della Regione Puglia.

Qui sotto una intervista di Ambiente Italia di sabato scorso su Rai3 sulla nota questione della zona industriale di Taranto